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Mia moglie si fa scopare dal suo capo.
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Racconto18 min di lettura

Mia moglie si fa scopare dal suo capo.

Ad un cazzone grosso così, non voglio negare nulla!

pennabianca
1 anno fa · 2.5k letture · 0

«Ad un cazzone grosso così, non voglio negare nulla! È anche più grosso di quello di tuo padre e, adesso, voglio farti un regalo speciale!»

Incuriosito, ho cercato di capire in cosa potesse consistere il premio e… cazzo: che regalo?! Una spagnola da infarto! Lo ha stretto tra le sue grosse mammelle, leccando la cappella man mano che glielo strofinava su e giù. Cazzo, mai fatta a me una cosa del genere! Ma dove l'aveva imparata? Chi era stato il suo maestro? Non ho resistito e ho preso a masturbarmi senza ritegno, come un pivello. Mentre mi segavo, non potevo far a meno di paragonare il mio cazzetto, forse un po’ sotto la media, ma, in ogni caso, di gran lunga più piccolo di quello che mia moglie stava accogliendo tra le tette. Era così grosso che, malgrado l'abbondante seno della mia signora, reso ancor più abbondante per aver allattato nostra figlia, riusciva a farle sbattere la cappella sulla lingua. Godeva il porco.

«Vuoi che ti sborri sulle tette, troia, ciucciacazzi?»

Ho notato il tono dominante con cui Valerio si rivolgeva a mia moglie ed ho capito che lei era letteralmente affascinata da quel modo con cui veniva trattata. Lei però ha preteso di esser scopata.

«No, amore, sborrami in fica, tanto prendo la pillola: voglio sentirti dentro quando sborri! Mi devi allagare la fica!»

Subito dopo è salita su di lui e, afferrato il palo di carne con una mano, ha preso ad infilarselo a "spegnimoccolo" fino alle palle, emettendo un lungo gemito di goduria.

«Uhmhumm…Che cazzone, è enorme! Come lo sento: mi stai riempiendo tutta! Dai, fammi godere!»

Il porco ha preso a fotterla con estremo piacere.

«Hai fatto bene, zoccola! Adesso ti chiavo e poi ti faccio il pieno di sborra! Sentirai come va riempita una troia come te, io non son mica come quell'impotente di tuo marito!» Ha sollevato le mani e le ha impastato le zinne, torturandole i capezzoli. Lei ha replicato in mia difesa.

«Lascia stare quel povero cornuto di mio marito e pensa a chiavarmi!»

Gli ha risposto lei, ansimando, mentre, aggrappata allo schienale del sedile posteriore, cavalcava da gran maiala il cazzone del giovane capo. Ho visto una donna sudata, stravolta dal piacere, come non l'avevo mai vista! Ero incazzato e umiliato da quello che vedevo e sentivo, ma, al tempo stesso, ero eccitato come un porco a far il guardone e mi segavo con un gusto mai provato prima. I due porcellini avevano lasciato la portiera aperta per il gran caldo, permettendomi di vedere e sentire ogni particolare; di come quel bel ragazzo, superdotato, si godeva le grosse tette ancora sode della mia signora, facendole ballonzolare dall'alto su e giù. Ne leccava e succhiava goloso i lunghi capezzoli scuri e, ogni tanto, gliele strizzava, mungendole di gusto. Ho dovuto ammettere che il ragazzo era giovane, ma sembrava già molto esperto. Si scopava mia moglie alla grande, come un vero torello da monta. Non potevo che fargli i miei complimenti! La insultava pesantemente, schiaffeggiandola con violenza sul culone tremolante, quando rallentava il ritmo della cavalcata.

«Continua, troia! Non ti fermare, continua a cavalcare questo cazzone! Sei una puttana cui piace farsi sfondare tutta! Con te mio padre ha fatto un buon lavoro! In ufficio ti ha addestrato veramente bene e, nel letto, ti ha trasformato come piace a lui: una gran troia! Non capisco come quel cornuto di tuo marito non si sia mai accorto di nulla! Coraggio troia, datti da fare, perché voglio godere molto»

Ho avuto l'impressione che Emilia, invece di esser infastidita da quelle frasi non certo gratificanti, se ne sentisse affascinata e dominata: in pratica subiva di tutto in maniera docile e sottomessa. Godeva la puttana e si leccava le labbra gemendo; incitava il suo stallone a fotterla usando termini di una volgarità inaudita, cose che di certo non ti aspetteresti da una madre di famiglia.

«Sì, porco, bastardo! Sono una troia che vuole esser scopata! Hai capito subito che tuo padre me ne aveva dato davvero tanto di cazzo! E io ho subito avuto voglia di farmi scopare anche da te! Cazzo, mi sfondi tutta! Dai, porco, fammi godere! Se vuoi che diventi la tua zoccola, devi montarmi sempre e con veemenza. Ho bisogno di un toro vigoroso! Scopami forte, maiale!»

Ho sborrato due volte senza neanche rendermene conto. Incredulo, mi stavo gustando la scena; mi son sentito umiliato e vilipeso, soprattutto, quando ho visto lui che la sculacciava, mentre continuava a insultar lei e me.

«Tieni, troia! Fai pure una bella scorpacciata di cazzo! Il cornuto ti tiene a stecchetto?! Fortunatamente una vacca come te trova sempre dei tori che la montino! Vedrai, ti sfonderò fino a farti uscire il cazzo dalle orecchie! Chissà, forse, prima o poi, ti ingravido pure! Fortuna che è nata femmina, perché, probabilmente, se era maschio avresti faticato a far credere a quel cornuto di tuo marito che suo figlio aveva il cazzo più grosso del suo. Son convinto che è stato il vecchio a riempire di sborra la tua figa, non quel cornuto di tuo marito!» Emilia stava godendo, poi lo ha baciato, quasi allo scopo di farlo star zitto. Quando si sono staccati, lui l'ha fatta girare, l'ha messa a pecora ed ha preso a scoparla da dietro, con colpi sempre più forti; ha continuato a sbatterla ancora un po', poi ha cominciato a schizzare dentro la figa di mia moglie.

«Prendila tutta, troia! Godi nel sentirti riempire la fica alla faccia di quel cornuto di tuo marito! Probabilmente ti ingravido anch'io! Quanto ti è piaciuto farti riempire da mio padre? Dimmelo, puttana! Godi troia, che sto sborrando!»

Mentre continuava a riempire mia moglie, la teneva per i capelli e le urlava di riconoscere che Aurora fosse sua sorella.

«Dimmelo, puttana! Dimmi che tua figlia è mia sorella! Lo voglio sapere!»

Gli ha dato qualche altro colpo e poi l'ha spinta di lato e le ha infilato il cazzo in bocca. Emilia lo ha pulito tutto, poi lui l’ha fissata negli occhi ed ha ripetuto la domanda. «Tua figlia è mia sorella? Dimmelo!»

Ero curioso di saperlo anch'io e così mi son un po' sporto in avanti, per ascoltare la risposta. Emilia lo ha guardato quasi intimorita.

«No.... cioè non lo so... Ecco, non sono certa, perché … in quel periodo scopavo sia con mio marito che con tuo padre! Voglio dire, forse sì, ma non sono certa!»

Per me è stato come un pugno nello stomaco! Ho preso e me ne son andato; probabilmente ho anche fatto un po' di rumore, ma son scappato via velocemente; ho impiegato qualche minuto per riprendermi e, quando son andato a casa di mia suocera, ho preso mia figlia per mano e, mentre la portavo in auto, cercavo di capire se somigliasse più a me o al datore di lavoro di mia moglie. Devo dire che è quasi impossibile giungere ad una conclusione certa, perché Aurora somiglia tutta a sua madre, come una goccia d'acqua! Son rientrato in casa e, dopo aver sistemato e messo a letto mia figlia, le ho raccontato una favola, così si è addormentata. Mi son seduto al buio, in silenzio, sul divano in salotto, in attesa del ritorno di mia moglie. Una moltitudine di domande ha affollato la mia mente. Che fare? Combinare un disastro? Ignorare tutto? Far finta di niente? Divorziare? Non riuscivo a trovare una via d'uscita. Sfinito, devo essermi assopito, perché, ad un certo punto, sono stato svegliato da mia moglie, che rientrata ed avermi visto dormire, dopo esser andata in camera sua ed essersi fatta una doccia, è venuta a sedersi accanto a me e mi ha svegliato.

«Perché sei seduto qui, al buio? Non potevi andare a letto ed aspettarmi lì?»

Ho visto che mi osservava in maniera strana, come se stesse aspettando qualcosa da me. Non avendo preso nessuna decisione, mi son alzato e, dopo aver fatto un rapido passaggio in bagno, son andato a letto. Distesi uno accanto all'altro, ho voluto parlare con mia moglie.

«Da quanto tempo sono cornuto? Voglio dire, quando ti ho conosciuto, Emilia, erano già sei anni che lavoravi in azienda; eri già diventata la segretaria personale di Augusto, che è anche venuto al nostro matrimonio e, per regalo di nozze, ci ha offerto il viaggio. Cosa gli hai dato tu, in cambio di quel regalo tanto generoso?»

Prima di andare avanti…

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