“Maria, ho capito quasi tutto dall’inizio; prima una domanda; chi dei due è il mio sostituto?”
“Tu non vieni da un’agenzia e mi sei costato assai di più, economicamente … “
“Quindi hai preso due bull e mi hai obbligato a fare il cuckold?”
“Quando l’hai capito?”
“Credi davvero che si possa dimenticare una figa come quella che ho svezzato io e che amo da sempre? Credo che al mondo non ci sia niente che possa paragonarsi al tuo culo; una volta leccato e scopato non si dimentica più. Mi hai voluto far pagare la mia stronzaggine; ammetto la sconfitta. Cosa succederà ora?”
“Mi ami?”
“Come il primo giorno, troppi anni fa … “
“Perché mi hai fatto quel gran palco di corna?”
“Non lo so; me lo chiedo ogni giorno e non trovo una risposta … Ma tu mi ami ancora, dopo quello che ho fatto?”
“Ci penso spesso e non ho un’idea precisa; forse tu hai cambiato registro nei miei confronti quando hai saputo della mia sterilità, perché non potevi sperare di essere padre e me ne incolpavi; ma era anche colpa tua; fu quella la prima volta che mi tradisti ed io stupida tacqui; anche per questo, forse sono colpevole come te; se avessi urlato, ti avessi offeso, minacciato, picchiato, il bubbone sarebbe esploso; ma tacqui per bonomia, per generosità; e tu continuasti.
Ma neanche tu hai avuto il coraggio di scegliere, perché sei rimasto a fare il marito che mi fa l’elemosina della scopata al sabato; non hai avuto il coraggio di lasciarmi e di fare un figlio con un’altra; forse potevamo pensare a un’adozione, insomma fare chiarezza; ti sei nascosto sotto il velo del parassita che sfrutta la moglie ricca e le fa le corna con le amiche sapendo che avrei potuto farti ancora più male e distruggerti; ti sei fermato in mezzo al guado per venti anni.
Io mi sentii morire quando scoprii che ero una femmina buona da scopare senza possibilità di procreare; le due cene hanno detto anche che sono molto bella e brava a letto; mi inebetii e ti lasciai andare; so che ho la mia colpa; trovai un rimedio nel lavoro; sono diventata ricca ma ho perso te e l’amore che ci legava, che mi dava la felicità; ora mi sono svegliata, mi trovo anch’io in mezzo al guado con il terrore di dovere dare un taglio netto, o ad una storia passata o a te.
Io ho amato, amo e amerò sempre un ragazzo di vent’anni che mi diede tutto e si prese tutto; sono stata felice, totalmente felice con lui, per venti anni; poi tu hai gettato su quel ragazzo una montagna di fango e l’hai fatto scomparire; ma io continuo ad amare quel ragazzo, anche sotto una montagna di fango; se riuscissi a portarlo fuori, a ripulirlo e ridargli quella dolcezza che aveva, ti potrei anche amare tutto intero.
Tu non lo puoi sapere, ma almeno in tre occasioni, le due alla cena e quella volta nel mio ufficio, ho scopato con mazze anonime, due prese addirittura in affitto, mentre davo l’amore a quel ragazzino che è sommerso dentro di te; ma se non riesci a fare a meno di sguazzare nel fango e sporcare tutto il bello tra di noi, non so se varrà più la pena di offenderti e umiliarti senza trovare un momento di amore.
Ora so che l’hai capito, questo, se sei riuscito a ritrovare anche tu, nella mente ma spero nel cuore, il piacere che mi dava, inculandomi, quel ragazzo amatissimo; fino a questa sera ero decisa a farti pagare a carissimo prezzo il male che mi hai fatto; avevo deciso di spezzarti, di umiliarti, di mortificarti come hai fatto con me in questi anni; potrei anche cacciarti dalla mia vita e non ti resterebbe niente, perché è tutto mio e posso farti a pezzi in tribunale.
Ma non voglio restare sola; per questo, dopo averti umiliato a leccare la sborra, ti ho offerto l’unica via per ritrovare il ‘nostro ragazzo’, il nostro amore adolescente; non sai quanto ho pregato che te ne accorgessi; ma ancora non mi riesce di perdonarti tutto il male che mi hai fatto e che mi porto addosso; cosa penso di fare? Non voglio buttare al vento i miei primi 56 anni; non è mai tardi per ricominciare, lo so.
E so anche che, tagliando il cordone col passato, cancellando tutto, troverei un compagno disposto a seguirmi senza atteggiarsi a dominatore; ma sarebbe un surrogato e, dentro, non potrei cercare una ragazza di sedici anni ed un ragazzo di venti; pensi che sia possibile frenare la rabbia e cercare di ricominciare, ma con te, con la larva di quello che era il mio amore? Tu pensi di valerne la pena?”
“Perché continui ad andare avanti guardando indietro? Trovi così difficile preparare una nicchia nel cuore, nella memoria e conservarci un ragazzo e una ragazza che oggi possono essere solo un pericoloso impedimento alla crescita? Trovi così difficile scavare una fossa e buttarci l’incomprensione e la divaricazione per una sterilità di cui ci sentiamo tutti e due colpevoli, con risposte opposte e similmente assurde?
Io ti ho ritrovato quando tu mi hai massacrato; guarda che le mazzate che mi hai tirato valgono assai più di banali corna, anche ventennali; se volevi dimostrare che sei assai più creativa nelle trappole, chapeau, sei immensa; vuoi che ti dica che sei stata di una raffinatezza ineguagliabile? E’ vero; farmi leccare sperma, farti scopare con quei piccoli movimenti che solo io e te potevamo conoscere … siamo ancora sintonici, assai in armonia, se questo volevi indagare, sei grande.
Io vorrei andare avanti, con te se tu ci stai, perché anche io ho una teca sacra che conserva quel ragazzo e quella ragazza; la masturbazione in ufficio non te l’ha dimostrato? Ma, se non ci stai perché la tua sete di vendetta deve durare vent’anni, mi dispiace per te; temo che me ne andrò, prima che tu mi cacci; posso anticipare la pensione, con la liquidazione comprare una casetta nell’Appennino e andarci a invecchiare; non sono un parassita; credevo di essere in sintonia.”
“Cosa potremmo fare per andare avanti insieme?”
“Ragazza, la scoperta della sterilità è stata il punto di rottura; ho accettato che tu non potessi darmi un figlio ma ti amavo e ti amo; mi sono dedicato al sesso, visto che solo quello potevi fare per tenere insieme il nostro amore; ho esagerato ma aspettavo sempre che ti convincessi; tu sei rimasta ancorata ad un desiderio di maternità che ti ha fatto deviare verso il lavoro; non sono riuscito a dissuaderti e mi sono arreso, ma sapevo e so che puoi riprendere la funzionalità del tuo corpo e sfruttarla per fare sesso a go go per dare l’amore al tuo ragazzo nel cuore; si può amare profondamente anche mentre si fa sesso. Non mi dire che non te ne sei accorta perché coi bull sei stata perfetta! A loro davi sesso a al tuo ragazzo tanto amore.”
“Vorresti dire che dovremmo scopare ogni giorno con un bull tra noi? E l’amore?”
“Onestamente, mentre ti scopavano amavi solo il ragazzo della tua memoria o anche me?”
“Ti amavo, ti ho amato e ti amo sempre; e l’ho capito meglio quando avevo in figa un cazzo estraneo, assai meno importante di uno zucchino o di un vibratore.”
“Ti sei risposta da sola; se approfondisci, scopri che esistono per esempio gli scambi di coppia; ti lasci scopare da uno ed io mi scopo la lei dell’altra coppia; una sola stretta di mano tra noi e sapremo che è il nostro amore che si cementa … se l’amore c’è, se hai voglia di fare sesso perché la tua figa a quello è predisposta, se hai voglia di dimostrare amore.”
“Mi ci lasci pensare?”
“Vuoi fare l’amore?”
“Lo sai che il culo mi duole; il mio amore è tornato finalmente a sfondarmi … “
“Te lo curo con la dolcezza e te lo medico coi baci e con la lingua, se mi lasci fare; ma in figa ti scopo, con violenza e alla grande.”
“No, alla grande e con tutta la dolcezza che il mio amore mi sa dare.”
Capivo che aveva ragione, che mi ero anchilosata sul desiderio di maternità e non avevo mai pensato all’amore e al sesso , ma neppure ad una possibile adozione; lui, colpito dalla stessa mazzata, aveva cercato di dirottare sul sesso la passione; si aspettava che lo seguissi e che diventassimo la coppia di amanti implacabile consumatrice di sesso e viva di un amore cementato dalla complicità e dal ricordo di quello che eravamo stati per anni; c’era anche tanta ottusità mia, nello sfacelo.
Decisi di ricominciare da lì dove ci eravamo allontanati e lo amai, quella sera, come non avevo mai fatto in tutta la nostra storia; il culo non glielo potevo dare perché solo poche ore prima lui stesso me lo aveva martoriato scopandolo con tutto l’amore di cui era capace, ed era tanto; solo adesso riflettevo che aveva leccato dal culo la sborra del bull da cui mi ero fatta sbattere poco prima; ora sapevo anche che era perfettamente cosciente di quello che faceva.
Era stata una grande prova di amore e di accettazione della mia ‘devianza’, perché ‘sentiva’ che c’era amore nel sesso che gli davo; dovevo solo partire da quel dato e cominciare un nuovo percorso, di complicità stavolta, e di lealtà, che ci portasse a vivere l’amore insieme alla passione, il sesso con il sentimento; sentivo di averne desiderio e sapevo che lui era determinato; non aveva cercato una donna che gli desse un figlio, era tornato a me nonostante le amanti; voleva me ed io lui.
