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Come decide Clara
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Racconto29 min di lettura

Come decide Clara

Una scelta da cuckold

geniodirazza
2 anni fa · 410 letture · 1

Lui ha qualche difficoltà a muoversi, coi pantaloni abbassati alle caviglie; riesce comunque a montarle sopra, in qualche modo, e la penetra di colpo.

Mi aspetto una copula più lenta e più lunga, dopo l’esplosione appena scaricata; e invece sembra più coinvolto, quasi catturato dalle sue carni esposte.

La possiede con rabbia, quasi, con colpi rapidi, e l’eiaculazione gli esplode all’improvviso, senza quasi che se ne renda conto nessuno dei due.

Non cerca neppure di scusarsi, per la evidente defaillance; soltanto, si stacca, ripone il sesso nei pantaloni e si va a sedere in macchina.

Clara torna al suo orinatoio e mi sussurra.

“Che stronzo. Ti toccherà possedermi tu, visto che mi ha lasciato a secco.”

“Va bene. Ne parliamo a casa.”

“Insisto sul discorso cuckold?”

“Io lo voglio fare; se ti va ancora bene, dopo questa gaffe, a me sta benissimo. Decidi tu se ci sono i tempi.”

In realtà è lui a riprendere il discorso.

“Dicevi che tuo marito sa che stai copulando con me?”

“Noi ci diciamo tutto, nel male e nel bene. Ho deciso insieme a lui che ti avrei concupito e ti avrei posseduto.”

“E non ha niente in contrario?”

“Senti, se per te è così difficile questo discorso, molla e non se ne parli più.”

“No, no; è che è abbastanza fuori dell’ordinario.”

“Io e mio marito siamo persone straordinarie, non individui ordinari. Se non te la senti, pace; tutto finisce qui. Se hai la forza e il coraggio morale per imbarcarti in un’avventura straordinaria, benvenuto a bordo.”

“Mi ci lasci pensare?”

“Si; ma non molto; se capisco che hai troppi dubbi, entro il fine settimana mi cerco un altro con cui fare sesso.”

Hanno parlato mentre stavano seduti in macchina a riposare un attimo.

Appena chiuso il discorso, Clara mette in moto e si avvia.

Io prendo il mio motorino e torno a casa.

Aspetto Clara con ansia, a membro duro; ho una voglia estrema di farla godere, di spremerle dalla vagina, dal didietro, da tutto il corpo, la libidine, la goduria, il piacere che sa dare e che vuole darsi; sento di essere a un punto in cui posso annientarmi anche completamente in lei e non aspetto altro che sperimentarlo.

Lei entra con aria felice e mi viene a baciare sulla bocca; ha labbra calde e sensuali, da grande esperta di coito orale; ed ho la sensazione che coli saliva come quando succhia un membro, mentre sta semplicemente baciandomi.

So che sono io ad avere una febbre da sesso, ma lei mi appare calda, infuocata.

La spingo sul letto, le sollevo la gonna e mi tuffo sulla sua vulva nuda; avverto immediato l’afrore del sesso di lui che l’ha sbattuta e infilo la lingua fino in fondo a cercare tracce di sperma di lui che siano rimaste impigliate nelle pieghe della vagina.

Incontro quasi per caso il clitoride duro, gonfio, grosso come un dito; lo succhio disperatamente, a lungo, insistentemente finché lo spruzzo dalla vagina mi vien sparato sul viso e nella bocca; quello cercavo, quello volevo, quello aspettavo; e quello succhio con amore e ingoio a più riprese.

Poi torno ad insistere sul clitoride, finché di nuovo avverto gli spasmi del ventre e l’esplosione della vulva nella mia bocca; allargo allo spasimo le mascelle, per accogliere tutta la vulva in bocca e non consentire a nessun frammento dello spruzzo di sfuggirmi.

“Se vuoi, ti orino in bocca.”

Mi propone Clara.

La sollevo per un braccio dal letto e la porto in bagno, nel box della doccia; solo il tempo di sfilarsi la gonna, poi entra con me e mi fa piegare a terra finché la sua vulva non è sulla mia bocca; aspiro il clitoride come un’idrovora e lei all’improvviso esplode allagandomi la bocca; ma è solo l’inizio; subito dopo, la sua pioggia dorata comincia a scorrermi in gola e il getto si fa sempre più continuo e intenso, fino a che è un flusso continuo che mi soffoca.

Sono costretto a far scorrere ai lati della bocca gran parte dell’orina e non mi fa piacere; ma godo come un matto a sentire la pioggia nella mia bocca; Clara è come in estasi e continua a godere mentre libera la vescica.

Quando si è completamente svuotata, struscia la vulva a lungo sul mio viso, sulla mia barba e si asciuga così.

“Grazie, amore; sei meraviglioso.

Mi dice alla fine ed io mi sento felice.

“Sei riuscita a recuperare l’orgasmo perduto?”

“Si, amore, ma adesso vieni qui che dobbiamo parlare.”

Mi riferisce che, sul percorso di ritorno, il suo collega ha ancora ribadito che vuole pensarci un attimo, ma che ha tanta voglia di possederla ancora, anche davanti a me; le ha chiesto se per caso intendo anche avere pratiche sessuali con lui, che so? possederlo o farmi possedere analmente, per esempio, e lei gli assicurato che chiederò di essere presente o, al massimo, qualche volta di poter fare a lei qualche carezza anche intima.

Mentre parlano, le ha messo una mano in mezzo alle cosce e le ha avviato un piccolo ditalino a cui lei si è negata per non perdere il controllo della guida; lui allora ha tirato fuori il sesso e ha cominciato a masturbarsi, ma ancora una volta Clara si è opposta perché si eccita e non può concentrarsi sulla guida.

Con questi presupposti, non c’è alcun dubbio che entro fine settimana si potrebbe anche organizzare un incontro a casa.

Mi rende felice e orgoglioso del nostro rapporto, rendermi conto della grande armonia che esiste tra noi e della sua immensa disponibilità a favorire anche le mie perversioni.

Il giovedì pomeriggio, tornando dal lavoro, Clara mi annuncia che sabato sera avremo un ospite a cena e, dopo, lei lo avrà nel suo letto.

Per la gioia, la sollevo in aria prendendola per la vita e le faccio fare il giro della sala; quando la riporto giù, ci abbracciamo con una voglia feroce e ci divoriamo le bocche nella frenesia di copulare con la lingua; la porto fino alla camera da letto e festeggiamo l’evento con una delle più belle copule della nostra vita insieme.

La mattinata di sabato, com’è ovvio, sembra non voler passare.

Mi ripasso un centinaio di volte i possibili modi di svilupparsi della serata e quasi mai mi sento totalmente soddisfatto.

In un attimo di relax, mi salta alla mente che i miei films sulla serata non valgono niente perché manca la mano della grande regista, Clara, capace di quelle invenzioni che fanno della banalità un grande evento.

Nonostante la rivelazione, continuo a crearmi nuove soluzione e a registrarmele in mente.

Mia moglie torna puntuale alle cinque, mi bacia leggermene sulla guancia e fila in bagno per prepararsi alla ‘sua’ serata.

Non ritengo di disturbarla mentre fa le sue cose; ma è lei che mi chiama; entro e, senza perdere tempo

“Guarda come faccio la cacca!”

Mi dice; mi sposto dietro la tazza e la sollevo quel tanto che mi consente di vedere l’ano.

“Fai pure!”

Dico; e vedo le grinze dell’ano tendersi e dilatarsi fino a più che raddoppiare la circonferenza del buco di uscita; i suoi sforzi di pressione si scaricano sul ventre e sulle natiche; si protende in avanti e ansima dallo sforzo; un blocco notevole di cacca appare dal buco e, spinto dalle sue pressioni, esce piano piano dal foro.

Puzza e anche molto.

A mano a mano che procede, scivola sempre più agevolmente fuori dal foro.

E’ strana la colorazione varia, dal giallo al marrone intenso con punte di nero e di rosso; l’alimentazione variata forse produce anche quello.

Ad un certo punto, l’ano spinge fuori di colpo il blocco e si richiude bloccando di nuovo l’uscita; qualche attimo e spruzza fuori di colpo un blocco assai più fluido, capace di abbandonare l’intestino senza pressioni esterne.

Prima di andare avanti…

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