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Cronista
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Racconto23 min di lettura

Cronista

Sul significato delle parole è meglio intendersi. Lei vorrebbe un giornalista di prima liea ma scopa con tutti "eroicamente"; lui, da cronista, rivela i vizi della provincia e le "signore" sono costrette a scappare.

geniodirazza
1 anno fa · 453 letture · 0

Cronista

Una serie di coincidenze mi consente un intero pomeriggio di libertà dal lavoro in redazione; decido allora di sfruttare l’occasione per fare ordine, a casa, nei miei appunti per il servizio di massimo impegno che ho concordato col direttore, un’indagine sui vizi privati nella provincia italiana per il quale ho avuto, direttamente, il supporto di puttane professioniste che mi hanno segnalato personaggi insospettabili e, tempestivamente, eventi assai speciali.

Indirettamente, ed involontariamente, un grande aiuto mi è stato dato da mia moglie, con la quale ho un rapporto che sarebbe inaccettabile se non fossi paziente al massimo, e dalla ‘banda’ delle amiche predilette che con lei condividono aberranti esperienze di sesso estremo per il solo gusto di fare le corna ai mariti che ritengono inadeguati alle loro esigenze e indegni di qualunque rispetto.

Nel mio caso, tutto nasce dalla mentalità infantile, ricca di illusioni e capricciosa di Nadia che, dopo avermi sposato col massimo entusiasmo affascinata dal mio lavoro di giornalista, dopo dieci anni di serena convivenza, si è improvvisamente scoperta la ‘smania dell’inviato di guerra’; nella sua fantasia infantile, giornalista è chi trasmette dai fronti di guerra; chi lavora nella cronaca, come me, è un raffazzonatore, senza palle e vigliacco.

Per questa sua personalissima visione delle cose, ha cominciato a farsi scopare in giro da bulletti che si spacciano per avventurieri; dopo i primi mesi di occasionali sveltine, entrata nel ‘giro forte’ delle signore borghesi insoddisfatte, ha dato la stura ad una sua capricciosa visione delle cose e si è resa protagonista di azioni per lo meno ignobili; non si rende conto della situazione ridicola di una bambina inesperta che sbatte i piedi per capriccio e si lascia sfuggire il grosso degli eventi.

Per esempio, ha voluto in casa un impianto raffinato antintrusione con allarme, segnalazione alla polizia e ripresa video; ma non è mai stata capace di usarlo correttamente e, puntualmente, lascia la registrazione attiva quando è in casa, mettendomi in condizione di conoscere tutti i movimenti, registrati sulla memoria di un computer e trasmessi al mio cellulare; stupidamente, lo fa anche quando scopa nel nostro letto o parla con le amiche delle loro bravate coi maschi.

Ho sempre saputo tutto delle sue manovre per farmi le corna ed ho assistito a molte sue scopate nella nostra camera; la cosa diventa quasi esilarante, se non fosse vomitevole, quando con le amiche si raccontano le esperienze recenti e progettano ‘spedizioni’ per l’immediato futuro; da quando mi dedico al tema delle zoccole e delle corna, la cucina di casa diventa fonte di materiali fondamentali; l’aiuto delle puttane di professione mi consente di filmare tutte le loro scopate, assurde qualche volta.

Mentre sto organizzando i materiali raccolti negli ultimi giorni, scatta il meccanismo della videoregistrazione; inserisco le cuffie e mi pongo all’ascolto; mia moglie è arrivata con le amiche solite e si stanno divertendo a raccontarsi le ultime scopate; poiché so che il computer sta regolarmente registrando, acuisco l’attenzione ai racconti; si stanno un po’ provocando e la prima a reagire è Veronica, moglie di un imprenditore edile ricco e famoso.

Racconta che suo marito ha aperto un nuovo cantiere per un complesso abitativo nelle periferia più immediata; come d’abitudine, ha chiamato a lavorare in nero una decina di extracomunitari, tutti africani, e lei è andata a studiarsi i nuovi arrivati; la prima cosa che ha notato sono stati i pacchi notevoli tra le cosce; gli abiti sdruciti lasciavano intravedere mazze da almeno venticinque centimetri e la figa ha cominciato immediatamente a ribollirle.

Tornata verso la fine della giornata di lavoro, si è portata verso la zona spogliatoio e, mentre i muratori si lavavano con i tubi per gli usi del cantiere, ha stimolato le loro reazioni sculettando come è solita fare quando decide di farsi scopare; non ha impiegato molto ad attirarli nella sua orbita e si è appartata nello sgabuzzino che funge da deposito portando con se l’operaio più anziano, e più pronto a recepire l’invito.

Fatto cadere il pantalone sdrucito, a gesti, senza bisogno di parlare, ha preso in mano un cazzo di quasi trenta centimetri dello spessore di una lattina; istintivamente quasi, l’anziano ha afferrato le tette morbide e grosse ed ha ricambiato la sega da professionista con una lunga e sapida manipolazione delle tette; un suono gutturale ha avvertito gli altri e subito dopo lei si è sentita afferrare, da dietro, la figa grondante.

Un ragazzo di una ventina di anni, comparso alle sue spalle, le ha infilato un dito lungo e morbido masturbandola con abilità; ha cominciato a grondare dalla figa e a godere dalle tette; i neri si sono affollati nello sgabuzzino e si sono sbizzarriti a prendere quel che trovavano davanti; lei non faceva che godere e sentire con gioia la consistenza delle diverse mazze nelle mani, sul culo, tra le cosce; il suo perverso piacere si diffondeva come afrore nell’aria mescolandosi a quello, più selvatico, dei neri arrapati.

Lei ha perso ogni freno inibitore e si lascia penetrare, in piedi, da dietro, da un cazzo grosso, giovane e nerboruto, che le forza il canale vaginale già largamente spanato; a quel punto, l’anziano, imponendo un suo certo prestigio, ha imposto ordine per fare in modo che disciplinatamente tutti si accostassero a farsi masturbare e succhiare, prima di penetrarla in figa e nel culo; ha sentito le mazze, belle grosse, farsi largo in vagina e riempirla fino all’utero dove la maggioranza scaricava una ricca sborrata.

Adattandosi alle posizioni ed affidandosi alla guida dell’anziano, l’hanno scopata in tutti i modi; è arrivata a prenderne contemporaneamente fino a tre, uno in culo uno in figa e uno in bocca; nel giro di un paio d’ore ha fatto sborrare tutti, alcuni anche due volte, tanto erano arrapati; l’apice lo ha raggiunto quando, sdraiata su un ragazzo particolarmente dotato che le riempiva la figa, è stata montata nel culo da un cazzo altrettanto forte; un terzo le ha occupato la bocca e due li masturbava ai lati.

Si è ritirata con figa e culo grondanti e con la bocca ancora piena di sborra dolcissima; se n’è andata a casa a riposare e, provocatoriamente, ha sollecitato a scopare  suo marito che, impegnato su alcune carte, si è negato; il commento di lei è stato un saluto al povero cornuto; mia moglie le ha chiesto se ha provato qualche emozione a reggere contemporaneamente due o tre mazze di quella stazza nel corpo; l’altra ha commentato che, quando si prova piacere, figa culo e bocca si adattano immediatamente.

Nadia ha osservato che a lei, più che il volume delle mazze prese, interessano le situazioni; racconta che, la sera prima, al bar che frequentano, è stata agganciata da due giovani bulli ben noti, di cui uno possiede una Ferrari; l’invito ad una corsa nella città semideserta è stata da lei accolto con favore; l’hanno fatta sedere dietro, dove uno dei due le ha immediatamente infilato le mani nel vestito e l’ha masturbata con gusto.

Presa dal vortice del piacere lei gli ha sbottonato freneticamente il pantalone, ha tirato fuori una sberla di oltre venti centimetri e l’ha presa in bocca; per qualche minuto, mentre l’auto sfrecciava a velocità pazzesca nelle strade cittadine, ha succhiato quel cazzo ricavandone un intensissimo piacere; la tensione della corsa e qualche manovra brusca le hanno mandato il cuore in gola ed ha avuto la sensazione di succhiare quel cazzo meraviglioso non solo con bocca e gola ma addirittura col cuore.

Il maschio non ha voluto sborrare; l’ha spinta riversa sul sedile e si è fiondato a leccare figa e culo, facendola girare a pecora nello stretto abitacolo; l’emozione di vedersi sfilare sotto gli occhi le luci quasi confuse della città, mentre fitte di piacere le si scatenano dal ventre fino al cervello, le ha offerto brividi imprevisti di piacere infinito; lo ha quasi implorato di metterlo in figa, tanta era la voglia che le montava dalla situazione assolutamente inedita.

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