«Siediti un momento!»
Un po' titubante, mi son seduta e lui, dopo avermi sorriso, ha appoggiato una mano sulla mia coscia, restando immobile, in attesa di una mia reazione. Io, nel sentire la sua mano forte, accarezzare l'interno della mia coscia, ho semplicemente allargato le gambe ed ho visto un sorriso compiaciuto sul suo viso, mentre la sua mano ha preso a risalire, fino ad arrivare al mio perizoma e trovarlo fradicio.
«Sei proprio un lago. Vieni qui, distenditi sul letto!»
Senza proferir parola, mi sono sdraiata sul letto e lui ha spinto in alto la mia minigonna; mi ha sfilato il perizoma e, quando l'ha avuto tra le mani, l'ha portato vicino al naso ed alla bocca, aspirandone l'odore.
«Umhmm… che buon profumo di troietta in calore! Adesso te li spengo io i bollenti spiriti!»
Ha iniziato a masturbarmi lentamente e devo dire che era veramente esperto. Lasciava scorrere le dita lungo lo spacco e poi, con il pollice, si divertiva a ruotarlo sul mio bottoncino e, mentre me lo stimolava, spingeva sempre più in profondità le sue dita dentro di me; sin da subito ho iniziato a godere. Ho cominciato a mugolare di piacere come una cagnolina ed ho visto con quanta soddisfazione lui ha accolto i miei uggiolii. Poi si è sdraiato tra le mie cosce, la sua lingua è andata a fermarsi tra le pieghe della mia ostrica e, rapidamente, mi ha fatto godere.
«Umhmm… così, non ti fermare! Bruno, mi fai godere! …umhmm… sì, ancora! Vengo!»
Ho avuto un orgasmo molto intenso che mi ha fatto tremare tutta e lui si è tolto gli slip; poi si è sdraiato supino e, dopo avermi appoggiato una mano sul capo, mi ha fatto capire che adesso voleva assaggiare la mia bocca. Ho impugnato quel grosso scettro di carne, l'ho trovato duro come il ferro e, nello stesso tempo, morbido e caldo. Ero affascinata ed eccitata dal fatto che era il cazzo di mio suocero quello che stavo per prendere tutto in bocca.
«Dai, puttanella, fammi sentire quanto sei brava a far pompini!»
Sentirmi dare della puttanella, mi ha eccitato ancor di più, perché anche Angelo, il mio mentore che mi aveva iniziato al piacere dei pompini, amava chiamarmi allo stesso modo. Ho appoggiato la bocca su quella splendida cappella ed ho preso a leccarla; poi ho cominciato a bagnar tutta l'asta con la saliva, cercando di lubrificarla il più possibile e, quando lui mi ha appoggiato una mano sul capo, spingendomi giù ad ingoiarlo, ho cercato di infilarne in bocca il più possibile. Riuscivo a tenerne a malapena un quarto ed ho preso a ciucciarlo cercando di farlo venire, ma non ci sono riuscita. Lui ha sorriso contento.
«Non crederai, puttanella, di riuscire a farmi sborrare così? Una fighetta come la tua, me la voglio godere tutta!»
Mi ha spinto di lato a farmi sdraiare a cosce aperte, poi ha preso un cuscino, me lo ha messo sotto il culetto di modo che il mio corpo fosse un po' più alto e, dopo, si è sistemato tra le mie cosce ed ha appoggiato quel membro grosso e duro sullo spacco della mia fighetta. Ha iniziato a scivolare dentro di me, con calma, spingendolo delicatamente, senza fretta; mi sentivo aprire quasi mi stessero sverginando per la prima volta!
«Ahi…piano, mi spacchi! Non ti fermare...umhmm… non ti fermare che mi piace: mi sento aprire in due, ma…»
Lui ha continuato a muoversi molto lentamente spingendolo un po' dentro per poi tirarlo fuori e poi affondarlo ancora di più.
«Rilassati, stai calma! Fin quando la tua fighetta non si è abituata alla mia consistenza mi muoverò lentamente; tanto, quando lo avrai accolto tutto dentro, inizierai a godere così tanto che sarai tu stessa a dirmi di spaccarti tutta!»
Ho tremato di dolore e paura nel sentire le sue parole, mentre già mi sentivo aperta e piena! Con molta pazienza è scivolato tutto dentro di me e, quando la punta ha sbattuto sulla cervice, ho abbassato gli occhi ed ho visto che ne mancava ancora un buon pezzetto.
«Rilassati che sei già ben aperta. Vedrai che la tua vagina si dilaterà ancora per accoglierlo tutto!»
Ha continuato a pomparmi con una lentezza quasi esasperante e, d'un tratto, ho sentito che il suo corpo sbatteva contro il mio: ho avuto un orgasmo all'istante!
«Oh, sì, Bruno, così! Così! Così, vengo! Bruno, vengo! Mi stai riempiendo tutta! Sono piena! Vengo ancora!»
Ha iniziato a muoversi sempre più velocemente, pompando quel grosso membro tutto dentro di me. Lo tirava fuori per quasi tutta la sua lunghezza e poi lo spingeva di nuovo dentro, con un movimento secco e repentino e, ad ogni affondo la punta sbatteva sulla cervice, procurandomi un misto fra dolore e piacere, che ha iniziato a farmi venire ininterrottamente. Come aveva previsto lui, ho iniziato ad urlare che lo volevo tutto dentro e sempre più forte.
«Sì, Bruno, così! Sfondami tutta! Cazzo come ti sento! Sei fantastico! Bruno sto godendo!»
Ora il suo ritmo era diventato continuo e costante ed io stavo veramente delirando, mentre lui sorrideva contento.
«Lo senti, troia, come ti sfonda? Te l'avevo detto che una puttanella come te avrebbe goduto da pazzi! Sei davvero una gran puttanella! Ho capito subito, dal primo istante che ti ho vista, che eri una troietta e la tua fighetta stretta mi sorprende davvero tanto, perché ero convinto fossi più sfondata. Quindi i motivi sono due: o tu hai preso pochi cazzi o ne hai presi tanti ma piccoli. In ogni caso ci penserò io a farti godere tanto e ti darò tanto cazzo e tanta sborra in questa settimana, da fartela uscire dalle orecchie!»
Era incredibile la sua resistenza. Mi avrà scopato per 25-30 minuti, senza smettere mai ed abbiamo cambiato posizione tre volte; quando mi son trovata sopra di lui, sembrava che quel membro mi sfondasse il ventre perché lo sentivo in gola. Mentre ero sdraiata su di lui, le sue mani sono andate ad afferrare le mie natiche e lui, con un dito, è andato a stuzzicare Il mio bocciolo dietro; ho avuto un sussulto e l'ho bloccato.
«Ehi, dico, non facciamo scherzi. Quel buchetto non l'ho mai dato a nessuno!»
Si è messo a ridere, mi ha fatto sdraiare di lato, girata a pancia in giù.
«Adesso rilassati e lasciami fare! Vedrai che quando avrò finito, ti piacerà tantissimo!»
Ha allungato una mano e, dal cassetto del comodino, ha preso un tubetto di gel; si è inginocchiato dietro di me e, tenendomi il culo alzato e le chiappe aperte, ha incollato la sua bocca sul mio bocciolo; ha cominciato a lavorarmelo, leccandolo e infilando la lingua sempre più dentro. Era una sensazione bellissima, mai provata e, lentamente mi son rilassata; ho sentito che anche il mio culetto si stava ammorbidendo. Poi ha preso una certa quantità del contenuto del tubetto ed ha cominciato a spingerlo con un dito dentro il mio culetto; ho sentito che il dito scivolava molto bene, senza darmi alcun fastidio. Ha continuato a muovere il dito e, ben presto, ne ha aggiunto un secondo. Con due dita nel culo ed il pollice infilato nella fighetta, ho preso a gemere lentamente, poi lui ha lubrificato bene il suo membro ed ha appoggiato la sua splendida cappella contro la mia rosetta, esortandomi a respirare lentamente e rilassarmi il più possibile.
«Con le mani tieni le chiappe aperte e resta morbida, non irrigidirti. Se senti dolore, dimmelo e, in ogni caso, non stringere mai le chiappe.»
Ha cominciato a spingere e quando, di colpo, la punta è entrata, ho emesso un gridolino di dolore.
«ahi! ahi, fa piano! Muoviti piano che…»
Lui, per un istante è rimasto immobile, mi ha detto di respirare lentamente e di rimanere morbida e, quando ha sentito che mi ero rilassata, con due spinte decise, me lo ha infilato tutto nel culo.
«Oh, cazzo, mi sfondi! Me lo hai infilato tutto! Bruno, mi hai rotto il culo!»
Lui è rimasto perfettamente immobile ed ho sentito i miei muscoli che si rilassavano; poi, prima lentamente e poi sempre più velocemente, ha preso a limare il mio buco, mentre io godevo come una troia.
«Cazzo, me lo sfondi, però mi piace. Bruno, mi piace! Oddio, vengo!»
Ha preso veramente a sfondarmi il culo con colpi sempre più forti e, più io urlavo, e più lui me lo sbatteva dentro con più vigore e violenza.
