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Buonsenso
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Racconto23 min di lettura

Buonsenso

Compromessi

geniodirazza
2 anni fa · 462 letture · 0

Buonsenso

Sia io che mia moglie siamo convinti che, dopo venti anni di matrimonio, i rapporti si sono un poco ‘stancati’, specialmente per quel che riguarda l’intesa sessuale e che, forse, darci una sferzata di rinnovamento non sarebbe fuori luogo; naturalmente, quello che le chiedo è di non buttarsi, come spesso le capita, sulle cose con l’enfasi della neofita e di non commettere errori che potrebbero ritorcersi contro e provocare danni.

Molte volte è già capitato che, avuto l’abbrivio, si sia lanciata in avventure al limite dell’impossibile e sia stato poi assai difficile tornare indietro e ripristinare una razionalità e il buonsenso delle scelte; mi rassicura che non farà colpi di testa; ma, intanto, comincia ad avanzare proposte al limite dell’assurdo per ‘dare la sveglia’ ad un rapporto sonnecchiante.

L’idea più immediata è naturalmente quella di organizzare qualcosa che ci veda impegnati paritariamente in un’energica attività sessuale che coinvolga altre persone; le propongo di cercare il percorso per avviare un progetto di scambio di coppia che consenta certamente a lei di fare sesso davanti a me e con il mio assenso ma ponga anche me nella condizione di godere di un rapporto alternativo davanti a lei e col suo consenso.

La prima ipotesi di Cristina è invece che lei faccia sesso con un maschio davanti ai miei occhi e che io accetti la cosa con lo spirito del ‘cornuto contento’ senza fare molte storie; mi fa presente infatti che, per l’iniziativa a cui pensa lei, un amante che venga a possederla in casa nostra davanti a me, ha già un’idea molto precisa, un collega d’ufficio che spesso l’ha provocata e che la tampina abbastanza nettamente, ma col quale giura di non avere affatto pensato di fare niente di concreto fino a quel momento; per l’ipotesi della coppia, invece, brancoliamo nel buio e dovremmo fare prima qualche indagine.

Le faccio osservare a mia volta che la proposta è troppo nettamente spostata a suo vantaggio, che manca cioè di quell’equilibrio che dovrebbe essere a fondamento delle iniziative; inoltre, per come la pone lei, farlo venire a casa nostra e copularci davanti a me consenziente, potrebbe innescare processi imprevedibili e che il tipo potrebbe addirittura sentirsi autorizzato a trattarmi da cornuto contento, peggio ancora da cuckold o da schiavetto al loro servizio con conseguenze imperdonabili.Cristina si mette addirittura a ridere e mi prende in giro perché prima sollevo io un problema; poi, di fronte alle soluzioni proposte, mi tiro indietro spaventato; quando mia moglie ragiona in quel modo, è impossibile farle cambiare registro ed alla fine si può solo lasciarla sbagliare finché non ci si trova con le mani dentro e cerca di correggersi, pentita.Non mi da nemmeno la possibilità di discuterne con serenità prima di lanciarsi; il sabato successivo, a cena, si presenta il suo amico, a me totalmente sconosciuto e da me assolutamente non atteso, che prende immediatamente a comportarsi da padrone, abbrancando sin dalla porta mia moglie e baciandola con passione sulla bocca, mentre le infila le mani sotto la gonna, dietro, a palpare saporosamente il sedere, e davanti, a titillarle la vulva; lei lo favorisce con pochi movimenti e sento dai gemiti che gode immediatamente.“Tu sei il cornuto?”Mi apostrofa con prepotenza e volgarità; mia moglie accenna di si con un sorriso.“Beh, portaci il caffè a letto perché noi abbiamo da fare!”Il tono continua ad essere perentorio ed offensivo; mia moglie continua a sorridere come un’ebete.“Cristina, ma è questo che hai deciso?”“No … per la verità … “Ma l’altro non le consente di continuare; mi caccia via in malo modo e la trascina letteralmente sul letto dove la fa arrivare già completamente nuda; sono letteralmente inebetito e mi fermo a guardare l’energumeno che prende Cristina con malgarbo e la stende sul letto, la spalanca letteralmente e prende a succhiarla tutta quanta.“Guarda, impotente, guarda come fa godere una donna un vero uomo!”Mia moglie non articola parola, sembra perduta in un paradiso di piacere; la sua maschera di libidine mi è totalmente sconosciuta; mi siedo sulla poltrona ai piedi del letto e li osservo quasi calamitato dallo spettacolo; dopo averla leccata a lungo, l’energumeno le monta addosso e vedo una mazza enorme, di certo più di venti centimetri, che si fa largo nella sua vagina forzandola evidentemente e sento i gemiti di lei che gode mentre viene penetrata; subito dopo, la fa girare e la mettere carponi sul letto; le lecca un poco l’ano.“Cornuto, adesso vedrai come le rompo il sedere, a questa troia!”Detto fatto, spinge la sua mazza nell’ano forzandolo con l’accompagnamento delle grida di lei, prima di dolore e subito dopo di goduria; per un’ora e più assisto impotente alle violenze che le porta, in vagina, nel retto e in bocca, senza nessun rispetto, senza nessun decoro; quando si sono stancati, si riveste e, facendomi il segno delle corna, si avvia all’uscita; lascio mia moglie sul letto, esco anche io e vado a sbronzarmi al bar; non è facile tornare a casa.Cristina si è già ricomposta come se niente fosse, mi guarda con aria di sfida e mi chiede se sono contento di come sono andate le cose; le chiedo se si è divertita e mi risponde sfrontata che sì, per essere stata la prima volta, si è divertita e che il sabato successivo faranno il bis.“Attenta alle sorprese!”Le dico; agita la mano come a scacciare un moscerino e mi lascia solo in cucina; dormo per una settimana nella stanza degli ospiti e non la degno di uno sguardo; ormai è guerra, lo so e decido di combattere anche sporco.Il sabato pomeriggio, come aveva annunciato, il collega arriva con protervia, bacia Cristina e mi apostrofa.“Cornuto, preparati a vederci godere e portaci il caffè!”Dalla porta posteriore dell’appartamento entrano i miei tre amici coi quali vado a caccia; portano al guinzaglio Molosso, un pastore maremmano di proprietà di uno di essi e Franco ha in mano la doppietta da caccia che punta sull’intruso e gli ordina di lasciarsi legare le mani ed imbavagliare, cosa che gli altri due fanno immediatamente; Cristina è spaventata, naturalmente, e quasi urla.“Nicola, per l’amor di dio, che cosa state facendo?”“Voi cosa avete fatto!?!?!?!?”“Ma … il fucile … il cane.”

“Sta zitta, troia!”

E’ stato Luigi a parlare, uno che l’ha sempre trattata da regina; ora le stringe intorno alla bocca un bavaglio e la lega.

I due si agitano e cercano di divincolarsi; i miei amici costringono Cristina a sedere sulla stessa poltrona dove sono stato tormentato io e fanno stendere carponi il suo collega, al quale provvedono ad abbassare pantaloni e mutande; Pasquale gli spalma sul sedere una crema con odore di cagna in calore e accompagna il mastino al didietro del poveretto; il cane annusa a lungo e si sente che trova odori interessanti perché il suo membro sbuca immediatamente dalla guaina e si erge in tutta la sua lunghezza.

E’ una bestia di più di venti centimetri con una palla minacciosa alla radice e due testicoli grossi come pesche; Pasquale lo accosta al sedere e guida l’asta verso l’ano; a quel punto la natura fa il suo corso, il cane balza coi suoi quaranta chili sul dorso dell’individuo accucciato e lo penetra in un sol colpo; l’urlo non esce, bloccato dal bavaglio, ma si legge tutto nella smorfia di dolore, nel volto sfigurato, nello sguardo allucinato; e sembra quasi leggersi nel dolore di mia moglie che sembra trafitta dallo stesso bastone.

“Troia! Per lui piangi; per la umiliazioni che ha imposto a me, ridevi!?!?!?”

Mi guarda con gli occhi da cerbiatto ferito e le lacrime le scorrono copiose; il suo collega, sotto il cane, sanguina dal sedere abbondantemente, ma Pasquale mi rassicura; basterà lasciarlo al pronto soccorso e poi saranno cavoli suoi spiegare come si è fatto rompere il didietro; molti penseranno ad un nero troppo dotato che lui ha scelto incautamente per soddisfare la sua omosessualità; Cristina sbarra gli occhi, di terrore e di meraviglia.

Prima di andare avanti…

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