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Erotika
Mi scopa insieme al suo amico e scopro il suo passato.
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Racconto24 min di lettura

Mi scopa insieme al suo amico e scopro il suo passato.

Sono alta 1,80, mora con i capelli a caschetto che mi arrivano appena alle spalle, gli occhi scuri, e una bella bocca ampia con labbra carnose; il mio seno è di una buona terza...

pennabianca
1 anno fa · 1.3k letture · 0

Sono Viviana, ho 32 anni e sono sposata da sei, dopo due di fidanzamento, con Piero che, di anni, ne ha cinque più di me. Sono alta 1,80, mora con i capelli a caschetto che mi arrivano appena alle spalle, gli occhi scuri, e una bella bocca ampia con labbra carnose; il mio seno è di una buona terza misura, ho il ventre piatto ed un bel culo a cuoricino, che sormonta due cosce ben tornite e lunghe. Piero invece è leggermente più alto di me, spalle larghe, capelli ricci e neri, mentre gli occhi sono di un azzurro che non passa inosservato. Inoltre, fisicamente, è molto muscoloso, perché deve tenersi in forma per la qualifica che ha di sommozzatore presso i Vigili del Fuoco. Quando ci siamo conosciuti, entrambi avevamo avuto le nostre esperienze e lui, soprattutto, era da sempre stato l’oggetto delle attenzioni di molte donne, ammaliate dal suo fisico imponente, oltre che dal fascino che gliene deriva per esser un pompiere. Sessualmente parlando è un maschio molto dotato, con un membro ben oltre la media, sia in lunghezza che in circonferenza, e questo, unito al fatto che ama molto dedicarsi ai preliminari, riesce a farmi impazzire. È bravissimo a farmi godere anche senza penetrarmi: usando solo lingua e mani, riesce a portarmi ad un livello di eccitazione davvero sconvolgente. Come già detto, anch’io ero reduce da alcune esperienze, per vero non troppo fortunate, ma che, in ogni caso, mi avevano avviato nei primi rudimenti sul sesso. In effetti, quando ero stata sverginata, non avevo provato un gran piacere, mentre nel prenderlo in bocca o in culo, si era rivelata qualcosa di completamente diverso. Specie nell’orale, ero diventata piuttosto brava e lui ha avuto modo di apprezzare subito la mia bravura a fagocitare tutta in gola la sua splendida dotazione. Nella vita di tutti i giorni, siamo una coppia normalissima, che vive, lavora e si diverte nello stesso modo di tante altre coppie, senza particolari eccessi. Però c’è un dettaglio che è necessario io evidenzi: è capitato spesso che, di passaggio nella sua caserma, oppure le volte in cui ho partecipato insieme a lui a delle cene con i suoi compagni di lavoro, quasi tutti come lui sposati, ho notato che molti fra essi mi guardavano con concupiscenza e questo, inutile dirlo, mi produceva un languore particolare: ero, insomma, particolarmente lusingata, ricevevo da quei loro sguardi una eccezionale gratifica alla mia sensualità. A Piero, ovviamente, non è sfuggito l’atteggiamento nei miei confronti dei suoi colleghi, che, seppur compagni di belle donne, non hanno lesinato sguardi e commenti al punto da eccitarlo così tanto che la sera, a letto, ha dato sfogo a tutta la sua libidine, chiavandomi in maniera straordinaria. La scorsa primavera si è verificato un fatto che ha, in qualche modo, spezzato la nostra routine. Ci siamo recati in una città molto distante da casa nostra, per partecipare al matrimonio di mia cugina Paola. Essendo io orfana di entrambi i genitori, mio padre era il fratello della madre di questa mia cugina e, di conseguenza, non ho potuto in nessun modo rifiutarmi di esser presente all’evento. Ci siamo recati in questa grande città, dove Piero aveva prestato servizio nei primi otto anni di lavoro come pompiere e dove lui ha partecipato al corso per diventare specialista sommozzatore. Mancava da questa città da oltre otto di anni, ma aveva conservato l’amicizia con Gianni, un suo collega di cinque anni più grande che, quando lui è stato assunto, è stato il suo istruttore ed il compagno assiduo di lavoro, fin quando non fu trasferito nella nostra città natale. Una volta giunti in quella città, scopro che lui e Gianni si erano già sentiti e, poiché l'amico non è sposato, ci ha proposto di ospitarci nel suo appartamento, in quanto sufficientemente grande per tutti. Quando giungiamo in città, per la prima volta conosco questo suo amico, di cui, per il passato, ho solo sentito parlare.

«Allora, pivello! Finalmente sei riuscito a tornare a trovare un vecchio amico! E questa splendida ragazza? Non mi dire che sei anche riuscito a convincere una così bella donna a condividere la sua vita con te? Signora, spero che lei sia consapevole del rischio che corre a vivere al fianco di questo scellerato! In ogni caso è un vero piacere fare la sua conoscenza.»

Mi abbraccia e mi stringe, avvertendo il suo corpo aderire contro il mio, ed anche una certa protuberanza premere contro il mio basso ventre. Non si trattava di una vera e propria erezione ed è questo che, in qualche modo, mi ha un po’ incuriosito: se non era in erezione ed io sentivo premere sul pube qualcosa di voluminoso, cosa poteva ritrovarsi quest’uomo nelle mutande? Ci mostra il suo appartamento, che trovo esser molto bello e ben tenuto, nonostante sia un single. La camera riservata a noi è una matrimoniale molto bella ed arredata con gusto, immediatamente adiacente alla sua e, dall’altro lato del corridoio, ci sono due bagni, uno più grande e uno po’ più piccolo, che lui riserva per sé, lasciando quello più grande a noi. Appena il tempo di sistemare i nostri bagagli e, subito, assieme a lui, andiamo a cena in un piccolo ristorante e passiamo una bellissima serata, in cui scopro che mio marito ha una certa complicità con il suo amico. Durante la cena, annaffiata da alcune bottiglie di buon vinello, emergono tanti dettagli e particolari che non conoscevo della loro vita, nei primi anni di lavoro. Hanno passato otto anni assieme e, insieme, hanno condiviso tanti momenti importanti, ma, come emerge, anche tanti momenti di sesso con donne che non hanno avuto remore a farsi sbattere da entrambi. C’è qualcosa nel loro parlare che non mi è chiaro, ma, in ogni caso, la loro amicizia è veramente tenace. Inoltre scopro per quale motivo Gianni non è venuto al nostro matrimonio: era impegnato, assieme ad altri cinque o sei colleghi, anch'essi assenti, nel difficile sforzo di domare un gigantesco incendio all’estero. Ricordo benissimo quel momento particolare, in cui un intero paese rimase circondato dal fuoco e vi morirono diverse persone. Terminata la cena, torniamo a casa che è molto tardi e poiché siamo stanchi e, il giorno dopo, dovremo presenziare alla cerimonia nuziale, con relativi annessi e connessi, ce ne andiamo a letto e, anche se avrei voglia di far sesso, ci rinuncio, perché Piero si addormenta quasi subito. Il mattino dopo, è proprio mio marito che mi sveglia, accarezzandomi fra le cosce e, nonostante sentissi forte il desiderio di godere, perché, a conti fatti, son circa una decina di giorni che non faccio sesso per via del ciclo mestruale, riesco, in qualche modo, a sviare la sua voglia di scoparmi e, anzi, mi infilo direttamente in bagno per farmi una doccia e prepararmi per l’evento matrimoniale. Quando esco, avvolta nel mio accappatoio, incrocio Gianni, che entra nell’altro bagno e, facendomi un inchino, mi saluta simpaticamente.

«Buongiorno, bellissima signora! Spero che la sua giornata sia ricca di soddisfazioni, sicuramente molto più della mia.»

In effetti, lui ha la giornata impegnata in un servizio antincendio in un teatro, dove si svolge uno spettacolo che richiede comunque la presenza di almeno un'unità di vigili del fuoco. È qualcosa di noioso, cui Piero, quando può, rinuncia volentieri, ed io, incassato il complimento, mi infilo direttamente in camera per iniziare a prepararmi. Piero invece impiega pochissimo ad indossare il completo che ha comprato per l’occasione: una giacca in doppiopetto, che gli valorizza ancor più il suo aspetto, mentre io ho un abito in chiffon stile impero, attillato, senza maniche, che fascia il mio corpo come una seconda pelle, che arriva al ginocchio. Molto elegante è di color pesca chiaro e mette in risalto i miei capelli neri; ai piedi calzo dei sandali con un tacco così sottile, che definirlo a spillo, quasi non rende l’idea e son tenuti legati alla caviglia, con un cinturino. Mentre sono in camera per ultimare il mio makeup, Gianni e Piero mi chiamano dalla cucina, avvertendomi che il caffè è pronto. Quando esco dalla camera e mi presento a loro, Piero sorride, mentre Gianni mi guarda e, facendo un inchino, non smette di coprirmi di complimenti.

«Accidenti, pivello! Devo riconoscere che questa tua donna è davvero stupenda! Oggi calamiterà su di sé l'attenzione degli invitati, sottraendo la scena che spetta alla sposa, ma, poiché la reputo persona molto intelligente, dubito che le farà questo dispetto. In ogni caso, sarà una delle donne più ammirate alla cerimonia e... se non fosse tua moglie…»

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