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Erotika
Nipote femminizzato e inculato dallo zio porco
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Racconto17 min di lettura

Nipote femminizzato e inculato dallo zio porco

Tutto cominciò quell’estate calda e torrida. Dopo anni di arrapanti fantasie, finalmente venivo posseduta da mio zio, quell’omaccione così virile, fonte dei miei istinti e desideri nascosti, protagonista delle mie masturbazioni più appaganti.

Michelle
1 anno fa · 2.9k letture · 0

-Cazzo..fa troppo caldo..non sopporto neanche i jeans..mica te dispiace se rimango in mutande?-. E così dicendo, con aria disinvolta riprese a ingurgitare birra e a guardare la partita, aspettando una mia reazione e facendo finta che non fosse successo nulla. L’odore del muschio selvatico della sua pelle colpiva sempre più intensamente i miei sensi, ma adesso si mischiavano all’odore virile che proveniva dal sudore dei suoi testicoli e al profumo delle sue secrezioni pre seminali. Ero così inebriata dalla vista di quell’enorme nerchia che non vedeva l’ora di essere liberata e da quell’odore di maschio che mi avvolgeva, che mi girava la testa e avevo il cuore a mille, sudavo e non sapevo cosa fare. L’istinto mi suggeriva di afferrare quell’enorme fallo che si ergeva aspettando che io lo raccogliessi, ma la ragione mi suggeriva che era una cosa sporca e sbagliata. Un’attesa che durò neanche 30 secondi, durante i quali stavamo in silenzio, io perché avevo i sensi paralizzati mentre la mia mente andava a mille insieme al mio cuore, e lui perché si godeva il mio innocente imbarazzo.

Ci pensò lui ad aprire “le danze”. Distolse improvvisamente la vista dallo schermo del televisore, fissò il mio sguardo con aria decisa, afferrò con forza la mia mano ma lentamente se la pose sopra il suo pacco duro e umido. In quel momento diventai selvaggia..avvertii sta volta un fuoco che mi divampava da dentro e che andava a bruciare ogni mio self control. Ogni senso di pudore e di razionalità si frantumarono nella mia mente e fui rapita da un istinto animale che mi spinse a massaggiare e premere su quell’oggetto dei miei tanti sospirati desideri e mi avvicinai stretta a lui incrociando il suo sguardo beffardo di chi aveva vinto e socchiudendo appena gli occhi lasciai cadere il mio capo sul suo petto villoso in segno di abbandono, infilando nel frattempo la mia mano tremante e sudaticcia per l’eccessiva emozione sotto i suoi slip e afferrando quel membro caldo e nodoso.

Cominciai a masturbarlo, e nel fare su e giù con l’asta mi accorgevo quanto fosse duro lungo e grosso. Lo masturbavo sempre più forte, mentre leccavo i suoi capezzoli turgidi, affondando il mio naso sui suoi peli del petto, cercando di rapire più possibile l’essenza che emanava la sua pelle, e strofinavo il mio piccolo pene sulla sua coscia per fargli capire quanto fossi eccitata e come ormai fossi totalmente nelle sue mani. Mentre sentivo il suo respiro che si faceva sempre più forte, di scatto mi afferrò per i capelli e con forza mi ributtò sul divano, si piombò sopra di me e, tenendomi per la nuca, mi fece quasi perdere i sensi dandomi un bacio mozzafiato: era la prima volta che baciavo un uomo e la sua lingua si conficcava sulla mia bocca in maniera così profonda e veloce che quasi non respiravo. Dopodichè si alzo, si liberò completamente dei suoi slip, mostrando la sua imponente erezione in tutto il suo splendore. Io spinsi la testa dal divano rimanendo seduta, sconvolta e incredula di quanto stava succedendo e lui, alzato difronte a me, posizionò il suo cazzo proprio davanti al mio viso e in quel momento potevo sentire tutta l’aroma maschile che sprigionava il suo pene scappellato. La sua cappella era violacea, turgida, bagnata, sorretta da un’asta grossa, nodosa, scura e molto dura! Mi afferrò con forza tirandomi i capelli e mi spinse sul suo membro dicendo -Ecco qui..mia cara femminella..guarda un po’ lo zio che bel cazzone ti fa gustare..succhialo per bene..adesso è tutto tuo..- Io immediatamente lo afferrai e cominciai a leccarlo assaporandolo e gustandolo come un’affammata che non mangia da secoli. E lui, avvertendo la mia avidità me lo spingeva con forza in bocca tenendomi dai capelli e spingendo il mio capo con forza sul suo cazzo. Sentivo che diventava sempre più duro dentro la mia bocca e lui spingeva sempre più forte e sempre più in profondità facendomi quasi soffocare. Scopava la mia bocca e io cercavo di allargare la gola più possibile per non restare senza respiro mentre con la lingua leccavo l’asta che andava su e giù dalla mia bocca per assaporare ogni centimetro di quel corpo cavernoso così gustoso e profumato. Avevo tutte le mie labbra carnose imbrattate di liquido preseminale e saliva e sentivo lui che ansimava e che mi ordinava di alzare lo sguardo e di guardarlo mentre me lo gustavo più avida e puttana che mai e con una mano carezzavo il suo ventre villoso e con l’altra massaggiavo le sue palle cariche di sperma. Improvvisamente sempre tirandomi per i capelli, mi allontanò dal suo pene tirandomelo fuori dalla bocca, mi spinse sul divano e mi ordinò di girarmi e di togliermi i pantaloni. Io ubbidii eccitata perché sapevo quello che stava per accadermi. E in fretta mi sfilai i pantaloni e i boxer e senza che lui me lo chiedesse mi chinai a 90 gradi. Il mio zietto sfiorando il mio buco del culo, scese con la mano fino a toccare il mio piccolo uccellino nella sua umida erezione, facendomi sospirare di piacere, volendo esplorare come fossi fatta li sotto ed emise un sogghigno di soddisfazione notando quanto ero eccitata. Allora subito allargò le mie natiche con le sue manone rudi e sputò cercando di centrare il mio ano infuocato e pulsante che si rinfrescò non appena ricevette la sua saliva. Infilò di scatto un dito dentro, facendomi sobbalzare di piacere e dolore insieme. Col dito faceva su e giù mentre con l’altra mano mi toccava il pene e iniziai a mugolare di piacere. Cercavo di allargare il mio sfintere per accogliere il suo dito e lui vedendo la mia collaborazione mi disse -si..bella puttanella..che bel culo burroso che hai..lo sento che ti piace..ora ti sfondo mia bella puledrina..-, e inumidendosi nuovamente le dita, me ne infilò due e poi tre, finquando si accorse che il mio ano era dilatato abbastanza per accogliere la sua nerchia dura come un bastone. Quindi, uscì le dita e dopo avere dato un paio di menate al suo uccello appoggia il suo glande sul mio ano che pian piano si allarga e lo accoglie pulsante e voglioso. 

Lo sentii entrare piano piano, sentivo le mie budella che si allargavano e lo sfintere che si dislabbrava ed emisi un urlo dimesso di dolore e piacere, mentre il mio uomo mi teneva per le natiche e mi spingeva a se per entrarmi più dentro possibile. Lo sentii entrare totalmente nella sua durezza e nella sua lunghezza e mi sentii così piena che avevo la sensazione che il mio intestino stava scoppiando. Poi finalmente lo sentii entrare tutto poiché riuscivo a sentire le mie natiche che toccavano il suo pube. Lui soddisfatto mi disse -lo senti femminella..ce l’hai tutto dentro..ti piace..eh? lo sento che ti piace..- e ansimando cominciò ad andare dentro e fuori spingendo, dando colpi di reni, sbattendo sulle mie natiche e a ogni colpo io urlavo sempre più forte, sia perché estasiata da un sogno che si stava realizzando, sia per il dolore lancinante che mi si irradiava in tutto il ventre per ogni colpo ricevuto. Sentivo un rivolo di sangue che scendeva lungo la coscia, ma lui continuava a chiavarmi e stantuffare il mio povero ano indolenzito sempre più forte, insultandomi, dicendomi che adesso ero sua, che ero e sarò per sempre la sua troia. Mi sbatteva sempre più forte, e a un certo punto non sentii più nessun dolore, ma un piacere immenso e una divina sensazione e iniziai ad avvertire delle strane contrazioni che partivano dal mio ano e che arrivavano fino al mio pene e capii che stavo per raggiungere il mio primo orgasmo anale. Venni gridando come un’invasata e mentre sborravo lui me lo uscì fuori e, tirandomi sempre per i capelli, mi fece girare e mi avvicinò il suo cazzo sulle tette. Se lo menò con velocità e urlando come un gorilla fece schizzare fuori fiotti di caldo sperma che si piombarono sparati sul mio viso,ricadendo sulle mie tette. Col viso imbrattato di quel nettare degli dei, mi leccai le labbra assaporando quella gustosa e profumata crema calda che da sempre desideravo e che finora non avevo mai assaggiato e strofinai il suo pene sui miei seni. -Puliscilo..troia!- mi sentii ordinare, e avida leccai fino all’ultima goccia di sperma presente sul suo pene…

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