Mi chiamo Wanda, ho 26 anni, sono alta m. 1.70, bionda, occhi chiari, un seno bello prosperoso, una 4° piena, un bel corpo liscio e un bel culo a mandolino, che fa da cornice ad un bel paio di cosce lunghe e snelle, che rendono la mia figura attraente e sensuale. Da due anni sono sposata con Marcello, un bravo ragazzo, un po' timido, con gli occhi scuri, capelli neri, un corpo normale e anche, tra le gambe, una dotazione abbastanza normale, che comunque, fino ad oggi, mi ha sempre soddisfatto. Siamo stati fidanzati due anni e, prima di lui, ammetto di essermi divertita abbastanza. Non è che fossi una puttanella che la dava a tutti, ma c'erano un paio di maschi maturi, che si erano divertiti ad iniziarmi ai piaceri del sesso. Angelo, il primo, mi aveva sverginato ed insegnato a fare dei pompini superbi. Per due anni, dall'età di 18 fino ad oltre i 20, ero stata la sua amante, e due o tre volte a settimana mi scopava sempre intensamente. Di questo suo passatempo se ne era accorto Carlo, il suo miglior amico e così, per non creare casini, ero finita a letto anche con lui. Questa storia è durata per un altro bel po' di tempo, poi mio padre si è trasferito in quest'altra città ed io ho conosciuto Marcello, che lavora come infermiere al policlinico; mi è subito piaciuto, così ci siamo messi assieme e, come ho già detto, due anni fa ci siamo sposati. Prima lui viveva insieme a mia suocera, una bella donna allegra e simpatica, che si era separata da Bruno, suo marito, un vigile del fuoco che viveva in un'altra città. L'improvvisa morte di mia suocera ha cambiato le carte in tavola. Bruno, il padre di Marcello, era stato trasferito di nuovo nella nostra città e così, essendo lui proprietario di un appartamento molto grande, con due camere matrimoniali ed una cameretta, due bagni, un ampio terrazzo ed una cucina anch'essa molto spaziosa, tra l'altro posto a poco a distanza, sia dal lavoro di Marcello che da quello di Bruno, ha indotto noi due ad accettare di vivere insieme a mio suocero. Bruno è un bell'uomo. Ammetto che la prima volta che l'ho visto, ho sentito un lungo brivido lungo la schiena, perché, per certi suoi modi di fare, mi ricordavo Angelo, il maschio che mi aveva iniziato ai piaceri del sesso e, poiché sono particolarmente attratta dagli uomini maturi, è chiaro che non sono rimasta insensibile al suo fascino. Alto, con i capelli brizzolati, gli occhi scuri ed un bel fisico massiccio ed asciutto, con delle mani molto grandi, mi ha subito intrigato. Non avendo trovato nessun impiego e avendo, sia il marito che il suocero, orari soggetti a turni, ho deciso di tenere in ordine la casa e di preparare da mangiare per entrambi, in base alle varie esigenze di lavoro. Per svolgere i lavori domestici, in genere mi piace indossare roba comoda: una gonna corta o dei pantacollant aderenti, che comunque mettono in bella mostra il mio culetto; sotto indosso sempre il perizoma, perché qualunque altro tipo di indumento intimo, mi dà fastidio. Fin da subito mi sono accorta che Bruno non perdeva occasione di indugiare con lo sguardo su di me, specie sul mio culetto; ogni qualvolta mi piegavo poteva intravedere anche il filo del perizoma, specie se indossavo una maglietta corta che, a malapena, mi copriva i seni. All'inizio la cosa mi ha dato parecchio fastidio, ma la puttanella che era in me ha subito cominciato a farsi sentire. Ero intrigata nel sapere che suscitavo l'interesse di questo maschio, che, quando passa per strada, le donne se lo mangiano con gli occhi. A volte capita che sono entrambi a casa e così, quando ciò avviene, io mi alzo prima di tutti, preparo la colazione e poi, per prima cosa, porto il caffè a mio marito a letto e poi, educatamente, entro nella stanza di mio suocero e ne offro una tazzina anche a lui. Ad entrambi piace molto svegliarsi con un caffè e, onestamente, ho piacere a fare questa cosa, perché la considero un piccolo segno di gratitudine per il fatto che, comunque, non mi fanno mancare nulla. Qualche volta capita anche che, quando porto il caffè a mio marito e mio suocero è fuori per lavoro, lui, dopo aver bevuto il caffè, mi trascina sul letto e mi scopa. Mi piace sentirlo eccitato al mattino, perché, quando ciò avviene, lui è fresco e riposato e la scopata diventa più lunga e godibile. È bravo nel farmi eccitare sia con le mani che con la bocca e poi me lo spinge bene dentro, gode molto, perché non avendo ancora mai partorito, la mia fighetta è abbastanza stretta ed il suo membro me la riempie tutta. Anche i miei precedenti amanti, sia Angelo che Carlo, non avevano dei membri molto grossi, ma, soprattutto, sapevano usarli. Certe volte mi mancano le loro scopate ed è per questo che mi intriga molto sentire addosso gli occhi di quel porco di mio suocero. Un giorno Marcello mi ha informato che avrebbe dovuto assentarsi un'intera settimana, per partecipare ad un corso di specializzazione che si sarebbe tenuto in un'altra città e ammetto che, un po' mi è dispiaciuto, anche se capivo bene quanto questa cosa lo interessava, senza contare che rappresentava qualcosa di notevole importanza per il suo lavoro; così non ho posto alcun problema. Mentre mi informava di questa cosa, eravamo a tavola e c'era anche Bruno, che, senza che Marcello se ne rendesse conto, mi ha dato un'occhiata ed ha fatto un mezzo sorrisetto malizioso. Da quel momento, fino alla partenza di mio marito, ho sentito sempre di più in maniera insistente, gli sguardi di mio suocero su di me e, soprattutto, sul mio culetto, che ammetto, mi divertivo a mettergli bene in faccia, piegandomi molto spesso in avanti, soprattutto, se indossavo una minigonna; mi sono resa conto che la cosa lo eccitava molto e, per la prima volta, ho potuto notare una cosa mai vista prima; lui era sempre riuscito a ben mascherare il risultato di questa mia provocazione e cioè fargli gonfiare il cazzo in una maniera incredibile. Come ho già detto non ero mai riuscita a rendermene conto, perché, in qualche modo, era bravo a far finta di niente, ma, in questi ultimi tempi, ho potuto constatare che doveva esser munito di qualcosa di veramente notevole, perché il suo pacco era di fatto molto grosso. Un lunedì mattina ho portato il caffè a mio marito, dopo di che lui ha preso la valigia e se n'è andato. Circa un'ora dopo, ha portato il caffè a mio suocero in camera sua, come avevo fatto tante altre volte e, trovata la porta accostata, sono entrata silenziosamente; lì per lì mi era sembrato che stesse dormendo. Faceva abbastanza caldo e lui indossava solo una t-shirt ed un paio di slip molto aderenti; ho notato che aveva il cazzo in erezione, perché la forma era ben delineata sotto la stoffa. Son rimasta un attimo a guardarlo e mi son resa conto che era veramente notevole la dimensione di quello che appariva essere un potente cazzone. La cappella era fuoriuscita dall'elastico degli slip e mi ha stupito il fatto che fosse simile ad un albicocca matura; sono rimasta proprio stupita da questa forma un po' particolare. Dopo averlo fissato un po', restando quanto mai sbalordita, l’ho svegliato e lui mi ha guardato; mi son sentita un po' a disagio e, mentre gli porgevo il caffè, non mi riusciva di distogliere lo sguardo da tutto quel ben di dio che si trovava lì in bella mostra. Lui ha fatto un mezzo sorriso e non ha fatto niente per coprirsi, anzi, ho quasi avuto la sensazione che avesse spinto il bacino un po' più in alto, per metterlo meglio in evidenza. Ho preso la tazzina e son uscita dalla camera; dopo averla lasciata in cucina, son corsa in camera mia, ho messo una mano dentro il perizoma e l'ho trovato fradicio, perché la mia micetta grondava in continuazione. Mai visto un membro così grosso, soprattutto così bello. Mi son data una scossa ed ho preso a sbrigare le faccende domestiche, ma non riuscivo a concentrarmi, perché continuavo ad aver per la testa quell'enorme membro così bello; ero ancora eccitata al punto da sentire il piacere colare lungo le mie cosce. Abbiamo pranzato insieme e, in realtà, non ho mangiato quasi niente, perché non riuscivo a non pensare a quel grosso membro; Bruno mi ha detto che sarebbe andato a riposare, perché aveva il turno di notte e mi ha pregato di svegliarlo nel primo pomeriggio, possibilmente con un altro caffè. Sono rimasta quasi un'ora sdraiata sul letto ad accarezzarmi la fighetta, che non riusciva a smettere di grondare. Poi ho preparato un altro caffè e, quando sono entrata in camera sua, lui era con le sole mutande addosso, sdraiato sul letto; il suo cazzo era perfettamente teso e duro e, questa volta, non solo la cappella era fuori dall'elastico degli slip, ma anche buona parte del tronco. Mi son resa conto che era davvero enorme. Molto lungo, ma anche molto grosso con quella cappella dalla forma così insolita; quella vista mi ha fatto bagnare ancor di più. Sono rimasta immobile a guardarlo e mi sono resa conto che lui non stava affatto dormendo; dentro di me ho avuto un brivido di paura, perché ho desiderato quel membro con tutta me stessa, ma, nello stesso tempo, ero trattenuta chiedendomi come avrei potuto reggere l'impatto di un simile palo di carne così grosso, dentro la mia fighetta. Come l'ho toccato, si è svegliato e, mentre gli porgevo il caffè, tremavo dal piacere e dalla paura nello stesso tempo. Lui mi ha sorriso, ha bevuto il caffè e poi, appoggiata la tazzina sul comodino, mi ha chiesto di sedermi accanto a lui.
Racconto18 min di lettura
Aperta da mio suocero.
Ero certo che fossi una gran puttanella, perché avevi una luce carica di lussuria negli occhi ed ero anche sicuro che mio figlio non sarebbe riuscito ad accontentare una troietta come te
pennabianca
11 mesi fa · 4.8k letture · 2
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