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Mia figlia si sposa. La devo ingravidare!
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Racconto21 min di lettura

Mia figlia si sposa. La devo ingravidare!

Silvia era tornata da due giorni dal suo lungo viaggio di nozze. Io ero fuori per lavoro in auto, ad appena un’ora da casa, quando il mio cellulare prese a squillare. Il tempo di rispondere e la sua voce prese a riempire l’abitacolo della mia auto, mentre mi stavo dirigendo verso un cantiere, in qua...

pennabianca
1 anno fa · 2.6k letture · 0

«Papà, sfilami il perizoma e leccami: fammi impazzire dal piacere, ti prego!»

L’ho leccata e fatta impazzire, fino a portarla all’orgasmo. Ho assaporato e raccolto ogni singola traccia dei suoi abbondanti umori vaginali, che sgorgavano copiosi da quell’ostrica profumata, mentre lei ora mi incitava a possederla con forza.

«Chiavami, papà! Spingimi dentro il tuo arnese meraviglioso fino in fondo e inondami il ventre!»

Giusto il tempo di tirarlo fuori dai pantaloni e l’ho penetrata con forza, chiavandola a lungo e nel profondo. Ad ogni cambio di posizione, ci siamo parzialmente denudati e, alla fine, mi son ritrovato disteso, sdraiato sotto di lei che, impalata su di me, ondeggiava con il suo corpo scosso da molteplici orgasmi. Il fatto di averla scopata appena rientrato in casa, rendeva la mia resistenza pressoché infinita. L’ho chiavata per una buona mezz’ora e, alla fine, le son venuto dentro, con lei che impazziva di gioia nel sentire il suo ventre riempito dal mio seme.

«Sì, è bellissimo! Schizzami ancora dentro! Dai, ingravidami!»

Sfiniti ci siamo addormentati. All’alba la sua bocca calda mi ha destato, mentre succhiava avidamente il cazzo. L’ho guardata dicendole che avevo bisogno di un po’ di riposo altrimenti non ci sarebbe stato più nulla da spremere. Lei ha sorriso, e mi ha detto che era l’ultimo giorno in cui era fertile e, quindi, anche una sola goccia poteva esser utilizzata per il raggiungimento dello scopo. Il giorno successivo Luigi, il marito di Silvia, è rientrato e la mia bambina gli aveva confermato che l'infiammazione era passata e, quindi, avrebbero potuto riprendere a far l'amore, perché lei desiderava ardentemente che lui la ingravidasse. Naturalmente era semplicemente una giustificazione, perché nei dieci giorni successivi è stata sempre a tempestarmi di telefonate e richieste di sesso.

«Paparino, sono già pronta! Sono tutta bagnata. La mia patatina piange, aspettando l'arrivo del tuo cazzone! Dai che ci siamo quasi. Forse sono già gravida, ma fino a che non farò di nuovo il test, dovrai continuare a inondare il mio ventre.»

Naturalmente quelle telefonate avevano il potere di farmi correre da lei e scoparla come un toro impazzito e, quasi immediatamente dopo il mio passaggio, lei si faceva scopare anche dal cornuto, che nemmeno si rendeva conto di quanto fosse bagnata, perché la zoccoletta, si faceva fottere da lui ancora fradicia del mio sperma. Improvvisamente, una mattina, il mio cellulare ha preso a vibrare per una serie di messaggi.

«Papà! È fatta! Sono incinta, finalmente. Trova una scusa con la mamma e stasera portami a cena, così, poi, finalmente, mi potrai sfondare anche il culo.»

Non avevamo una casa disponibile per quella sera e, dunque, siam dovuti andare in un motel a ore, dove, come mi aveva promesso, oltre al sesso sfrenato mi ha dato ancora il tanto agognato culo, che mi aveva negato per tutto il periodo. Quella sera ha preteso che le sborrassi sempre e solo nel culo, sino al completo prosciugamento dei miei testicoli. Una settimana dopo, eravamo tutti insieme a pranzo e seduti a tavola anche con Michele e Lucrezia ed i genitori di Luigi, Silvia con orgoglio ha annunciato di esser finalmente gravida. Naturalmente tutti si sono complimentati con Luigi e mentre sollevavano i calici per un brindisi benaugurante, ho visto lo sguardo di Lucrezia che, dopo aver fatto un cenno d’intesa a Silvia, si è girata verso di me e mi ha sorriso in maniera maliziosa. Nel pomeriggio, mentre eravamo tutti seduti in veranda a sorseggiare un liquore, Lucrezia si è avvicinata a me con finta indifferenza e, senza farsi notare dagli altri, mi ha parlato a bassa voce.

«Congratulazioni! Finalmente hai accontentato tua figlia! Sono molto felice per te, soprattutto, son felice del fatto che sei veramente un bel toro da monta!»

Mi son girato e l’ho fissata, cercando di capire dove voleva andare a parare, ma lei ha sorriso e sempre con tono pacato, mi ha chiesto di poterci incontrare in maniera riservata. Ero un po’ titubante, ma considerando il fatto che aveva intuito che ad ingravidare Silvia ero stato io, ho deciso di stare al suo gioco. Abbiamo fissato un incontro per il pomeriggio del giorno successivo a casa sua e di mio figlio. Quando sono arrivato in casa loro, mi son trovato davanti questa splendida donna di 24 anni, dalla figura alta e slanciata, con i capelli neri lunghi che le arrivavano oltre le spalle, un bel seno florido di una quarta misura piena che, pur avendo allattato, era ancora più gonfio, fianchi un po’ larghi, e un bel culo posto sopra due cosce lunghe e snelle. Indossava una minigonna nera di pelle ed una camicetta bianca, con ai piedi dei sandali dal tacco alto, che le facevano inarcare la schiena, mettendo in evidenza il suo splendido culo. Ci siamo accomodati sul terrazzo di casa, da cui si gode un’ottima vista della città e, seduti ad un tavolino, lei mi ha servito delle bibite fresche. Mentre le sorseggiavamo, cerco di capire le sue intenzioni.

«Mi ha un po’ sorpreso, ieri, la tua affermazione, soprattutto quando ti sei complimentata con me per la gravidanza di Silvia.»

Lei mi ha guardato ed ha sorriso continuando ad annuire e, dopo aver sorseggiato un po’ la sua bibita, ha appoggiato il bicchiere sul tavolo e sollevando i suoi occhiali da sole, mi ha fissato dritta negli occhi.

«È inutile che cerchi di negarlo: so riconoscere quando una figlia è innamorata del proprio padre e ti posso assicurare che ho invidiato Silvia per il fatto che ha avuto la possibilità di farsi ingravidare da te. Come sai, io e Michele stiamo insieme da cinque anni e da tre abbiamo Lucilla, che, insieme, abbiamo così tanto desiderato, ma che, in realtà, non riuscivamo ad avere. Per quanto ci avessimo provato, non riuscivo mai a restare incinta di Michele e, poiché anch’io, da tempo, intrattenevo una relazione con Giulio mio padre, ne ho parlato con lui e, insieme, abbiamo deciso che forse era il caso che anche lui potesse collaborare alla realizzazione del progetto. Non posso dire con certezza se Lucilla e figlia di Michele, perché, da quel momento, mi facevo inondare il ventre sia da lui che da tuo figlio. A differenza di Silvia, io a Michele questa cosa non l’ho nascosta e, dopo un primo momento in cui lui è rimasto un po’ titubante, quando ha capito che tutto ciò era teso alla realizzazione del nostro progetto di avere un figlio, si è detto disposto a condividere il mio ventre con il cazzo di mio padre. Addirittura, una sera, mi hanno scopato in doppia, anzi, per esser più sicuri, me li hanno infilati tutti e due nella fica e, insieme son venuti inondando il mio ventre con le loro generose sborrate. Vedo nei tuoi occhi un certo stupore, ma ti assicuro che per me e Michele è stato un momento di intenso piacere e, nello stesso tempo, anche di gioia, perché il mese successivo ero incinta. Per tutta la gestazione, ho continuato a farmi scopare da entrambi, ed enorme è stata la nostra gioia, quando è nata questa bimba, che ha, di fatto, sancito la nostra complicità come coppia, ma, soprattutto, ci ha riempito di gioia per aver realizzato un progetto un po' particolare. Purtroppo, come sai, mio padre è morto due anni fa e, poiché io e Michele, fra un mese ci sposiamo, abbiamo preso in seria considerazione anche l’ipotesi di avere un altro figlio ed è per questo che lui sa benissimo che in questo momento sono qui a parlare con te, perché non avendo più mio padre che collabora ad ingravidarmi, vorrei che prendessi il suo posto.»

Sono senza parole. La guardo e, nello stesso tempo, ammiro questa femmina stupenda che mi sta rivelando che anche mio figlio, in qualche modo, ha accettato di esser un cornuto; intanto il suo racconto mi ha così eccitato che mi ritrovo il cazzo teso e duro. Ad un tratto si è alzata e poi si è inginocchiata fra le mie gambe e, dopo avermi slacciato i pantaloni, ha estratto il mio membro già turgido e quasi completamente duro e, guardandomi solo un attimo negli occhi, con voce languida ha concluso:

«Cosa ne pensi se mi occupo un po' anch'io, di lui?»

Senza attendere la mia risposta, ha cominciato a succhiarmelo, infilandoselo tutto in gola. L’ha leccato e succhiato a lungo, assaporando bene anche le palle, sino a farselo sciogliere in bocca come un ghiacciolo. Dopo aver ingoiato tutto ed avermi ben ripulito con la lingua, mi ha ricomposto lei stessa, poi mi ha guardato dritto negli occhi e la sua voce era calda e sensuale:

«Buonissima! Hai una sborra buonissima! Mi ricorda quella del mio defunto padre; spero che vorrai aiutarci in questo nostro nuovo progetto.»

L’ho guardata e le ho sorriso, dichiarandomi disponibile ad assecondare questo suo progetto.

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pennabianca

Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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