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Il nostro segreto.
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Racconto14 min di lettura

Il nostro segreto.

Ho voglia di sentirti dentro: voglio che mi scopi!

pennabianca
1 anno fa · 3.9k letture · 0

«Ho voglia di sentirti dentro: voglio che mi scopi!»

Si sdraia, allarga le cosce e le solleva; io mi inginocchio e porto i suoi talloni all'altezza del mio petto, così il mio membro si trova esattamente all'imbocco del suo fantastico culetto; lui dopo averlo lubrificato con della saliva, afferra il mio membro e, da sé stesso, lo indirizza contro quel buco grinzoso, che, appena inizio a spingere, si dilata e permette che possa entrare tutto dentro, fino in fondo. Spalanca la bocca e poi chiude gli occhi, mentre io, dopo esser giunti fin in fondo, comincio a far avanti/indietro; afferro il suo membro e prendo a segarlo, mentre ora lo pompo, portandolo al godimento. Una scopata bellissima! Vedo il suo viso sorridere contento e così lo scopo con più vigore, mentre lui mi esorta a non smettere.

«Bravo, così, Carlo! Così, pompami bene il culo! È bellissimo sentirti dentro di me! Non puoi immaginare da quanto tempo ne avevo voglia! Dai, fammi impazzire, sfondami per bene il culo! Dai, Carlo, riempimelo di sperma!»

Nonostante abbia sempre avuto una forte resistenza, questa volta sento che l'eccitazione mi porterà presto a godere; allora cerco di farlo venire, segando il suo cazzo; ma lui mi ferma e mi dice che vuole sentire il mio che si svuota nel suo culo.

«Vienimi dentro! Voglio sentire che me lo riempi! Scopami forte e sborrami nel culo!»

Lo sbatto con colpi sempre più forti e devastanti, poi, d'un tratto, mi fermo piantato dentro di lui e comincio a schizzargli dentro tutta la mia sbroda!

«Eccomi, papà! Sto sborrando! È bellissimo riempirti questo bel culo!»

Sento che contrae i muscoli anali, per spremere ogni singola goccia del mio piacere e poi, quando lo estraggo, lui mi sorride e, insieme, andiamo in bagno; lì si svuota, mentre, a mia volta, mi do una lavata. Torniamo insieme a letto; lui mi tiene con la testa appoggiata sul suo petto e, con una mano, accarezza i miei capelli. Mi parla con tono calmo e pacato.

«Ho esitato molto a giungere a questo, perché, sebbene avessi capito che anche tu fossi bisex, ancora non ne ero certo, fino ad una settimana fa. Ricordi? Ero andato a seguire quel lavoro nell'altra città, dove tu sei stato per più di un mese e, lì, ho incontrato Francesco, un mio carissimo amico, che, una sera, ti aveva visto assieme ad un tizio, di nome Antonio, vedendovi andar via insieme; così, per pura curiosità, vi ha seguito ed ha visto che tu gli facevi un magnifico pompino; così, poiché io e Francesco, spesso e volentieri ci prendiamo dei momenti di puro piacere tra noi, ho capito che era ora di farmi avanti anche con te. Ho scopato donne bellissime, ma ho anche succhiato e preso nel culo tanti cazzi!»

Sollevo lo sguardo, lui mi sorride.

«Sì è vero, con Antonio, spesso e volentieri, abbiamo avuto delle belle serate di sesso. È un gran porco anche lui ed ama possedere il mio culetto allo stesso modo di gradire il mio fallo dentro di sé. Mi ero accorto che controllavi la cronologia dei miei video sul PC ed allora ho capito che anche tu dovevi provar queste stesse emozioni; anch'io ho aspettato il momento giusto per raggiungere lo scopo appena vissuto.»

Mi son allungato verso l'alto e l'ho baciato in bocca, poi ho cominciato a scendere lungo il suo corpo, a succhiare i suoi capezzoli e poi giù, fino a riprendere in bocca il suo membro, che era rimasto alquanto barzotto; ho preso a succhiarlo con tutta la passione e la bravura di cui son capace e, ben presto, ha ritrovato la sua completa rigidità; così, mi sono girato e gli ho fatto capire che volevo provare la stessa emozione cui si era sottoposto lui poco prima. Mi ha fatto sistemare nella stessa posizione in cui era lui quando l'ho scopato. Mi ha guardato negli occhi sorridendo e, lentamente, è scivolato dentro di me; ho dovuto rilassarmi parecchio per riuscire ad accoglier dentro un membro di quelle dimensioni. Ha fatto tutto con estrema delicatezza e lentezza, senza fretta e, quando me lo sono sentito tutto dentro, ho afferrato il suo viso con entrambe le mani e l'ho baciato in bocca.

«Adesso fammi impazzire! Anch'io voglio sentire che mi scaldi l'intestino con la tua sbroda, dopo avermi fatto morire dal piacere.»

Mi ha pompato per diversi minuti, regalandomi tanto di quel piacere da provocarmi lacrime di gioia che spuntavano dagli occhi; lui se n'è accorto ed allora mi ha abbracciato, mi ha baciato ed ha preso a pomparmi ancor più forte, fino a che ho sentito un'ondata di calore che mi scaldava l'intestino, mentre lui urlava il suo piacere.

«Carlo! Carlo! Carlo, sto sborrando! È bellissimo riempirti questo culo stretto, che mi riempie di gioia, oltreché di piacere!»

Siamo rimasti abbracciati ancora un po', abbiamo continuato a limonare tra noi e poi, quando il suo membro si è sgonfiato, siamo andati in bagno ed abbiamo fatto una doccia insieme, insaponando e ripulendo i nostri corpi vicendevolmente; è capitato che , in quel frangente, mi son inginocchiato davanti a lui ed ho continuato a succhiare quel membro fantastico, fino a che, alla fine, ha messo una mano sul mio capo ed ha preso a scoparmi la bocca, avanti/indietro; infine, con un grido quasi animalesco, mi ha regalato quattro schizzi di sbroda, che ho ingoiato senza perderne neanche una goccia. Soddisfatti, abbiamo deciso di andare a pranzo insieme e, poiché abbiamo entrambi la passione della moto, abbiamo preso i nostri cavalli d'acciaio e, all’ora di pranzo, eravamo in riva al mare, seduti ad un comodo tavolo di ristorante, a gustare del pesce prelibato. Tra un manicaretto e l'altro, gli ho chiesto come mai non aveva cercato di salvare il suo rapporto con la mamma. Lui ha solo fatto un profondo respiro e poi mi ha risposto con la sua voce pacata.

«Devi sapere che tua madre se n'è andata per sua libera scelta, ma… di comune accordo, me ne sono assunto io la colpa della fine del nostro rapporto. La realtà è un po' diversa. Tua madre si era innamorata della sua miglior amica. Hai presente Fabiola, quella alta e bionda, ed aveva deciso di andare a vivere con lei; quindi se ne è andata via da casa perché loro due dormono insieme da diverso tempo. Le avevo detto che per me la cosa poteva comunque rimanere com'era, che non lo consideravo un problema, ma lei ha detto che tu non avresti capito; allora ha preferito adottare questa soluzione, così tanto radicale.»

Resto veramente stupito nel sentire le sue parole e mi rendo conto che ora mi tornano tanti atteggiamenti di mia madre, di certe sue molteplici confidenze con quell'amica.

«Io non avrei avuto nessun problema a veder mamma limonare con la sua amica!»

Rispondo a mia volta. Papà mi sorride e mi dice che, probabilmente, era la sua amica che si sentiva fuori posto dinanzi a noi. Da questo momento in poi, tra noi due si è stabilita una forte complicità e, insieme, passiamo dei momenti veramente unici; quando abbiamo avuto l'occasione di allontanarci dalla città e lavorare in altri ambienti, non abbiamo smesso di divertirci assieme a Francesco e Antonio, oltre anche altre persone conosciute nel tempo; però la cosa bella è che ho anche trovato una fidanzata che, quando ha scoperto che ero bisex, non solo ne è rimasta fortemente entusiasta, ma si è masturbata quasi a consumarsi le dita, una sera che, ha visto noi due scopare insieme, e sono certo che prima o poi finirà che vorrà essere scopata da noi due assieme. 

 

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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