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Amparo - Protezione
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Racconto31 min di lettura

Amparo - Protezione

ncontr italo - spagnolo

geniodirazza
2 anni fa · 269 letture · 0

“Meravigliosa serata … per tutti.”

Ho le lacrime agli occhi; me le asciuga teneramente e mi carezza il viso; non so se ha capito tutto, ma è con me e mi vuole bene; mi accorgo che ancora sto piangendo, mentre l’aereo decolla e sorvola in parte la città; ma devo rientrare in me e prepararmi al rientro all’aeroporto di Barajas dove spero che ci sarà qualcuno ad attendermi; ma è solo una mia pia illusione; di Ramon nemmeno l’ombra; per non fare una fila interminabile alla fermata dei taxi, opto per la metropolitana che ha una stazione sotto casa mia; nell’aeroporto è piuttosto distante, ma i tapis roulant servono utilmente e il rientro non è problematico.

Entro in casa e non sento rumori; in cucina, trovo Jimena, la mia antica tata che da molti decenni è anche donna di servizio, dama di compagnia, balia dei bimbi e, soprattutto, grande amica; mi comunica che mio marito è letteralmente sparito dal mattino, che i bambini sono a scuola e che tutto procede in ordine; mi guarda acutamente e mi fa.

“Hai avuto un’avventura?”

“Che diavolo dici, Jimena? Quale avventura?”

“Allora ti devi essere innamorata; il tuo colorito è diverso, i tuoi occhi luccicano d’amore, il tuo odore è cambiato; sei piena di … forse ormoni, amore, non so che … Insomma, figlia mia, tu hai vissuto qualcosa di straordinario. Che è successo? Non vuoi confidarti?”

Scoppio a piangere come una stupida; lei mi abbraccia.

“Hai incontrato qualcuno che ti ha fatto innamorare e hai dovuto tornare a casa? … Chi? … Un italiano?”

“Si, Jimena, un poeta italiano, un uomo meraviglioso; ho fatto l’amore con lui.”

“Come!!!!???? Un solo giorno a Roma, con la presentazione di un libro e sei riuscita ad innamorarti, a fare l’amore e a piangere per lui? Ma chi è quest’uomo?”

“Un poeta, il traduttore del poema di Javier.”

“Amore mio, un consiglio; prendi questa storia meravigliosa che hai vissuto, mettila nella scatola dei ricordi più segreti che hai e dimenticala. Non mettere a rischio la tua famiglia, i tuoi figli, per un sogno pazzo. Non vorrei dirla questa cosa, ma devo e non posso sottrarmi; ti prego, rinsavisci; il ricordo qualche volta è più bello della realtà.”

E’ passato un anno dal mio viaggio a Roma, ma il ricordo di Mario e delle ore d’amore vissute a Campo dei Fiori, in una stanza piccolissima, non è affatto appannato, anzi si rinvigorisce di giorno in giorno, a mano a mano che i rapporti con Ramon si deteriorano ed io mi sento prendere dal desiderio di fare la pazzia di prendere i figli e andarmene a Roma, anche a fare la fame, se necessario, ma con il mio Mario, il grande amore che non riesco a cancellare dalla mia vita.

Javier si è dato molto da fare, in quest’anno, ed ha costruito con l’Università di Siviglia, dove lavora, una serie di grandi progetti che hanno coinvolto la casa Editrice di cui sono socia e dei quali volentieri mi parla le poche volte che riusciamo a incontrarci qui a Madrid, dove lui viene spesso ed è molto stimato nei Circoli Culturali o le volte, assai rare, che io posso andare fino a Siviglia ed essere presente a manifestazioni per lo più legate ai suoi progetti.

L’ultimo che ha avviato prevede uno scambio di ospitalità, tra varie Università d’Europa, di poeti con nuove produzioni, nuove edizioni, presentazioni e conferenze; naturalmente, la casa Editrice è coinvolta in prima persona e, quindi, io sono tenuta ad aggiornarmi sui loro lavori; il prossimo appuntamento, a Siviglia, è con un poeta italiano che ha scritto da poco un lungo poema molto interessante di cui mi manda il file per la stampa; mi sconvolge il nome dell’autore, Mario Rinaldi; mi turba profondamente il titolo del poema, ‘Amparo - Protezione’, con testo in italiano e in spagnolo; stampo il file, in tre esemplari, e cerco di leggerlo al di là del velo di lacrime che mi è sorto sugli occhi; non ce la faccio e lascio il testo stampato sul tavolo da cucina; mentre la testa sembra scoppiarmi, mi chiedo chi potrebbe oggi aiutarmi a fare chiarezza tra un matrimonio in putrefazione ed un grande amore forse impossibile.

Per scrupolo professionale, prendo in mano la cartella per la pubblicazione del poema e cerco di sapere quali accordi ci sono per comunicare con l’autore; risulta che per tutto si fa riferimento a Javier, ma che Mario sarà presente senz’altro a Siviglia almeno due giorni prima della presentazione e che, dopo, ha appuntamento col rettore dell’università di Madrid per un corso da tenere nella capitale e forse, per una cattedra all’Università Complutense; la notizia mi sconvolge ancora di più, ma adesso solo perché mi sorge il dubbio che, in un anno, molte cose siano cambiate e Mario potrebbe anche avere fatto altre scelte, come per esempio trovare un altro amore o addirittura sposarsi; ho bisogno di sapere; il tempo di attesa mi sembra insopportabile e cerco di contattare Javier perché ora mi dica la verità; lo incontro all’Università, dove ha partecipato a un convegno di studi di cui la Casa Editrice pubblica gli atti.

“Amore mio meraviglioso, splendore di tutto il mio cielo, che fai qui tra noi mortali? Tu qui sei fuori posto, la tua sede è altrove, dove c’è un cuore innamorato che soffre per te …”

“Avevi capito tutto?”

“So anche che nemmeno un cartoncino d’auguri vi siete scambiati. Perché volevi cancellarlo?”

“Ti prego, Javier, tu dimentichi Ramon, io non posso …”

“Ne sei innamorata?”

“No, sono sua moglie …”

“Ma sei innamorata di Mario …”

“Non sono riuscita a farci niente … Mi è entrato nel cervello, nell’anima, nel sangue, dappertutto …”

“… Perché non sai quanto sei entrata in lui!!!! …”

“Che ne sai?”

“Ci siamo scritti ogni settimana, ci siamo telefonati tutti i giorni; impazzisce per te …”

“Javier, da amico, cosa mi consigli?”

“Lo sai che sono innamorato di te da sempre? Che odio quel beone di tuo marito, quel porco pedofilo che corre dietro a tutte le ragazzine? Che vorrei essere io nel tuo cuore? Che sono molto, molto amico di Mario e che godo del vostro amore come vostro amico? Tu, al mio posto, cosa ti consiglieresti?”

“Dov’è, adesso, Mario?”

Squilla il telefono.

“Mario, amico mio!!!!! Dove sei? Quando arrivi? Domani alle 11 ci vediamo a Siviglia, all’Università; forse ci sarà anche una bella sorpresa per te. Non ti dico niente; vediamoci e saprai. Ciao amico. Ah, si, nessun problema, la pubblicazione è nelle mani migliori che tu possa desiderare; tutto torna alle radici. Ciao. A domani”

Tornando a casa, mi trovo davanti a Jimena e Mateo che, seduti in cucina, leggono il dattiloscritto

“Mamma, è molto bello il poema che hanno scritto per te! Io sarei felice se quell’Amparo fosse la mia mamma …”

“Davvero ti piace tanto? E non ti dispiace che un altro uomo scriva per me una storia, tesoro? E a tuo padre glielo dici tu, che la tua mamma è protagonista di una grande storia d’amore con un poeta italiano?”

“No, lui non si cura più di te; se veramente sei il grande amore di questo poeta, devi dimenticare papà ed essere come Dulcinea o come Giulietta.”

Jimena sorride sorniona.

“Quindi si chiama Mario Rinaldi ed ha avuto una storia d’amore lunghissima.”

“Dolcissima amica, la letteratura ha la capacità di concentrare e dilatare le cose secondo fantasia; in un giorno a Roma non si possono fare tutte le cose che il poeta descrive … comprese i grandi congressi amorosi; soltanto per quelli, non basterebbe una settimana …”

“Però, sarai d’accordo che lo stile, i modi, il linguaggio, la bellezza, insomma tutto dell’Amparo letteraria si ritrova pari pari in una persona che conosciamo …”

“Vuoi farmi pentire di averti confessato un segreto?”

“No, voglio solo dire che le vie della Provvidenza Divina sono imperscrutabili e possono passare da un divorzio, qualche volta …”

“Che diavolo stai dicendo? Chi dovrebbe divorziare? E da chi?”

“Io non posso più, perché sono vedova da troppi anni …”

“Insomma, se vi dicessi che domani vado a Siviglia per incontrare questo poeta e che mi fermo fino a domenica, voi cosa mi direste?”

“Io ti direi che devi andare sicura, perché a casa ci sono io e mi occupo di tutto, soprattutto dei bambini; voglio che ti senta libera di andare dietro al tuo cuore.”

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