L’indomani torniamo al mare. Distesi sulla sabbia, mi raccontano il problema che ha la figlia. Con il lavoro ed il suocero tutto bene. Il matrimonio anche sarebbe perfetto, se non vi fosse un piccolo dettaglio: Stefano, a letto, è tremendamente impacciato. Si scopa a luci spente ed in assoluto silenzio, nell'unica posizione "alla missionaria", niente preliminari, niente cazzo in bocca e nemmeno leccate di fica. Parlare di bocchini o inculate lo terrorizzano. Lui la penetra, si muove in assoluto silenzio, poi, poco dopo, sborra, si mette di lato e dorme. Sono quattro mesi che Luisa non si fa una sana scopata. Lei non ne può più. Ha provato a parlargli, ma l'unico risultato ottenuto è stato quello di vederlo ancor più chiuso, insicuro, diradando le occasioni per scopare.
«A tuo genero ci vorrebbe uno come Luca.»
Commenta Carlo, ad alta voce.
«Certo - intervengo io - per voi è facile. Tra voi v’è complicità, fiducia, amore, rispetto ed un’intesa profonda, ma fra loro? Stefano ama Luisa fino a questo punto? Quindi dovremmo iniziare proprio da lui, capire se e, fino a che punto, è disposto a sacrificarsi per lei.» Matilde ci guarda.
«Dobbiamo trovarle una soluzione - propone lei - ma come? Non posso, di sicuro, invitarla a scopare con te? Certo, se avesse un bel maschione che potesse sfondarla, non sarebbe così depressa. Ma come si fa a risolvere questo problema?»
Nei giorni seguenti, elaboriamo un piano. Matilde desidera la felicità della figlia al di sopra di qualunque altra cosa. Mi chiede di aiutarla: è convinta che può contare solo su di me.
«Per prima cosa - suggerisce - sarà opportuno entrare in confidenza con lui.»
In quest'ottica, il sabato successivo li invitiamo a giocare con noi a tennis. Ovviamente lei accetta dietro suggerimento della madre, cui, ora, Luisa sembra dare molto ascolto. Ovviamente la doccia la facciamo a casa. Mentre mi asciugo i capelli, Matilde le chiede di andare nella sua camera, convinta che vi sia Stefano. Quando Luisa entra, resta a bocca aperta.
«Scusa non sapevo che…»
Mi fissa il cazzo per un lungo interminabile momento, poi esce. Torna in cucina e racconta tutto alla madre.
«Ma lo sai che palo si ritrova Luca fra le gambe?»
È quanto Luisa chiede, sbigottita, alla madre.
«Ma tu hai la minima idea di cosa potrebbe farti un simile palo nel ventre?»
Le ribatte convinta, la madre. Le due donne si scambiano le loro impressioni con tutta l'intimità possibile e, finalmente, Luisa comprende il ruolo di Luca, nella casa dei genitori. Il primo passo è fatto.
Da quel giorno, il suo atteggiamento nei miei confronti cambia radicalmente. Ora non resta che lavorare sul marito. Matilde l’invita la domenica ad una grigliata di pesce da loro. Mentre Carlo è in giardino a preparare la grigliata e le donne sono in cucina, io e Stefano, con l'auto, andiamo a prendere il dessert in una gelateria. Noto che il ragazzo è muto, depresso. Conosco il motivo, ma voglio che sia lui a parlarne, magari usando una nota ironica. «Come mai sei così abbattuto? La vita matrimoniale si è rivelata deludente?»
«No, è bellissima; sono io che mi sento incasinato.»
Mi risponde a denti stretti. Lo guardo, lui abbassa gli occhi; è proprio triste. Insisto
«Che ti succede? Problemi di lavoro? Soldi? Salute o cosa?»
«No, sono io che non vado bene e non trovo una soluzione al problema, anzi, temo che nemmeno esista.»
Mi risponde con un filo di voce.
«Solo alla morte non v'è soluzione; per tutto il resto, basta trovare una persona o un amico che ti ascolti o ti dia una mano e vedrai che si risolve tutto. Certo, se ti tieni tutto dentro, diventa difficile poterlo risolvere.»
Lui scuote il capo; è al massimo della pressione e deve decidere se aprirsi o meno; mi guarda e poi parla:
«Il problema sono io. Da ragazzo ho avuto una maledetta governante che mi ha sorpreso a spiare mia madre, mentre mi segavo. Un casino. Sono stato portato davanti a lei, che mi ha punito. Consapevole che questo poteva nuocermi, lei non ha trovato di meglio che ordinare alla megera di terrorizzarmi, con punizioni ed urla, dicendomi che ero un porco, un pervertito. Cresciuto per anni in questo clima, ho mentalmente associato il sesso ad una cosa estremamente sporca, peccaminosa e da compiere senza troppa enfasi o leziosità. Timido e chiuso quale sono, non ho mai, anche in seguito, cercato di saperne di più, fin quando ho conosciuto Luisa. Per me è come aver incontrato un angelo. Lei mi ama e io impazzisco per lei. Le ho confidato di esser vergine, mentre lei, in tutta sincerità, mi ha messo a parte di aver avuto altri ragazzi; alla notizia, non me ne sono fatto un problema. Le voglio troppo bene.
La prima notte di nozze è stato subito evidente che io non ero per niente esperto di sesso. Lei è stata molto dolce e paziente. Mi ero documentato un po’ su internet, ma una cosa è leggere, un’altra è metterlo in pratica. Insomma, fu un vero disastro!»
Lo ascolto in silenzio; molte cose mi erano già note, ma lascio a lui il compito di sfogarsi, perché son certo che gli sta facendo bene.
«La cosa peggiore è che non trovo una soluzione. Non voglio veder Luisa soffrire così, ma non posso di certo andare da un amico e chiedergli di spiegarmi come si scopa una donna? Immagini che casino? Mio padre, poi, nemmeno mi vede: per lui sono solo un capriccio di mamma. Come posso trovare una soluzione a questo problema?»
Mi guarda depresso, deluso, sconfitto. Al che lo guardo negli occhi e gli chiedo:
«Ciò che conta è quanto tu ami Luisa? Cosa faresti per avere per te il suo amore? Quanto ti sta a cuore la sua felicità? Tu hai bisogno di una persona fidata, fuori dal tuo ambiente e dal vostro giro di amicizie, che ti insegni a scopare tua moglie.»
«Darei la vita per lei. Nessun sacrificio sarebbe troppo grande, pur di vederla tornare a sorridere, felice e allegra com’era quando l’ho conosciuta. I miei suoceri hanno molta considerazione di te, quindi ti chiedo: scopa tu mia moglie, io ti guardo e poi ripeterò tutto quello che fai tu. Anzi, potresti insegnarlo anche a me. Con un maestro come te, dovrei pur riuscire a venirne fuori?»
Mi risponde molto seriamente. Dentro di me, avverto la stessa sensazione provata tanto tempo prima: un altro marito che mi chiede di scopare sua moglie? Come non esserne lusingato?
«Sei sicuro che saresti capace di permettere che un altro uomo si goda tua moglie? Magari in tua presenza? Non sarebbe meglio andare con una puttana ed io ti insegnerei con lei? E poi, chi ti dice che Luisa accetti?»
Ribadisco serio, anche se son convinto che lui, ormai, ha già deciso.
«Non voglio nessuna puttana, voglio lei e poi, se non trovo una soluzione, finisce comunque che un altro uomo, prima o poi, se la scoperà a mia insaputa; quindi, farlo insieme e, con la persona giusta, mi sembra la miglior soluzione.»
Mi risponde molto determinato.
«Non mi sento di contestare questa tua decisione. Credo anch'io sia la giusta soluzione. Però, per convincere tua moglie, dovresti farti aiutare da Matilde; sai, fra donne, è più facile e poi, anche loro, in passato, hanno avuto dei problemi e li hanno risolti insieme: l’esperienza aiuta.»
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