«Sei soddisfatto di ciò che vedi? Non era questo ciò che mi chiedevi da tanto tempo? Ora, finalmente, mi vedi far la puttana, proprio come piace a te. Ti assicuro che questo gioco sta cominciando a piacer molto anche a me, di conseguenza, non escludo che questa, che per il momento è solo una vendetta, diventi una consuetudine.»
La guardavo sbalordito e, senza rendermene conto, avevo già preso il cazzo in mano e mi stavo segando, mentre lei urlava dal piacere nel saltellare, su e giù, su quella verga che le donava, man mano, sempre più goduria. Quando, dopo aver raggiunto un ennesimo orgasmo, l’uomo le ha fatto capire che era prossimo all’orgasmo, lei si è tolta da sopra di lui, è scesa dall’auto e si è inginocchiata di lato, obbligandomi ad accostare la mia faccia alla sua.
«Avvicinati, cornuto! Inginocchiati accanto a me, perché adesso voglio che lui sborri in faccia ad entrambi.»
Nel sentire quelle parole, mi sono schizzato in mano e senza rendermene conto mi son inginocchiato accanto a lei ed ho visto che quella grossa mazza, che l’uomo masturbava con irruenza, ha preso a schizzare fiotti di sborra che hanno colpito in pieno la bocca di Simona che, spalancata, l’ha ricevuta tutta dentro, senza perdere neanche una goccia. Poi lei ha afferrato quel membro e, spostatolo di lato, me lo ha infilato in bocca, obbligandomi a succhiarlo e leccarlo, fino all’ultima goccia. È stata una sensazione incredibile, sentire il sapore di quella sborra un po’ acidula, ma, nello stesso tempo, mi son sentito eccitato al massimo per aver visto, finalmente, mia moglie scopata da un altro. Giusto il tempo di ricomporci e siamo giunti al ristorante, dove abbiamo consumato il pranzo nuziale. Durante i vari brindisi ed ovazioni di gioia, ho notato che c’era uno dei commensali, Giuseppe, il suocero di mia cognata, sorella di Simona di due anni più grande e sposata l’anno precedente, che, spesso e volentieri, si avvicinava a mia moglie e, con fare da bellimbusto, le parlava e, più di una volta, le ha anche palpato il culo. Da qualche tempo avevo notato che Grazia, mia cognata, era come succube di Giuseppe e, più di una volta, le due sorelle si sono dilungate a parlare con lui. A circa metà pranzo, ho visto mia cognata e mia moglie, allontanarsi con il pretesto del bagno e, girato lo sguardo fra i commensali, ho notato che anche Giuseppe era sparito. Avrei voluto seguire mia moglie, ma non ci son riuscito perché trattenuto dagli amici che, fra un brindisi e l’altro, cercavano in qualche modo di ubriacarmi. Dopo non so quanto tempo, ho visto ricomparire mia moglie con il trucco sfatto, tant’è che mia cognata glielo ha dovuto ricomporre prima delle foto del taglio della torta. Il resto della cerimonia è scorso via in completa allegria e divertimento, mentre notavo, negli occhi di Giuseppe, uno sguardo ambiguo, quasi beffardo. Finita la cerimonia, io e Simona ci siamo ritrovati nella camera messa a disposizione dall’Hotel e, mentre ci stavamo cambiando, l’ho attirata a me e l’ho baciata con passione. Ho sentito forte il desiderio di sapere perché era sparita insieme a sua sorella.
«Siamo andate in bagno e siamo state seguite da Giuseppe, che da tempo monta mia sorella, sotto gli occhi estasiati di suo marito, che vede nel padre il toro capace di far godere sua moglie. Ero così incuriosita da questa cosa, che quando ce lo siamo visto entrare nel bagno, mia sorella ha subito chiuso la porta dietro di lui e, mentre io la guardavo, lei gli si è inginocchiata davanti e gli ha estratto un cazzo che sembrava quello di un cavallo, da quanto era grosso. Affascinata da quella verga, anch’io mi sono inginocchiata davanti a lui ed insieme lo abbiamo succhiato e leccato contemporaneamente, mentre lui godeva e ci definiva puttane e troie. Ho sentito forte il desiderio di provare quella mazza gigantesca e così, con l’aiuto di mia sorella, che mi ha sollevato il vestito, mi sono appoggiata al lavandino e lui, dopo avermi afferrato da dietro, ha appoggiato quel grosso randello fra le labbra della mia fica e, con un affondo deciso, me lo son ritrovato tutto in corpo. Come reazione a quell’introduzione così ingombrante, ho fatto un salto vero e proprio, mentre venivo sollevata da terra per quella monta così vigorosa. Mi ha scopato a lungo e bene, facendomi godere rapidamente, e quando è stato il suo momento di sborrare, insieme ci siamo inginocchiate di nuovo davanti a lui, per ricevere in bocca la sua copiosa sborrata. È stato qualcosa di incredibilmente bello ed unico, che mi ha, finalmente, fatto capire quanto sono intimamente troia e, poiché tu desideri esser un cornuto, ho deciso che, a partire da oggi, ti regalerò tante di quelle corna di cui potrai andar fiero.»
Avevo le lacrime agli occhi per l’emozione e il cazzo così duro che gliel’ho spinto immediatamente dentro quella sua fica ormai slabbrata ed aperta, ben conscio di chissà quanti altri cazzi avrebbe accolto. Da quel giorno sono passati quasi una decina di anni, durante i quali lei si è fatta montare da innumerevoli maschi e, per due volte, anche da Giuseppe Solo una volta ho avuto il piacere di vederla mentre lui le sfondava la fica il culo. Già il culo, uno dei piaceri a cui non posso accedere perché mia moglie lo riserva solo ai suoi amanti più dotati. Col tempo è rimasta incinta due volte, e i nostri figli assomigliano a lei come due gocce d’acqua, quindi dentro di me, non ho la certezza assoluta di essere il padre di queste creature, ma, il fatto di immaginare che un altro possa averla ingravidata, rendendo permanente le mie corna, mi eccita così tanto che quando ci penso sborro senza toccarmi.
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