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Scambio a quattro zampe. Terza parte
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Racconto15 min di lettura

Scambio a quattro zampe. Terza parte

Tutta la famiglia ama i cani... e si fa amare...

pennabianca
1 anno fa · 1.7k letture · 0

«Ora che avete posto dovrete prendervi un animale per vuoi. Quanto a te mia cara, quello che hai provato questa sera, fra le nostre braccia, era una cosa che noi desideravamo da tempo, spero che non sia solo per questa volta.»

Mi dice Flavia abbracciandomi, seguito dallo sguardo soddisfatto di suo marito. Quando restiamo soli guardo Mario, l’abbraccio con forza, e gli chiedo se fra di noi cambierà qualcosa dopo questo.

«Non avevo mai avuto la conferma di quello che abbiamo scoperto questa sera, non ero certo che il legame fra mia madre e Zeus fosse molto forte. Quanto al suo desiderio di averti fra le braccia, lo sospettavo da tempo. In ogni caso, io ti amo, da impazzire, e per me non è cambiato niente, anzi, direi che il nostro rapporto ne esce ancora più forte.»

L’abbraccio bacio con forza e insieme andiamo letto. Il giorno dopo tornano i proprietari dei cani. Quando i due animali li vedono gli fanno tante feste, gli scodinzolano intorno, e vengono ricambiati con baci abbracci ad entrambi. Li invitiamo a cena da noi, e gli raccontiamo tutto quello che è avvenuto. Contenti, e soddisfatti, di come si sono comportati i loro animali si mettono a fargli le coccole. Zoe dopo un attimo di incertezza incomincia a giocare con Rosa, e poi sempre più intensamente, si mette a leccarle il volto e a insinuarsi fra le sue gambe. Lei dopo un attimo di indecisione, mi guarda, e vede che faccio un cenno d’assenso col capo, si lascia spingere a terra, davanti al divano, e lui subito le infila la testa fra le gambe, mentre Penny è oggetto delle attenzioni dei nostri uomini. Rosa si eccita e si lascia andare con il suo cane.

«...oohh …amore mio! Quanto mi sei mancato! Dai che la tua cagna adesso si lascia montare da te...dai bello…prendimi che ho tanta voglia! Si, vieni...così da bravo!»

 Si un attimo si mette carponi, e lo invita a montarla. Mi posiziono di lato e agevolo l’introduzione del cazzo del cane che già cola. Lei ha un vero e proprio sussulto quando lui le entra dentro.

«…aahhh…si amore! Entra! Dai prendimi! Si, sono la tua cagna devota!»

La guardo godere mentre i maschi si godono Penny che lecca Mario, mentre è montata da Gino, che la scopa con tanta passione. Godono, e io li lascio riprendere il legame che hanno con i loro animali, consapevole, che adesso, saranno di nuovo loro i padroni, e io solo una amica. Godono, e poi quando tutto è finito, se ne tronano nella loro casa, seguiti dai due animali che quando sono stati al cancello si sono girati verso di noi, come a chiedere perché noi restavamo in quel posto. La sera a letto mi sono messa a piangere.

«Dai amore non fare così! Ti prometto che ne avremo di nostri e non li dovrai più lasciare, e poi sono solo dall’altro lato del giardino.»

Passano due giorni in cui non abbiamo modo di passare dei momenti con i nostri vicini e i loro amici. La terza sera ci chiamano i genitori di Mario, per sapere se ci farebbe piacere passare dei giorni di vacanza con loro. Flavia mi parla con una dolcezza unica.

«Gioia mia, mi piacerebbe tantissimo passare dei momenti con te, adesso che ci siamo trovate. Naturalmente non voglio assolutamente frappormi fra te e mio figlio, ma solo godere con voi, e del piacere di avervi con noi.»

Naturalmente accettiamo, anche perché desidero in qualche modo staccarmi dal fatto, che ogni volta che vedo Zoe, mi sento un languore al ventre, che mi lascia solo malinconia. Partiamo il sabato. e ci ritroviamo in una splendida villa che si trova in una piccola isola del Tirreno. Flavia mi coccola, e spesso ci dedichiamo dei momenti stupendi, durante i quali, il sesso fra noi si svolge nel massimo della dolcezza. In uno di questi momenti le chiedo di parlarmi di Zeus. 

«Se siamo venuti qui è perché qui in questa isola ho scoperto il piacere di essere montata da un animale. Noi avevamo l’abitudine di venire qui in vacanza. Per alcuni anni abbiamo preso una stanza in albergo. Una volta abbiamo conosciuto una signora che aveva un piccolo agriturismo gestito da lei e dal marito. Solo loro due. Tre miniappartamenti molto carini e ben messi, comodi e discreti e molto riservati. Era la fine di agosto, Bruno era dovuto tornare, per un imprevisto di lavoro, e io ero rimasta sola, Mario era in vacanza con te, e un vostro gruppo di amici in Corsica, se non sbaglio. La seconda sera che ero sola, non vi erano altri ospiti, la signora Maria, questo era il suo nome mi chiese se volevo assistere al parto di una cagna che lei aveva nella stalla. Fu una vera emozione, vedere con quanto amore, lei, ebbe cura di quei piccoli animali, appena nati, assieme alla cagna che le lasciava toccare i suoi cuccioli. Il maschio era in disparte, guardava ma non faceva nulla, era in silenzio guardava soltanto. I cani, quattro splendidi alani. Tre femmine e un maschio. Dopo che tutto finì, chiesi come mai, la cagna aveva lasciato che lei toccasse i suoi cuccioli, sapevo che le femmine erano particolarmente gelose. Lei sorrise, e mi disse che in fondo, era una sua amica. In quel momento non ho capito. La sera dopo ho notato che dopo aver sfamato la femmina, che allattava i cuccioli, lei ha portato il maschio in casa con lei. Era tardi, io averi dovuto dormire, ma non quella sera, che sentivo la mancanza del mio uomo e quando mi sono avvicinata alla sua casa ho capito. Stesa sul letto c’era Maria che con l’aiuto del marito si lasciava scopare dal maschio di alano. Uno spettacolo SCONVOLGENTE! Lei lo incitava a farlo più forte, inveiva contro il marito che non lasciava che il cane lo spingesse tutto dentro.

«Dai lascialo! Lo voglio! Dai lascialo che mi sfondi! Si adesso godo! aaaahhhhh …si lo sento mi sventra!»

Sono rimasta sconvolta e mi sono eccitata in maniera incredibile. La scena era sconvolgente. Lei posseduta da quel mostro di cane enorme, possente, che la scopava con un ritmo velocissimo. Poi ad un tratto lei ha emesso un gemito fra il dolore e il piacere e poi il cane è rimasto immobile mentre il marito lo calmava e parlava con la donna.

«Ti ha sfondato! Ti ha inondato di seme…sei la sua cagna! Sei la sua cagna e la mia troia!»

Ero basita. Me ne sono andata a dormire, ma avevo la visione di lei scopata, che mi tornava in mente continuamente. Il giorno dopo, le ho chiesto se mi vendeva il maschio dei cuccioli. Lei mi ha guardato e mi ha chiesto perché il maschio, era meglio una femmina. Io le ho sorriso e poi le ho detto quello che pensavo, così tranquillamente.

Prima di andare avanti…

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