Nella stessa sera, Alberto è a cena con Andrea. I due amici, amano di tanto in tanto, passare una serata in un posto molto particolare. È un casale sulle colline, adibito a piccolo ristorante, gestito da una coppia di origine sarda, che cucina piatti tipici di quella terra, e li serve in un ambiente ampio, ma ben suddiviso in maniera che, ogni singolo tavolo, risulti esser appartato e discreto.
All’inizio della cena, i due amici parlano di lavoro; Alberto racconta all’amico di come la sua socia, Stefania, si è impegnata in una causa di eredità che vede coinvolta una delle famiglie molto conosciute in città.
Alla lettura del testamento, la figlia legittima scopre la presenza di un altro erede, un figlio che il padre ha avuto in una relazione extraconiugale.
Ha, ovviamente, contestato la presenza di quel figlio illegittimo e si è rivolta ad un noto studio di avvocati che Andrea conosce molto bene in quanto, anche se in maniera molto soft, sono in competizione con quello di Alberto.
«Quindi, per l’ennesima volta ti trovi a doverti confrontare con Eleonora. Quella donna è ancora presente nella tua vita, nonostante il passato che c’è stato tra di voi.»
Alberto sorride e scuote la testa, mentre nella sua mente torna prepotente il ricordo dei quattro anni passati con quella meravigliosa donna. Poi, d'improvviso, era tutto finito e in maniera assolutamente inspiegabile. Con il tempo, si erano trovati a confrontarsi nelle aule dei tribunali, ma il lavoro era stato l’unico contatto, che i due avevano avuto, dopo quella inspiegabile separazione.
«Fortunatamente, non sono io che rappresento il figlio illegittimo, ma Stefania, che si confronta con il figlio di Eleonora. Il ragazzo è veramente in gamba, ma Stefania ha saputo tenergli testa ed ha portato la vertenza ad un punto decisamente importante. È riuscita a far emettere dal giudice un'ordinanza per ottenere l'esame del DNA. Se i risultati, che sono stati affidati a due laboratori specializzati, selezionati e tenuti segreti dal giudice, stabiliranno che il figlio illegittimo ha lo stesso DNA del padre e della sorella, Stefania avrà vinto. Così, nelle dodici udienze in cui ci siamo confrontati io ed Eleonora, risultano vinte metà per ciascuno, e la 13ª potrebbe avere un punto a vantaggio del nostro studio.
Per quello che mi riguarda, se mai dovessi avere un figlio con una donna, farò in modo di riconoscerlo, affinché abbia tutti i diritti possibili e immaginabili».
Andrea lo guarda e sorride, scuote il capo e, dopo aver bevuto un sorso di vino, contraddice il suo amico.
«Mi sembra un’affermazione pesante, detta da uno che non è sposato, che non ha eredi legittimi, che condivide l’amore e il piacere di una donna, che sta per convolare a nozze con un altro uomo. E, visto che siamo in tema, anche se in tutti questi anni non te l’ho mai chiesto, vorrei sapere, se possibile, cosa c’è stato di così grave da chiudere la storia con Eleonora, in maniera così netta e repentina».
Alberto lo guarda dritto negli occhi e, con un tono alquanto sconsolato, spiega finalmente il mistero.
«Mi ha tradito»
Andrea lo guarda stupito, incredulo, cerca di capire se il suo amico stia scherzando o se parli seriamente, ed Alberto gli chiarisce ogni cosa.
«Per quattro anni, ho vissuto in paradiso. Avere Eleonora fra le mie braccia era la cosa più bella del mondo. Poi ci fu un breve periodo, in cui lei era particolarmente nervosa e agitata e, sempre più di frequente, fra di noi si creavano bisticci e piccole incomprensioni.
Una sera, di metà estate, ero a casa sua e lei cercava le parole più adatte per dirmi una cosa molto importante.
Non ricordo per quale motivo era particolarmente nervosa, mentre lei, con la sua indecisione e titubanza, non fece altro che provocare l’ennesimo bisticcio. Indispettito, ho preso e me ne sono andato, lasciando la sua casa.
Dopo esser uscito dal cancello della villetta, sono rimasto diversi minuti appoggiato alla mia auto a fumare una sigaretta, giusto per schiarirmi le idee.
Mi sono calmato e dato del fesso, così sono tornato indietro, per cercar di far pace con lei e sentire che cosa aveva, di così importante, da dirmi.
Mentre mi avvicinavo alla casa, ho visto le luci del salone accese; non sono passato dal portone, ma son passato da giardino, così da entrare direttamente attraverso il finestrone aperto.
La scena che mi si è presentata davanti agli occhi, mi ha fatto gelare il sangue: Eleonora, a cosce aperte, si faceva masturbare da suo padre, mentre gli faceva un pompino. Quando lui si è reso conto della mia presenza, è scattato in piedi, mentre lei, che mi ha visto, ha emesso un urlo e poi è corsa verso di me.
L'ho guardata dritta negli occhi e le ho detto una sola parola: "Puttana".
Da quel giorno, son passati più di trent’anni. Quando ho saputo che aveva avuto un figlio, ho ipotizzato che fosse frutto della relazione con suo padre. Qualche giorno fa, ci siamo incontrati in tribunale e Michele, questo il nome del ragazzo, era in compagnia di Eleonora. Osservandolo bene ho notato un dettaglio cui, in tutti questi anni, non avevo mai fatto caso: una piccola voglia, sulla tempia destra, esattamente, come quella che puoi vedere sul mio viso; inoltre, a differenza della madre, che hai capelli rossi, i suoi sono dello stesso colore che avevo io, prima che diventassero bianchi. Ho allontanato da me l'idea che, forse, quella sera voleva dirmi che aspettava un figlio da me e, ancora oggi, rifiuto di credere ad una simile eventualità».
Andrea lo guarda, si rende conto della grande tristezza che ha avvertito nelle parole del suo amico. Poi cerca, in qualche modo, di cambiare discorso.
«Amico mio, la vita è decisamente strana. Hai perduto l’amore della tua vita e, adesso, stai ricostruendo la tua felicità fra le braccia di una donna che condividi con un altro uomo. Sei proprio sicuro che Lucia rappresenti, per te, il sogno che vuoi realizzare?»
Alberto ricambia lo sguardo, sorride e parla con parole decise, allegre e, soprattutto, intriganti.
«Non sono sicuro, ne ho la certezza assoluta! Quella femmina mi è così entrata nel sangue, che, se un giorno non la vedo, vado in astinenza come un drogato. Non più tardi di due sere fa, dopo che io e Marco l’abbiamo fatta godere fra le nostre braccia, mentre la guardavo andare verso il bagno, mi sono congratulato con il mio amico per il piacere che avevamo dato alla nostra donna. In quel preciso momento, mi sono domandato che cosa avrei provato, se Lucia, anziché godere fra le nostre braccia, si fosse alzata dal letto, per andare in bagno dopo aver goduto fra le braccia di un altro uomo diverso da me e dal suo futuro marito. È stato un attimo, un pensiero rapido ed improvviso, che mi ha procurato una potente erezione, nonostante avevo abbondantemente goduto con lei.
Marco ha notato questa cosa e, quando l’ho reso partecipe del mio pensiero, anche lui ha avuto la stessa mia identica reazione. Dovevi vedere lo stupore di Lucia quando, uscita dal bagno, ci ha trovato entrambi con i sessi duri e pronti a ricominciare a farla godere. Entrambi l’abbiamo scopata di nuovo, con rinnovato ardore, ma soprattutto con il desiderio di vederla realmente scopare con un altro uomo, al difuori del nostro triangolo. Ho condiviso con Marco questo mio desiderio e lui mi ha detto che gli sarebbe piaciuto veder realizzata un simile eventualità.
«Come potrei non amare una donna che riesce a sconvolgere la mia mente solo con questo semplice pensiero. Poiché siamo in vena di confidenze, vorrei sapere perché il mio amico, da qualche giorno, ha l’aria così felice, e rilassata. Cosa ti ha soddisfatto così tanto o cosa ti è capitato di così bello da renderti così felice?»
Andrea racconta all’amico la meravigliosa sera passata insieme a Silvia e Luca. La proposta che ha fatto a quella coppia di diventare, lui un cornuto sottomesso e lei la sua puttana. Quando si è reso conto che entrambi avevano il desiderio di intraprendere quel gioco così intrigante, che appagava i sensi di tutti, lui ha deciso di portare Silvia ad Amsterdam, nella scuola della signora Helen; di farle frequentare un corso per diventare puttana professionista. Nel sentire quel progetto, Alberto guarda stupito l’amico, cercando conferme per capire quale sia realmente il suo progetto.
