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Mia moglie si fa scopare dal suo capo.
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Racconto18 min di lettura

Mia moglie si fa scopare dal suo capo.

Ad un cazzone grosso così, non voglio negare nulla!

pennabianca
1 anno fa · 2.5k letture · 0

Mi chiamo Andrea, ho 39 anni, sono di media statura, capelli neri, occhi scuri, fisico leggermente in sovrappeso. Lavoravo in un'azienda che, alla morte del proprietario, è stata ceduta ad un enorme gruppo industriale che, una volta rilevato, il marchio, ha licenziato tutti i dipendenti ed ha trasferito la produzione in un'altra nazione, dove il costo di produzione è molto inferiore al nostro ed il profitto è sicuramente maggiore. Ovviamente trovarsi dalla sera alla mattina senza lavoro e la difficoltà a trovarne uno nuovo, hanno provocato in me un forte esaurimento nervoso che, tra le altre conseguenze ha comportato anche ad una momentanea impotenza. Da quindici anni sono sposato con Emilia, mia coetanea. È una bella donna alta, bionda dai capelli a caschetto, occhi chiari, un bel seno reso ancor più procace da una gravidanza, fianchi morbidi e un magnifico culo, che mi manda ai matti ogni volta che lo guardo e che dimostra di attirare come una calamita gli sguardi di altri maschi, per quanto è bello, comprese le gambe, lunghe e ben tornite. Emilia lavora in un'azienda da oltre diciotto ed è una delle impiegate più anziane, su cui ricadono la stragrande maggioranza di responsabilità. Quando Augusto, il suo datore di lavoro, ha fondato questa azienda, lei era stata la prima impiegata e, con il tempo, aveva assunto ruoli di maggior rilievo; sebbene la qualifica è rimasta sempre quella di impiegata, lo stipendio è praticamente da vicedirettore: fortunatamente questa condizione ci permette di vivere ancora agiatamente. Intanto io sono alla ricerca di un nuovo lavoro e, nel frattempo, mi occupo di nostra figlia Aurora, che ha appena sei anni ed ha già assunto le sembianze della madre. Di recente, nell'azienda di mia moglie, c'è stata una certa rivoluzione nell'organigramma. Augusto, il proprietario, ha inserito nello staff di comando il figlio Valerio, di 27 anni, che, dopo laurea e Master specifico, ha preso a sostituire il padre sempre più nella direzione della fabbrica, con risultati davvero lusinghieri. Il padre ha chiesto ad Emilia di affiancare Valerio in tutto e per tutto, essendo lei molto esperta in tutto quel che concerne il management dell'azienda. Questo cambiamento ha portato anche un certo incremento economico nelle tasche di mia moglie, oltre ad un certo cambiamento sia negli orari di lavoro, sia nel modo di abbigliarsi. Emilia è sempre stata una donna di una certa classe ed eleganza nel vestirsi, ma, ultimamente, ho notato che le sue gonne son diventate un po' più corte, le camicette, qualche volta, un po' più aperte, i tacchi sempre più alti, anche se, ammetto, quelli non sono certo una novità, in quanto lei li ha sempre portati con fierezza. Ero soddisfatto di questa nuova "promozione" di mia moglie, al punto da non farmi riflettere su tante altre cose, che, invece, ho scoperto quasi per caso. Un pomeriggio, mentre ero in giro alla ricerca di una nuova occupazione, mia moglie mi ha incaricato di andar a riprendere nostra figlia da mia suocera, perché lei si sarebbe dovuta trattenere ancora un po' in ufficio, cosa che, ultimamente, le capitava piuttosto spesso, e di non preoccuparmi per lei perché sarebbe stata accompagnata a casa da Valerio. Ingenuamente le ho pure raccomandato di non affaticarsi troppo e, pensando di farle cosa gradita, siccome ero in zona ed era presto per andare da mia suocera, ho pensato di farle una sorpresa passando da lei in ufficio, per informarla che, forse, avevo trovato un impiego. Giunto davanti al suo ufficio, ho fatto appena in tempo per vederla salire sulla lussuosa macchina del ragazzo, che si è allontanata sgommando. Incuriosito, li ho seguiti a distanza, fino ad una vecchia cava abbandonata. Ero sconvolto: mia moglie mi metteva le corna con un ragazzo più giovane di lei? Con la gola secca ed il cuore impazzito di gelosia ho proseguito a piedi per un centinaio di metri, fino ad uno spiazzo protetto da alcuni arbusti, dove avevano parcheggiato; mi son nascosto dietro un cespuglio a breve distanza dall'auto, per spiarli senza esser visto. All'inizio ero perplesso, perché nella mia visuale c'era solo il mezzo busto del giovane imprenditore, che parlava d'affari al telefonino, stando seduto al posto di guida. Il sedile affianco sembrava vuoto e non capivo dove poteva esser finita mia moglie; il posto era deserto e non l'avevo vista scendere. Ho capito tutto e son rimasto di sasso, quando l'ho vista tirarsi su per riprender fiato: sorrideva leccandosi le labbra e tirandosi indietro i capelli, mentre un filo di saliva le colava sul mento, poi si è nuovamente abbassata ed ha ripreso a spompinare il suo capo, che continuava a chiacchierare al cellulare, mentre le imponeva il ritmo della pompa con una mano sulla nuca. Incredulo assistevo a quella scena e, da non credere, cominciavo ad eccitarmi, invece di arrabbiarmi. Cazzo! Tutta la mia impotenza era praticamente svanita e questo mi ha ancor di più sconvolto. Come poteva esser vero tutto ciò? Valerio era arrivato da circa tre mesi, forse 4, e in effetti c'era stato subito un cambiamento nel comportamento di mia moglie. Ripensandoci bene, anche altre volte, quando lavorava con il padre del ragazzo, aveva fatto tardi oppure aveva partecipato con lui a delle mostre o convegni organizzati in altre città e si era assentata anche per due o tre giorni di seguito. Eppure non mi ero mai accorto di nulla. Anzi, quando tornava, era sempre molto più arrapata e, a pensarci bene, ora mi viene in mente che la trovavo un po' più larga. Cazzo! Ma come ho fatto a non pensarci prima! È proprio vero che i cornuti si accorgono sempre tardi di esserlo! Ora mi rendevo conto che, probabilmente, ero sempre stato un cornuto! Dopo un po’, Valerio ha chiuso la telefonata e, visibilmente arrapato, si è rivolto a mia moglie.

«Troia, fermati! Sei una grandissima pompinara e, se continui così, ti sborro sulla faccia da troia che ti ritrovi! Se mio padre scopre che mi scopo la sua troia, probabilmente non ne sarà felice, ma ora ho proprio voglia di montare una vacca come te!»

Emilia si è rialzata e, asciugatasi la bocca, gli ha risposto contenta. «E allora tu non glielo dire! Ormai lui mi scopa solo molto raramente, mentre io, un magnifico cazzone come il tuo, lo voglio sentire tutto nella fica, fino alle palle. Sei il degno figlio di tuo padre! Qualche volta penso che non sarebbe male scopare con entrambi e sentire i vostri cazzi che mi riempiono tutta, in ogni buco! Dai, adesso scopami; fammi sentire quanto ti piace montare una troia come me!»

Ero sconvolto, non l'avevo mai sentita parlare in modo così sfrontato e pensare che, a nostra figlia, fa delle scene pazzesche se le sente ripetere qualche blanda parolaccia. In tutto questo, la cosa più sorprendente era che la situazione mi eccitava a tal punto che mi era venuto duro come non mi succedeva da tanto tempo! Era forse questa la cura per la mia impotenza? Aver preso coscienza di esser cornuto, mi stava eccitando? Erano cose cui, in quel momento, non ho voluto dare risposta. Intanto la mia insospettabile consorte era uscita dall'auto, mentre il suo capo abbassava gli schienali; faceva caldo e, dopo essersi guardata in giro per accertarsi che erano da soli ed io, per non correre il rischio di farmi scoprire, mi sono accovacciato quanto più potevo, ha cominciato tranquillamente a spogliarsi. Mentre si spogliava, dialogava con lui che, all'interno dell'auto, stava facendo la stessa cosa.

«Proprio un peccato che oggi non possiamo andare nella tua dependance, che hai prestato al tuo amico: mi sarebbe piaciuto molto, farmi chiavare in un comodo letto.»

Quando mi son azzardato a rialzarmi e guardare di nuovo, era completamente nuda a parte le zeppe ai piedi e la bigiotteria che la rendevano ancora più troia, tanto che mi son posto una domanda: ma è proprio mia moglie? Paradossalmente lei ha piegato e riposto vestito e biancheria intima sul cruscotto, con la stessa meticolosità con cui ordina i cassetti di nostra figlia; è rientrata in macchina, dove, stravaccato sui sedili abbassati, l'aspettava il suo capo, ancora in camicia e calzoni, ma con la patta aperta da cui spuntava un cazzo da sballo. Lungo e molto grosso, costellato di vene scure, leggermente ricurvo e con un'enorme cappella turgida, ben lubrificata dal succoso pompino di mia moglie. Emilia gli si è inginocchiata accanto di traverso e, dopo avergli fatto i complimenti per quel cazzone davvero grosso e ben duro tutto per lei, ha detto che meritava un premio.

Prima di andare avanti…

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