Gli rivolgo uno sguardo da indispettita, quasi a volerlo rimproverare, ma è palese che quel complimento mi ha davvero fatto piacere. Sorseggio con loro il caffè, poi faccio pochi passi e mi fermo davanti allo specchio dell’ingresso; sento sul mio corpo i loro sguardi e, in particolare, sul mio culo che è ben evidenziato dall’abito che indosso, sotto cui porto un micro perizoma assolutamente invisibile, mentre nella parte alta è la particolare cucitura del vestito a sorreggere il mio seno, assolutamente privo di alcun sostegno, in quanto la scollatura del vestito, sia davanti che dietro, lo renderebbero visibile e, perciò, antiestetico. Li osservo attraverso lo specchio, mentre mi piego leggermente in avanti per evidenziare ancora di più il mio culo a mandolino che, inarcato dei tacchi alti che indosso, lo rendono ancor più invitante. I due si scambiano un’occhiata, mentre io metto il rossetto sulle mie labbra e poiché vedo che Gianni dice qualcosa a Piero, che annuisce, vanitosamente inarco ancor di più il culo, per renderlo davvero irresistibile. Dopo di che partiamo per la cerimonia e, per tutto il giorno, è esattamente come aveva pronosticato Gianni: la mia sensualità rivaleggia con quella della sposa, ma io faccio di tutto per non rubarle la scena, anche se lei, in più occasioni, mi tiene al suo fianco e noto, negli occhi dei maschietti, il loro sguardo carico di cupidigia. Durante il banchetto nuziale, credo di aver ballato con tutti gli uomini presenti alla cerimonia, i quali, chi più chi meno, non si è sottratto dal farmi avvertire sul ventre la protuberanza innervata del loro fallo. Anche Piero è stato oggetto delle attenzioni di varie donne, che hanno voluto ballare con lui, stringendosi il più possibile al mio maschio veramente stupendo. Alla fine, ce ne siamo andati che era quasi mezzanotte. Giunti a casa, appena entrati, abbiamo trovato Gianni seduto sul divano che indossava semplicemente una T-shirt ed un paio di pantaloncini da basket e, appena ci ha visti, ci ha invitato a sedere per un attimo con lui e rilassarci.
«Accidenti! Queste scarpe sono stupende, ma indossarle una giornata intera con questo tacco poi, ha messo a dura prova le mie caviglie e i miei martoriati piedi.»
Prima di poter aggiungere qualcosa, Gianni si è abbassato e, dopo avermi preso entrambi i piedi, li ha sollevati, appoggiandoli sulle sue cosce.
«Posso?»
Io non ho replicato e nemmeno Piero, quindi lui, dopo aver slacciato e sfilato i miei sandali, ha preso delicatamente a massaggiarmi i piedi. Ero sdraiata con la testa appoggiata al corpo di Piero e Gianni si è allontanato un po’ da me in modo da darmi la possibilità di potermi distendere, cosa che ho fatto, appoggiando la testa sulla pancia di Piero, mentre lui ora, massaggiandomi i piedi e caviglie, aveva di certo la possibilità di scorgere il mio intimo, perché il vestito è risalito ad altre metà della coscia.
«Sei meraviglioso! Ti prego, continua! I miei piedi te ne saranno eternamente grati!»
Le abili mani di Gianni hanno preso a massaggiarmi le dita dei piedi e poi su, fino alla caviglia ed al polpaccio, fino ad arrivare al ginocchio. Ero così piacevolmente soddisfatta dalla sua manipolazione, che di proposito ho divaricato le cosce, così da esser certa che ora lui poteva vedere il mio perizoma ultra trasparente. Ho socchiuso gli occhi, consapevole del fatto che, divaricando le cosce, gli mettevo in mostra la mia intimità, azione che a lui deve esser piaciuta molto, come dev'esser piaciuto anche a Piero, perché, spostando leggermente la testa più in basso, la mia guancia sinistra è venuta a contatto con il suo pacco, che ho sentito gonfiarsi immediatamente. Era una situazione alquanto strana, perché stavo volutamente provocando sia mio marito, che il suo amico, consapevole del fatto che, in passato, questi due uomini si erano scopati ripetutamente più di una donna insieme e questo, dentro di me, avrebbe dovuto suonare come un campanello d’allarme, mentre, invece, in quel fatidico momento, vuoi per la stanchezza, vuoi perché al matrimonio avevamo bevuto un po’ troppo, o, forse, semplicemente perché avevo voglia di scopare, i miei freni inibitori hanno preso ad allentarsi. Quando ho sentito il cazzo di Piero gonfiarsi sulla mia guancia, senza aprire gli occhi, ho preso a sfregare la testa su e giù, massaggiando quel membro con la guancia sinistra, ed ho sentito il respiro di mio marito cambiare, per divenire più ansante. Ad un tratto le mani di Gianni, mentre massaggiavano le mie gambe, non si sono più fermate all’altezza delle ginocchia, ma hanno cominciato a salire ancor più su, fino ad arrivare ben sotto il vestito. Ho aperto gli occhi ed il mio sguardo ha incrociato il suo; era calmo, ma, nello stesso tempo, aveva l’aria perplessa di chi aspetta un muto assenso per far ciò che ha in mente. Ho sollevato lo sguardo muovendo la testa ed ho incrociato quello di mio marito, che mi ha sorriso. Allora ho richiuso gli occhi ed ho fatto un lungo sospiro, tornando a strusciare la guancia sul cazzo di mio marito, ora perfettamente duro. Le mani di Gianni hanno ripreso a salire lungo le mie cosce fino all’attaccatura e, un attimo dopo, lui è sceso dal divano, si è seduto per terra e, dopo aver sollevato in alto le mie cosce, ha fiondato fra esse la sua testa e, in un attimo, con l'aiuto delle dita, mi ha spostato il perizoma e subito la sua lingua ha preso possesso delle mucose interne della mia conchiglia che, dopo una giornata passata a sudare, ballare ed altre cose, proprio non doveva esser perfettamente profumata.
«No ti prego, non mi sono lavata!»
Naturalmente la mia era solo un'ultima inutile difesa, perché, in realtà, non avevo neanche finito di parlare, che lui si stava godendo i sapori di ogni piega della mia vulva, scivolando con la lingua lungo lo spacco e, risalendo su, giocava con il mio bottoncino, facendomi subito gemere di piacere. Anche Piero non si è fatto scrupoli e, allungata una mano, ha aperto la patta dei pantaloni e, in un attimo, mi sono ritrovata davanti alla faccia il suo membro teso e duro. Ho aperto la bocca e ne ho infilato più della metà in gola. Lui ha preso a gemere, ma la prima ad urlare a bocca piena un orgasmo forte e intenso, sono stata io. La lingua di Gianni mi stava veramente martellando la fica in maniera sconvolgente e tutta la situazione, in quel momento, mi ha portato a raggiungere un orgasmo forte, intenso, che mi ha fatto godere così tanto da farmi venir meno. Quando ho riaperto gli occhi, erano entrambi inginocchiati davanti a me, con l’aria molto preoccupata: io ho sorriso ad entrambi allo scopo di tranquillizzarli.
«Va tutto bene! È solo che mi avete fatto impazzire di piacere al punto da farmi svenire.»
Piero si è abbassato su di me, mi ha sorriso e mi ha baciato, poi mi ha preso in braccio con estrema facilità e, fatti pochi passi, siamo entrati in camera nostra, seguiti in silenzio da Gianni. Mi ha poggiato in piedi davanti al letto con loro alle spalle. Erano entrambi in silenzio, aspettavano da me il segnale per dare inizio ai giochi; ero consapevole del fatto che solo io avrei potuto aprire le danze. Sapevo perfettamente quello che sarebbe successo: mi avrebbero scopato insieme.
Ho fatto un profondo respiro, perché, dentro di me, ho sentito forte il desiderio di provare questa esperienza, che, se Piero me la proponeva assieme al suo amico con cui aveva condiviso otto anni della sua esistenza, potevo esser certa che era la persona giusta con cui provare questa emozione.
«Gianni, per cortesia, mi slacci il vestito, dietro.»
Ho volutamente far il suo nome, per fargli intendere che lo volevo nel gioco. Poi mi sono girata, ed ho incrociato lo sguardo di Piero che mi ha sorriso e, preso con entrambe le mani il mio viso, mi ha baciato, mentre Gianni, dietro di me, lasciava scorrere la cerniera lampo e, in un attimo, il mio vestito si è afflosciato per terra. Lui si è inginocchiato dietro di me e, delicatamente, ha sfilato anche il mio perizoma, poi, una volta tornato in piedi, mi ha fatto sedere sul letto e, inginocchiato fra le mie cosce, ha ripreso a leccare la mia passera, facendomi di nuovo godere intensamente. Piero si è denudato in un attimo, è salito sul letto e mi offerto il suo cazzo da succhiare, cosa che ho fatto all'istante. Lo sentivo gemere, mentre Gianni si scatenava fra le pieghe della mia fica e la sua lingua ora percorreva lo spacco in tutta la sua lunghezza, scivolando in basso, fino ad arrivare alla rosellina anale, che stimolava con la punta della lingua. Ho avuto di nuovo le stesse sensazioni provate prima sul divano e, nella mia mente, si è formato un'onda di piacere che ha percorso tutto il mio corpo, finendo nella sua bocca, mentre io ho preso a godere a bocca piena del cazzo di mio marito. Lui è rimasto immobile e quando l’orgasmo è passato, senza dir nulla, mi ha spinto un po’ indietro nel letto e, dopo essersi inginocchiato, ha appoggiato la cappella del suo cazzo direttamente fra le labbra della mia fica. Ho abbassato lo sguardo giusto in tempo per costatare che il suo membro era anche più grosso di quello di Piero, ma ne ho anche avvertito la consistenza allorché, con una spinta decisa, è scivolato tutto dentro di me, facendomi spalancare la bocca e gemere di piacere. L’ho sentito scivolare fino in fondo, fin quando il suo corpo non ha aderito al mio, e la punta di quel membro enorme è andata sbattere sul fondo, provocandomi una scarica di piacere che mi ha fatto godere all’istante. Ho inarcato il mio corpo scosso dal piacere e l’ho guardato negli occhi, implorandolo di farmi godere ancora.
