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Erotika
Mogli nude sotto il sole
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Racconto26 min di lettura

Mogli nude sotto il sole

Dice un proverbio: "I buoni vicini sono una benedizione" se poi i due maschi sono diversi al punto di farsi desiderare dalle due femmine, si completeranno tutti a vicenda, perfino lesbicando e lasciandosi fottere il culo.

pennabianca
2 anni fa · 1.3k letture · 1

Mi chiamo Mario, ho cinquantuno anni, sono sposato con Anna che ne ha quarantanove. Siamo una normalissima coppia che vive insieme da trenta anni, di cui ventisette da sposati. Abbiamo un figlio, Fabio, che vive e lavora in una altra città. Io sono impiegato del Demanio, mentre Anna lavora come segretaria, nello studio di suo zio avvocato. Fisicamente siamo persone normalissime. Io sono di media statura, moro occhi scuri. Sono snello, non ho un filo di pancetta.  Anche se faccio una vita sedentaria cerco di renderla dinamica sempre con la pratica di alcuni sport che mi mantengono in forma. Anna mora mediterranea, capelli lunghi mossi. Si lamenta che ha i fianchi larghi che le sformano il culo. A mio avviso, che poi è confermato dagli sguardi di desiderio dei maschi che lo guardano il suo è un bel culo. Bocca ampia e sensuale capace di succhiarti anche l’anima. Noi sessualmente parlando siamo una coppia molto unita, che ha un bel dialogo, che fa sesso spesso, e molto a lungo. Lei è un’ottima femmina da letto. Calda appassionata, fantasiosa, e disponibile. Ama il sesso in tutte le forme. Succhia, a volte beve è ingoia, il mio seme, altre volte, lo sparge sul viso, o sul suo seno stupendo, una quarta abbondante, tonda soda completa. Da oltre ventidue anni abitiamo in una palazzina di tre piani, più l’attico. Ogni piano ha due appartamenti, mentre l’attico, è composto da un unico appartamento, che copre tutto il piano. Al primo piano ci abitano una coppia di commercialisti, che hanno acquistato l’intero piano, trasformando uno dei due appartamenti, in uno studio dove lavorano entrambi. Piero e Rita, sono una coppia molto simpatica, molto educata. Lui è un gigante, alto quasi due metri, ha delle spalle enormi, rese ancora più grosse, da anni di nuoto. Probabilmente pesa oltre il quintale, anche se non è affatto grasso. Le mani sembrano tenaglie, le braccia forti, incutono timore a chi lo guarda, mentre lui è una persona, mite e molto disponibile. Rita è esattamente l’opposto. È alta quasi uno e settanta, biondina, seno al massimo una seconda. Vestita peserà al massimo cinquanta kg. Minuta, esile, sembra una persona fragile, invece ha una volontà, una caparbietà, insospettate. È incredibile, come gli tenga testa, mentre lui che potrebbe stritolarla, la tratta con una delicatezza unica. 

Poi al secondo piano ci siamo noi, mentre l’appartamento di fianco, è sempre vuoto, perché, è di proprietà dell’inquilino che possiede l’attico, lo ha comperato per quando viene la suocera a trovarli. Sopra di noi ci sono una coppia di pensionati, lei maestra delle elementari, lui ex cuoco, sono una coppia molto religiosa, schiva, e frequentano assiduamente la parrocchia, dove lui, è diacono, lei insegna catechismo. Di fianco a loro, vi è una giovane coppia, Danilo e Stefania, con due bambini piccoli, che spesso litigano, quando il nervosismo supera la soglia di sicurezza. 

Nell’attico ci abitano una coppia con lui simpatico, amante delle donne a cui fa sempre la corte, Anna compresa, mentre la moglie è una donna molto timida, schiva, che è sempre alle prese con i figli, anzi con la figlia diciassettenne, che ha capito che la sua prorompente bellezza, fa sbavare i maschi. Abbiamo scoperto da anni, il piacere di prendere il sole nudi. All’inizio era solo topless, poi lentamente, abbiamo iniziato a frequentare le spiagge appropriate, da allora per noi il sole, è sinonimo di nudismo. Ne abbiamo frequentate tantissime, specie all’estero. Croazia, Grecia, Corsica, Francia, da qualche anno anche in Italia. All’inizio andavamo al Lido di Dante. 

Mi piaceva vederla desiderata da altri maschi, che si masturbavano per lei, che però anzi che lasciarsi andare al gioco, si irrigidiva, e diventava nervosa. La cosa curiosa però, era che poi la sera nel nostro letto, era calda da morire, eccitata, vogliosa di giocare con la fantasia, ad immaginare la sfilza di cazzi, che avrebbe fatto godere, con mani e bocca. Mi stupiva il fatto, che una volta che era appagata, aveva goduto, tutto finiva lì, le nostre fantasie, morivano con la fine della scopata, mentre io averi voluto dare un seguito, per lei il gioco era finito. Non che mi sia mi lamentato, solo che, mi sarebbe piaciuto un po’ di più. Così all’inizio di ogni estate, ma se la stagione lo consente anche prima, andiamo la domenica al mare in una spiaggetta nudista scoperta per caso, che dista due ore da casa nostra. Sono diversi anni che la frequentiamo. Con le coppie che la frequentano abitualmente come noi, di vista ci conosciamo tutti. È un piacere rincontrare, e vedere le coppie un poco storiche, quelle che ci trovi ogni anno, che ci riconoscono, ci apprezzano. Ce ne sono di tutti i tipi. Quelli come noi, che non amano giocare, per questo i singoli ci lasciano in pace, quelle che si esibiscono, quelle che giocano, vogliono solo essere guardate, poi quelle che invitano, uno o più singoli, a giocare con loro. Anche quest’anno alla fine di maggio, dopo il casino della pandemia, ci siamo recati nella spiaggia nudista. Abbiamo preso quattro pali di legno portati a riva dal mare, e abbiamo teso il nostro telo, poi ce ne siamo andati a fare il bagno. Uscendo dall’acqua sollevando lo sguardo, ci troviamo davanti, Piero e Rita che ci sorridono.

«Buongiorno, anche a voi piace il nudismo?»

Anna sobbalza, colta di sorpresa, mentre io abbozzo un sorriso e rispondo.

«Ogni tanto per cambiare un poco. E voi da quanto lo praticate?»

Anna tiene il capo abbassato, mentre io li guardo. Piero nudo è a dir poco imponente, mentre Rita sembra una sedicenne. È impressionante la diversità dei due. Lui che ha compreso l’imbarazzo di noi due ci sorride.

«Noi lo facciamo da anni, ci fa tanto piacere scoprire che piace anche a voi. Di tutte le persone del condominio, forse siete le uniche, che se lo possono permettere. Gli altri troppo distanti da una simile filosofia. Naturalmente non volevamo essere un disturbo, anzi ce ne andremo presto, non avendo portato con noi un ombrellone, ma solo i teli, e una bottiglia di acqua. Abbiamo passato un week end nei paraggi, in genere andiamo all’estero, in Croazia in particolare, ma quest’anno con tutto il casino della quarantena, abbiamo deciso di restare in Italia. Ci aveva parlato di questo posto, una coppia che lo frequenta da anni, loro sono di un paese qui vicino, così siamo passati per dare uno sguardo. È stata una magnifica sorpresa trovarvi qui, vi assicuro che non ne faremo parola con nessuno, spero la stessa cosa da parte vostra. Sapete che razza di bacchettoni, ci sono nel nostro condominio.»

Anna solleva lo sguardo, incrocia gli occhi di Rita a cui sorride, poi si rivolge a lui.

«Mettete la vostra roba sotto il nostro telo, c’è posto per tutti, gustatevi una bella giornata di sole al naturale, come facciamo anche noi. Tanto qui ci si conosce, più o meno, un po’ tutti.»

Rita l’abbraccia contenta, si distendono al sole con noi. Ci mettiamo a parlare delle nostre esperienze naturiste. Scopriamo, che alcune volte siamo stati anche insieme, senza saperlo, nello stesso posto e nello stesso periodo, senza incontrarci. Poi le donne se ne vanno a fare una passeggiata, lungo il bagnasciuga mentre io mi guardo intorno, saluto una coppia che passa e ci conosce. Scambio con loro qualche battuta, mentre la donna di questa coppia, non smette di guardare a Piero, e alla grossa mazza proporzionata al suo fisico, che si ritrova fra le gambe, nonostante sia a riposo. Io sono nella norma, ho una discreta circonferenza, ma lui è quasi esagerato. Quando la coppia ci saluta, e si distende poco lontano da noi, lo guardo, e con una battuta ironica lo faccio sorridere.

«Se restava ancora un poco, bisognava cercare gli occhi della signora. Gli erano decisamente caduti sul tuo uccello, sembrava non riuscire a staccarli. Complimenti. Chissà quante storie vi sarete fatte voi due, tu un gigante, lei con l’aspetto di una bambina.»

Lui mi guarda, con uno sguardo un poco rammaricato.

«Lascia perdere, non sfottere ti prego. Piuttosto tu, che hai una bella donna, come tua moglie al fianco, chissà quanti giochetti vi farete.»

Lo guardo sconsolato. In breve scopriamo, che abbiamo due donne stupende, due vere troie a letto, ricche di fantasia, ma che finito di scopare, la fantasia muore nel letto. Ci confidiamo la loro bravura. Lui mi dice che lei, la sua mazza la ingoia completamente, ma di prenderlo in culo, nemmeno se ne parla. Quanto al seno poi essendo piccolo limita i giochi, mentre lui sogna di farsi una spagnola da infarto. Da quando sono venuti nel nostro palazzo, ha sempre desiderato mettere il suo uccello, al massimo dell’erezione fra i seni di mia moglie.

Prima di andare avanti…

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