“Ecco ora quando lui mette la mano sulla fica, lui dice basta.”
Pensava Anna, ma dentro di se, ora non ne era più tanto sicura di volerlo. Mario guardò verso di lei.
“Ora quando lui la tocca più a fondo, lei dirà basta, e tutto finirà, ne sono certo.”
Lo pensava, mentre sentiva crescere il cazzo, si stava eccitando. Prese la sua decisione.
“No, non dirò io basta, se si vuole fermare lo deve fare lei.”
Paolo guardò ancora una volta Anna. Era tesa, il desiderio di sentire la mano di lui sul suo corpo la stavano eccitando. Gli occhi socchiusi, il respiro corto gli stavano facendo capire che lei era pronta. Si girò verso Mario, il cazzo teso, eccitato, lui annuì. Paolo a quel punto si abbassò su di lei. La sua mano ora si era impadronita del suo seno, lei ebbe un gemito di piacere, poi le labbra di lui si impossessarono del capezzolo e lei iniziò a godere. Sentiva che lui era bravissimo nel succhiare, e stringere il capezzolo in bocca, sentiva la stimolazione perfetta, come piaceva a lei, mentre con l’altra mano, lui le toccava l’altro seno, lei divaricò le gambe. Era pronta. Voleva che lui le toccasse la fica, era già bagnata. A quel punto Mario si mise in ginocchio sul letto dal lato opposto. Paolo intanto era scivolato con le mani fra le cosce di lei, aveva incominciato a toccarle il clito, lei ebbe in lunghissimo gemito di piacere. Si girò dal lato opposto, si trovò davanti la verga del suo uomo duro, teso, pronto per essere succhiato. Non esitò un attimo. Lui le sollevò la testa, lei si infilò il cazzo tutto dentro le bocca. Paolo alla vista di questa cosa si distese più giù, divaricò le gambe, infilò la testa in mezzo. Ora la sua lingua leccava la fica, che stava veramente iniziando a godere. Era stupendo sentire quella lingua torturare il suo bottoncino, mentre lei si infilava tutto dentro la gola il cazzo di Mario. In breve sentì che l’orgasmo era vicino, quando godette si sfilò un poco il cazzo dalla bocca per poter gridare. Solo un lungo gemito quasi soffocato le uscì dalla bocca. Non riuscì a dire altro. Lui gli aveva spinto di nuovo il cazzo in fondo alla gola. Paolo a quel punto si spostò e invitò Mario a prendere il suo posto, ma lui lo fece inginocchiare dall’altro lato del letto. Lei intuì subito il desiderio di suo marito, prese il cazzo dell’altro, lì congiunse fino a far toccare le due cappelle, poi incominciò a leccarli entrambi. Muoveva la testa da un lato all’altro, e ogni tanto cercava di infilarli tutti e due in bocca.
«Accidenti come lo succhia bene.»
Fu il commento di Paolo, che poi aggiunse.
«Nessuno di voi mi ha detto basta, passerei alla fase successiva.»
Mario guardò Anna che gli sorrise affermativamente. Paolo si distese sul letto, con il cazzo duro e svettante verso l’alto, era lungo come l’altro, ma decisamente più grosso in circonferenza. Mario si spostò, lei lo fissava lui l’abbracciò forte stringendola a se.
«Ti amo, se non vuoi, puoi fermarti, ma se non lo farai ne sarò contento.»
Lei lo baciò sulla bocca con tantissima passione.
«Ti amo, e per te lo voglio.»
Salì sul cazzo dell’altro, si impalò con un movimento secco e rapido. Anna sentiva il palo di carne aprirsi la strada dentro di se. Lo sentiva strisciare sulle pareti della fica dilatandola, e quando toccò il fondo, lei aveva la bocca aperta quasi per gridare, ma le mancò il fiato tanto godeva. Inarcò il corpo all’indietro, mentre Mario si posizionò davanti a lei, le infilò il cazzo tutto in gola. Rimase un momento ferma, era sconvolgente, si sentiva infilata, sentiva il suo corpo reagire con un movimento lento ma continuo. Il piacere stava per sommergerla, Paolo inarcò le gambe e incominciò a pomparla dal basso, ad ogni spinta verso l’alto lei si infilava il cazzo di Mario sempre più in gola Con un lunghissimo gemito ebbe il primo di una lunga serie di orgasmi. Mentre godeva non si era resa conto che Paolo le lubrificava il culo. Solo quando Mario le tolse il cazzo dalla bocca, e la fece distendere sull’altro, si rese conto che lui l’avrebbe presa da dietro. Paolo rimase fermo un momento, il tempo di lasciare che Mario le infilasse il suo cazzo dentro di lei, e gridò, non di dolore, al contrario, un orgasmo improvviso, dovuto la contatto dei due cazzi che ora sentiva dentro di lei, divisi da una sottile membrana. L’impressione che fossero tutti e due insieme davanti la fece sconvolgere e venire. Poi il nulla. Nella sua mente esplose un contino di sensazioni di piacere indescrivibili. I due maschi la pompavano fino a quasi a farla svenire. Lei non aveva mai goduto tanto. Il primo a inondarla di fluidi fu Mario. Lo sentì aumentare dentro di lei, e scaricare la sua sborra direttamente nel suo culo. Caldissimi getti che le riempivano l’ano. Lui uscì, venne a posizionarsi di nuovo davanti a lei. Paolo intanto continuava a sbatterle dentro io cazzo da sotto. Osservava lei che con estrema maestria continuava a succhiare suo marito. Quando si rese conto che lui era di nuovo in perfetta erezione, propose di fare un cambio.
«Mettiti sotto che voglio assaporare il piacere di entrare dentro il suo culetto.»
Mario si distese supino, il suo cazzo svettava duro lei si posizionò di nuovo su di lui, volgendo il dietro all’altro che lentamente si insinuava, non senza qualche difficoltà dentro di lei. Anna si rilassò al massimo, respirando lentamente, quando si rese conto che lui era entrato tutto in lei, guardò negli occhi Mario.
«Ti amo, ti amo, dai fatemi impazzire.»
Lui incominciò a pomparla dal basso, ma era Paolo che da dietro le imprimeva il suo ritmo, lei era estasiata. Fu sul punto di svenire. Paolo le afferrò i fianchi, intensificando molto il suo ritmo. Era evidente che pure lui era al limite, lei si girò e lo implorò.
«Ti prego vienimi sia nel culo, che in bocca.»
A quelle parole lui non resistette molto. Scaricati un paio di schizzi dentro di lei, ne uscì facendo il classico flop, il tappo che le ostruiva il culo era stato rimosso di colpo. Si posizionò davanti a lei, e fu subito sborra, in faccia, nel viso, dappertutto. Lei si prodigò a leccare e succhiare più che poteva. Lentamente si mise in disparte, li lasciò intenti ad abbracciarsi.
«Ti amo, amore mio. Non ho mai goduto così tanto.»
Mario con un colpo di reni la mise sotto di se.
«Ti amo, anch’io.»
Prese a pomparla con colpi tremendi, quasi a volere ribadire che era anche lui che le dava piacere. Lei sollevò le gambe in alto, dietro la sua schiena.
«Fammi godere amore mio, fammi sentire che sono la tua donna, come solo tu lo sai fare.»
Lentamente Paolo si rivestì, li osservava scopare erano in quel momento solo loro, lui lentamente e con molta discrezione se ne andò. Loro erano così impegnati nel darsi un nuovo piacere che nemmeno lo notarono.
«Dai amore mio, fammi sentire il tuo piacere dentro di me, fammi godere.»
Lui intensificò i movimenti, alla fine venne insieme a lei. Rimasero un momento abbracciati, ma complice sia, la stanchezza, che il piacere provato, si addormentarono. Al mattino quando si svegliarono si resero conto di essere riamasti soli, sul tavolo c’era un biglietto di Paolo.
“Cari amici, non siate dispiaciuti se me ne sono andato, era la cosa giusta da fare in quel momento. Voi, e solo voi, dovevate restare insieme. Mi avete ricordato la prima volta che io, e mia moglie, lo abbiamo fatto. È stato allo stesso modo di ieri sera con voi. Anche noi, abbiamo sentito il desiderio di abbracciarci, e restare insieme, spero che prima o poi ci si riveda, in ogni caso, vi auguro di divertirvi sempre, e di trovare le giuste, situazioni appaganti, per entrambi. Arrivederci cari amici. “
Ti è piaciuto?
200 racconti, 0 libri.
Altri racconti di pennabianca
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.