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Erotika
Da bruco a farfalla
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Racconto44 min di lettura

Da bruco a farfalla

Evoluzione di una donna, femmina e madre

geniodirazza
2 anni fa · 323 letture · 0

“Allora ti impongo di insegnarmene molti!”

“Abbiamo davanti tutta la notte; ti scioglierai in piacere ed amore, fino a domani.”

“Devi lasciarmi dormire qualche ora; domani voglio andare alla scuola media ad accettare l’incarico di Dirigente.”

“Ci ameremo, faremo l’amore, godremo come scimmie, dormiremo e domani andrai a scuola.”

Le sale addosso e la occupa tutta con la sua mole; Roberta è felice di sentirsi come sopraffatta e si accuccia smaniosa sotto il suo corpo; sente la punta dell’asta che scivola fra le cosce e raggiunge la vagina, avverte che entra e ingombra il canale; istintivamente, solleva le gambe e le avvolge intorno alle reni; lui le prende i piedi e li intreccia dietro la schiena; lei si spinge in su col ventre e soffoca in bocca a lui un urlo di goduria mai provata quando l’asta percorre il canale vaginale ed urta l’utero.

“Nando, è solo per me e per te o per tutti? E’ questo che si prova quando si fa l’amore?”

“Roby, quando si ama, come in questo momento tu ed io, succede questo e anche di più; più profondo è l’amore, più intenso è il piacere che sai dare e prendere dal sesso … “

“Tu me ne farai dare e prendere sempre con questa forza?!”

“Io spero di farti urlare anche di più quando mi prenderò tutte le tue verginità … “

“Io so che imparerò ad amarti come nessuno è stato mai amato, ti darò tutto di me … “

“Bada a quello che prometti; io vorrò anche un figlio nostro un giorno … “

“Non attaccare il carro davanti ai buoi; quando sarà, sai bene che non mi tirerò indietro; prima debbo assestare la mia vita e parlarne coi miei figli … “

“Che saranno felici di amare un fratellino come figlio loro … “

Roberta non riesce a rilassarsi completamente; è la prima volta, in tutta la vita, che sente l’amore fisicamente riempirla e farla godere in ogni fibra del corpo; è quasi spaventata dalla stessa gioia che prova a sentire il suo corpo invaso da quello di lui; con Osvaldo si è sempre limitata a subire gli assalti quasi senza avvertire niente; Fernando invece riesce a farla godere anche mentre parlano di tutto e di niente; e non sente come assalto la penetrazione che avverte nettamente fino al ventre.

“Amore, perché non mi cavalchi per avere l’orgasmo?”

“Perché non serve; il cuore pulsa con violenza mentre ti amo e manda sangue ai vasi periferici; i corpi cavi che formano il fallo si riempiono ed io entro sempre più decisamente in te, non lo senti?; poi sono i tuoi muscoli vaginali ad amare il mio sesso, a titillarlo e a succhiargli amore e goduria; lo sperma verrà da solo, insieme al tuo piacere; forse riusciremo addirittura a godere insieme senza bisogno di monta, di cavalcata o di possesso forte!”

“E’ vero! Sono sempre più vicina all’orgasmo … ecco … ci sono … ti amo! … Ti aaaamoooo!!!!! …. Sto godendo … “

L’urlo è ferino, inarrestabile; si sente Franco che urla spaventato.

“Mamma, stai bene? Nando cosa le stai facendo?”

“Dormi amore mio, sto volando tra gli angeli …. “

“Non è un urlo di dolore?”

“No, è amore, figlio mio, è tutto e solo amore!!!!!!”

“Scemo, lasciali fare; fai come me; mettiti i tappi e pensa a risolvere i tuoi problemi; ai loro ci pensano insieme. Mamma, domani festeggi la luna di miele con noi, promesso?”

“Si, avrò due paggetti meravigliosi alle mie nozze. Vi amo come non mi ero mai accorta di fare.”

“Buonanotte, piccioncini; ricordatevi che domani si lavora!”

“Perbacco, non avrei mai pensato di avere testimoni alla nostra luna di miele due innamorati così attenti e sensibili.”

“Nando neanche io sapevo di essere al centro di tanto amore. Come faccio a dirti quanto sono felice?

“Non lo dici. Adesso ti accoccoli in braccio a me e dormiamo.”

Riescono persino a dormire un paio d’ore, tra un assalto e l’altro; e non è Fernando il più vivace; Roberta sembra voler recuperare almeno una piccola parte della passione che ha lasciato per strada; chiede e concede tutto, prende confidenza col sesso e sente di amare quell’uomo al di sopra di tutto; ha ben chiara la svolta che ha dato alla sua vita e si sveglia molto determinata a farla evolvere secondo natura.

Fanno la fila nell’unico bagno; lui scherza che lei dovrà trovarsi un altro appartamento se i figli vogliono passare con la madre i fine settimana; quando saranno solo loro due, possono abitare l’appartamento di lei; a fine settimana, si trasferiranno da lui e lasceranno ai ragazzi la disponibilità dell’appartamento; ormai tutti i discorsi si svolgono sulla falsariga della vita in comune, del ruolo di lei da dirigente e della scelta dei figli di stare con la madre nei fine settimana.

Non sarebbe neppure necessario dirlo a parole, ma Nicola ama la precisione ed avverte sua madre che, nella sua nuova casa, avranno bisogno di alcuni elettrodomestici, per lo meno, oltre ai mobili; Fernando gli fa notare che la sua casa è perfettamente attrezzata; addirittura, potrebbero scegliere, lui e Roberta, di vivere nell’appartamento da affittare e di lasciare la sua casa alla disponibilità dei figli per i week end che passeranno con la madre.

Roberta, che ha colto la frecciata di suo figlio, lo rasserena che, dopo la mattinata di burocrazia, si dedicherà al loro bagaglio nel pomeriggio di sabato e nella mattinata di domenica; lei sarà la madre premurosa di sempre, qualunque sia lo sviluppo della vita con Fernando che è già il suo uomo; piuttosto, lo provoca, se la sente lui di starle a fianco nella giungla della burocrazia e stringerle la mano quando la veda in difficoltà?

Nicola la va ad abbracciare e non ha bisogno di risponderle; basta prenderle la mano ed avviarsi con lei alla scuola; Franco avverte Fernando che ha voglia di rubargli il mestiere in tutte le pieghe; sarà la sua ombra e imparerà quanto è possibile; così sarà ogni volta che verranno a stare con la madre per i fine settimana; lui gli rifila uno scappellotto affettuoso e gli consegna le chiavi del suv; ‘impara a fare il garzone, allora; guida tu ed andiamo ad aprire il negozio’.

Una volta definiti gli impegni del mattino, fissato che si troveranno per pranzo, Roberta e Nicola, tenendosi spesso per mano come giovani innamorati, si avviano alla scuola poco distante; una volta qualificatasi, lei viene accolta con manifestazioni di gioia e di affetto; sono stati avvertiti di quella possibilità e tutti, insegnanti e personale, si aspettano un ottimo incontro e molte prospettive buone.

E’ opportuno spiegare che Nicola è suo figlio, non il marito o un amante, e molti sguardi ammirati si rivolgono al ragazzo; firma i registri e li fa spedire al Liceo di provenienza, assume le consegne dal professore anziano che funge da Dirigente e si rende rapidamente conto che c’è solo da lavorare sulla creatività e sulle iniziative, in un ambiente per sua natura già abituato a fare della scuola un centro propulsore di cultura; è quello che desidera realizzare e ne gode intimamente.

Parecchie volte è sul punto di emozionarsi fino alle lacrime; è salvifica la presenza del figlio che le stringe la mano, il gomito o una spalla, per incitarla a tenere duro e a predisporsi al nuovo ruolo; gli si legge in viso l’orgoglio per la stima di cui sua madre gode e, approfittando di un momento di solitudine, l’abbraccia con autentico amore; lei lo bacia sulle guance per ringraziarlo di averla sostenuta; escono dalla scuola che quasi ballano camminando; vanno al negozio.

Franco e Fernando hanno speso la mattinata all’assemblaggio di un computer richiesto appositamente da un cliente; il ragazzo è felice di manipolare tra aggeggi vari e si legge l’entusiasmo con cui si muove al seguito dell’amico, compagno della madre ma soprattutto mentore e istruttore; Roberta li guarda con un affetto infinito e si chiede se veramente quella serenità finalmente le spetta; Nicola la spinge verso Fernando perché si comunichino la gioia di vivere.

Roberta vorrebbe esibirsi nella specialità del sabato a casa, la pasta al forno per i suoi due lupacchiotti affamati; ma Fernando le fa presente che c’è una luna di miele da festeggiare; non le consentirebbe a nessun prezzo di mettersi ai fornelli; l’indomani potrà anche prendere contatto con quell’aspetto della vita in comune; per il momento sono due ‘innamorati in fuga’ ed esige tutta la felicità possibile; i figli sono d’accordo.

Siedono ancora alla trattoria già sperimentata la sera prima e gli propongono una pasta al forno che gareggia con quella di Roberta; tutti ridono per la coincidenza; Nicola riempie i calici dei quattro con un prosecco fatto portare e brinda a sua madre, a tutte le ‘prime volte’ che in poco più di dodici ore ha dovuto affrontare, dalla seconda luna di miele, alla prima coraggiosa scelta di lavoro, dal taglio col passato all’impegno col futuro.

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