«Sbrigati a venire! Sborrami in bocca!»
Ho impugnato il mio membro e ho cominciato a segarmi velocemente, mentre lei continuava a leccare sempre la cappella; d'un tratto l'ho guardata ed ho fatto un cenno con il capo; lei ha aperto la bocca e io ho appoggiato sulle sue labbra la punta del mio membro; le ho scaricato in bocca tre belle schizzate di sbroda, che lei ha raccolto doviziosamente in bocca e l'ha ingoiata, senza perderne una sola goccia. Ripulito alla perfezione, ho voltato lo sguardo verso il futuro sposo, vedendolo tornare verso di noi; così ho rimesso il membro dentro i pantaloni e mi son seduto accanto a lei, fingendo di stare a guardare le foto appena scattate. Come lui è tornato, siamo risaliti dagli scalini e subito lui si è quasi avventato contro di noi.
«Giulia, non posso star qui a perder tempo e fare queste cazzate! Devo tornare in cantiere! Se proprio a te fa piacere, resta tu qui con lui a far tutte le foto che vuoi e poi penserà lui a riportarti a casa. Io me ne devo andare!»
Senza aggiungere altro, si è girato e se n'è andato di gran carriera; una volta salito in auto, ha persino fatto sgommare le ruote dalla troppa fretta che aveva. Giulia mi ha guardato un attimo, senza dir niente ed allora io le ho detto di venir con me. Siamo saliti in auto, abbiamo costeggiato un po' il lago, fino ad un certo punto, dove io ho imboccato una strada di terra battuta, che portava fino alla riva del lago in un piccolo piazzale, contornato da alberi; lì c'erano anche delle pietre piatte, messe apposta per far i picnic. Ho fermato la macchina sotto le piante, l'ho fatta scendere e, sfruttando la luce del tramonto, ho iniziato a scattarle delle foto, una più bella dell'altra. Tra una foto e l'altra, le ho suggerito di spogliarsi nuda e lei mi ha regalato il più bel strip-tease che abbia mai visto. Quando il sole stava per sparire dietro le colline del lago, lei stava sdraiata sopra una pietra e, dopo averla immortalata in alcune foto, veramente belle quanto erotiche, mi son avvicinato a lei, che, immediatamente, mi ha aperto i pantaloni slacciando la cintura e me li ha fatti calare fino alle caviglie, poi ha di nuovo preso a succhiare il mio membro, che è tornato subito ben duro; dopo di che mi ha attirato tra le sue cosce ed ha indirizzato il mio membro direttamente dentro la sua vagina.
«Mi devi scopare! Scopami forte, perché ho una voglia pazzesca! Sono mesi che con quel coglione del mio futuro marito non faccio una scopata come si deve!»
Son scivolato dentro di lei ed ho sentito quella magnifica fighetta alquanto stretta; le pareti si aprivano al passaggio del mio grosso membro. Ho cominciato a scoparla veramente con gusto e lei è venuta per due volte, in rapida successione.
«Così! Così, mi piace tanto! Continua che io... continua che… OOOOHH! Vengo!»
La seconda volta che è venuta, mi ha abbracciato forte e mi ha baciato, poi, l'ho sollevata e mi son seduto al suo posto; lei si è ritrovata sopra di me con il mio cazzo piantato nel ventre e le sue gambe distese dietro i miei reni. Ha preso a scoparmi semplicemente ondeggiando avanti e indietro ed ha raggiunto altri due orgasmi molto forti e intensi; nello stesso tempo, io avevo fatto cadere le spalline del vestito e mi son divertito a torturare i suoi capezzoli. Mentre il suo corpo tremava scosso da un altro orgasmo, lei si è sdraiata su di me e la sua bocca si è unita alla mia, in un bacio sconvolgente. La sua lingua si è introdotta nella mia bocca, come un demone scatenato, ed ha intrecciato una vera danza erotica con la mia. Poi ha preso a mordermi le labbra, il mento, mentre mi scopava sempre più velocemente, fino a rendermi conto che ero prossimo a venire.
«Giulia, cambiamo posizione! Giulia, se non cambiamo posizione, non potrò uscire da te…»
Lei si è fermata per un attimo a guardarmi, mentre continuava a muovere il suo corpo avanti e indietro con il mio cazzo dentro di sé.
«E chi ti dice che io voglia che tu esca! Vienimi dentro! Voglio sentir il tuo seme che scalda il mio ventre! Dai, fammi godere ancora, riempiendomi.»
Ha continuato ad oscillare sopra di me fin quando non è arrivata ad un ennesimo orgasmo e, allora, ha stretto le gambe intorno al mio corpo, mentre io iniziavo a scaricarle dentro densi fiotti di sborra! Siamo rimasti abbracciati per un lungo istante, poi lei si è sollevata; ho preso dei fazzolettini dalla macchina e le ho restituito le mutandine, così siamo tornati in città. Durante tutto il viaggio è rimasta in silenzio con il volto rivolto verso il finestrino della macchina, quasi avesse paura di incrociare il mio sguardo. Quando siamo quasi arrivati in prossimità della sua abitazione, lei si è girata verso di me e, con una voce calma ma determinata, mi ha fatto una precisa richiesta.
«Domenica mattina, ci sarai anche tu a far le foto, vero?»
Le ho confermato che ero io a fare il servizio fotografico, mentre mio cugino si sarebbe occupato del filmino. Le ho detto che sarei passato prima a casa dello sposo e poi sarei andato da lei e, se le era possibile, mi sarebbe piaciuto poterla immortalare durante la preparazione, prima di indossare l'abito da sposa. Mi ha sorriso ed ha aggiunto di far in fretta dal cornuto, perché sarebbe stata lì ad aspettare me! La domenica mattina presto, mi son recato a casa dello sposo. Era veramente sconvolto! Ma non per il matrimonio, quanto per il fatto che non poteva esser in cantiere con i suoi operai, che lavoravano anche di domenica pur di finire il lavoro in tempo. Per far solo una decina di foto, ho dovuto aspettare che rispondesse come minimo a quattro telefonate e poi, ho preso il suo cellulare, e l'ho messo in tasca, dicendogli che doveva fare esattamente quello che volevo io, se voleva che glielo restituissi, altrimenti glielo avrei buttato nel cesso! È rimasto più stupito dalla mia reazione che dal fatto che doveva far le foto, così, pazientemente, mi ha dato ascolto e poi, ho preso e me ne sono andato. Quando sono arrivato a casa di Giulia, son entrato in camera sua e c'era sua madre e sua cugina Carla. La cugina era anche la sua estetista e le stava facendo il trucco; le ho chiesto se potevo scattare qualche foto durante la preparazione, ma, ogni volta che stavo per scattare una foto, c'era sempre qualche altro parente che entrava ed interrompeva sia il mio lavoro che quello di Carla che, ad un tratto, ha cacciato tutti fuori. Una volta chiusa la porta a chiave, si è girata verso di me e mi ha detto che ora potevo far tutto quello che volevo. Ho scattato delle belle foto e devo ammettere che anche Carla aveva il suo fascino. Giulia indossava una vestaglia di seta, che le arrivava fino al ginocchio e, in più di un'occasione, si è aperta, facendomi vedere che, sotto, indossava della bellissima lingerie bianca, con calze autoreggenti, attaccate ad un bellissimo reggicalze di pizzo. Ho visto che, volutamente, mi ha mostrato le sue cosce e, per un attimo, son rimasto sorpreso in quanto era pur presente Carla; poi, d'un tratto, Giulia si è alzata in piedi e si è messa a ridosso del letto, girata verso Carla.
