«Ragazzi, che ne dite di giocare un po' fra noi adesso? Non mi trovate più attraente? Sono così vecchia?»
Mi sento quanto mai stupida, perché Luca non muove un muscolo e Carlo cerca di non guardare verso di me; io che mi sono offerta così, senza capire che loro o mi considerano ubriaca o ricordano la sera del capodanno di tanti anni addietro, e solo allora mi rendo conto che ho fatto lo stesso casino di Luca quella sera. Dopo un momento di imbarazzante silenzio, Luca viene verso di me, mentre io mi giro e scoppio a piangere, come una scema.
«Tranquilla, piccola, andiamo in albergo, tanto per questa sera hai bevuto un po’ troppo e credo che, se Carlo vorrà fare due passi, sarà meglio che noi andiamo in camera».
Mi stringe a sé ed io piango sulle sue spalle, mentre sento il braccio di Carlo che mi cinge il fianco e mi sorregge.
«Andiamo a letto, che, per oggi, ci siamo divertiti abbastanza e domani sera sarà una notte molto lunga».
Non parlo più, fino al mattino dopo, quando mi sveglio con un bel mal di testa. Luca è in bagno e Carlo, invece, è disteso accanto a me, nudo come sempre. Mi guarda e mi sorride.
«Spero che la sbornia ti abbia lasciato solo un lieve mal di testa. Capita a tutti di sbagliare e tu, ieri sera, non eri in condizioni di ragionare lucidamente».
Arriva Luca e mi chiede se mi è passata, poi, fatta colazione, ce ne andiamo in spiaggia. Stesso posto e stessa gente nuda. Carlo intrattiene una conversazione con una signora e io vedo Luca che mi guarda un po’ preoccupato. Mi alzo e vado verso il mare: ho voglia di un bagno, lui mi segue. Vorrei spiegargli tante cose, ma lui mi abbraccia e mi bacia. Mi stringe a sé e sento premere il suo sesso duro contro il mio corpo, lo guardo e lo bacio, con tutta la passione del mondo.
«Ti voglio. Ho voglia di essere tua».
Lui mi guarda e annuisce.
«Pensavo che ieri sera avevi voglia di altro. Mi era sembrato che tu ti stessi offrendo ad entrambi e questo non lo capisco. Mi son detto che eri ubriaca e allora ho lasciato perdere, quindi adesso sono confuso».
Mi tuffo in acqua e non gli rispondo. Psicologicamente sono a terra e mi sento una stupida. Il pomeriggio ce ne torniamo in camera per riposare e poi prepararci per la serata. Ho visto Carlo e Luca parlare molto e smettere quando mi avvicinavo. Sono convinta che hanno parlato del fatto increscioso della sera prima e allora mi sento ancora più a disagio, ma cerco di non darlo a vedere. Sembra che il capodanno passato fra noi tre, debba essere sempre un disastro. A cena Carlo lancia l’idea di andare a fare il bagno a mezzanotte sulla spiaggia. Luca mi guarda, leggo nei suoi occhi quasi una supplica, e accetto. Non ho ben capito cosa vogliono fare, ma sarà sempre meglio di quello che ho fatto io. Ceniamo e poi, quando è quasi mezzanotte, con una bottiglia di spumante in mano stendiamo i nostri teli sulle sdraie, dove abbiamo preso il sole nudi tutto il giorno. Vedo gli sguardi di Luca e Carlo che sembrano diversi: mi sembra che sia scattata una certa complicità e, una volta fatto il brindisi, andiamo in acqua a festeggiare e, nel buio della notte, loro mi stringono insieme, Luca davanti e Carlo dietro. Sento premere i loro sessi duri contro di me e la voglia di godere mi spinge a baciarli entrambi. Un bacio lungo, carico di passione sia con uno che con l’altro. Le parole non servono più, torniamo a riva e, presi i nostri teli, affrontiamo la duna. Saliti sulla sommità, mi trovo di nuovo stretta fra loro e adesso ho capito. Si sono accordati per scoparmi insieme e decido che sarò la più troia che mai abbia goduto in questo posto. Prendo il cazzo di Luca in bocca, mentre Carlo mi succhia la fica e mi masturba con determinazione. Sento una vera ondata di piacere scorrere lungo il mio corpo e poi, quando sto per godere, lui si ferma e resta, per un interminabile momento, immobile. Pazzesco! Mi sento quasi morire e poi riprende a succhiarmi il clito; mi infila le dita in culo e fica e le muove velocemente, ruotandole dentro di me. Godo, urlo e godo con tutta la voce che ho in corpo. Scarico tutta la tensione che avevo accumulato in quel grido e godo. Adesso sì, che mi sento troia! D'improvviso sento un fiotto di piacere uscire dal mio corpo e mi rendo conto che sto squirtando!! Mi ha fatto SQUIRTARE! Mi ha raccontato tante volte che era capace di far godere una donna fino a quel punto, e adesso lo sto provando. Lo stacco dal mio corpo, lo bacio in bocca e succhio tutto il mio piacere che gli ricopre il viso. Luca è rimasto sbalordito e poi si mette in mezzo alle mie gambe e mi scopa, come una furia scatenata. Godo sotto i suoi colpi e faccio mettere Carlo più vicino in modo da poter succhiare il suo cazzo che è durissimo.
Luca mi afferra e si stende supino; mi fa mettere a cavalcioni e mi scopa dal basso, lasciando libero il mio culo, che Carlo non perde tempo e lubrifica.
Li incito a farmi impazzire. Carlo si inginocchia dietro di me e mi incula di brutto. Lo sento entrare e slargare il mio buchetto, che lo riceve tutto e poi mi scopano forte, tutti e due e io godo un orgasmo dopo l’altro, mentre li incito e loro mi trattano da vera troia, proprio come desideravo esser trattata questa sera.
«Certo che ti sfondiamo! Senti come ti spacco il culo? Lo senti? Ti facciamo impazzire e ti copriamo di sborra! Godi vacca!»
Alle sue parole fanno eco quelle di Luca.
«Bravo, Carlo, sfondale il culo a questa troia, che ieri sera la offriva ai primi due bastardi che ha incontrato sulla passeggiata. Dai facciamola impazzire tanto da farla sentire una vera puttana».
Sentire che Luca ha inventato anche una fantasia sul mio disastro della sera precedente, mi fa adorare questo uomo e mi eccita ancor più. Godo così tanto che credo quasi di svenire, poi essi decidono di darsi il cambio e mi rigirano. Luca entra nel mio culo, bello aperto da Carlo, che ora mi scopa in fica e si ricomincia la giostra del piacere. Godo ancora e li incito a riempirmi di sborra. Tremo e godo, mentre loro mi pompano velocemente. Mi scopano e sfondano cambiando spesso posizione. Uno in culo, l’altro in bocca o entrambi in culo e fica e poi, quasi allo stesso momento, li sento esplodere dentro di me. Carlo mi sbatte la fica come un toro impazzito e poi sento che me la riempie di sborra bollente. Restano immobili dentro di me, mentre io lascio sbollire i fremiti che ancora scuotono il mio corpo; poi li faccio sfilare e me li porto alla bocca; li lecco e succhio entrambi, poi li bacio in bocca e nessuno dei due si sottrae a questo piacere. Prendiamo i nostri teli e scendiamo dalla duna e andiamo in mare, dove loro mi stringono e giocano con me. Sono al settimo cielo. Ho di nuovo sentito i miei maschi dentro di me e non avrei voluto niente altro che loro; con la loro esperienza e bravura mi hanno di nuovo fatto sentire che sono la loro troia e questo era quello che, in fondo, desideravo per davvero.
Quando rientriamo in camera sono quasi le quattro del mattino. Ci mettiamo stesi sul letto e ci addormentiamo così. La mattina dopo, quando apro gli occhi, sono le dodici passate. Carlo è in bagno, mentre Luca dorme accanto a me. Lo guardo e poi gli succhio il cazzo, e lui si sveglia. Lo bacio, lo amo.
«Buon giorno, amore, e buon anno. Ti amo e voglio chiederti scusa per i casini che ho fatto e voglio anche ringraziarti per quello che è successo questa notte, è stato meraviglioso».
Lui mi guarda, mi sorride e mi stringe a sé!
«Veramente non so di che parli. Io conosco una bella donna che non vuole più trasgredire in compagnia, ma solo in coppia, quindi sei sicura che eri con me?»
Lo guardo e poi lui mi abbraccia, mi bacia e mi dice che lo aveva capito che volevo di nuovo essere la sua troia, ma quella sera in cui ero ubriaca, non è sembrato giusto, a nessuno dei due, approfittare. Così avevano deciso che, se questa sera si fosse presentata l’occasione, non se la sarebbero lasciata scappare. Entra Carlo e mi da un bacio; mi fa gli auguri e mi chiede se va tutto bene. Sono felice e andiamo a fare colazione, che poi è meglio dire un pranzo, e poi al mare. Distesi sui lettini loro si addormentano, mentre io vado verso il mare e passo fra la gente che mi osserva, mi giro e vedo i miei due maschi e mi sento fiera: noi siamo in tre, ancora in tre e sempre in tre, il futuro è ancora nostro.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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