«Meraviglioso! Ti sento tutto dentro! Ti prego, scopami con forza, fammi godere.»
Lui mi ha sorriso ed ha sollevato le mie gambe, che subito sono state afferrate da Piero, che le ha tenute alte e divaricate: è stato allora che ha preso a stantuffarmi dopo aver fatto una battuta che in quel momento non ho capito.
«Tranquilla piccola! Ti farò godere, ti scoperò fino allo sfinimento. Stai tranquilla che io, di cazzo, ne ho per tutti e due.»
Presa dal piacere non ho dato rilievo alla sua frase, perché ha preso a pomparmi con un ritmo molto sostenuto, fatto di affondi che, ad ogni spinta, facevano sobbalzare il mio seno verso l’alto. Mentre continuo a tenere il cazzo di Piero in bocca, lui ben presto mi ha fatto godere ancora e, a quel punto, è successa una cosa che mi ha lasciato letteralmente basita. Nell’istante in cui il mio corpo ha preso a tremare di piacere, Piero si è allungato in avanti su di me e il suo viso era un passo da quello di Gianni; i due si sono scambiati un’occhiata, poi, senza nessuna esitazione, Piero ha messo una mano dietro la nuca di Gianni e l’ha attirato a sé: i due si sono baciati. Sbalordita li ho osservati. Non era un bacio erotico, era qualcosa di più profondo, intenso, potrei dire, di vero amore. Hanno limonato a lungo e vedevo le loro bocche muoversi perché sicuramente le lingue si stavano rincorrendo, mentre Gianni continuava a pomparmi e a farmi godere ancora, io mi sono ripresa dallo stupore e, chiudendo per un attimo gli occhi, mi sono lasciata andare ad un ennesimo orgasmo. Nel sentirmi godere, i due si sono staccati ed ho visto un cenno d’intesa negli occhi di Gianni; subito Piero si è tolto da sopra me e Gianni, dopo avermi abbracciato, è rotolato sul letto, sdraiandosi supino sotto di me, sempre continuando a mantenere la grossa verga piantata nel mio ventre. Quando ho visto Piero inginocchiarsi fra le gambe di Gianni, ho capito subito cosa mi aspettava: una doppia penetrazione cui non mi sarei sottratta per nessun motivo al mondo. Ho fatto un respiro profondo e mi son sdraiata sul petto di Gianni, che ha afferrato le mie natiche e me le ha aperte, mentre Piero si è abbassato e la sua lingua è andata a lubrificare il mio fiorellino anale, che subito ha reagito, contraendosi alla stimolazione cui era stato sottoposto. Poi si è tirato su e, dopo essersi posizionato con la punta contro la mia rosetta, è entrato con una spinta decisa ed ha preso a scivolare nel mio culo, mentre io ho spalancato la bocca perché non mi ero mai sentita così piena.
«Cazzo, amore, fa piano! Ti sento entrare tutto dentro! E non è che non lo voglio, ma ti ricordo che ne ho un altro piantato davanti, quindi, ti prego, fa piano.»
Lui ha continuato a spingere lentamente, fin quando il suo corpo non ha aderito al mio, poi è rimasto per un lungo istante immobile, mentre Gianni, dopo aver inarcato un po’ le gambe, ha preso a muoversi dolcemente sotto di me, procurandomi subito tanto di quel piacere che è andato a lenire, almeno in parte, il fastidio che stavo provando per quella seconda introduzione. Poi è stato il paradiso! I due si sono perfettamente sincronizzati ed hanno preso a pomparmi con una sintonia sconvolgente: dentro uno, fuori l’altro, con affondi decisi ed io ho cominciato a godere un orgasmo dopo l’altro, senza soluzione di continuità. Sentivo le mani di Gianni torturarmi i capezzoli e, ogni tanto, uno, portato alle sue labbra, veniva stretto e morso tra i denti, procurandomi altro incommensurabile piacere. Non so quanti orgasmi ho raggiunto, né per quanto tempo mi hanno scopato in doppia e, quando ero convinta che fossero prossimi al piacere anche loro, Piero si è sfilato da dietro e, fattami sollevare, mi ha girato per di nuovo farmi sedere sul corpo di Gianni, che, afferrato il suo grosso membro, me ne ha appoggiato la punta al culo e, all’istante, mi sono trovata impalata su quella grossa verga, che mi è arrivata tutta dentro, fin nello stomaco. Immediatamente Piero si è posizionato fra le mie cosce ed il gioco è ricominciato esattamente come prima, con l’unica variante che la mazza più grossa ora mi sfondava il culo. Ho avuto altri due orgasmi, poi Piero ha guardato Gianni e, con un cenno d’assenso, i due si sono sincronizzati, e hanno preso a scoparmi in maniera molto veloce, fin quando, improvvisamente, entrambi, quasi nello stesso momento, hanno cominciato a spruzzare dentro di me tutto il loro piacere. Ho sentito schizzi di seme bollente riempire la mia vagina, così come il mio intestino. Ad ogni contrazione dei loro membri sentivo altro piacere riversato dentro di me. Siamo rimasti per un lungo istante immobili, poi Piero si è abbassato su di me e mi ha baciato in bocca. Anche questo è stato un bacio speciale, carico d’amore, di piacere, di immensa soddisfazione nei confronti della sua donna che non si era privata di godere con due maschi. Poi si è sfilato e si è sdraiato di lato ed io, aiutata da Gianni, mi son sollevata, ma subito lui mi ha fatto inginocchiare sopra la faccia di Piero, facendo sì che i miei buchi, abbondantemente farciti del loro seme, si son trovati all’altezza della sua bocca. Ho sentito la lingua di mio marito muoversi in maniera rapida e vorace, per raccogliere tutto ciò che sgorgava dai miei orifizi spanati, mentre Gianni, disteso di traverso fra noi, si è abbassato e si è infilato in bocca il cazzo di mio marito ancora turgido. È stato uno spettacolo stupendo, vederlo con quanto amore succhiava quella verga, che per otto anni era stata solo mia. Stavo provando piaceri completamente nuovi per me, ma, nonostante questo, mi sono sdraiata e, senza nessuna esitazione, ho preso il membro di Gianni, ancora barzotto e ricoperto degli umori del mio culo, e l’ho infilato in bocca: ho preso a succhiarlo intensamente, con il forte desiderio di vederlo di nuovo pronto a combattere. Mentre lo succhiavo, guardavo Gianni che ora aveva fatto quasi tornare completamente duro quello di mio marito che, imperterrito continuava a leccare la sborra che colava dai miei buchi. Quando anche il suo è tornato ad essere perfettamente in tiro, ci siamo un attimo sciolti da quello strano triangolo e, dopo avermi guardato un attimo in faccia, Gianni ha girato gli occhi verso Piero e gli ha rivolto una supplica.
«Mi piacerebbe tanto sentirlo ancora dentro di me e, se non hai nulla in contrario, vorrei sentirlo mentre mi scopo ancora tua moglie.»
Un attimo di imbarazzo ha percorso i loro sguardi ed io ho deciso che solo più tardi avrei chiesto tutte le spiegazioni di quella situazione tanto strana che, in ogni caso, si stava delineando e, senza dir nulla, mi sono sdraiata a cosce aperte e, alzate le braccia, ho invitato Gianni a penetrarmi. Lui mi ha sorriso e, dopo avermi dato un bacio, anziché infilarsi fra le mie cosce, mi ha messo di lato e, sollevatami una gamba, mi ha infilato la sua grossa mazza direttamente nella fica, con un affondo secco e deciso. L’ho sentito entrare di nuovo dentro di me e subito ho provato incredibili sensazioni, ma ho anche voltato lo sguardo sopra la sua spalla ed ho visto Piero che ha appoggiato la cappella al culo di Gianni che, a sua volta ha sollevato la gamba, per agevolare l’introduzione dell'amico dentro di sé.
«Oh, sì! Sapessi da quanto tempo avevo voglia di sentirti di nuovo dentro.»
Ho sentito gonfiarsi il membro di Gianni dentro di me e, ad ogni affondo che Piero gli dava nel culo, io ricevevo la contro spinta, dentro la mia fica. È stata una sensazione bellissima e deve aver emozionato entrambi, perché Piero ha preso a muoversi pompando il culo di Gianni in maniera veloce e devastante, con colpi profondi, che lo facevano scuotere tutto, ma nello stesso tempo, dovevano avergli procurato molto piacere, perché ben presto, con un grido, gli ha riversato in culo il suo piacere.
«Eccomi, sborro! Torno a sborrarti nel culo!»
Ho sentito Gianni restare immobile piantato dentro di me, mentre Piero con gli ultimi colpi gli versava in culo tutto il suo piacere. Ho visto la gioia dipinta negli occhi di Gianni e, dopo esser rimasti alcuni istanti immobili, i due si sono sciolti ed ho visto un certo imbarazzo negli occhi di mio marito; ho interpretato quell'imbarazzo come se anche lui desiderasse provare la stessa emozione, allora l’ho baciato in bocca e mi sono sdraiata supina, invitandolo a salire su di me per un 69.
