«Ti è piaciuto ciò che ho fatto? Hai visto come li ho fatti schizzare? Erano troppo su di giri per me. Mi è davvero piaciuto questo gioco diverso dal solito. Il tizio qui davanti, mi sta intrigando tanto!» Ha pronunciato queste frasi a bassa voce, ma sono certo che il tizio accanto a noi abbia sentito, perché, appena mia moglie si è distesa, ho potuto notare un sorriso di soddisfazione dipinto anche sul suo viso. Alice è rimasta per qualche minuto prona, mostrando il suo magnifico culetto ed ho visto che il tizio si è girato di lato, facendo sì che mia moglie potesse vedere il suo membro, perfettamente in tiro. Intanto si era giunti all'ora di pranzo, per cui ci siamo spostati all'ombra di un chiosco, lì nelle vicinanze, e ci siamo messi a consumare un'insalata estiva; anche il nostro amico ci ha raggiunti ed io l'ho invitato a mettersi seduto al tavolo con noi. Ci siamo presentati, lui ha detto di chiamarsi Mario e di esser un imprenditore di un paese non troppo lontano dal nostro. Si è rivelato esser una persona molto cordiale, educata e rispettosa, e questo è servito a far nascere un certo feeling, sia con me che con mia moglie. Ci ha chiesto da quanto tempo facevamo esibizionismo ed Alice ha risposto che era una cosa che le è sempre piaciuta, fin da ragazzina, spronandola ad indossare minigonne molto corte, per vedere i suoi compagni di liceo sbavare per lei. «È una cosa che mi ha eccitato sempre tanto; le mie compagne di scuola mi dicevano che era una puttanella, una troietta, che osava mostrarsi a tutti e questo, in parte, era vero, perché era ciò che mi piaceva fare. La maggior parte di esse lo dicevano per invidia, mentre altre lo dicevano perché non riuscivano ad avere la mia stessa disinvoltura. Col tempo, questo gioco mi è piaciuto sempre più ed ora, che sono sposata con lui e che lo apprezza, mi diverto davvero molto a praticarlo.» Lui ha sorriso, poi si è rivolto a me e mi ha chiesto che cos'era, in particolare, che mi piaceva del gioco di mia moglie. «Mi piace molto quando vedo che tanti maschi si eccitano per lei. Sapere che è desiderata e capire che se la scopano con gli occhi, immaginando di poter fare con lei qualsiasi porcata, mi eccita moltissimo!» Alice gli ha chiesto cosa gli era piaciuto di lei, cosa lo aveva intrigato e la sua risposta è stata qualcosa che ci ha sorpreso non poco. «Mi ha intrigato la tua inesperienza! Ti limitavi solo a mostrare il corpo, mentre invece, come ti ho fatto notare, dovevi anche suscitare interesse nei confronti di chi ti guarda. Far scorrere le tue dita sulle pieghe della vulva, porta chi ti guarda a desiderare di sostituir la tua mano con la propria. In più, mi piacerebbe vederti, mentre raggiungi un orgasmo. Se ti masturbi mentre osservi chi si sta masturbando per te, non solo lo ecciti al massimo, ma gli fai anche capire che quello che fa è di tuo gradimento.» Ho visto un po' di stupore negli occhi di mia moglie, così, dopo aver fatto un sorriso malizioso ed aver sorbito tutti e tre un buon caffè, siam tornati sotto l'ombrellone e lui ha steso il suo telo, accanto al nostro. Per un certo tempo, siamo rimasti silenziosi sdraiati all'ombra, ma di sicuro pensando, un po' tutti, a cosa di licenzioso poter fare, quando, d'un tratto, Alice ha cominciato a carezzarsi, apriva le cosce, mostrando che le sue dita scivolavano oltre le grandi labbra, fino ad inoltrarsi all'interno della vagina. Immediatamente la cosa ha attratto l'attenzione di due/tre singoli, che si son messi sdraiati a poca distanza da noi ed hanno preso a carezzarsi l'uccello, prima piano e in modo discreto, poi con sempre maggior vigore ed evidenza. Mario si è avvicinato a mia moglie e le ha suggerito di rallentare. «Non venire subito; prolunga il tuo piacere il più possibile; rallenta, togli le dita, intrise dei tuoi umori e portale, prima alla tua bocca e poi, anche alla mia.» Son rimasto stupito, perché era la prima volta che un maschio interagiva in maniera così completa con mia moglie; l'idea poi che si sarebbe spinta a fargli sentire il sapore del suo miele, mi ha quasi fatto venire senza toccarmi. È stato il momento in cui ho capito che, alla fine, Mario sarebbe riuscito a chiavarsi mia moglie. Questa idea me lo ha fatto diventar duro come il ferro. In quel preciso istante ho realizzato, dentro di me, che era quanto desideravo da tempo, che lo volevo con tutto me stesso ed ora, probabilmente, si sarebbe avverato. Alice ha continuato ad accarezzarsi, a masturbarsi ancora più lentamente e poi, in maniera molto lasciva, ha sfilato le dita dalla sua passera e se le è portate alla bocca, leccandole con la punta della lingua; poi, si è girata verso di lui e le ha infilate nella sua bocca; ho visto che lui ha leccato con avidità tutto ciò che le ricopriva. Ho girato lo sguardo verso i maschi che ci stavano guardando e, due di essi, hanno sborrato quasi all'istante. La cosa non è sfuggita neanche a Mario, che l'ha evidenziata ad Alice. «Hai visto che effetto dirompente ha avuto il tuo gesto? Quei due sognavano di aver le loro mani al posto della tua ed è per questo che, quando ti sei leccate le dita, loro son venuti all'istante. Per esibirsi, bisogna aver anche il desiderio di sentirsi troia, altrimenti il tutto si riduce al solo mostrare un po' di carne. Tu, invece, devi mostrare di aver voglia di esser quanto più troia possibile.»
Naturalmente Alice ha dovuto riconoscere la validità di quanto affermato da Mario. Per cui, dopo aver sorriso, gli ha detto che voleva sentirsi, non un po', ma TANTO troia. Mario le ha risposto che la giornata era ancora lunga e, dopo il tramonto, sarebbe iniziata la notte, per cui c'era tutto il tempo per deliziarsi con quel gioco. Alice ha continuato a masturbarsi lentamente, fino a raggiungere un incontenibile orgasmo, che l'ha sconvolta. Ho visto il suo corpo vibrare come le corde di un violino, mentre dalla sua bocca proveniva un lungo gemito di piacere. Mario l'ha osservata in silenzio e poi, una volta che l'orgasmo aveva avuto luogo ed il suo corpo aveva smesso di fremere, ha sorriso, si è alzato in piedi, ha preso mia moglie per mano e l'ha portata con sé a far il bagno. Sono entrati nell'acqua fino alle ascelle, dopo di che lui le si è messo davanti ed ha preso a masturbarla nell'acqua; ho visto Alice contorcersi più di una volta, in preda a spasmi di piacere immensi. Intorno a loro c'erano quattro o cinque maschi a poca distanza, che hanno osservato tutta la scena e son convinto che anch'essi si son masturbati, venendo come pivelli. Son rimasti in acqua per più di un'ora e, quando sono usciti, ho visto che si guardavano negli occhi in maniera complice. Alice si è sdraiata sul telo e poi mi ha dato un bacio. «Amore, mi ha mandato in estasi. Mi ha masturbato davanti a tutti quei maschi, facendomi godere tre volte! La cosa incredibile è che, per quanto io lo abbia segato bene e vigorosamente, lui ancora non è venuto.» Mario ha sorriso e le ha confessato che, in realtà, era già venuto nella sua mente, perché, più che fisicamente, lui adora il gioco psicologico. Siamo rimasti sulla spiaggia, fin quasi al tramonto e, per tutto questo tempo, lui ha continuato ad accarezzare le cosce di mia moglie; in più di un'occasione, l'ha masturbata, mentre dei singoli si segavano in suo onore. Quando siamo venuti via, lui ci ha dato appuntamento per cenare insieme e, prima di salutarci, ha chiesto a mia moglie di prepararsi con un preciso outfit. «Devi indossare una gonna corta, una camicetta tenuta chiusa da un solo bottone, e niente intimo, ne sopra, né sotto, scarpe dal tacco più alto che hai. Non far sesso con lui sotto la doccia, perché ti voglio ancora ben carica, calda e piena di voglia!» Son rimasto un po' stupito, nel vedere che Alice ha subito accettato il suggerimento proposto. Giunti nella nostra camera, Alice ha fatto la doccia e si è spalmato l'intero corpo di crema idratante e profumata; poi, dopo aver fatto la doccia a mia volta, sono uscito e mi son avvicinato a lei a cazzo duro «Amore, Mario ha detto che non ti devo scopare, ma io avverto un dolore fortissimo alle palle per quanto sono dure e piene.»
