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Mia figlia si sposa. La devo ingravidare!
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Racconto21 min di lettura

Mia figlia si sposa. La devo ingravidare!

Silvia era tornata da due giorni dal suo lungo viaggio di nozze. Io ero fuori per lavoro in auto, ad appena un’ora da casa, quando il mio cellulare prese a squillare. Il tempo di rispondere e la sua voce prese a riempire l’abitacolo della mia auto, mentre mi stavo dirigendo verso un cantiere, in qua...

pennabianca
1 anno fa · 2.6k letture · 0

Silvia era tornata da due giorni dal suo lungo viaggio di nozze. Io ero fuori per lavoro in auto, ad appena un’ora da casa, quando il mio cellulare prese a squillare. Il tempo di rispondere e la sua voce prese a riempire l’abitacolo della mia auto, mentre mi stavo dirigendo verso un cantiere, in quanto, come architetto, ne sono responsabile.

«Papà! Papà! È negativo! Capisci, NEGATIVO! Quel coglione cornuto, in quindici giorni non è riuscito neanche a mettermi incinta! Accidenti a te! Ma si può sapere dove sei? Io sono in uno dei tre giorni fertili, quindi devi fare il tuo dovere e ingravidarmi prima che lo faccia mio marito! Ricordi, papà, che me lo hai promesso? Ricordi che mi hai detto che se lui non era capace, avresti provveduto tu? Adesso devi fare il tuo dovere! Dove sei?»

Le spiego la situazione e le dico che sarò di ritorno domani sera. Lei urla che è impossibile arrivare a domani sera, deve vedermi per forza oggi. Resta per un lungo istante in silenzio, poi prende la sua decisione: verrà da me. Le invio l’indirizzo del mio albergo e subito chiamo la reception, dicendo che ho bisogno di un’altra camera per mia figlia, che mi deve raggiungere. Loro mi consigliano una piccola suite con due camere e subito li incarico di trasferire la mia valigia nella nuova sistemazione abitativa. Quando ritorno, nel primo pomeriggio, appena entro nella suite, lei mi corre incontro e mi abbraccia. Ha l’aria più felice e radiosa che le avessi mai visto in viso. Mi stringe a sé, mettendomi le braccia intorno al collo, incolla le sue labbra alle mie in un bacio lungo e talmente profondo, da lasciarmi quasi respiro. Infila immediatamente la sua lingua dentro il mio cavo orale, intrecciandosi con la mia e la sua mano ha preso la mia e se l'è portata tra le cosce, dove, con sorpresa l'ho trovata senza mutandine e col sesso depilato, caldo e grondante umori. Limoniamo per alcuni minuti, mentre le mie dita affondano nella sua intimità, che sento bollente.

«Papà! Non potevo resistere, non posso assolutamente accettare che sia quel cornuto ad ingravidarmi! Adesso abbiamo tutta la notte, così potrai fare il tuo dovere e ingravidarmi.»

L’ho guardata e ho potuto constatare che era felice e raggiante. Sprizzava sensualità e desiderio da ogni espressione del suo volto, mentre il corpo mi veniva offerto in maniera libidinosa in forza della sua esuberante sensualità.

In un attimo si è spogliata nuda e la stessa cosa ho fatto anch’io, poi ci siamo sdraiati sul letto e, subito, lei ha iniziato ad ansimare, a contorcersi vogliosa e mi implorava di farla godere.

«Papà, fammi impazzire! Leccami tutta e fammi godere prima di entrare dentro di me, per poi scaldarmi l'utero col tuo fertile seme.»

Ho infilato la mia testa fra le sue cosce e la mia lingua ha preso a muoversi fra le pieghe della sua ostrica che grondava umori in continuazione. Immediatamente ha avuto un orgasmo forte e intenso e, dopo avermi un po’ succhiato il cazzo, mi ha gridato che dovevo possederla.

«Papà…papà...chiavami ora! Fammi godere! Vieni dentro di me fammi sentire il calore della tua sborra! Prendimi e fammi sentire la tua cappella sbattere contro l'utero, riscaldami il ventre con la tua sborra!»

Godeva in preda ad un orgasmo intenso, mentre con le mani spingeva la mia testa sul suo sesso grondante e con le cosce stringeva le mie tempie in una morsa ferrea. Avevo assaporato fino all’ultima goccia di quel nettare sgorgato da quella fonte di piacere, poi, avevo sollevato lo sguardo e, mentre lei si era sdraiata supina a cosce aperte, mi ero allungato su di lei e, subito, le sue mani avevano afferrato il mio viso e mi aveva baciato e leccato il suo piacere che lo ricopriva, come avrebbe fatto una cagnolina che lecca il viso del suo padrone. Avevo appoggiato la punta del cazzo fra le valve di quell'ostrica che ora reclamava imperiosa la mia intrusione. Il suo viso era ansioso, in attesa di sentire il mio cazzo affondare nel suo ventre. La sua bocca ha emesso solo un flebile lamento, il suo corpo era ansioso ed impaziente di sentirmi dentro di lei.

«Scopami, papà! Spingilo tutto dentro, fino in fondo! Fammi sentire come un vero maschio mi scopa! Dai, ti prego, non farmi aspettare ancora; lo sai che è tutta la vita che aspetto questo momento. Sono anni che sogno di sentire il mio corpo fecondato dal tuo seme.»

Con una spinta decisa, son scivolato tutto dentro il suo corpo e, immediatamente, dalla sua bocca è fuoruscito un grido che ha accompagnato l'istantanea penetrazione e, nello stesso momento, ha sollevato le gambe e le ha annodate dietro la mia schiena, facendosi penetrare quanto più a fondo possibile.

Per un lungo istante son rimasto immobile dentro di lei, mentre sentivo le contrazioni vaginali stimolare il mio cazzo e poi mi sono sfilato un po’, per poi riaffondare ancora dentro di lei, che ha cominciato ad assecondare la monta spingendo sempre più il suo corpo per venire incontro al mio cazzo, che la penetrava in profondità. Ha iniziato a gemere di piacere, aumentando sempre di più le spinte verso di me ed io ho cominciato a muovermi ad un ritmo più veloce, fin quando l’ho sentita godere.

«Papà, vengo! Sto godendo! Vieni anche tu, papà! Godi con me!»

Ero talmente eccitato che le ho scaricato una raffica di schizzi di sborra densi e cremosi, direttamente sulla cervice uterina. Mi sono svuotato in lei, schizzando fino all’ultima goccia e poi siamo rimasti così legati e abbracciati, in silenzio, per lungo istante, con lei che non smetteva di tempestarmi il viso di baci e di lievi carezze, mentre, gioiosamente, ribadiva il suo desiderio.

«Voglio che tu mi metta incinta! Voglio esser ingravidata da te prima che lo faccia mio marito. Sappi che, sino a che non avrò la certezza di esser incinta, non ti darò tregua. Mi dovrai dedicare tutto il tuo tempo, perché non posso rischiare che mi ingravidi prima mio marito o qualcun altro. Ieri, ho detto al cornuto che ero stata dal medico, perché mi sentivo infiammata a causa dell'intensa attività sessuale, cui lui crede di avermi sottoposto durante il viaggio di nozze, e mi ha consigliato un periodo di riposo. In realtà, con lui, durante il viaggio di nozze, il sesso non è stato un granché. Mi scopava due volte al giorno, mattina e pomeriggio, ma non durava più che una decina di minuti ciascuna e, quando ero appena eccitata, lui mi veniva dentro con due schizzetti, che appena percepivo. Quando siamo stati nel secondo albergo, a Venezia, c’era una coppia, nostra vicina di stanza, con il lui che era più o meno della tua età e, per questo, mi piaceva da morire. Il secondo giorno, siamo andati a fare un giro delle isole insieme e lui mi ha scopato nei bagni del traghetto. Era un vero porco e, per tutti i cinque giorni che siamo stati insieme, mi ha scopato ripetutamente, sempre sborrandomi dentro, anche se lo pregavo di non farlo perché non ero protetta, ma l’idea di ingravidare una giovane sposa, lo eccitava così tanto che mi farciva di continuo in maniera così abbondante, che ero sempre costretta a correre al bagno a fare pipì, per cercare di farne uscire il più possibile, altrimenti mio marito avrebbe potuto accorgersene. Sì, lo so, papà, stai pensando che sono una gran troia. È vero, sono una grandissima zoccola, che non sa stare senza cazzo. Una vera puttana, perché è così che mi hai trasformato, e di questo ne sono molto fiera. Però, come vedi, nessuno è riuscito a mettermi incinta, ma da come ora mi sento piena, credo che tu ci riuscirai.»

Le chiedo cosa ha raccontato al marito per l'attuale sua assenza da casa e lei mi ha risposto che è semplicemente fuori per lavoro, fino a domenica e, poiché siamo nelle vicinanze del mare, potremmo passare il weekend insieme. Chiamo mia moglie e la informo che, per motivi di lavoro, mi dovrò trattenere fino a domenica, ricevendo in risposta che, a sua volta, ne approfitterà per andare con le sue amiche in quella spa, dove, da tempo, si dilettano a passare qualche giorno di relax. Nel sentire questo, Silvia mi guarda e mi dice che questo cambia tutto i suoi programmi e, così, mi prega di raggiungerla il giorno dopo a casa sua. Senza spiegarmi nulla, si riveste velocemente e torna a casa. Il giorno dopo lavoro alacremente e, nel primo pomeriggio, la chiamo avvertendola che sono di ritorno e lei mi prega di passare immediatamente da casa sua.

«Spero che non ti sei stancato molto, al lavoro, perché appena arrivi riprenderemo il discorso che abbiamo interrotto ieri sera e poi, per tre giorni, prenderai il posto di mio marito nel nostro letto matrimoniale!»

Passo velocemente da casa, tempo di una doccia al volo, mi cambio e poi, mentre mi reco a casa di mia figlia, rifletto che, fino ad oggi, non ho mai avuto la possibilità di star da solo con lei, per tanti giorni. Appena entrato in casa, il tempo di chiuder la porta e, quando mi son voltato, ho visto mia figlia con indosso di nuovo il suo abito da sposa, quello con cui l’avevo chiavata il giorno stesso delle sue nozze, prima di accompagnarla all’altare. Sono rimasto un attimo sorpreso e lei, con una vocina languida e sensuale, mi ha invitato ad abbracciarla.

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