«Mario, forse è l'età, ma comincio a sentire la fatica per tutto questo ballare, per cui ti chiedo se non ti arreco troppo fastidio a riportarmi a casa, dal momento che i ragazzi vogliono restare ancor un po'. Loro sono giovani e non sentono la stanchezza, ma io comincio ad accusare qualche cedimento.»
Sorrido mentre le assicuro la mia disponibilità.
«Jasmine, non scherzare! Sei così bella e giovane, che sembri la sorella di Ilaria, anziché la madre.»
Sorride al mio complimento, saluta mio figlio guardandolo negli occhi e poi dà un bacio sulla guancia alla figlia.
«Luca, avevi ragione tu: tuo padre è proprio un grande adulatore! Mi raccomando ragazzi, siate prudenti; noi andiamo e ci vediamo a casa!»
Mi prende sottobraccio e, insieme, ci avviamo verso la mia vettura. Quando sale a bordo, la sua minigonna sale e mette bene in mostra il suo splendido paio di cosce, che lei accavalla di proposito per metterle ancora più in bella mostra. Appena uscito dal parcheggio, lei appoggia una mano sul mio braccio destro e mi rivolge una domanda quanto mai particolare. richiesta.
«Veramente non avrei tanto sonno! Volevo solo lasciare liberi i ragazzi e per questo ti ho chiesto se potevi accompagnarmi, ma se sei stanco e vuoi andare a dormire basta che mi lasci davanti a casa e poi te ne vai.»
Mi rendo conto che è stata tutta una scusa per rimanere solo con me, così sto al gioco.
«E se non avessi sonno nemmeno io? Cosa ti piacerebbe fare insieme a me?»
Mi guarda dritto negli occhi e la sua risposta è proprio quella che aspettavo.
«Qualunque cosa! O anche niente! Voglio dire... se trovi un bel posto possiamo anche stare semplicemente a chiacchierare guardando le stelle!»
Mi piace come donna e lei se ne è resa conto così azzardo un po'.
«Se anziché un bel posto… andiamo a casa mia? Ho un bel terrazzo e sono sicuro che anche da lì si possono vedere le stelle!»
Appoggia la testa alla mia spalla e mi dice che va benissimo andare a casa mia! Dopo una ventina di minuti siamo nel mio appartamento. Entra, e si guarda intorno e poi mentre gli offro un drink, mi fa i complimenti per la casa.
«Complimenti! Tuo figlio mi ha detto che… vivi da solo e… vedo che tieni con grande ordine il tuo appartamento!»
Usciamo fuori sul terrazzo, e poiché sono in una parte abbastanza alta della città, questo luogo offre un posto di osservazione per la città sottostante e nello stesso tempo non avendo altri edifici più alti intorno a me, e anche abbastanza tranquillo e riservato. Ci mettiamo seduti sul divano in vimini che c'è, e poi dopo aver sorseggiato il drink, lei appoggia il bicchiere sul tavolino si gira verso di me e la sua bocca si incolla alla mia e la sua lingua scivola velocemente dentro la mia bocca e viene a cercare la mia con la quale inizia a danzare vorticosamente. Me lo aspettavo quasi questo gesto è, così, ho risposto al bacio; abbiamo preso a limonare, mentre le sue mani mi accarezzavano; scendono verso il basso e subito trovano l'apertura dei miei pantaloni, che lei, in men che non si dica, fa scivolare fino alle mie caviglie. Prima che lei riesca ad impossessarsi del mio membro, le mie mani sono scivolate sotto la sua gonna, trovando il suo perizoma completamente fradicio. Ho infilato le dita all'interno ed ho preso a farle scorrere lungo lo spacco della sua fighetta, che sentivo bollente e palpitante. Si stacca dal bacio e mi guarda in faccia.
«Mario, fammi sognare; ho proprio voglia di sentire il tuo membro dentro di me, perché, per tutta la sera, me lo hai fatto sognare, strofinandomelo contro il corpo e la mia eccitazione è arrivata ad un punto tale che non riesco più a controllarmi!»
Mi alzo in piedi, lei fa scendere i miei slip fino alle caviglie e, quando vede il mio membro, spalanca la bocca con chiara ammirazione.
«Wow! Mia figlia dice che Luca è molto ben messo tra le gambe e.... adesso capisco da chi ha preso! Hai proprio un gran bel cazzone!»
Un attimo dopo il mio membro è quasi tutto infilato nella sua gola. Me lo lavora di bocca in una maniera superlativa! È bravissima nel giocare con la lingua lungo l'asta e poi scendere ulteriormente per saggiare anche le mie palle, tenendole in bocca, mentre si fa penetrare dal mio membro fino alla radice. Dopo aver percorso in lungo e largo la sua bocca, la faccio distendere sul divano, mi inginocchio tra le sue cosce e, tolto il perizoma, completamente fradicio, incollo la mia lingua tra le pieghe della sua vulva, prendendo a far scorrere la mia lingua su e giù in modo da raccogliere tutto il miele che sta sgorgando. È eccitatissima! Mi schiaccia la testa contro la sua fica ed urla un orgasmo quasi istantaneo.
«Mario, cazzo, così mi fai venire. Mario, vengo! Mario, scopami, che non resisto più!»
Mi inginocchio, appoggio il mio membro contro il suo spacco e, con due spinte decise, le entro tutto dentro; lei spalanca la bocca ed inarca il corpo per reggere l'impatto della mia monta. Apro la camicetta e metto in libertà i suoi seni, prendo ad impastarli, stringendoli tra le dita e torturando i suoi capezzoli, grossi come fragoloni, mentre inizio a pomparla con un ritmo ben sostenuto. Anche in questo caso, le basta poco per avere un orgasmo molto forte.
«Cazzo, Mario, quanto ti volevo?! Appena ti ho visto, questa sera, ho desiderato subito questo momento! Mi hai torturato tutta la sera, premendo questo tuo splendido membro, che ora mi sfonda, contro il mio culetto; non puoi immaginare quanto mi hai fatto bagnare ad ogni contatto! Dai, Mario, che vengo! Vengo! Vengo! VENGO!»
Quel crescendo di "vengo", mi ha dato contezza del piacere che stava provando. Continuo a pomparla con un ritmo molto forte e lei gode altre due volte; poi la stringo tra le mie braccia, la sollevo e mi metto seduto, facendola ritrovare a cavalcioni su di me, impalata sul mio membro e, mentre gode, si libera di camicetta e reggiseno, rimanendo a torso nudo. Spinge il suo seno in avanti e se lo fa ciucciare dalla mia bocca; prendo a succhiare i suoi capezzoli, tenendoli stretti tra i denti; la sensazione che prova la fa godere ancor di più.
«Mario, quanto sei porco! Mi fanno impazzire gli uomini che mi torturano i capezzoli con i denti! Mario, mi fai godere ancora! Mario sento il tuo cazzo che mi è arrivato fin dentro lo stomaco! Oddio, vengo di nuovo! Vengo!»
Mi stringe la testa tra le braccia e schiaccia il mio viso contro il suo seno, mentre il suo corpo è scosso da un orgasmo devastante, che la fa tremare tutta. Dopo aver goduto, comincia di nuovo a muoversi su e giù e, ben presto è preda di altri due orgasmi molto intensi. Anch'io sento che sono al limite, così la metto di nuovo sdraiata sotto di me e prendo a chiavarla con forza; quando son prossimo all'orgasmo, lei se ne rende conto e, con le sue gambe, mi blocca dentro di sé.
