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Un figlio per mio marito.
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Racconto18 min di lettura

Un figlio per mio marito.

Quando le corna sono Assolutamente indispensabili è necessarie per raggiungere un obiettivo!

pennabianca
8 mesi fa · 1.9k letture · 0

Son rimasta sdraiata nel letto, mentre uno di loro si è avvicinato e mi ha chiesto se avevo bisogno di andar in bagno; per un attimo ho pensato di farlo, ma, subito dopo, ho cambiato idea; volevo che lo sperma di questi cinque maschi, di cui non conoscevo il nome, ma dall'aspetto fisico quasi identico a quello di mio marito, restasse il più a lungo possibile dentro di me. Li ho guardati tutti e cinque intensamente, cercando di capire chi di loro potesse avermi sborrato per primo dentro, però, dopo un attimo, mi son detta che, in fondo, la cosa non m'importava più di tanto, perché l'unica cosa cui ero interessata, era restar incinta. Siamo rimasti per un'oretta tranquillamente sdraiati; mi hanno coccolato e continuato a tener sempre alto il mio livello di eccitazione; poi abbiamo iniziato un secondo giro e, ognuno di loro, mi ha scopato di nuovo, questa volta cambiando più volte posizione; ho goduto ancora così tanto, che mi sentivo veramente al settimo cielo. Mi hanno posseduto per più di due ore, riempiendo generosamente ancora una volta la mia vagina. Abbiamo fatto una breve pausa, all’ora di pranzo, mangiando semplicemente dei tramezzini; poi, nel pomeriggio, uno dopo l'altro son passati tutti per la mia bocca ed i loro membri si son tornati subito in tiro; così, ancora una volta, uno dopo l'altro mi hanno scopato, facendomi godere molto, ma sempre scaricando il loro piacere nel mio utero. Completato anche questo terzo giro, son rimasta stupita nel vedere che si stavano rivestendo ed ho chiesto a Bruno il motivo. «È semplice, mia cara, ora loro se ne vanno. Il loro compito è finito, sono stati abbondantemente spremuti da te. Adesso noi due andremo a cena in un bel posto e, quando torneremo qui, ci saranno altri tre maschi, pronti per te. Altri tre tori dai tratti somatici come quelli di tuo marito e con le palle belle piene, che riempiranno il tuo ventre ancora per tutta la notte, in modo che sia assolutamente certo che tu, da questa avventura, ne esca pregna.» Ho avvertito un lungo brivido lungo la schiena e, dopo aver salutato i miei cinque amici, dando un bacio in bocca a ciascuno di essi, ho fatto una bella doccia e, da una scatola, Bruno ha tirato fuori uno splendido abito, che mi ha chiesto di indossare. Un bell'abito da sera, abbastanza semplice, ma nello stesso tempo, molto elegante. Una volta pronta, siamo andati io e lui a cena in un posto molto elegante e, mentre stavamo mangiando, ho notato che accanto a noi c'era un tavolo con tre uomini che, più di una volta, hanno sorriso verso di noi. Ho guardato Bruno e lui ha annuito, facendomi capire che quelli sarebbero stati i miei prossimi stalloni. Finita la cena, siam tornati nell'appartamento e, appena dentro, subito lui ha aperto la porta a quei tre maschi, visti al ristorante; si sono avvicinati a me e, dopo avermi baciato, hanno iniziato a spogliarmi, cosa che hanno fatto a loro volta molto velocemente. Quando eravamo tutti nudi, Bruno si è avvicinato a me e, dopo avermi fatto distendere sul letto, dove qualcuno aveva già provveduto a sostituire le lenzuola con altre pulite, egli, tenendomi per mano, mi ha fatto di nuovo fremere di piacere. «Mia cara, considerando il fatto che, probabilmente, il più è già fatto, ora vorrei chiederti di rilassarti completamente e di goderti questi tre maschi, che ti prenderanno in ogni buco, ma si svuoteranno solo e sempre dentro la tua vagina. Abbandonati al piacere, godi senza pensare a niente, se non al piacere che ti faranno provare.» Subito sono iniziate le tre ore più belle della mia vita. Quattro lingue, compresa quella di Bruno, mi hanno leccato dappertutto. Otto mani mi hanno fatto letteralmente impazzire, perché sono stata accarezzata e masturbata dappertutto, compreso il mio bocciolo anale, che è stato abbondantemente lubrificato sia prima con la saliva e poi anche con del gel lubrificante; mentre ero a cavallo di uno di questi maschi, con il suo membro ben piantato dentro di me, qualcuno mi ha fatto allungare su di lui ed un altro mi è penetrato dietro. All'inizio mi son sentita un po' disagio, però poi hanno iniziato a muoversi in maniera così perfetta, che i miei orgasmi si sono alternati uno dopo l'altro, senza soluzione di continuità. Mi hanno scopato in continuazione, facendomi godere tantissimo e, cosa particolare, nessuno di essi è venuto, se non dentro la mia vagina. Ognuno di loro mi ha irrorato le ovaie con due generose sborrate e, quando se ne sono andati, erano le tre del mattino; ero sfinita e mi son addormentata assieme a Bruno, che aveva goduto a sua volta del mio corpo. Quando mi son svegliata, a metà mattinata del giorno dopo, Bruno è entrato nella stanza con un vassoio contenente una ricca colazione. «Buongiorno mia cara, ora fai una ricca colazione e poi una bella doccia, perché, tra poco, arriverà la terza squadra.» L'ho guardato alquanto stupita. «Ma... Cioè, mi vuoi dire... Oddio: ma quanto cazzo mi fai prendere? Altri maschi verranno a scoparmi?» Lui ha sorriso, e poi ha annuito. «Dobbiamo aver la certezza che le tue ovaie siano belle piene e, per farlo, ho bisogno di alternare i maschi che ti dovranno montare. Naturalmente, se non te la senti, possiamo sempre lasciar perdere, ma, questa è un'opportunità in più, per esser certi che sarai gravida.» Ho sentito un lungo brivido scorrere lungo la mia spina dorsale e la mia patatina bagnarsi in una maniera incredibile. Ho fatto colazione e poi la doccia; quando son tornata in camera da letto, ancora una volta qualcuno aveva provveduto a sostituire le lenzuola usate durante la notte, con altre perfettamente pulite e, nella stanza c'erano già cinque maschi nudi, pronti a farmi impazzire. Sono stata sottoposta a tre ore di sesso sfrenato; mi hanno posseduto ripetutamente in doppia e, a volte, anche in tripla, nel senso che, in certi momenti, c'era sempre qualcuno che me lo infilava in bocca. Uno dopo l'altro si son svuotati dentro di me e, come al solito, l'ultimo è stato il dottor Bruno. Finita anche questa estenuante sessione di sesso, lui mi ha preso per mano e portato a fare una bella doccia; poi mi son vestita e siamo andati a pranzo insieme; nel pomeriggio son tornata a casa mia. Mi sono riposata, perché ero alquanto stremata, ma estremamente felice. Mentre mi stavo rilassando, ho ricevuto la telefonata di mio marito che mi comunicava che avrebbe ritardato di due giorni il suo rientro, in quanto sembrava che la pesca fosse veramente miracolosa. Questa cosa mi ha fatto immensamente piacere, perché così ho avuto modo sia di rilassarmi e riposarmi, ma, soprattutto, anche di far ritornare alla normalità i miei buchi, un po' ancora troppo dilatati ed irritati per il continuo uso. Quando è tornato mio marito, era talmente felice di aver preso tanti pesci, che, per festeggiare, mi son fatta scopare all'istante e lui, contento, mi è venuto sopra e mi ha scopato venendo molto rapidamente. Non si è nemmeno accorto che la mia fighetta era ancora un po' dilatata. Come promesso, il weekend successivo mio marito mi ha portato in uno splendido Resort, munito di una spa con acqua termale; ci siamo rilassati e riposati molto, facendo sesso più volte e, ogni volta che scopavo con mio marito, mi bastava chiudere gli occhi e pensare a quelle belle cordate di cazzi che mi ero godute la domenica prima. Un mese dopo, sono andata a fare una visita dal dottor Bruno e, dopo aver fatto un test di gravidanza, ho scoperto di esser incinta. Per ringraziarlo, gli ho fatto un sontuoso pompino. Ho fatto credere a mio marito che il merito era tutto suo e dovuto al fatto che eravamo tranquilli e rilassati nella spa, ed ora sto allattando una splendida bambina, cui ho dato nome Aurora; mio marito è talmente felice, che mi ha detto che, appena possibile, vuole anche un maschietto; io mi son messa a ridere e gli ho chiesto: "solo uno?" Lui contento mi ha risposto: "non uno solo, ma diversi".

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pennabianca

Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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