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Erotika
Mogli nude sotto il sole
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Racconto26 min di lettura

Mogli nude sotto il sole

Dice un proverbio: "I buoni vicini sono una benedizione" se poi i due maschi sono diversi al punto di farsi desiderare dalle due femmine, si completeranno tutti a vicenda, perfino lesbicando e lasciandosi fottere il culo.

pennabianca
2 anni fa · 1.3k letture · 1

«È la cosa che ti invidio di più, avere una femmina cosi dotata di seno, nel letto. Mi farebbe impazzire. Rita se n’è accorta, spesso quando facciamo sesso, mi sconvolge dicendo di immaginare una simile situazione.»

Lo guardo e scuoto il capo.

«Purtroppo resterà solo una fantasia conoscendo Anna.»

Lui non replica, anche perché tornano le donne, che ridono divertite e non ci rivelano il motivo. Andiamo a fare il bagno insieme, poi passiamo il resto della giornata rosolarci al sole. Quando sta per calare il sole, con un tramonto stupendo, lui dice che è ora di tornare, altrimenti ci sarà da fare un sacco di fila lungo la super strada. Lo guardo, lo invito a sedersi e godersi il tramonto.

«Non ti preoccupare, te la insegno io una strada alternativa, che non solo non ti fa fare la fila, ma è anche più bella.»

 Ci mettiamo appoggiati ad un tronco, e abbracciando ognuno la propria donna, ci gustiamo questo meraviglioso spettacolo della natura. Quando siamo sulla via del ritorno, costeggiamo un lago molto grande. Lo chiamo, gli dico se gradiscono cenare in un ristorantino sulle rive del lago, dove si mangia della pasta con il coregone fantastica. Poco dopo entriamo nel piccolo ristorante, il proprietario che mi conosce, perché ci fermiamo sempre quando torniamo dal mare, ci fa sedere su di un tavolo posto in riva al lago. Passiamo due ore stupende, in cui scopriamo che le nostre donne, ormai si sono coalizzate, per noi saranno tempi duri. In realtà, è un momento davvero bello, in cui ogni elemento della compagnia, si sente a suo agio. La sera a casa dopo la doccia, ce ne andiamo a letto. Anna è particolarmente eccitata. In genere lo è sempre quando torniamo dalla spiaggia. Si eccita a sentirsi, osservata, desiderata, a vedere tanti cazzi di tutti i tipi. È questo che mi fa impazzire di lei. In spiaggia non si scompone, ma poi nell’intimità, è un lago fra le gambe. La scopo, la faccio godere molto. Dopo due orgasmi sconvolgenti, si gira, mi chiede di prenderla nel culo. Cazzo! Si deve essere eccitata tantissimo, per chiedermi di farle il culo. Solo quando la sua libidine supera un certo limite, si trasforma in una zoccola, così eccitata e desiderosa, di essere sfondata in ogni buco. È successo anche in passato, che era così eccitata, che ho dovuto fermare la macchina in qualche boschetto, per scoparla a bestia. Sono curioso di scoprire, cosa l’sconvolta così tanto, ma adesso non è il momento. Adesso le sfondo il culo, con colpi durissimi, lei mi esorta a spingerlo dentro più forte. Ha un ennesimo orgasmo, poi crolla sfinita esausta, mi chiede di schizzare il mio seme in bocca. Deve proprio essere al massimo, se lo vuole in bocca! Mi sfilo, lo appoggio alle sue labbra, lei mi succhia anche l’anima. Ha una bocca sconvolgente questa sera. Non le resisterebbe nessuno. Finito di godere, la tengo stretta a me, le chiedo chi l’ha eccitata in questo modo.

«Probabilmente il caldo, la situazione in generale.»

Parla con un tono così poco convinto, che non ci crede nemmeno lei. Le rinnovo la domanda, lei solleva lo sguardo, mi dice la verità.

«Mi eccita sapere, che adesso ogni volta che guarderemo Piero e Rita, noi sapremo come sono da nudi, e loro avranno la stessa emozione. Questa cosa me l’ha fatta notare Rita, mi ha anche detto, che spesso noi siamo stati nelle loro fantasie. Io in particolare in quelle di lui, che sogna una spagnola fra le mie tette. E tu hai mai fantasticato su di lei?»

Sorrido e mi sminuisco, dicendo che non c’è confronto, fra lei e Rita, meglio Anna. Mi abbraccia, mi confessa, che è rimasta impressionata, dalla mole e dal cazzo di Piero.

«Duro, deve essere uno spettacolo.»

La guardo stupito. In passato ci sono state tantissime occasioni di questo genere, con membri anche più grossi, ma non le hanno mai creato questa riflessione, adesso perché si è eccitata così tanto. Abbassa lo sguardo, parla con un filo di voce.

«Dunque te ne sei accorto, che mi ha eccitato. Il motivo non lo saprei dire, forse il fatto lo conosco, che mi piace anche come persona, o che diavolo, non lo so!»

 La bacio, le dico di non preoccuparsi, avremo modo in futuro di scoprire, cosa la sconvolge. Mi bacia, poi si addormenta, mentre io ripenso al corpo di Rita, così incredibilmente esile e acerbo. Scoparla si deve avere l’impressione, di avere fra le mani una minorenne. Cazzo mi scopro pedofilo! La cosa mi sconvolge, poi però rammento, che in realtà a quaranta tre anni, di minorenne non ha proprio nulla, anzi considerando che si prende il palo di lui nel ventre, deve essere così ben aperta, che sarà difficile farla godere. Per tutta la settimana siamo impegnati nel lavoro, non abbiamo occasione di parlare con loro. Il venerdì sera, è per noi la serata che dedichiamo ad uscire. Il sabato non lavoriamo, quindi per noi è la sera giusta. Spesso diventa la serata hot, quella in cui Anna, si scatena a farmi impazzire. A volte si veste così bene da troia, che una volta l’hanno scambiata per una puttana di strada, l’hanno fermata due maschi, chiedendole il prezzo per una scopata. La osservo dalla finestra, quando la vedo arrivare e parcheggiare nel nostro piazzale, assieme a lei parcheggia anche Rita. Le due donne si parlano per un momento, ridono divertite, poi Anna rientra in casa sorridendo, mi bacia allegra.

«Amore Rita e Piero, ci hanno chiesto se andiamo a mangiare, una pizza o altro con loro.»

 La guardo con lo sguardo torvo, scuro in volto.

 «No Non ci vengo! Mi stanno antipatici, e poi a lui lo odio, lo ha più grosso del mio, e tu già ne sei innamorata.»

 Lei mi guarda sbalordita, cerca di capire. Vedere l’espressione di incredulità sulla sua faccia, mi provoca una risata, l’abbraccio e bacio ridendo.

«Ma certo che ci andiamo. Stavo solo scherzando.»

 Mi batte i pugni sul petto, facendo la faccia cattiva.

«Brutto scimmione! Per un attimo ci ho creduto, che eri impazzito. Sei un … ma ti amo, e adesso vado a farmi bella per lui! Così impari a fare lo stronzo!»

Sparisce in bagno, e poi in camera. Ne riemerge dopo una mezzora e mi lascia a bocca aperta. Camicia bianca, sapientemente sbottonata per i tre bottoni più alti, tette prive di reggiseno, minigonna nera, niente calze, troppo caldo, sandali a zeppa alti, legati alla caviglia con dei fiocchi di tela un leggero, trucco intorno agli occhi, e pochissimo rossetto, quel tanto che evidenzia la linea delle labbra. La guardo, mi si rizza al volo la stringo a me. Lei mi allontana, mi schernisce.

 «Non ti azzardare a toccarmi. Questa sera avrò occhi solo per lui.»

La guardo fingendo di essere indifferente, ma dopo un attimo mi bacia, ridendo ce ne andiamo di sotto a bussare alla loro porta. Ci apre Piero, quando vede Anna sgrana gli occhi dallo stupore. Lo guardo e scherzando, gli spiego il gioco.

«Caro amico, questa sera ha deciso che ci uccide. A me ha già piantato un coltello nel cuore, adesso tocca a te. Vedi di difenderti, perché io non ho nessun potere, da usare con lei.»

Lui sorride, poi si gira, dietro di lui appare Rita, che mi leva il fiato. Indossa un bell’abito di lino nero, senza maniche, uno spacco profondo, fa intravedere il seno racchiuso in un pushup, che lo evidenzia nonostante sia minuscolo, ma così sembra una terza misura.  Spalle nude, dietro una scollatura, che arriva al solco delle natiche. Essendo così profondo lascia immaginare, che non indossa nessun intimo sotto.

 «Se la tua ti ha dato un colpo al cuore, adesso dimmi come la vedi la mia?»

Lo guardo, mi rendo conto che questa sera, le nostre signore non vogliono passare inosservate. Andiamo con la sua vettura, un SUV, Maserati Ghibli.  Il ristorante che hanno prenotato, è in cima ad una collina, appena fuori la città, e dalla terrazza, si gode un bel panorama. Seduti al tavolo, vedo gli sguardi di tutti i commensali, che hanno spogliato e scopato con lo sguardo, le nostre donne invidiando, noi che le accompagniamo. Lo faccio notare a loro, che ridono divertite. Piero si gira e poi commenta.

«La vostra fortuna, è che questa sera Rita non ha voglia di esagerare, altrimenti sono sicuro che ne avrebbe già stesi due o tre. Quando decide di giocare, mi fa impazzire.»

 Lo guardo, gli dico che anche la mia non è da meno. Le donne ci guardano e poi commentano.

«Di cosa vi lamentate? Non è così che ci volete? Un po’ troie, e un po’ puttane, dipende dalla situazione. Questa sera troie! Poi chissà, alla fine della serata anche puttane.»

Prima di andare avanti…

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