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Racconto55 min di lettura

Autostrada

I casi strani della vita

geniodirazza
1 anno fa · 526 letture · 0

Autostrada

“Ingegnere, c’è qui una signora che chiede di parlare con lei; dice di chiamarsi Ortensia e di essere cugina di sua moglie … “

“Fai passare … “

Decisamente non riesco a capire perché Ortensia sia venuta nel mio ufficio in orario di lavoro; effettivamente, è cugina di mia moglie e insegna con lei nel liceo cittadino; ma mi sta poco simpatica per un’influenza negativa che esercita su Maria e per certi atteggiamenti e comportamenti troppo al di là del buongusto; per quel che ne posso sapere, a quell’ora dovrebbe essere in classe, come mia moglie, che è uscita con me diretta a scuola e ne dovrebbe avere per tutta la mattinata.

Bionda vaporosa, 38 anni come mia moglie, Ortensia si avanza col suo personale imponente che si fa notare immediatamente per uno stacco di cosce chilometrico su cui si adagia un sedere da brasiliana molto ben disegnato e fa da contraltare a un seno imponente, forse più di una quarta misura, assai sodo e tonico, sicuramente non rifatto, come le labbra carnose di una bocca da fellazioni su un viso bello, leggermente sguaiato, col naso tendente al grosso e occhi porcini.

“Scusami se ti disturbo sul lavoro, ma ho ritenuto che fosse importante. Ti ricordi la discussione che abbiamo avuto, che tutte le mogli sono per natura adultere e che ci provano gusto a fare cornuti i mariti? Tu hai insistito che non era il caso di tua moglie e io ti avevo promesso le prove che anche lei … ?”

Interrompe il discorso a metà, poggia sulla scrivania il tablet acceso e mi mostra la scena; mia moglie nuda su un letto sconosciuto; oscenamente spalancata, accoglie tra le braccia un giovane assai tonico, con un bastone di oltre venti centimetri, che si prepara a copulare in vagina con sommo gaudio; volto lo sguardo nauseato.

“Come vedi, neanche lei ha saputo resistere al fascino di Giovanni e si sta facendo possedere, in questo momento, con grande piacere, come si vede dall’espressione felice; siamo in streaming, c’è una videocamera segreta e lei non sa che la stai vedendo; devi ammettere che ho ragione e che sei uno stupido a non voler copulare con me, farmi diventare la tua amante e concedermi almeno una parte degli agi che fai godere a lei; adesso, ci ripensi?”

“Non ho mai detto che Maria sia una santa; tra noi due c è un’intesa; è possibile avere anche un scatto improvviso di trasgressione; se si può, avvertiamo prima e ne parliamo; se è una cosa improvvisa e imprevista, se ne parla dopo e passa via con l’acqua della doccia; ha sentito il bisogno di un sesso diverso, se l’è goduto; stasera quando ci troveremo, ne parleremo e cercheremo l’aggiustamento“

Prende il cellulare fa un numero e avvia una videochiamata; compare il viso del tipo che sta copulando con mia moglie.

“Ciao, Giovanni, vedo che stai facendo sesso; con chi?”

“Non lo sai?! E’ da mesi che lo faccio con tua cugina Maria; vuoi salutarla?”

“Ciao, Ortensia, perché interrompi mentre sono sul più bello? Non sei a scuola?”

“No; guarda la libreria di fronte a voi; c’è una webcam, la vedi la lucetta verde? Ti stiamo vedendo dal tablet; sai, sono con Luigi nel suo studio e gli sto dimostrando che da mesi gli fai le corna con Giovanni … “

“Vipera! Stai uccidendo il mio matrimonio. Perché?”

“Così impara a considerarti santa e a farmi passare per troia; adesso, se vuole, fa sesso con me e sarò l’amante più preziosa che si possa aspettare.”

“Sii maledetta! Luigi, ti prego, parliamone prima di prendere qualunque decisione; sono colpevole, ma possiamo ancora parlare.”

“Click!”

“Perché diamine fai lo struzzo e nascondi la testa? Perché hai chiuso la comunicazione?”

“Pronto? Vigilanza? Venite in studio, c’è da cacciare fuori una disturbatrice; segnatela tra gli indesiderati insieme a mia moglie e a tutti quelli che si proclamano suoi parenti … Esci coi tuoi piedi o impugno la pistola, dico che mi hai aggredito, come davvero hai fatto, e ti sparo in fronte … VATTENE!!!!!!”

“Vado, vado ma sempre cornuto resti … “

Squilla il mio telefonino; è Maria.

“Il cornuto non esiste quindi non può rispondere! Click”

Inserisco il dispositivo che impedisce a quel numero di chiamare e convoco Loredana la mia segretaria.

“Stai male, vero?”

“Che ne sai?”

Mi indica la telecamera del circuito interno.

“Hanno visto tutti?”

“No, solo io; quella donna non mi piaceva ed ho spiato perché temevo qualcosa del genere … A che cosa pensi di attaccarti adesso, ad una depressione che ti impedirà di lavorare per mesi? Ad una bottiglia che ti riduca uno straccio? Alla delusione che ti porterà all’ipocondria? O hai alternative positive?”

“Cosa avrebbe da suggerire la depositaria dei miei segreti negli ultimi dieci anni?”

“Chiodo scaccia chiodo. Non è una copula quello che ti sta consumando dentro; è la fiducia persa, la mancanza di lealtà; la fine del sogno di un amore pulito … “

“Concordo sulla diagnosi; il matrimonio è virtualmente finito; mesi di corna significano che non avevo capito niente di quella donna e che forse lei stessa non aveva capito niente di se; tirate le somme della diagnosi, hai qualche indicazione sulla terapia?”

“Gigi, sei diventato scemo o la mazzata ti ha bloccato l’uso del cervello? Chiodo scaccia chiodo significa che devi cercare qualcosa di equivalente e migliore; ce l’hai sottomano, qualcuna a cui trasferire quell’amore così disprezzato e calpestato.

O, dopo dieci anni, ancora devo stare a soffrire per i tuoi tormenti e godere per i tuoi successi senza che tu mi consideri un poco più del mobile di archivio? Lo vuoi capire che sto soffrendo più di te perché ancora una volta il mio sentimento esce calpestato non dall’immoralità di tua moglie ma da un tuo errore di valutazione? Sei stato fedelissimo come un cagnolino; e ti sei preso mesi di corna; ce la fai a pensare ad un’altra donna? Ci riesci a guardarmi come una femmina che ti ama da sempre?”

“Oh, mio dio; è con te che sto sbagliando, non con mia moglie; Ortensia ha ragione; ogni moglie è una adultera; ogni amante ha il merito di amare senza chiedere; tu addirittura te ne sei stata là ad accettare che scambiassi il tuo amore per disponibilità professionale, anche quando ti raccontavo le pieghe più intime del mio essere; scusami, Lory; hai visto giusto; la mazzata mi ha bruciato le facoltà razionali; come possiamo rimediare? Io non riesco ancora a fare chiarezza; te la senti di guidarmi?”

“Qui nessuno guida; mi hai costretta ad uscire allo scoperto e, da questo momento, camminiamo insieme; rimango la fida segretaria, ma sarò con te in ogni momento per decidere al meglio; vuoi che ti aiuti a scegliere? Allora rinfrescati il viso, recupera la tua dimensione, torniamo al lavoro e dimentica questa parentesi; ci sono impegni da rispettare che se ne fregano della vagina di tua moglie; alla chiusura dell’ufficio, se ti va, andiamo insieme a mangiare qualcosa, poi decidi se torni da tua moglie, se te ne vai in un albergo o se vieni da me; sei d’accordo sul progetto?”

E’ la soluzione più logica, riprendere a lavorare ed affogare in progetti e rilievi le ansie che mi soffocano; un momento di tensione si crea quando il capo della vigilanza mi avverte che mia moglie ha cercato di entrare nell’edificio e il portinaio l’ha bloccata; ordino di respingerla come indesiderata, ma devo fermare il magone; Loredana viene e mi accarezza una mano; sento l’impulso di baciarla, ma mi sposta; non è il momento; tiriamo avanti fino a sera mangiando panini a pranzo.

Alle sette chiudiamo l’ufficio e andiamo via con la macchina di Loredana, lasciando la mia in garage; la trattoria in cui ci rifugiamo neppure la conoscevo, ma Lory vi è nota perché spesso cena lì; mi accorgo che conosco poco di lei, dopo che per dieci anni abbiamo vissuto a contatto di gomito e innamorati, adesso ne prendo coscienza, assai più di quanto avremmo ammesso e di quanto riusciamo adesso a riconoscere.

“Parliamo durante la cena o preferisci piangere dopo sulla spalla?”

“Ho deciso che mi fermo da te, stasera, e ti chiederò la pazienza di ascoltarmi.”

“Non ti consentirò di piangere tutto il tempo; io ti amo e voglio anche amore da te, non solo geremiadi … “

“Anche in questo hai visto giusto; eravamo innamorati e io non lo volevo ammettere, per essere un marito fedele … “

“La finestra temporale non è piccola; possiamo ancora recuperare molto.”

C’è qualcosa di sospeso, nell’aria, mentre consumiamo una cena casalinga saporita e stimolante; non c’è molto da dire, tra noi, perché veramente a Lory ho sempre raccontato tutto e lei ha colto la situazione forse prima e meglio di me; ci limitiamo a qualche carezza ‘rubata’ anche a noi stessi, per pudore; ma la voglia di innamorarci è sempre più forte e pressante; decido di comunicarlo; manco a dirlo, è unanime con me e manca poco che la bacio; rimanda ancora una volta, l’ultima.

Scopro che abita in un edificio vecchio, quasi nobile nelle architetture, ma ben ristrutturato e diviso in piccoli appartamenti; il suo è minimo, una sala con angolo cottura e una camera con un letto e un armadio; da perfetta segretaria efficiente, mi avverte che ci sono alcuni capi di abbigliamento di un fratello che talvolta passa a trovarla; dovrebbero starmi; mi chiede se voglio fare una doccia nel minuscolo bagno; chiedo a lei se la farà; mi viene vicino e mi abbraccia.

“Voglio te adesso; non te la prendere, ma non me ne frega niente di quello che è successo; se posso, voglio sentire che, almeno per stasera, sei mio.”

Prima di andare avanti…

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