«Oh, Elena, quanto mi sei mancata! Ti giuro, avrei voluto averti con me per scaricare un po' la tensione. Ne sono stato molto dispiaciuto e puoi chiedermi qualsiasi cosa per farmi perdonare!»
Ho ingoiato una ingente quantità di sbroda, che mi ha riversato in bocca e poi mi son sollevata e mi son piegata sulla scrivania; benché fosse appena venuto, il suo membro era ancora perfettamente in tiro. Mi ha penetrato con forza in ogni buco e, quando era di nuovo prossimo a venire, mi son girata e gli ho chiesto se desiderasse di nuovo sborrarmi in bocca, perché mi era mancata troppo la sua crema. Dopo essersi ben svuotato nella mia bocca, mi ha guardato e, sorridendo, mi ha chiesto com'era stato passare qualche giorno senza di lui; l'ho guardato per un attimo e gli ho detto che era come se il mondo si fosse fermato. Mi ha sorriso e mi ha detto una cosa che mi ha fatto impazzire.
«Elena, ho 50 anni e sono separato da oltre 20. Ho due figli, un maschio ed una femmina, che vivono ormai per conto loro; ti giuro che tu sei la persona, dopo mia madre, cui tengo di più. In un certo senso, mi sei entrata nel sangue e, qualche volta, mi sento in colpa, perché ti costringo a tradire tuo marito.»
Mentre parlava e diceva queste cose, gli ho messo una mano davanti la bocca per farlo star zitto.
«Mi fa immensamente piacere quello che hai detto, ma su di una cosa non devi assolutamente avere nessun senso di colpa. Marco, mio marito, è perfettamente al corrente del fatto che tu mi scopi, anzi, la cosa lo eccita in una maniera così forte che, ogni volta, quando vado a casa, vuole sapere per filo e per segno come e quanto mi hai scopato.»
Mi ha guardato veramente incredulo.
«Ma dai? Dici sul serio? Fatico a crederci!»
L'ho guardato con aria molto determinata.
«Hai detto che sei separato, quindi non hai problemi a uscir la sera; allora, questa sera, vieni a cena a casa mia! Potrai constatare con i tuoi occhi che quello che ti ho appena detto è la verità!»
Lui ci ha solo riflettuto un attimo e poi ha fatto una controproposta.
«Non voglio che ti metti a cucinare, perciò questa sera ci vediamo a cena al ristorante quello in centro vicino al palazzo del comnue, dove sarete ospiti tu e tuo marito!»
Naturalmente ho accettato! Puntuali io e Marco ci siamo presentati al ristorante ed il mio outfit era semplicemente da sballo: minigonna nera a metà coscia, top nero con un piccolo spacco davanti a forma di cuore, autoreggenti nere con la riga, scarpe décolleté nere, con il tacco dorato da 12. Rossetto e smalto hanno completato i dettagli ancora mancanti e poi, quando mi son seduta accanto a lui, per un attimo lui ha guardato Marco e, giusto il tempo di far allontanare il cameriere che ha preso le nostre ordinazioni, e subito gli ha rivolto una domanda.
«Marco, spiegami una cosa; Elena mi ha detto che tu sei consapevole che io... insomma tu sai perfettamente che io, ogni giorno, da oltre tre mesi, mi scopo tua moglie. Come riesci ad accettare tutto questo?»
Marco ha appoggiato una mano sopra la mia, mi ha sorriso e poi si è girato verso di lui.
«Perché l’amo; Elena è fatta così; lei vive quando emerge la sua indole da troia e, se per un qualsiasi motivo, viene bloccata questa sua peculiarità, per lei è la fine: è come se l'avessero uccisa. Lei è fatta così e non può vivere diversamente. Ha bisogno di me, che la faccio sentire amata e coccolata, felice e tranquilla. Però ha anche bisogno di te. Tu la fai sentir troia, puttana, usata e riempita a tuo piacimento, e questo completa ogni sua aspettativa: il suo desiderio è sentirsi troia. Amo troppo questa donna per impedirle di fare emergere questa sua particolare caratteristica del suo carattere. Massimo, devi capire che lei ha bisogno di entrambi! In questi giorni che tu non c’eri, lei era come spenta, stordita, come se qualcuno le avesse tolto la voglia di vivere!»
Massimo ci ha guardati affascinato.
«Ragazzi, siete semplicemente straordinari! Sono immensamente felice di sapere che non sto facendo qualcosa che possa rendervi infelici e, Marco, tu, in questo momento, mi hai fatto capire esattamente di quale natura è il sentimento che provi per lei! Ti sembrerà strano, ma anch'io, a modo mio, amo il suo modo di esser troia, puttana con me e questo mi manda in delirio. Scopare con lei, non è mai la stessa cosa per due volte di seguito! Ogni volta è qualcosa di nuovo, di diverso, di unico, e questo l'ho scoperto in questi giorni, che le sono stato lontano! Ragazzi, noi siamo… noi siamo legati in maniera indissolubile!»
Abbiamo trascorso il resto della serata a parlare di noi tre. Delle emozioni, delle sensazioni, del piacere provato in maniera così diversa l'uno dall'altro. Massimo ha spiegato a Marco quanto piacere prova quando mi scopa e Marco ha raccontato a Massimo, quanta emozione e quanta eccitazione gli provoca sapere che lui mi tratti da troia; io, ad un certo punto della cena, li ho guardati tutti e due; mi son alzata in piedi ed ho chiesto loro quale casa preferivano per portare a termine la serata. Siamo finiti a casa nostra, che era la più vicina e Massimo mi ha scopato per tutta la notte, insieme a Marco, anche se, in più di un'occasione, mio marito è stato a guardare mentre lui mi riempiva e sfondava ogni buco. Da allora continuo a farmi scopare da lui in pausa pranzo e, diversi giorni della settimana, li passiamo tutti e tre insieme, perché la mia indole da troia ha bisogno di esser soddisfatta giorno per giorno.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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