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Erotika
Una splendida amicizia. Il momento della verità.
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Racconto14 min di lettura

Una splendida amicizia. Il momento della verità.

Pensavo che ieri sera avevi voglia di altro. Mi era sembrato che tu ti stessi offrendo ad entrambi e questo non lo capisco...

pennabianca
1 anno fa · 841 letture · 0

Poi una mattina ti svegli e scopri che, fra pochi giorni, avrai sessant'anni. Accidenti che botta! Mi sono guardata allo specchio e, anche se dicono che ne dimostro 10 di meno, ha cercato nell'immagine tutti i punti di cedimento del mio corpo. L'ho esplorato centimetro per centimetro. Ho visto il seno che, adesso, è una terza, ma ancora sta su bene, perché abbastanza sodo, il culo anch'e tonico e le gambe senza un filo di cellulite, solo la pancia mi sembra un po' più gonfia, ma nell’ insieme, potrei ritenermi soddisfatta anche se non è così. Ho ripensato a tutte le volte che questo corpo È stato oggetto dei desideri dei maschi che mi hanno, velatamente o più esplicitamente, fatto delle proposte di scopate extraconiugali. Non sto pensare a tutte, ma quelle più significative, come il collega che avrà intorno ai 35 anni e mi aspetta, tutte le mattine, davanti alla macchinetta del caffè e gli si legge in faccia, che mi scoperebbe come se non ci fosse un domani: ma... Potrebbe essere mio figlio. No, dentro di me, voglio essere sicura di piacere ancora ad un uomo, e non già ad uno sbarbatello. Dentro la mia testa hanno preso forma una serie di domande che, quando le ho sentite per la prima volta, le ho ignorate, poi si sono ripresentate sempre più spesso il giorno del mio compleanno erano già pronte a governare le mie paure, timori, ed ho avuto paura delle risposte.

Quanto sono capace di eccitare ancora un maschio? Sono da buttare? Sono in grado di invogliare un maschio, che non sia mio marito, a scoparmi? Il giorno del compleanno mi hanno fatto una festa bellissima. Amici parenti e tanti regali. C'era anche Carlo, e l'unico che lo ha guardato, a debita distanza, è stato Rino, che ancora non ha digerito quanto era successo anni prima. Carlo mi ha regalato un bracciale, e due orecchini bellissimi, e quando mi ha dato il regalo, mi ha detto di tenermi libera dal 27 Dicembre al cinque Gennaio, perché ha in mente un viaggio in un posto caldo. Ho guardato Luca, che, invero si è messo a ridere perché già sapeva tutto. Mancano appena due mesi alla fine dell'anno e io, dopo il compleanno, ho sentito sempre più forte il desiderio di tornare alla trasgressione di una volta, anche perché devo scoprire se sono una donna ancora capace di eccitare un maschio. Dentro di me questo pensiero presso sempre più forma e neanche la notizia che ho avuto pochi giorni dopo il mio compleanno che, se volevo, dal primo Gennaio potevo andare in pensione, me lo ha fatto abbandonare, anzi lo ha accentuato ancora di più. Così ho ricominciato a scopare con Luca, tornando a mettere in bocca due dita, a fantasticare la presenza di un altro maschio. Lui ho notato, perché ho avvertito il suo cazzo gonfiarsi scoparmi con più passione, e sono sicura che ha capito questo mio desiderio. Dire a tuo marito cui, per anni, hai vietato di coinvolgere altre persone, che adesso vorresti essere di nuovo troia, in mezzo a due maschi come minimo, non è facile. Un bel dilemma, quello di ogni giorno che si avvicina sempre di più all'ennesimo Capodanno, che mi rendeva più nervosa. Inquieta è tesa, faccio le valige per questo viaggio che ho scoperto ci porterà a Maspalomas, un posto dove io e Luca, siamo stati lo scorso anno per i suoi sessant'anni, ma che invece Carlo non ho mai visto. Le preparo mettendoci dentro tutto: abiti leggeri, sexy e scarpe con tacchi alti, nonché altre cosine, che possono tornare utili. Dopo un volo di alcune ora arriviamo che sono già le ventitré e, preso possesso del nostro miniappartamento che oltre alla nostra camera, dove vi è un letto matrimoniale un letto singolo, ma noi tre decidiamo di dormire tutti insieme nel matrimoniale in quanto non è mai stato un problema trovarmi tra loro due. Fa caldo e ci troviamo a stare nudi distesi vicini. Loro, stanchi per il viaggio, si addormentano subito, mentre io inseguo i miei pensieri, le mie inquietudini e dentro di me prende forma il piano per verificare se sono ancora appetibile. Al mattino dopo una bella colazione, ce ne andiamo al mare. Il posto è stupendo, e ci dirigiamo verso una zona dove si affittano ombrelloni e sdraie. Mi distendo nuda e osservo la gente che mi circonda. Coppie più o meno della stessa età, qualche donna più giovane è oggetto delle attenzioni di alcuni singoli, che però, vedo, indugiano con lo sguardo anche sul mio corpo. Sono lusingata e, nello stesso tempo, inquieta. Sono sicura che Luca non mi farà di certo, nessuna proposta circa il giocare con alcuni di essi, fin troppo memore di un certo capodanno, e, da allora, ha sempre tenuto ad evitare che potessi essere infastidita e altrettanto Carlo, che ha molte occasioni per dedicarsi alle donne che gli aprono volentieri le cosce e si offrono al suo sguardo quando indugia su di loro. Dopo pranzo, ci spostiamo fra le dune, alla ricerca di un posto un po' più fresco e ombreggiato. Molte coppie hanno fatto la stessa cosa, ma, in realtà, il loro scopo era quello di appartarsi con i singoli che hanno eccitato per tutta la mattina. Girando fra i cespugli e le palme, vedo una donna che è alle prese con tre maschi, che la fanno godere mentre il marito filma e fotografa con molta cura. Passiamo più avanti ci troviamo due coppie che giocano fra loro, sembrano quasi infastidite e ci allontaniamo subito, e mi ritrovo davanti a due femmine che si stanno baciando. Quando vedono che ho due maschi con me, mi fanno cenno di unirmi a loro, ma declino l'offerta: non ho voglia di un gioco lesbico, ho voglia di scopare. Sempre più inquieta troviamo un piccolo spiazzo, all'ombra di due palme, e li stendiamo i nostri teli e ci mettiamo a riposare. Mi sarei aspettata che almeno Luca avesse provato a farmi anche solo una carezza, ma rimane disteso e si rilassa e si addormenta, seguito da Carlo, mentre io la fica in fiamme e non riesco a calmarmi. Poco dopo si avvicinano due ragazzi giovani, ci osservano, e quando vedono che i miei maschi dormono, uno di loro si avvicina e mi mostra il suo cazzo duro e si sega, facendomi capire che, se voglio, lui mi scopa volentieri. Mi rendo conto che non mi interessa. Ho bisogno di giocare con un maschio esperto, che mi faccia impazzire e non un torello che arriva mi scopava via. Voglio di più, e lo voglio esperto e duro da far godere. Stizzita di mi giro e li ignoro. Cazzo! Poi mi assopisco e vengo svegliata da Luca, che mi fa notare che il sole è girato, e adesso non siamo più all'ombra, quindi è meglio tornare in spiaggia dove restiamo fino al tramonto. Tornati in camera e fatta una bella doccia, mi vesto sexy per andare a cena. La serata la passiamo in giro per i locali, dove ci divertiamo a vedere i vari cabaret e, alla fine, andiamo a letto molto tardi e mi ritrovo di nuovo nuda in mezzo a due maschi nudi, che non mi considerano una donna da scopare. Il giorno dopo, mentre Carlo passeggia fra le dune in cerca della pura trasgressione che si consuma dietro ogni cespuglio, cerco di far capire a Luca che vorrei vivere un po’ di trasgressione, ma non trovo le parole giuste e, alla fine lui è più confuso che mai. La sera Carlo va in un prive', mentre noi, che abitualmente non li frequentiamo, la passiamo a passeggiare, poi ce ne torniamo in camera, dove Luca mi scopa e mi fa godere. Dentro di me, non mi sento soddisfatta: vorrei di più e non trovo il modo, per sia per averlo che per comunicarglielo.

La mattina del trenta, Carlo resta a dormire fino a tardi, mentre noi ce ne andiamo al mare. La giornata è bella, sento il sole sulla pelle e la voglia di giocare mi prende, ma devo limitarmi, perché quando Luca se ne rende conto, mi guarda indeciso. La cosa che mi fa rabbia è che non trovo le parole per fargli capire che adesso vorrei essere troia, come un tempo. Sembra assurdo, ma ho paura di osare; io, che nella vita non mi sono mai tirata indietro, adesso ho paura di ferire mio marito. Nel pomeriggio ci raggiunge Carlo e ci racconta della sua serata al prive', dove ha fatto impazzire una bella troia, solo con mani e lingua e, alla fine, lei gli ha propinato un bel pompino. Dentro di me, avverto uno strano senso di disagio, vorrei esser io la troia di loro due e capisco che devo far qualcosa. Appena fatta la doccia, ci prepariamo per uscire a cena, come tutte le sere. Decido per un abbigliamento molto provocante. Spero che, mettendo una gonna con un bello spacco laterale, posso provare a stuzzicare almeno Luca. Al ristorante, invece, faccio un mezzo casino con un vinello fresco, che va giù benissimo, ma che poi mi rende quasi ubriaca.

Quando usciamo loro vorrebbero proseguire la serata in uno dei centri commerciali, ma io li convinco ad andare verso la passeggiata, che porta verso le dune. Sebbene siano abbastanza riluttanti, mi accontentano e, quando ci troviamo a metà della passeggiata, in un punto un po’ appartato, loro se ne stanno appoggiati al muro, mentre io sono appoggiata alla balaustra e lì, davanti a loro, faccio la cazzata delle cazzate. Sollevo la gamba e la coscia si scopre; la gonna sale e mette in mostra la mia fica nuda. Loro si guardano e restano basiti. Li guardo con occhi languidi e dalla mia bocca escono parole che non avrei dovuto dire.

Prima di andare avanti…

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