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Amici di letto.
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Racconto15 min di lettura

Amici di letto.

Davvero? Con tutte quelle che ti scopavi, volevi anche me?

pennabianca
9 mesi fa · 2.7k letture · 1

 L’ho guardato un po’ stupita. «Davvero? Con tutte quelle che ti scopavi, volevi anche me?» Ha annuito. «Sì, da sempre! Ti ho considerato come il mio sogno irraggiungibile, ma, ti prego, se è vero che non l'hai mai fatto con nessuno, fallo con me. Voglio esser il tuo primo.»

Gli ho sorriso. «È quello che voglio anch'io: che tu sia il primo. Te la offro come regalo per il compleanno. Ma... non ti sconvolge l’incesto?» Mi stava accarezzando ovunque con le mani. «Sì, un po’ mi sconvolge, ma possiamo fingere di esser amici di letto.» Ho riso forte. «Ma... in bagno, amici di letto? Non torna!» Ha riso anche lui. «Già, è vero! Rimediamo subito, allora!» Mi ha preso per mano e mi ha portato nella camera dei nostri genitori. Mi ha baciato di nuovo e poi mi h adagiato sul letto. «Va bene, ora? Siamo amici di letto?» «Sì, adesso sì! Così va molto meglio!» Mi è venuto sopra, infilandosi tra le mie gambe; la sua enorme verga in erezione mi premeva fra le cosce, facendomi rabbrividire ogni volta che veniva a contatto con le labbra della mia ostrica, che era già fradicia di umori. Mi ha baciato su tutto il corpo, mordicchiandomi i seni grandi e tonici, leccando e succhiando i capezzoli con dedizione; lo vedevo piuttosto preso e impegnato, tranquillo; faceva tutto senza fretta, con calma, cercando di farmi rilassare. È scivolato sempre più in basso e poi mi ha spalancato le cosce tenendomi per le caviglie; con le dita si è aperto la strada, allargando le labbra della mia fica e, con la lingua, ha cominciato a lavorarmi a fondo. Mi titillava e succhiava il clitoride con fare esperto, poi leccava tutto il solco della fica, penetrandomi con la lingua il più possibile; stavo già godendo tantissimo, ero un lago. Ho preso a gemere di piacere. «Luca, sei meraviglioso! Nessuno mi ha mai leccato così, anzi, nessuno mi ha mai leccato!» Si è portato un dito alla bocca e lo ha bagnato molto, poi lo ha puntato alla mia vagina e lo ha fatto entrare piano, fin in fondo. Lo ha mosso facendo piccoli cerchi, poi ha cominciato a chiavarmi col dito, mentre con la bocca continuava a succhiarmi il clitoride, come se volesse prosciugarmi da tutti i liquidi che il corpo emetteva, in conseguenza del suo lavorio. Godevo ogni momento di più! Mi son resa conto che ci sapeva fare per davvero e capivo anche che quella mia era stata la scelta migliore. D'improvviso sono esplosa nel mio primo orgasmo. «Luca! LUCA! MI FAI…Luca: vengo!» Gli ho schizzato in faccia tutto il mio piacere. Lui ha leccato e raccolto il mio nettare, senza perderne una goccia! Ero sconvolta dal piacere provato e lui ci ha scherzato su. Si è staccato dalla mia fighetta, che intanto continuava a grondare umori. «Fortuna che il copriletto si può mettere in lavatrice! Guarda quanto sei venuta! Adesso è il tuo turno di farmi godere!» L’ho fatto stendere accanto a me e mi son messa a cavalcioni su lui facendo sì che il suo uccello mi si sfregasse per bene sulla fica. Si è indurito ulteriormente. Ho spinto avanti e indietro per un po' il mio corpo, sfregando il clitoride su quel palo di ferro e poi, quando ero all’apice del piacere, son scivolata giù con la bocca. Dal collo, sempre più giù, fin quando mi sono trovata davanti quello scettro meraviglioso. Mi son subito resa conto che non mi sarebbe mai entrato tutto in bocca, allora ho deciso di adottare un approccio diverso. Ho leccato l'asta, partendo dalla base e raggiungendo la punta molto lentamente. Ho passato la lingua sul prepuzio, mentre con le mani facevo scorrere la pelle su e giù. Ho inumidito la punta del cazzo con lingua, dopo di che ho fatto scivolare l'uccello nella bocca, quanto più potevo, e devo ammettere che ero riuscita a farne entrare una buona porzione. Ho preso a succhiare piano, usando solo la bocca, ma intanto mi aiutavo con le mani, facendole scorrere su e giù, per tutta l'asta, soffermandomi ogni tanto sulle palle gonfie, titillandole piano e, a quel punto, mi son resa conto che mio fratello non c'era più con la testa: eccitato al massimo, ha cominciato a spingere col bacino contro la mia bocca; il cazzo mi arrivava quasi in gola e Luca ansimava fortissimo. «Che bocca! Avevo sentito dire che eri brava a succhiarlo, ma ora posso dire che lo sei per davvero! Adesso però basta!» Mi ha fatto distender al suo fianco e mi ha guardato serio in faccia: «Sei brava sul serio; però voglio che tu sia assolutamente sicura di quello che faremo fra poco, perché non si potrà più tornare indietro.» Sono arrossita, ma poi gli ho risposto decisa. «Luca, fallo e basta, non ne posso più. Anch'io voglio scoparti. Son sicura che con te sarà bellissimo. Già fin qui mi hai fatto godere tanto e, adesso, so che farai la cosa giusta!» Rincuorato dal mio consenso, mi ha passato un cuscino sotto il sedere e mi ha divaricato le gambe il più possibile. Ha avvicinato la punta dell'uccello alla mia vagina ed ha sistemato la cappella tra le labbra. «Sentirai un po' male, all'inizio, ma poi sentirai solo piacere. Rilassati e non ti irrigidire: sarà solo un attimo!» Ho sorriso un po’ nervosa, poi ho appoggiato le mani sulle sue braccia muscolose, come a dirgli che ero pronta. Aiutandosi con una mano ha fatto entrare tutta la cappella; sentivo un bruciore fortissimo, dato che mi stava dilatando la vagina a dismisura. Piano piano, fece entrare un'altra porzione, poi si è trovato davanti al mio imene. Ha spinto piano, ma con decisione. Ho sentito come una piccola fitta, ma è stato solo un attimo, perché subito dopo ce l'avevo completamente dentro. Mi ha baciato. «Piccola, è tutto finito! Da adesso in poi, sarà solo piacere!» Ha iniziato a muoversi piano. Ha fatto uscire il cazzo e poi lo ha infilato dentro di nuovo, ma con decisione, cercando di non farmi male. Poi i colpi sono aumentati d'intensità e son diventati più forti. Il piacere aveva sostituito il dolore, mi sentivo completamente riempita dalla mazza di mio fratello, era una sensazione favolosa. Era riuscito a far entrare l'uccello fin in fondo; mi stava scopando forte e bene, ero certa di questo. Probabilmente anche lui non era più abituato alle vergini; aveva il volto imperlato di sudore, che gli colava dalle tempie. «Camilla, hai la fica talmente stretta, che mi stringe il fallo come una guaina perfetta; non ce la faccio più, ho paura di venirti dentro.» L’ho abbracciato e baciato. «E tu fallo! Vienimi dentro, che prendo la pillola! Luca scopami e fammi godere anche sborrandomi dentro!» Mi ha sorriso e poi ha voluto cambiare posizione. Si è sdraiato supino ed ho potuto vedere la mia vagina impiastricciata di sangue; ho cercato di pulirmi col primo fazzoletto trovato lì, per caso, poi son salita su di lui, con la fica bene aperta e, con un movimento secco, mi son impalata su quella bestia che aveva tra le gambe. Presa dall'eccitazione, l’ho scopato con foga; lo sentivo quasi nella pancia. I bacini erano uniti ed il suo cazzo era completamente sparito dentro di me.  Ho  avvertito le contrazioni di piacere e anche lui le aveva sentite. Il nostro era piacere puro. «Luca vengo; mi sfondi alla grande; vengo!» Lui ha sollevato un po’ le gambe ed ha preso a fottermi da sotto. Mi ha dato dei colpi fortissimi e ben assestati, che mi hanno fatto godere di nuovo. Mentre urlavo il mio piacere, lui è venuto dentro di me. «Camilla, sborro! Eccomi: sto sborrando dentro di te!» Un'ondata di calore ha invaso il mio ventre. Ho sentito le contrazioni del suo cazzo ad ogni schizzo e mi son distesa su di lui, quasi piangendo di gioia. Siamo rimasti uniti cosi e ci siamo addormentati. Il suono del cellulare ci ha svegliato la mattina dopo: erano i nostri genitori che ci informavano che sarebbero stati irraggiungibili per l’intero giorno. Ho baciato Luca e poi mi son messa il suo cazzone in bocca, facendolo diventare duro; lui mi ha messo sotto e mi ha scopato ancora. Ho goduto ancora tanto con lui e, alla fine, mi ha inondato la fica con una colossale sborrata. Mi ha aiutato a ripulirmi ed a mettere il copriletto a lavare, dato che era sporco dei miei e suoi liquidi, oltre un po’ di sangue. Poi ci siamo rimessi sul letto pulito. Abbracciati, abbiamo parlato. «Camilla, sei una favola, e scopi pure da sballo.» «Grazie, Luca, anche tu scopi davvero bene. Spero che questo mio regalo, sia stato di tuo gradimento!» Mi ha baciato con passione. «Sì, mi è piaciuto tantissimo: è stato il più bel regalo che abbia mai ricevuto. Mi piacerebbe scoparti ogni volta che ne abbiamo la possibilità.»

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