Dall’inquadratura, non vedevo bene, perché il ragazzo era entrato e quindi non riuscivo a vedere il vestito di Valentina; vedevo, di spalle, che maneggiava il portafoglio, a poco più di un metro dal ragazzo; mentre gli dava la mancia, delle monete caddero a terra; la vidi piegarsi sulle ginocchia, con le gambe un po’ aperte verso l’altra stanza; il sedere sembrava essere fuori; il ragazzo fece un movimento furtivo abbassandosi un po’ per vedere di più.
Io, per la meraviglia, non ascoltavo più le parole ma osservavo i movimenti; avevo il cuore che batteva forte; Valentina si rialzò e gli ridiede la mancia; lo salutò e lui restò un momento imbambolato; si riprese e andò via; lei andò alla porta e si affacciò leggermente, per poi chiuderla; la vidi, di spalle con il vestito totalmente sollevato sul sedere, poi anche frontalmente; fu una scena stupenda, sublime.
Prese di nuovo il telefono ed era eccitatissima; mi disse subito che era stato stupendo per lei; che anche lei aveva il cuore che batteva forte ed era chiaramente rossa in viso; ci stavamo scambiando le emozioni; Valentina era sul divano letto e mi stava mostrando l’eccitazione che aveva provato senza minimamente toccarsi; aveva raggiunto il culmine del piacere, in quanto il ragazzo era molto carino; mi stava dicendo che con lui avrebbe fatto qualche pensierino, quando suonò ancora il citofono; andò a rispondere e mi disse che era di nuovo lui; aveva dimenticato la borsa termica; mi chiese cosa avrebbe dovuto fare; furono pochi ma intensi secondi; dissi.
“Provocalo, provocalo, provocalo!”
Suonarono alla porta; lasciò il telefono in camera ma con inquadratura verso la cucina; la mia visuale era molto, ma molto limitata; vidi che andava ad aprire la porta, tenendo il vestito alto sopra il sedere in modo molto provocante; sentii lontane delle voci, poi vidi Valentina indietreggiare e quindi entrare nell’inquadratura; rideva e mi parve che dicesse qualcosa tipo ‘anche tu’; io vedevo a questo punto solo lei con le sue parti intime in bella mostra davanti al fattorino.
Poi apparve il fattorino; da quella prospettiva, vidi quanto realmente era alto; arrivava più o meno con la fronte alle labbra di lei; lo vidi cercare il bacio, mentre con le mani tentava di toccare il sedere; Valentina invece era immobile, poggiata all’angolo della porta; vidi, per la prima volta in vita mia, la mia ragazza che baciava un completo sconosciuto che le aveva portato la cena; furono secondi magici; si diedero baci aggressivi con la lingua e il ragazzo, appena aveva iniziato a baciarla, aveva infilato le dita tra le gambe iniziando una velocissima masturbazione.
Fu una scena incredibile; vidi Valentina, le spalle al cornicione della porta, con le gambe un po’ divaricate, che respirava affannata mentre il ragazzo cercava velocemente di masturbarla; in quel momento si stavano guardando, mentre lui deciso la masturbava e avevano smesso di baciarsi; la scena é durata circa 40 secondi, quando vidi Valentina spingere via il ragazzo e cercare di ricomporsi nascondendosi in soggiorno; disse al fattorino di andar via e con il viso eccitato e spaventato mi fece segno di no con la testa e poi chiuse la telefonata.
Io tremavo come poche volte era successo in vita mia; restai in attesa di un suo messaggio, di una sua chiamata; ero pensieroso, non capivo cosa fosse successo; finché dopo 20 minuti mi scrisse che mi avrebbe chiamato in seguito perché era con i due vicini.
A fine serata, finalmente riuscii a parlarle e capii finalmente cosa era successo; in pratica il fattorino, quando era tornato, aveva iniziato a fare complimenti a Valentina e lei a lui; il ragazzo incoraggiato dall’atteggiamento di lei, aveva chiesto se poteva entrare; nel dirlo, aveva fatto un passo in avanti lasciando però la porta socchiusa; Valentina aveva risposto che aspettava ospiti; lui si era fatto coraggio e si era avvicinato tanto che lei si era sentita eccitata e si era lasciata andare a quello spettacolo al quale avevo assistito.
Il problema non fu il fattorino, ma il vicino più anziano che, mentre Valentina si esibiva, aveva bussato alla porta, si era affacciato ed aveva assistito alla parte finale della scena, ovvero il fattorino solo e Valentina che si abbassava il vestito; anche uno scemo avrebbe capito cosa stava succedendo; Valentina si difese per quanto possibile e scontato; in compenso non fu detta nemmeno una parola davanti al fratello piccolo, per evitare ulteriori imbarazzi; per la serata, Valentina aveva di nuovo indossato un perizoma perché si sentiva troppo osservata dal vicino più grande.
Precisamente due settimane dopo Valentina e il vicino più piccolo decisero di andare a cena fuori, il grande lavorava quella sera; come è facile immaginare, io speravo in quel fatidico vero tradimento; questa, dopo le situazioni precedenti, era l’occasione giusta, visto che lei era attratta da lui e che sarebbero tornati insieme a casa; Valentina per l’occasione aveva indossato un vestito molto sexy e speravo che, chissà, magari il fratello grande aveva confidato al piccolo quel che aveva visto e quindi era chiaro che si trattava solo di osare.
Valentina indossava una minigonna di jeans a mezza coscia, stivali alti, calze auto reggenti alte, non portava intimo ovviamente, e sopra aveva un maglione oltre al giubbotto; durante la cena mi scrisse molto e mi mandò anche selfie con lui; mi spiegò che lei aveva sempre detto loro che io non ero geloso perché mi fidavo, anche se la realtà era inimmaginabile; parlavano di sesso, ma nessun riferimento fu fatto alla serata pazza di due settimane prima; uscirono dal pub e mentre rientravano Valentina mi tranquillizzava spiegandomi che probabilmente non sarebbe successo nulla; io non ero uscito di casa sperando di ricevere la tanto attesa notizia del tradimento o, se si vuol chiamare meglio, momento di eccitazione del gioco di coppia.
Passarono 25 minuti dal suo ultimo messaggio in cui mi aveva annunciato che stava rientrando; ero a letto a fantasticare, ma davvero con nessuna speranza, quando ricevetti da lei una videochiamata improvvisa; il primo pensiero che mi avrebbe fatto vedere che stava copulando; ma subito dopo, a catena, che era a casa e non era successo nulla; ero altalenante tra il mio desiderio di assistere finalmente ad una sua copula e il timore che, ancora una volta, si sarebbe fermata ad un passo dall’azione.
Si avviò la connessione; Valentina era sul divano - letto di casa; si riprese il viso; mi disse più volte ‘amore amore amore’; il viso era elettrizzato; non capivo; chiesi cosa fosse successo; mi rispose che era a casa e mostrò con la fotocamera posteriore i mobili, dentro me ero rassegnato; tornò sulla fotocamera anteriore; mi mostrò il viso, poi scese con l’inquadratura mostrando prima i seni nudi e poi le calze e le scarpe senza la minigonna; rialzò l’inquadratura e mi disse, guardando nello schermo, che stava aspettando il suo vicino, che era andato a prendere i preservativi; in quel momento, in me scoppiava un incendio; il cuore aveva iniziato a battere all’impazzata e a malapena riuscivo a capire cosa diceva; mi disse che si erano baciati, che avevano avuto un rapporto orale vicendevole e che si erano fermati per mancanza di preservativi.
Nel bombardamento di emozioni che mi tambureggiava in testa, la implorai di posizionare il telefono; Valentina era indecisa e si guardava attorno; bussarono alla porta e lei mi fece segno di stare zitto; le dissi di farmi almeno ascoltare; d’improvviso, lo schermo diventò nero; sentimenti di rabbiosa confusione scossero tutto il mio corpo; sentii la porta chiudersi; posizionai gli auricolari alle orecchie; impostai la videochiamata su muto dalla mia parte e mi lasciai immergere nella situazione.
