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Erotika
La prima volta con un Black. Prima parte.
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Racconto19 min di lettura

La prima volta con un Black. Prima parte.

L'irresistibile voglia del cazzo grosso.

pennabianca
1 anno fa · 1.7k letture · 1

Noto che, mentre parla, i suoi occhi indugiano sul corpo di Irene, che con fare indifferente si muove fra noi in maniera sensuale. Passano due settimane e, una sera, torno da una cena con dei colleghi che hanno festeggiato il pensionamento e vedo Irene che rientra con Amir, con un’aria strana e lui, in evidente imbarazzo, ci saluta e se ne va a letto. Dopo un momento di silenzio, mia moglie propone di andare a dormire anche noi. In camera, mentre si spoglia, noto che ha indossato un vestito leggero e un reggiseno di quelli sottilissimi, quasi invisibile, che modella il suo splendido seno ed una mutandina dello stesso tessuto, che sembra inesistente. Quando si distende accanto a me, mi spiega cosa è accaduto con Amir.

«Abbiamo cenato insieme e, come mi hai fatto notare tu, Amir non staccava lo sguardo da me. Mentre stavamo mangiando, gli ho chiesto se era contento a stare con noi».

Per un attimo lui è rimasto in silenzio, poi mi ha risposto:

«Sì, con voi sto molto bene. Siete delle belle persone e lei lo è anche di più».

Parla abbassando lo sguardo ed io ho deciso di provocarlo un po’.

«Come mai un bel ragazzo come te non ha una ragazza con cui uscire? Forse le mie connazionali hanno la vista corta? O avverti problemi di razzismo nei tuoi confronti?»

Lui ha sorriso e poi mi ha risposto subito.

«Nessun problema di razzismo, anzi, ho molti amici e amiche. Purtroppo la prima con cui ho provato ad intavolare una relazione, quando si è accorta di una mia certa peculiarità, mi ha subito lasciato e poi lo ha detto ai quattro venti, così da farmi ritrovare con ragazze che da me desideravano solo amicizia e basta».

Lo guardo e cerco di capire, ma lui se ne va in camera, quasi dispiaciuto. Lo seguo e lancio una proposta:

«Che ne dici di andare a prendere un gelato? Nonostante sia appena maggio la serata è abbastanza calda».

Lui accetta, così mi cambio e siamo andati fino al lago. Mentre passeggiavamo lungo il lago, gustando il gelato, gli ho chiesto di chiarire una cosa.

«Che informazione riservata ha sparso la ragazza?»

Lui ha dapprima esitato e poi, alla fine, ha parlato.

«Ha detto in giro che io, diciamo, sono troppo grosso e lungo».

Lo guardo e capisco perfettamente quello che vuole intendere.

«Mi dici che una ragazza ha avuto paura di un maschio molto dotato? Se è così, allora capisco perché il mondo sta andando a rotoli! Accidenti, io è una vita che mi godo uno, forse non troppo lungo, ma sicuramente molto grosso, e ti assicuro che mi piace moltissimo».

Lui non ha aggiunto altro, ma era in evidente imbarazzo dalla mia affermazione, e poi siamo tornati. Adesso sento dentro di me il desiderio di scoprire quanto sia grosso il suo membro, ma non mi va di rovinare il clima piacevole che si è creato fra di noi e, quindi, non sono in grado di decidere cosa fare.

La guardo e lei mi sorride, quasi a farsi perdonare per esser stata così audace. Mi sale sopra e sente il mio cazzo durissimo; vi s’impala sopra e prende a godere.

«Porco…Ti sei eccitato al pensiero che desidererei scoparmelo? Sei un maiale cornuto! Cazzo, mi sfondi?! Sì, sbattimi tutta…Oddio vengo!»

Trema, scossa da un rapido orgasmo e poi comincia a saltellare su e giù, sempre più velocemente, sbattendo il suo corpo contro il mio per avere un affondo del mio cazzo più forte profondo. Chiudo per un attimo gli occhi e la immagino sotto i colpi del cazzo di Amir. Avverto forte il desiderio di vivere un momento simile: la cosa mi eccita e mi fa raggiungere il piacere assieme a lei, che gode di un ulteriore orgasmo e trascina anche me nel piacere.

Le affondo dentro tutto il cazzo e poi esplodo con un orgasmo che mi svuota totalmente. Restiamo abbracciati e, lentamente, ci addormentiamo. Al mattino, mentre facciamo colazione assieme a lui, con diplomazia cerco di capire quando Amir se ne andrà.

«Quanti esami ti sono rimasti, oltre alla tesi?»

Lui guarda lei e poi me, dopo di che risponde:

«Mi è rimasto un esame che darò fra due giorni e poi la tesi. Il professore mi ha garantito che, al massimo, dovrei aver finito per la fine del mese e sono molto ansioso di ripartire. A casa le cose non vanno bene e mia madre ha bisogno del mio sostegno».

Guardo mia moglie e poi espongo la mia idea.

«Quando tutto sarà finito, ci piacerebbe festeggiare con te prima che tu parta. Ti offriremo una cena».

Lui ci sorride e ci conferma che per lui sarà un piacere. Passa una settimana e Irene è sempre più in ansia. La sera mi scopa con sempre maggior desiderio e mi chiede di prenderla anche nel culo, con molto impeto.

«Spaccami il culo! Spingilo tutto dentro! Fammi male…Sfondami!»

La chiavo molto duramente e a lei sembra non bastare mai. Poi viene il giorno che Amir discute la tesi. Un venerdì mattina, andiamo con lui in facoltà e, alla fine, si laurea riportando 110 e lode. Irene lo abbraccia e si complimenta con lui, davanti a tutti. Per l’occasione indossa un tubino elasticizzato abbastanza trasparente, che mostra, se pur velatamente, le sue forme stupende e, diversi altri studenti, le inviano occhiatine ammiccanti, ma lei sembra avere occhi solo per Amir.

«Bravissimo Amir! Lo sapevo che eri il migliore! E adesso, divertiti con i tuoi amici, poi andiamo a festeggiare e ti darò un regalo per la tua bravura».

Lui ha solo il tempo di rivolgerle uno sguardo sorridente, che i suoi amici lo trascinano nei festeggiamenti. Noi ce ne torniamo a casa e lo vediamo tornare la mattina del giorno dopo, distrutto e quasi ubriaco. Fa una rapida doccia e si infila a letto, dove resta fino alla sera, quando, verso le venti, ci raggiunge in terrazza e si scusa con noi.

«Scusatemi, ma ieri ero impresentabile. Abbiamo fatto una baldoria pazzesca. Fra scherzi, bevute e giochi assurdi, non mi sono nemmeno reso conto che era l’alba. Se volete, possiamo andare a cena, perché domani sera, alle ventuno, ho il volo per casa».

Irene impiega due minuti a prepararsi. Mai visto fare così in fretta e ci costringe ad entrare nella prima pizzeria che incontriamo. Una semplice pizza e birra e, alla fine, è impaziente di tornare a casa, per dargli il suo regalo che, dentro di me, ho già capito in cosa può consistere. Appena in casa, indica a me e ad Amir il divano, mentre lei si scusa e si assenta per un momento. Seduti in sala, io e lui ci guardiamo, e mi rendo conto che, forse, lo devo preparare a quanto sta per succedere.

«Amir, Irene intende dimostrarti la nostra felicità per il tuo ottimo risultato nello studio, di cui forse abbiamo anche noi qualche merito; credo che quanto fra poco avverrà, potrebbe metterti a disagio, ma, credimi, è il modo di Irene per dirti quanto siamo contenti di averti conosciuto e credo che, anche a te, possa fare piacere».

Ho appena finito di parlare, che Irene fa il suo ingresso ed Amir resta a bocca aperta nel vederla indossare solo una un reggiseno di pizzo nero e uno string minimale, calze autoreggenti con pizzo nero e alto e tacchi da dodici, da vera troia. Dopo un attimo che lei è rimasta immobile davanti a noi, per lasciarsi ammirare, Amir mi guarda stupito ed io gli faccio un cenno d’assenso, accompagnato da un sorriso; lui mi guarda e ricambia il sorriso. Irene viene avanti e si inginocchia davanti a noi due; io estraggo il mio cazzo già duro, imitato da Amir, che sembra gradire moltissimo quello che succede. E’ un attimo e lei li impugna e, dopo avermi baciato in bocca, li osserva stupita e poi bacia anche lui, che ricambia. Li vedo avvinghiati in un bacio carico di passione. Quando finisce, è lei che detta le regole.

«Amir, questo è il nostro modo di farti i nostri complimenti. Questa sera voglio essere la vostra troia e, in particolare, voglio essere il tuo regalo. Spero che lo apprezzerai e vorrei che restasse il più bel ricordo per tutto il tempo che sei stato con noi. Adesso, però, voglio stare più comoda e, quindi, andiamo a letto».

Si solleva e, sculettando, ci precede in camera.

Entrati la vediamo distesa sul letto nuda e, in un attimo, lo siamo anche noi e lei può finalmente vedere la splendida dotazione che ha Amir e, inutile dire che questo la lascia sorpresa.

«Amore guarda! Saranno ben oltre i venti centimetri e che circonferenza?! Mi sembra grosso quasi il doppio del tuo».

Prima di andare avanti…

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