«Sì? Cosa si? Moreno, parla chiaramente!»
Ho appena sollevato un po' gli occhi ed ho cercato un attimo di sostenere il suo sguardo, senza riuscirci.
«Sì, sono un succhia cazzi!»
Stranamente ripetere questa parola mi ha fatto provare uno strano brivido di piacere e, nello stesso tempo, anche di vergogna, perché era la prima volta che lo ammettevo con qualcuno. Roberto ha sorriso compiaciuto.
«Bravo! Lo vedi che non era troppo difficile ammettere una cosa del genere?»
Ho sollevato un attimo lo sguardo e gli ho chiesto anch'io una cosa.
«Chi altri lo sa? Voglio dire…»
Non son riuscito ad aggiungere altro, ma lui mi ha risposto subito in maniera netta e decisa.
«Questa è una cosa che rimane tra me e te, mio caro succhiacazzi!»
Stranamente udire di nuovo questa parola, mi ha fatto ancora provare quell'insolito brivido. Ho chinato di nuovo il capo e, poi, sempre in maniera incerta, ho chiesto a cosa sarei andato incontro per quel mio vizietto.
«Sarò licenziato? Cioè, voglio dire io: sì, è vero che sono tornato in ritardo dopo la pausa pranzo, ma..., insomma, voglio dire: se mi piace succhiare dei cazzi, alla fin fine, è cosa mia: al di là del ritardo, non credo di aver mancato in qualcosa o abbia prodotto qualche danno.»
Ho visto che lui ha osservato questo mio scatto d'orgoglio e, fissandomi dritto negli occhi, mi ha costretto ad abbassare immediatamente i miei; dentro di me, mi sono sentito veramente perso. Mi avrebbe licenziato? Sputtanato con tutti? Avrei dovuto andare chissà quanto lontano per trovare un altro lavoro, ben remunerato come lo era a questo? Cazzo! Sempre rimanendo a testa bassa ho richiesto quali fossero le sue intenzioni.
«Allora: sarò licenziato?»
Roberto è rimasto un attimo in silenzio e poi mi ha risposto in maniera alquanto criptica.
«Beh, Moreno, dipende…»
Ancora molto spaventato, ho sollevato un attimo gli occhi e poi li ho abbassati di nuovo.
«Che significa? Dipende...: da cosa?»
Roberto ha fatto un mezzo sorriso e si è alzato in piedi; è venuto da quest'altro lato della scrivania. Era circa ad un metro da me ed ho potuto ammirare ancora una volta la sua imponente statura, il suo fisico meraviglioso che avrei voluto coprire di baci ed accarezzare dalla testa ai piedi. Ero sconvolto da questo pensiero! Ero in procinto di esser licenziato e stavo fantasticando su come poter adorare questo maschio!
«Moreno, io di succhiacazzi come te ne ho conosciuti alcuni e so esattamente come siete e cosa si può ottenere da voi!»
Ancora questa parola che mi fa provare dei brividi, mi sto eccitando, perché osservo la zona pelvica di quest'uomo ricoperta dalla stoffa di un abito sicuramente molto costoso. Senza sollevare lo sguardo, ma continuando a tenerlo fisso su quel grosso pacco, che sicuramente si celava dietro la stoffa, con un filo di voce, ho rinnovato la mia richiesta.
«Cosa ha intenzione di fare con me?»
Lui ha sorriso, e poi mi ha risposto in maniera più che esauriente.
«Moreno, lascia che ti mostri una cosa!»
Si è avvicinato ancor di più a me ed ha sbottonato i pantaloni; quando ha aperto la patta ed ha tirato fuori il membro, son rimasto veramente a bocca aperta.
«Ma... non è possibile... insomma, voglio dire... eri TU?»
Son rimasto ancora una volta affascinato da quello splendido membro; mi era rimasto impresso nella mente perché mi era piaciuto tantissimo succhiarlo e l'avevo fatto con vera adorazione, circa un'ora prima; ora me lo trovavo ancora una volta davanti alla faccia, più bello che mai. Ho osservato ancora la sua magnifica cappella e, vederlo così, alla luce del sole, mi è piaciuto ancora di più. Già turgido, con delle splendide venature che lo mettevano ancora più in risalto, era qui, davanti alla mia faccia quel membro, che non avrei mai più voluto lasciare. Roberto si è messo a ridere.
«Ero sicuro che lo avresti riconosciuto. Circa due ore fa, te lo sei gustato in una maniera spettacolare! Ti confesso che è stato il più bel pompino che ho ricevuto in questi ultimi due anni. Sono stato piacevolmente sorpreso, quando ti ho visto uscire e mi ha fatto molto piacere sapere che eri tu ad avermelo succhiato in maniera così superlativa. Forse saresti felice di rinnovare il reciproco piacere?»
Dopo aver finito di parlare, ha spinto il suo bacino in avanti ed io mi son trovato ad un centimetro dalle labbra quella meraviglia della natura. Istintivamente ho aperto la bocca e, subito, le mie labbra sono andate a posarsi sul suo prepuzio, che già profumava di maschio. Ho sollevato una mano, l'ho impugnato, mentre lui ha finito di slacciarsi i pantaloni, che son caduti giù, alle caviglie. Con una mano ho abbassato i suoi boxer e, subito dopo, ho preso ad accarezzare due grosse sfere belle e lisce, perfettamente depilate, che sicuramente dovevano contenere altra crema prelibata. Ho preso a far scorrere la mia lingua lungo tutta l'asta ed ho fatto colare il più possibile della saliva per renderlo ben lucido e lubrificato; poi ho spinto la bocca in avanti e me lo sono lasciato scivolare tutto giù, nel profondo della gola. Ho resistito ad un conato di vomito e, mentre continuavo a tenerlo ben dentro la gola, ho aperto ancor di più la bocca e ho fatto uscire la lingua, per andare a lambire quelle due sfere fantastiche, che avevo proprio davanti a me. Il gesto non gli è sfuggito e lo ha apprezzato molto.
«Questo sì che è succhiare un cazzo; meraviglioso! Nessuno mi ha mai leccato le palle con il cazzo in gola: non ti fermare!»
Ho spinto di più il mio viso contro il suo corpo in maniera che la mia lingua potesse raggiungere bene entrambe quelle due sfere meravigliose, che, con la mano, avvicinavo ancor più alla bocca. Poi l'ho fatto di nuovo scivolare tutto fuori e fili di bava colavano dal mio mento, mentre ho sollevato lo sguardo ed ho visto i suoi occhi pieni di goduria. Ho di nuovo ripetuto la stessa operazione, spingendolo ancor di più in gola e continuando a bagnare con la lingua le sue palle, mentre ora le carezzavo con ambo le mani. Non era un pompino quello che gli stavo facendo, ma una vera e propria adorazione. In quel momento ho dimenticato tutto. Son sparite le preoccupazioni, i dubbi e le paure e, nella mia testa, c'era solo il piacere di avere il suo cazzo ben piantato tutto nella mia gola. Lo volevo e basta! Volevo far impazzire questo maschio e già cominciavo ad avvertire il suo piacere, che sarebbe stata la mia ricompensa. Sì, volevo la sua sborra e la volevo tutta! Mi volevo ubriacare di nuovo di quel piacere che avevo provato appena un paio d'ore prima, quando mi aveva sborrato in bocca la sua sborra dal sapore leggermente agrodolce e che mi aveva veramente stregato! Dovevo farlo godere e farlo venire. Volevo esser io a decidere fino a che punto farlo impazzire di piacere, per, alla fine, farmi riversare ancora in bocca la sua sborra. L'ho pompato con estrema maestria ed ho messo l'anima in quel pompino. Le sue parole ed i suoi commenti erano come medaglie che venivano appese al mio petto.
«Veramente superlativo! Notevole! Il tuo è un pompino fatto con arte e vera passione. Sono state molte le bocche che si sono attaccate a questo membro, ma nessuna, né uomo né donna, mi ha mai regalato le sensazioni che sto provando ora con te: mi hai ridotto alla tua mercè! Voglio proprio vedere quanto mi farai sborrare! Due ore fa, mi hai fatto venire e pensavo che avevo già dato tutto, mentre ora mi rendo conto che mi stai veramente succhiando anche l'anima! Continua, a tuo piacimento!»
Ero al settimo cielo. In tutta la mia carriera di succhia cazzi, e ne avevo succhiati tanti, mai, a sentir quelle parole, mi avevano prodotto qualcosa di tanto speciale. Una vera lode al merito per un succhia cazzi, come me. Me lo son lavorato per qualche altro minuto, pompandolo bene dentro la gola e continuando a lambire con la lingua le sue palle. Ad un tratto, lui ha afferrato con entrambe le mani la mia testa e, tenendola ferma, ha estratto il suo membro quasi tutto dalla mia bocca e poi me lo ha spinto di nuovo dentro ed ha preso a chiavarmi la bocca avanti e indietro, dimostrando di esser comunque lui il padrone di quel mio organo, denominato bocca. Me lo teneva piantato in gola, immobile con il viso schiacciato contro il suo inguine; sentivo il suo membro pulsare come un cuore e tutto questo mi stava eccitando talmente tanto da far paura. Con questo gesto lui ribadiva che era lui a dominare la situazione, dopo che mi aveva detto che mi avrebbe lasciato giocare a mio piacimento; in realtà, mi stava dimostrando che poteva dominare uno come me, in modo virile e potente. Mi fanno impazzire le persone di quel tipo. Ho sempre adorato esser dominato e, finalmente, avevo trovato il mio padrone. Ha continuato a scoparmi con sempre maggior ritmo e mi son reso conto che lì, a breve, mi sarebbe esploso in gola. Ho sentito il suo membro che si stava gonfiando, indice che a breve avrebbe eruttato la tanto agognata ricompensa. Un gemito è uscito dalle sue labbra ed è arrivato la crema nella mia gola.
