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A conti fatti …
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Racconto14 min di lettura

A conti fatti …

Scambio di corna

geniodirazza
2 anni fa · 744 letture · 0

“Ti rendi conto che avevi una doppia famiglia mentre io mi limitavo a prendere qualche cazzo fuori legge? Credi davvero di avere diritto a condannarmi addirittura a morte?”

“Quando vorrai, ti farò visionare i filmini che l’Agenzia ha realizzato; ti ho fatto sorvegliare, grande puttana; vedrai come sei eroica mentre te ne stai piegata in due sul cofano della macchina e un mandingo da dietro ti sbatte nel culo una mazza di venticinque centimetri almeno, senza lubrificazione; tu gemevi di piacere e gli urlavi di spingere ancora, anche quando i coglioni duri ti picchiavano sulla figa.

Se preferisci, ti farò ammirare quanti cazzi hai leccato, succhiato, spremuto fino a farti riempire la bocca di sborra; scoprirai anche tu quanto sei spettacolare quando accosti alla lingua una mazza cavallina, la lecchi, la succhi e te la spingi in gola forzando la bocca ad aprirsi in maniera innaturale per farci entrare cazzi indescrivibili; oppure come è aperta più di un traforo alpino la tua figa spanata fino ad essere irriconoscibile.

Ho molti documenti dei tuoi incontri al motel; sono in grado di portare in tribunale la testimonianza del receptionist che ti dava senza chiedere conto di niente la chiave della stessa camera dove sei andata spesso anche col tuo amico e amante Nicola; ti farò ascoltare le offese sanguinose che mi rivolgevate tu e i tuoi amanti mentre ti sbattevano con tanta energia da sollevare le proteste degli altri ospiti.”

“Nicola, da amico per l’ultima volta, può avere il divorzio con quei documenti?”

“Daria, al tuo posto non mi preoccuperei dei documenti delle tue scopate che comunque in mano a un giudice sono motivo di divorzio senza dibattito; devi preoccuparti soprattutto del boss dei boss; se decide di vendicare l’onore offeso del suo avvocato, non ha bisogno di chiedere il permesso; ti fa semplicemente ammazzare e fa in modo che sembri un incidente automobilistico, per esempio.

Ho sbagliato, prima, quando mia moglie mi ha ripreso; forse Paolo neppure sapeva che il boss avesse deciso di punire me e te, in quella radura; ma quello che devi farti entrare in testa è che non è tuo marito a decidere, se devono punirti; al boss basta sapere che hai colpe gravissime; poi lui diventa tutto, accusa giuria e boia; anzi, i boia li procura lui; e niente è più facile che far venire dei ragazzi da lontanissimo, anche dal sud America, se necessario, che eseguano la condanna.

Io forse ho distrutto il mio matrimonio e perso mia moglie; tu hai perso l’amore di tuo marito; se non si è rivolto alla malavita, non vuole ancora vederti morire; se ce la fai, puoi ancora salvare la pelle e una parvenza di accordo; sono convinto che ha qualche motivo per non rompere definitivamente.”

“Paolo, se volessimo cercare di fermare la frana, quante possibilità ci sono di recuperare qualcosa?”

“Ersilia, ho bisogno di parlare da solo con te; puoi venire con me in studio?”

Si appartarono e lasciarono i due in cucina; quasi per dare un segno di cambiamento, Daria si mise ai fornelli e imbastì una cena per quattro; benché da mesi non mettesse mano alla preparazione dei pasti, non aveva perso la sua grande abilità nell’organizzare pranzi o cene anche per i casi di emergenza, come spesso capitava quando frequentavano amici, prima che lei si facesse prendere dalle smanie sessuali e sparisse per serate intere.

Intanto Paolo si era aperto totalmente con Ersilia e le aveva confidato che stava vivendo un momento difficile con Titti, la sua assistente, da cui aveva avuto Vittorio che aveva pochi mesi; peggio di Daria, la ragazza aveva rivelato subito una natura decisa e volitiva, ma perversa; in quello stesso momento forse era in discoteca a scopare nel cesso con qualche amichetto.

Aveva imposto libertà di sesso ma era lei a svolazzare da cazzo a cazzo; il figlio era stato voluto fermamente ma già si annoiava quando doveva restare a casa per prendersene cura; peggio ancora, aveva appena conseguito la laurea in legge; come sapeva bene, doveva fare un tirocinio, ma gli aveva detto fuori dai denti che non intendeva farlo nello studio che difendeva un boss della malavita.

Fino a quando doveva salvare la pelle e portare a casa la pagnotta, le conveniva fare l’assistente dell’avvocato ‘del boss’; adesso si faceva prendere da inspiegabili crisi morali; ma soprattutto aveva un fidanzato con cui voleva andare a vivere o sposarsi; non gli aveva detto che aveva già un figlio e l’altro non l’avrebbe accettata con il bambino; quindi, aveva deciso di lasciarlo all’assistenza sociale; lui poteva intervenire e chiedere che il figlio gli fosse affidato.

Ma sapeva perfettamente che a un uomo in fase di separazione non poteva essere consentita l’adozione neanche di suo figlio, perché non poteva garantire una figura materna; l’unica sua possibilità sarebbe stata lasciare intatto il matrimonio, costringere Daria ad essere separati in casa e sperare che non usasse la vicenda come arma per cercare ancora di piegare lui ai suoi perversi intendimenti.

La donna gli disse chiaro che loro due avevano poca dimestichezza con quel problema; Nicola avrebbe saputo come affrontarlo ma probabilmente anche lui avrebbe preteso qualche compensazione; si guardarono a lungo incapaci di esprimere a parole una verità che sentivano ineluttabile, poi decisero che era il caso di tornare in cucina e di fare chiarezza coi coniugi; forse la composizione degli opposti poteva essere il percorso meno difficile.

Paolo scoprì con sorpresa, ma anche con gioia, che sua moglie di colpo era tornata a ‘sporcarsi’ con la cucina; la guardò sorridendo e si complimentò per la cena; Daria esitò a lungo, poi si decise e parlò.

“Paolo, io ti amo; non rispondermi che è stupido dirlo così, adesso; non lo scopro ora e non parlo per interesse o per paura di morire; lo sapevo anche mentre mi comportavo come l’ultima delle puttane; ho sempre saputo che ti amavo e che la mia stronzaggine era l’unica molla che mi spingesse; due anni di perversioni non sono facili da digerire ma io sono determinata a cancellarli e a farteli dimenticare se solo tu lo vuoi con me.

Non puoi capire quanto mi ha fatto male sapere che un’altra donna ti ha dato il figlio che sognavi, da me, con me; questa colpa è assai più grave di tutte le scopate offensive di cui ti lamenti; la sborra si lava e la figa recupera le sue funzioni ma un figlio racconta per tutta la vita che stupida troia sono stata; saprò aspettare che qualcosa cambi e non ti chiederò di non scopare con altre, a patto che te ne innamori solo un poco, per quei momenti in cui le scopi; lo so che non sei capace di scopare senza amore.

Non mi cacciare via dalla tua casa e dalla tua vita; se quest’altra donna ti ama, portala qui, vivete la vostra storia e lasciatemi a fare l’animale domestico, il gattino rissoso che neanche va in giro a scopare ma viene a strusciarsi quando ha bisogno di affetto; se Ersilia ti ama e ti desidera, può fare la tua stessa cosa; si tiene il marito e fa l’amore con te ogni volta che vuole …

Ersilia, bada che Nicola è meno colpevole di me; io ho scopato con molti; in due anni ho preso più cazzi di una puttana professionista; lui ha scopato solo con me; è assai meno colpevole; se è pentito, ti basterà ricambiarlo con Paolo che è innamorato di te; e sapessi quanto ti odio, quando ci penso; Paolo, non so chi sia la madre di tuo figlio, ma se ti conosco non è una stupida; se durate a lungo, hai tempo per cacciarmi; se no, resteremo io tu e tuo figlio.“

“Daria, non so bluffare, specialmente con te; è da dieci anni che ti parlo chiaro; la madre di mio figlio sta già per lasciarmi; ho il problema di tenere il figlio in affidamento; se rinuncio alla separazione, possiamo chiedere che ci venga affidato; ho ancora bisogno di te e della tua presenza; non posso affermare che tutto è passato e saremo innamorati e in armonia; ma non dispero che le cose cambino, se sei tornata a cucinare le cose che mi piacciono.

Proviamo a stare separati in casa un po’ di tempo; se le cose miglioreranno, correggeremo il tiro e torneremo a vivere in serenità; se non succederà niente, avremo tempo per rassegnarci alla separazione; ma spero con tutto il cuore che tu abbia capito davvero e che voglia raddrizzare, con me, la barca della nostra famiglia; comunque sono felice se trovo una moglie più disponibile e un’amica che mi aiuta nel bisogno; grazie, Ersilia!”

“Non credo che te la caverai così; si è esposta troppo e, almeno a cena, devi invitarla senza gelosia dei coniugi … “

“Paolo, tra due settimane siamo invitati a quel convegno sul codice penale, in quella straordinaria località sul lago di cui non ricordo il nome; è una tre giorni di dibattito e di vacanza; puoi farti venire qualche idea?”

“Certo che se la fa venire; e guai a chi protesta … il bambino resta con me e impara a chiamarmi mamma!”

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