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Un gioco a tre con il prete.
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Un gioco a tre con il prete.

Ci vorrebbe una persona seria, molto riservata, oppure uno come lei: un prete!

pennabianca
1 anno fa · 4.895 parole · 22 min
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«Perché, fin da piccola, mi hanno insegnato che il sesso al di fuori del matrimonio era peccato! Quando ho conosciuto Antonio, mi son fidanzata con lui e, fino alla prima notte di nozze, non avevo mai visto il suo membro! Sapevo che dovevo far semplicemente la moglie e mia madre mi aveva detto che, quando gli uomini vogliono "fare “, bisogna lasciarli fare! Quella notte, Antonio voleva fare e io, come sposa novella, ho chiuso gli occhi e l'ho lasciato fare!  Ho sentito un lieve dolore, poi lui ha preso a muoversi molto freneticamente e, poco dopo, ho sentito un'ondata di calore che mi ha riempito; lui mi ha dato un bacio e si è girato dall'altra parte; così è stata la mia prima notte di nozze. Negli anni a seguire, non è cambiato niente. Dopo son rimasta incinta e poiché avevo problemi con il ciclo mestruale, la dottoressa mi ha consigliato di usare la pillola, e così, questa sera, sei stato fortunato a non ingravidarmi. Paolo, io tutto questo che ho fatto con te stasera, non sapevo nemmeno che esistesse. Sono sempre vissuta in paese, lavoro in paese, credo che questa sia la prima volta che faccio una cosa del genere.»

Mi ha guardato alquanto stupito e poi ho ripreso il suo membro in bocca ed ho sentito il sapore dei miei fluidi, trovandoli davvero molto buoni. Ho ripreso a infilarlo su e giù per la gola, come avevo fatto prima e, questa volta, mi è piaciuto ancor di più, perché, all'inizio scivolava molto bene, ma poi è cominciato a crescere e questo mi ha fatto realmente sentire orgogliosa di me, perché mi stavo veramente comportando come quella che lui aveva definito "bocchinara". Quando è diventato ben duro, me lo sono tolto di bocca e l'ho guardato in faccia, sorridendo.

«Allora sono davvero una "bocchinara"?»

Lui ha sorriso e poi mi ha dato un bacio.

«Sì, che lo sei! Con un po' di allenamento, diventerai una splendida bocchinara! Ma non finisce qui! Questa notte voglio fare di te una vera troia!»

Sentirmi affibbiare anche questo termine, mi ha fatto tremare e, nello stesso tempo, eccitare molto. Dentro di me mi piaceva molto l'idea di esser la sua troia! Mi ha fatto inginocchiare e poi si è posizionato dietro di me; me lo ha spinto di nuovo dentro, con forza. Ad ogni colpo che mi dava, sentivo gli schizzi di sperma che esondavano dalla mia vagina e colavano lungo le mie gambe. Mi ha pompato ancora facendomi godere e poi, si è tirato un attimo indietro ed ha poggiato la punta del suo membro contro il mio buchetto: mi son girata sorpresa e l'ho guardato stupita.

«Ma non vorrai… Paolo, Io non l'ho mai fatto!»

Mi ha guardato e mi ha detto di rilassarmi, di spingere come se dovessi defecare ed evitare di stringere i muscoli, qualora avessi sentito un po' di dolore. Ha preso a spingere e, all'inizio, sembrava non voler entrare, così lui ha bagnato un dito dentro la mia vagina, ancora ricolma del suo seme, ne ha spalmate un po' sul mio buchetto ed ha infilato il dito dentro.  Era una sensazione strana sentire quel dito nel mio sedere e la cosa non mi dava per niente fastidio. Ha continuato a muovere il dito avanti e indietro, poi ha infilato di nuovo il membro della mia vagina e, dopo averlo infarcito per bene dei miei umori, lo ho appoggiato di nuovo sul buchetto; con una spinta un po' più decisa, l'ho sentito entrare; per un attimo ho provato anche un po' di dolore.

«Ahi, Paolo, fa piano! Aspetta, non muoverti; resta un attimo fermo!»

È rimasto immobile ed ha allungato una mano, prendendo a masturbarmi davanti; questa duplice sensazione mi ha sconvolto così tanto che, mentre lui continuava a farlo, senza rendermene conto, ho sentito il suo corpo aderire al mio.

«Accidenti! Me l'hai infilato tutto dentro! Non so come hai fatto, però mi piace! Muoviti piano, che brucia un po’; però è bello, mi piace!»

Lui ha preso la mia mano e l'ha piazzata dinanzi alla mia patatina.

«Tu continua a toccarti e potrai sentire quanto piacere proverai!»

Ho preso a masturbarmi, mentre lui ha iniziato a pompare il mio culetto sempre più forte; ho avuto due orgasmi davvero potenti. Al terzo, mentre godevo, ho sentito lui che è rimasto immobile dentro di me e, subito dopo, un'autentica lava mi ha riempito l'intestino.

«Maria è magnifico sborrare nel tuo culo! È bellissimo sentirlo così caldo e accogliente! Maria ti ho iniziato ad una nuova fonte di piacere: il culo!»

Non so esattamente se sia stato il piacere che sentivo nel farmi riempire il culo o le parole che mi diceva, sta di fatto che ho avuto un altro orgasmo da sballo. Siamo rimasti abbracciati, sdraiati di lato e, lentamente, ho sentito il suo membro che scivolava fuori dal mio buchetto; così son corsa in bagno. Mi sono data una profonda lavata e poi son tornata in camera; mi son vestita e l'ho salutato con un bacio. La mattina seguente e, per tutto il resto del viaggio di ritorno, ho indossato un paio di occhialoni neri; non volevo si potessero notare le occhiaie che avrebbero tradito le godurie cui ero stata sottoposta, ma anche per non incontrare i suoi eventuali sguardi. Non avevo certo gli occhi di una donna che aveva fatto sonni tranquilli. Per circa una decina di giorni, volutamente, l’ho ignorato, ma non son potuta sfuggire al suo sguardo, la sera che hanno organizzato la cena a felice conclusione del pellegrinaggio. Per l'occasione era presente anche mio marito e mio figlio. A tavola, eravamo seduti vicino a lui ed ho visto che con mio marito ha parlato di tante cose, soprattutto del fatto che ero stata molto preziosa ad aiutarlo per tutto il viaggio. Mio marito non faceva mistero di quanto fosse contento ed orgoglioso di me e, così, alcune sere dopo, lo ha invitato a cena a casa nostra, in assenza di mio figlio Luca, che era a casa di un suo amichetto, per un pigiama party. Mi sono ritrovata a tavola insieme a lui e non so come il discorso è finito sul sesso. Stranamente mio marito era particolarmente curioso di conoscere alcune pratiche sessuali, di cui aveva sentito parlare.

«Deve sapere, reverendo, che mi è stato riferito che, in città, la gente ha come conquistato più libertà e disinibizione. Qualcuno, addirittura, mi ha raccontato una cosa che stento a credere. Mi hanno detto che ci sono mariti che si mettono a guardare le loro mogli, mentre fanno sesso con un altro! Cosa vuole: penso che sia una cosa di pura follia!»

Ho guardato mio marito allibita!

«Antonio! Antonio, ma hai bevuto?»

Quello che mi ha stupito di più è stata proprio la reazione di Don Paolo.

«No, Maria, lascialo parlare! Ho sentito anch'io parlare di queste cose; non avendo una moglie, vorrei chiedere ad Antonio che cosa ne pensa? Voglio dire, tu…»

La risposta di Antonio mi ha lasciato senza parole.

«Vede, reverendo, potrebbe esser anche interessante, ma la vera questione è con chi puoi permetterti di fare certe cose? Qualunque maschio che si porti a letto tua moglie, di sicuro andrebbe in giro a sbandierarlo ai quattro venti. Ci vorrebbe una persona seria, molto riservata, oppure uno come lei: un prete! Di sicuro un prete non lo direbbe mai a nessuno, per tanti ovvi motivi!»

Don Paolo ha sorriso in maniera molto complice.

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