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Da bruco a farfalla
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Racconto44 min di lettura

Da bruco a farfalla

Evoluzione di una donna, femmina e madre

geniodirazza
2 anni fa · 323 letture · 0

Si trasferiscono in periferia, per evitare di essere sorpresi da persone conosciute; in auto con lui, non resiste alla tentazione di ‘sentirlo’ fisicamente e lo bacia appassionatamente; lui reagisce portando le mani sul corpo di lei che desidera ormai troppo; Roberta lascia che lui infili le mani nel vestito e freme ad ogni tocco delicato sul seno; quando le titilla un capezzolo, sdilinquisce; quando avverte che la mano di lui si sposta verso la falda del vestito e comincia ad accarezzare la coscia, ha un orgasmo feroce.

Istintivamente, allunga una mano e va a palpare il sesso di lui che avverte gonfio nel pantalone; lo percorre per tutta la lunghezza e si meraviglia dello spessore; quasi per gioco gli chiede se non è un’arma che uccide; lui le risponde che da solo tanta gioia di vivere, che ancora è disposto a non arrivare all’amplesso, ma che ora deve convincersi che il fosso sta per essere saltato e che quella scelta sarà definitiva.

Per tutta la sera si consumano in baci e carezze lussuriose; entrambi hanno l’intimo ridotto male, perché gli orgasmi sono stati molti per lei e almeno due per lui, sempre e solo al di qua dei vestiti; Roberta lo avverte che non ha altri amici con cui parlare, ma che è fermamente decisa a fare chiarezza con suo figlio; forse è una violenza porlo di fronte a certi problemi, ma la vita è fatta anche di scelte difficili.

Gli promette che, appena avrà preso una decisione in famiglia, lui sarà il primo a conoscere le scelte ed è determinata ad accettare l’incarico di Dirigente; soffre molto, Roberta, quando si rende conto che deve tornare a casa, dal suo perfido aguzzino; non si decide a lasciare l’abbraccio dell’uomo che sa di amare con tutte le sue forze; in un raptus di passione, cerca di aprire la chiusura lampo; lui la ferma perché trova che sarebbe un inutile eccesso; si sono conosciuti, a pelle, anche se non hanno fatto sesso; meglio rinviare; glielo dice e lei si convince, a malincuore.

A casa, va ad occupare il letto del ‘suo’ Nicola e non bada ai rumori che, volutamente, suo marito fa per provocare ancora la lite; l’attesa è ora per venerdì pomeriggio, quando i figli verranno dalla città universitaria; sin dal primo abbraccio, i due si rendono conto che la madre ha qualcosa di assai duro da ingoiare; Nicola, il suo pupillo, la aggredisce frontalmente.

“Mamma, adesso mi fai il favore di metterti lì e di parlarmi come a un analista; c’è qualcosa che ti pesa sulla coscienza e non voglio vederti consumarti nei dubbi.”

Franco è andato ad abbracciarla e le passa una mano sul viso quasi a ripercorrerne i tratti.

“E’ il caprone che ti fa star male?”

“Si; ma non solo; sono anche io che manco di determinazione … Per dirla come ha fatto una persona che mi è molto cara e che mi ama davvero, sono arrivata alla soglia dei quarant’anni totalmente asessuata … “

“Mamma, te la senti di scendere nei particolari?”

“Mi fa male, ma spero che siate in grado di ascoltare certe confessioni; sapete che a diciotto anni vostro padre mi sverginò, mi mise incinta e mi sposò per ottemperare a un ‘obbligo’ che pareva inevitabile, a quel tempo; vostro padre non mi ha mai amato, non ha cercato di farmi conoscere il bello dell’amore e del sesso; per vent’anni mi ha posseduto come una bambola di gomma, quattro colpi e dormire; mi sono adagiata nella condizione di reietta ed ho dimenticato cosa siano amore e sesso.”

“Vuoi dire che fuori casa portava la sua decantata abilità di tombeur de femmes; e in casa si riduceva alla copula frettolosa e senza amore?”

“Ve l’avevo detto che erano cose di cui mi vergogno anche a parlare, specialmente coi miei figli … “

“Mamma, ti voglio bene a prescindere da tutto; Nicola forse sa anche spiegare queste cose; io mi limito ad amarti come l’unica donna al mondo … “

“Franco, lo so; è stata la vostra crescita che mi ha dato la forza di andare avanti, insieme al mio lavoro che mi gratifica. Adesso però tutto sembra crollare intorno a me e devo prendere una brutta decisione; spero che mi possiate aiutare; a nessun altro lo potrei chiedere e devo costringervi a questa sofferenza.”

“Mamma, nessuna sofferenza. E’ da anni che sappiamo molte cose; ricorda che abbiamo fatto il liceo nell’harem di tuo marito; sappiamo molte più cose di quante tu immagini. … Se qualcuno ti ha aperto gli occhi ed è una persona a te cara e che ti ama, devo pensare che uno spiraglio di alternativa ti si è aperto … “

“Che stupida, a non parlare prima con te; sei acuto e bravo. Si, mi sto innamorando, ed ho paura ad ammetterlo, di un uomo che mi adora e che mi ha già fatto intravedere una qualche possibilità di lettura diversa della realtà.”

“Mamma, hai un amante?”

“No, non siamo arrivati a fare sesso; ancora non me la sono sentita di saltare il fosso; se ci faccio l’amore, tuo padre evapora dalla mia vita.”

“Lascialo evaporare, ascolta un consiglio appassionato; se non ho capito male, sei stata in stand by tutti questi anni; è il momento che capisci che la vita è tua e devi impossessartene.”

“Dovrei andare a fare la Dirigente Scolastica , ma vostro padre insiste a dire che vi abbandonerei, che la famiglia si sfascerebbe; insomma non gli va che io faccio il salto di professione da insegnante a dirigente e usa i luoghi comuni per frenarmi.”

“Quando scadono i termini per accettare l’incarico?”

“Domani; come vedi, sono al passaggio obbligato; se salto il fosso, cambio la mia vita; se subisco ancora, mi condanno alla morte civile … “

“Mamma, domani vai a firmare l’accettazione dell’incarico!”

“Mi starai vicino?”

“Non ne hai bisogno, ma ci sarò e ti farò un buco in testa perché cambi la tua vita.”

E’ arrivato suo marito e comincia a tenere il suo tono arrogante e tirannico; i ragazzi lo ignorano; quando i suoi dictat scivolano sulla ipotesi del cambio di professione, urla che le cose le decide lui e solo lui; Nicola e Franco prendono gli zaini con cui sono arrivati, il più grande le impone affettuosamente di preparare un borsone con poche sue cose; capisce che è l’ora della decisione e lo fa.

“Senti, tiranno da strapazzo, noi siamo tre persone maggiorenni e libere di scegliere; ti lasciamo alle tue pretese di dominio; dimentica di avere mai avuto una famiglia, se mai l’hai avuta.”

Apre la porta e li invita ad uscire; ha un attimo di resipiscenza; venti anni di vita non si cancellano con un gesto; ma la memoria delle pene sofferte le fa decidere di prendere la via che porta alla piazza.

“Ragazzi, dove pensate di andare?”

“In un albergo, per stanotte; domani cercheremo di capire chi ci può aiutare … Mamma quest’uomo tanto importante per te, cosa farebbe se tu gli chiedessi di ospitarci?”

“Pronto, Fernando, sono in piazza coi miei figli; mio marito mi ha cacciato … “

“Non ti muovere; vengo io. I tuoi figli sono avvertiti?”

“Si; Nicola, come avevi previsto, ha un quadro chiaro della situazione e mi ha suggerito di andare via.”

“Questo sì, che è un amico! Mezz’ora e sono da voi. Non farti problemi.”

Il suv che parcheggia le dà un colpo al cuore; davvero sa per certo che sta per voltare pagina; è felice perché le persone che ama di più al mondo sono con lei; si abbarbica a Fernando e il loro bacio è una sintesi di amore, di voglia, di desiderio, di certezze, di speranze; i figli fanno finta di schernirsi ma sente che vivono la sua stessa gioia; di colpo, l’uomo che ama rivela tutta la sua capacità di efficienza e di decisione.

“Roby, se vuoi prendiamo due camere in un albergo, per te e per i tuoi figli … “

“Non hai una casa abbastanza grande per quattro persone?”

“Quattro posti si possono ricavare, se vi adattate … “

“Franco, diamo troppo disturbo …. “

“Senti, tu sei quel mago del computer tanto celebrato?”

“Diciamo che faccio bene il mio lavoro … “

“Mamma, io per passare qualche ora nella sua casa farei carte false; andiamo da lui e organizziamoci.”

Resta da risolvere il problema della cena; ma Fernando gode di molte amicizie nel suo quartiere e poco dopo sono a tavola; Franco tesse intorno a Fernando un ragnatela di domande; vuole sapere tutto, di tutto; Nicola lo becca a sorpresa.

“Franco bada che Fernando è innamorato di mamma, non di te; glielo vuoi ancora sequestrare per molto?”

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