«Sei veramente splendida! Questa sera, credo proprio che la gente avrà più occhi per te, che per i quadri in esposizione.»
Traversata la città, abbiamo raggiunto un vecchio palazzo della zona centrale e, al piano terra, in ampi locali, era stata allestita la mostra dell’amico di Paolo. Appena giunti ed entrati, egli ci è venuto subito incontro e non smetteva di rivolgermi complimenti per il fascino che irradiavo: sembrava non avere occhi che per me.
«Paolo, dannato brigante! Ma dove le trovi donne così belle? È vero che ne hai avute sempre molto belle, ma, credimi, questa le batte tutte! Piacere, sono Luigi, e sono molto onorato di avere la sua presenza alla prima di questa mostra, dove la sua bellezza spero sia di complemento alle mie opere. Mi piacerebbe, e questo glielo dico in maniera assolutamente sincera, averla come modella per i miei quadri.»
Paolo ha sorriso ed ho visto nei suoi occhi lo sguardo compiaciuto per il fatto di aver suscitato l’ammirazione del suo amico. Siamo rimasti con lui per circa un’ora, durante la quale sono quasi sempre stata in compagnia di Luigi che, con la mia presenza, riusciva a calamitare l’ammirazione di tutti i presenti e questo mi ha, in qualche modo, riempito d’orgoglio. Era chiaro che mi esibiva e, dentro di me, questa sensazione di esser mostrata mi lusingava immensamente.
Era la prima volta che un maschio anteponeva la mia persona al proprio piacere e lasciava che altri ammirassero il mio corpo e ne provassero desiderio.
Inutile dire che tutto questo mi aveva già fatto inumidire fra le cosce. Poi, ad un certo punto, Paolo mi ha preso sottobraccio e mi ha detto che era ora di andare a cena. Luigi ci ha lasciato andare ad una sola condizione: dopo cena, saremmo passati nel suo appartamento, per un intimo rinfresco, riservato solo a poche persone. Quando son salita in auto, Paolo mi ha sorriso e mi ha chiesto se la cosa fosse stata di mio gradimento.
«Ammetto che mi è piaciuto molto, anzi è stato davvero elettrizzante. Per la prima volta mi son sentita al centro delle attenzioni di tanta gente. Spero che il fatto che il tuo amico mi abbia, in qualche modo, monopolizzato, non ti abbia fatto sentire trascurato.»
Egli ha sorriso e mi ha detto che osservarmi, mentre venivo esibita, era stato per lui un momento di puro piacere, qualcosa che non provava da tempo. Giunti al ristorante, abbiamo preso posto ad un piccolo tavolo e io gli ho chiesto perché un bell’uomo come lui, non era sposato. Lui mi ha guardato e mi ha detto che quanto prima mi avrebbe risposto, ma ora voleva sapere quanto fosse poco soddisfacente la mia vita matrimoniale. Gli ho risposto in maniera chiara ed esauriente. Gli ho raccontato della monotonia del rapporto in cui eravamo caduti e, soprattutto, ho evidenziato il fatto che il sesso era diventato solo una cosa meccanica, anzi, invero, solo qualcosa capace di sfogare la libidine di mio marito. Lui mi ha ascoltato in silenzio, poi, dopo aver sorseggiato un po’ di vino, mi ha raccontato la sua storia.
«Capisco che tu possa esser meravigliata che un uomo di 55 anni, sia da solo. Purtroppo, fino alla età che hai tu adesso, mi son preso cura dei miei genitori, che mi avevano avuto in tarda età. Entrambi malati, dipendevano dalle mie cure e, se vi aggiungi il fatto che già lavoravo per l’azienda di cui oggi sono un dirigente, non ho avuto molto tempo da dedicare ad una relazione stabile e duratura. Non ho mai cercato, né desiderato, impegni sentimentali, perché richiedevano tempo e dedizione, cose che non avevo disponibili. Dopo la morte dei miei genitori, ormai il mio modo di vivere è diventato questo ed ho continuato a vivere un’esperienza dopo l’altra, senza mai pormi il problema di una relazione stabile. L’unica cosa che, però, non mi son mai negato, è stata quella che, quando frequento una persona, mi dedico esclusivamente a lei e questo, in qualche modo, mi soddisfa moltissimo. Quando ti ho conosciuta, aveva appena troncato il rapporto con una persona con cui ero stato molto bene, per tre anni. Anche lei era un po’ come te, più giovane di me e, ad un tratto, si è accorta che, nella sua esistenza, era giunto il momento di trovarsi un marito. Così mi ha lasciato ed io, ne sono rimasto profondamente dispiaciuto. Naturalmente non ho interferito nella sua volontà per nessun motivo e l’ho lasciata andare. Per questo, all’inizio, non volevo in nessun modo avere un dialogo con te, perché mi sei piaciuta subito, dal primo istante che ti ho visto, ed ho cercato anche di starti lontano, ma il tuo sguardo mi aveva già colpito nel cuore e non ho saputo resistere alla tentazione di rivederti. Mi sei entrata nel sangue ed ora ho forte il desiderio di possedere anche il tuo corpo. Sono consapevole che sei sposata e, quindi, non ti chiederò di divorziare anche perché non son sicuro di esser in grado di garantirti una vita insieme, ma, per quel che vale, ti posso assicurare che, fin quando sarai tra le mie braccia, cercherò in tutti modi di farti vivere momenti indimenticabili. Ora, quindi, intendo precisare che, semmai, fra noi, si instaurerà un rapporto affettivo, sarai solo e sempre tu a decidere fino a che punto far giungere questo gioco.»
Sono rimasta sorpresa, anche se dentro di me il mio cuore, scoppiavo di gioia per le parole che avevo sentito. Mi voleva ed io non desideravo altro che di esser nuda fra le sue braccia. L’ho guardato negli occhi e l’ho pregato di andarcene, perché non avevo più fame, almeno non di cibo, ma ero assolutamente assetata del suo piacere, del suo corpo, di tutto quanto avrebbe potuto donarmi. Siamo usciti e, senza dire una parola, abbiamo percorso la strada dal ristorante fino a casa sua in pieno silenzio. Una volta giunti, lui mi ha abbracciato e baciato. Ho sentito la sua lingua entrare nella mia bocca e giocare con la mia: quel bacio era così carico di passione, che un profondo languore ha percorso tutto il mio corpo e mi ha inumidito le mutandine. Senza dire una parola, mi son lasciata guidare fino alla camera da letto e, una volta giunti, ci siamo spogliati guardandoci negli occhi, nel più assoluto silenzio. Mi sono ritrovata nuda davanti a lui, in piedi al lato del letto. Ho guardato il suo corpo; era bello, nudo, tonico, magro ed il suo cazzo era grosso e duro. Mi ha delicatamente spinto indietro, in modo che potessi sdraiarmi sulla schiena. Esser nuda davanti a lui, non mi ha intimorito per la differenza di età, quanto, piuttosto, ho percepito la fiducia che mi irradiava il suo viso. I suoi occhi mi studiavano dappertutto e potevo dire che era contento. Ho abbassato entrambe le mani e le ho appoggiate sulle cosce, poi ho cominciato a sollevare le ginocchia. In silenzio ho allargato oscenamente le cosce nel tentativo di trasmettere il mio invito. Lo volevo. Lui si è infilato tra le mie gambe in ginocchio. Si è sporto in avanti e, messe le mani di fianco alle mie spalle, ha iniziato ad abbassarsi lentamente e, così facendo, il suo cazzo ha toccato la mia figa quasi completamente rasata. La sua durezza mi stava trasmettendo calore e pulsava sulla mia apertura, mentre iniziava a lambirmi il collo con le labbra. Quel contatto, mi ha provocato un sussulto che non potevo controllare. Intensi brividi di piacere hanno percorso il mio corpo, ero pronta a prendere il suo cazzo quando si sarebbe deciso a darmelo. Invece di balzarmi addosso per un giro veloce, ha continuato a baciarmi il collo. Senza fretta, ha fatto scorrere il suo cazzo lungo il solco più che irrorato della mia figa, mentre le sue labbra mi procuravano brividi di piacere. La sua calma era la evidente dimostrazione di una notevole esperienza e mi ha convinto che ero fra le braccia di una persona che sicuramente desiderava donarmi tanto piacere, e per far questo avrebbe usato tutta la sua esperienza e delicatezza, che non avevo mai ricevuto da parte di mio marito. Ho allungato la mano per avvolgere le mie dita intorno alla sua asta e l’ho premuta contro la mia apertura. Tenendo ben stretto quel membro, mi stavo stuzzicando, facendolo scorrere lungo le labbra, fradice dei miei umori. Si è posizionato in modo che potessi godere della sua dotazione meravigliosa, passandola ripetutamente sulla mia affamata intimità. Poi, con estrema dolcezza, ha iniziato a scivolare dentro di me, con facilità. Lentamente e con molta delicatezza, continuava a sprofondare in me, avvolgendomi con amorevoli carezze. Quella lenta penetrazione, mi regalava sensazioni che non avevo mai provato prima. Non ero abituata a simili delicatezze, non le avevo mai ricevute in tanti anni di sesso fatto con Marco, che era stato il mio unico uomo fino a quel momento. I miei respiri sono diventati sempre più corti ed i suoi affondi sempre più decisi, scivolando dentro di me in maniera completa, fino a raggiungere il fondo, procurandomi, ogni volta, quella meravigliosa sensazione di pienezza che provavo nel sentire quello splendido membro, di ottime dimensioni, scorrere dentro di me, come una spada infuocata nel suo fodero. Molto accorto, ha studiato il mio corpo in modo da farmi provare il massimo del piacere. Mentre continuava a pomparmi con dolcezza, sempre più dentro, lo sentivo crescere quasi pronto ad esplodere dentro di me, ma, ogni volta che sembrava che stesse per raggiungere l’orgasmo e riversarmi dentro tutto il suo sperma, era in grado di controllarsi e ritardare il momento finale, cosa che non mi ha affatto deluso. Ho goduto ripetutamente, con una serie di orgasmi lenti, ma molto appaganti, che mi hanno stremato in maniera piacevole, in attesa di ricevere dentro di me il suo piacere. Egli, ad un tratto, ha cominciato a muoversi sempre più velocemente fino a quando ha eruttato come un idrante: sembrava non aver mai fine. Ho sentito dentro di me un’ondata di calore che ha invaso la mia vagina, procurandomi una sensazione di piacere che ha percorso tutto il mio corpo, facendomi gemere di un ennesimo orgasmo, mentre lui continuava a riversare dentro di me tutto il suo piacere. Entrambi respiravamo a fatica e gemevamo di soddisfazione. Quando ha finito di riempirmi, è stato allora che ha ripreso a baciarmi sul collo, mentre il suo cazzo duro era ancora dentro di me, come a non voler rinunciare a godere del mio corpo. Sono scivolata di lato e, spingendomi verso il basso, ho preso fra le labbra quella splendida mazza, che mi aveva fatto godere così intensamente e ho preso a leccare a succhiare, raccogliendo ogni singola goccia del nettare, sia mio che suo, di cui era ricoperta. Lui è rimasto in silenzio, assaporando il piacere che la mia bocca gli stava regalando, poi, quando l’ho infilato tutto in gola, il suo corpo si è teso di nuovo e, dopo averlo succhiato a lungo e constatato che era ancora bello duro, mi son staccata da lui e giratami di spalle, gli ho offerto anche una cosa che mio marito non ha mai tenuto nel giusto conto: il mio culetto.
