«Amore buongiorno, oggi siamo pronti per diventare marito e moglie, ma io voglio esser assolutamente certa che questo sia anche il tuo desiderio. Ti chiedo quindi di confermare la tua ferma volontà di esser mio marito e di volermi per sempre al tuo fianco.»
Ho interpretato questa sua richiesta come un attimo di indecisione e, quindi, ho provveduto subito a rassicurarla.
«Buongiorno, amor mio, ti assicuro che l’idea di averti come moglie, per il resto della mia vita, mi fa impazzire di gioia. Dal momento in cui ti ho conosciuta, tutto mi è sembrato infinitamente bello e sono impaziente di completare il rito che ci vede oggi impegnati, per finalmente aver il piacere di averti al mio fianco come moglie, come donna, che amo e che rispetto.»
Dopo qualche istante, lei ha rinnovato il suo pensiero.
«Sono consapevole che sia un passo importante, almeno così lo è per me; quindi, vorrei esser certa, senza nessun’ombra di dubbio, che anche per te sia esattamente questo ciò che vuoi.»
Ero emozionato da questa sua incertezza e, quindi, ho cercato di rimarcare ancora di più la mia ferma convinzione di voler essere suo marito.
«Amore mio, ti assicuro, con ogni più assoluta certezza, che voglio solo te nella mia vita, che sei l’unica donna che amo e, qualunque cosa la vita ci riservi, io ti vorrò sempre al mio fianco, perché, da quando sei entrata nella mia vita, non c’è stata più nessun’altra donna capace di regalarmi le emozioni e la gioia che provo nel tenerti fra le mie braccia.
Lei mi ha mandato dei baci, poi un ennesimo messaggio.
«Voglio credere alle tue parole e ribadisco che ti voglio come marito, ma non sono certa che tu mi sia stato sempre fedele.»
Leggo il messaggio e resto alquanto impensierito finché noto l’arrivo di una foto, che una volta aperta, si autodistruggerà nel giro di qualche secondo. Incuriosito apro l’immagine e vedo la barista della spiaggia inginocchiata davanti a me con il mio cazzo in bocca. Resto sbalordito e, immediatamente, ne arriva un’altra, dove si vede la ragazza piegata di spalle, mentre io la scopo da dietro e, infine, la terza dove chiaramente si vede il mio cazzo che le inonda la bocca di sborra.
«Vedo che ti sei divertito durante la tua cena di addio al celibato e così, sapendo che uno dei tuoi più grandi desideri è quello di vedermi scopare con un altro uomo, oggi pareggerò il conto. Ti sei fatto tre troie, vuol dire che a mia volta oggi mi farò chiavare da tre cazzi. Pensaci bene, perché, se non accetti questo, puoi anche non venire in chiesa, perché non ti sposo.»
Subito dopo sono giunte altre immagini, sempre riferite a situazioni da me vissute durante la cena dell’addio al celibato, e, dentro di me, avvertivo un terribile tormento che mi fece decidere a prendere una decisione.
«È vero ho fatto una cazzata, ma non capisco perché tu voglia, proprio oggi, pareggiare il conto. In ogni caso ribadisco la mia ferma volontà di averti come moglie.»
Dopo qualche istante, sul mio cellulare apparve una foto, sempre con il sistema dell’autodistruzione, dove c’era Simona inginocchiata davanti ad un uomo, con il suo cazzo in bocca. Ho avuto una forte erezione che mi ha letteralmente stordito; son corso subito in bagno ed ho preso il cazzo in mano, mentre osservavo le foto successive, dove lei, piegata a 90 gradi e con il vestito alzato dietro, si faceva scopare da un uomo. Sono venuto all’istante. Ho fatto una sborrata così copiosa che ne sono rimasto stupito, ma, nello stesso tempo, anche allibito. La cosa che, in particolare, mi ha lasciato di stucco è stata quando mi sono accorto, prima dell’autodistruzione, che colui che se la stava scopando non era altri che il fotografo! Cazzo! Il fotografo! Questo significava che oggi, ogni volta che lui mi avrebbe inquadrato nell’obiettivo della sua macchina fotografica, dentro di sé, avrà sicuramente mormorato: «Cornuto, sorridi!»
Ero ancora stravolto da quanto stava succedendo, quando mi è giunta una terza foto che riprendeva Simona inginocchiata davanti a lui e si faceva riempire la bocca con la sua sborra. A quel punto il mio cazzo è tornato di nuovo duro, perché immaginavo che quando l’avrei baciata, avrei trovato, nella sua bocca, il sapore della sborra del fotografo. A fatica ho ripreso il controllo di me stesso: se da un lato ero effettivamente inebetito da tutta questa situazione, dall’altro ne ero eccitato al massimo. Quando son giunto dinanzi la chiesa e, poco dopo, è arrivata Simona, mi ha sorriso e subito mi ha dato un bacio sulle labbra, mentre mi guardava con occhi da maliarda. Ho sentito subito l’odore di cazzo sulle sue labbra e, per tutta la cerimonia, ho dovuto faticare tantissimo per nascondere la mia erezione. Era, comunque, un duro compito, perché ogni volta che il fotografo interagiva con me, dentro di me, avvertivo la stessa emozione provata quando ho visto la foto di lui che scopava la mia futura moglie. Fatte le foto di rito e, mentre tutti i parenti si spostavano al ristorante per il ricevimento, io e Simona siamo saliti sull’auto che l’aveva accompagnata in chiesa. Una grossa Mercedes molto elegante, condotta da un autista sicuramente straniero: alto, grosso, imponente ed ho visto Simona che, prima di partire, si è accordata con il fotografo, che mi ha guardato con un sorrisetto beffardo. Una volta partiti, lei si è sporta in avanti e ha detto qualcosa all’orecchio dell’autista, che subito ha deviato dal percorso. Le ho rivolto uno sguardo interrogativo, cercando di capire quali fossero le sue intenzioni, ma lei è stata molto chiara.
«Adesso, cornuto, sarai tu a sederti alla guida di questa auto e, facendo in modo da non dare nell’occhio, ci porti fino al piazzale in cima quella collina, dove spesso andiamo a fare sesso.»
Senza aggiungere altro, l’uomo da davanti è sceso e, dopo avermi aperto lo sportello, mi ha invitato a mettermi al posto di guida, mentre lui è salito dietro con mia moglie. Subito lei si è data da fare ad aprire la patta dei suoi pantaloni e lui li ha abbassati fin giù alle caviglie, mettendo subito in mostra una notevole dotazione che Simona ha, immediatamente, preso in bocca. Ero sconvolto! Ero sposato da neanche due ore e già mia moglie mi cornifica, ancor prima che io abbia avuto modo di consumare il matrimonio con lei. Incurante di quel che potessi pensare, lei ha preso a succhiare quel grosso cazzo che subito è lievitato, mostrando di esser una verga di tutto rispetto. Io ero combattuto fra il guidare con attenzione e guardare nello specchietto retrovisore: mi piaceva da morire vedere Simona fare un pompino a quell’uomo, che gemeva dal piacere. In breve, siamo arrivati in cima alla collina e, una volta parcheggiata l’auto sotto una pianta, Simona mi ha chiesto di scendere ed aprire lo sportello dal suo lato, onde aiutarla a sollevare il vestito così da permetterle di poter scopare con l’autista, senza rovinare il vestito nuziale. Ero come inebetito dalle mille sensazioni, tutte contrastanti, che mi affollavano la mente: obbedivo ai suoi ordini, come un automa. L’uomo si è sdraiato sul sedile, e lei gli è salita sopra, infilandosi quella grossa verga nella fica già fradicia. Ha emesso un lungo gemito di piacere, poi si è girata verso di me e con occhi stravolti dall’ebbrezza, mi ha parlato con un tono di voce mai udito.
