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Erotika
Una breve distrazione.
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Racconto14 min di lettura

Una breve distrazione.

un momento di debolezza rende il rapporto più forte!

pennabianca
1 anno fa · 708 letture · 2

«Più forte, dai! Mi fai venire!»

Tremo scossa dal piacere che lui mi procura, stantuffandomi dentro quel palo di carne durissima. Mi scopa e vengo ripetutamente, mentre lui, con il viso imperlato di sudore, si china e mi bacia. Mi succhia la lingua e poi si piega per cercare di avere i miei seni. Non ci riesce e, allora, cambia posizione. Si siede sotto e mi fa impalare su di lui. Lo sento fin dentro il ventre, da quanto me lo pianta dentro.

«...aaahhhh…piano: mi sventri!»

Lui afferra i seni e li strizza, li succhia e morde, facendomi godere ancor più.

«...mmmhummm…finalmente! Mi hanno sempre fatto impazzire i tuoi seni. Dai, che ti sfondo!»

Saltello su e giù su di lui, che gode nel vedermi venire. Dopo non so quanto tempo, lo sento prossimo al piacere. Mi distende di nuovo sotto di lui e mette in alto le mie gambe, poi mi pompa come un pazzo scatenato, fin quando godo per l’ennesima volta.

«Mi sfondi! Impazzisco! Vengo!»

Anche lui è al limite.

«Sborro! Cazzo, ti sborro dentro!»

Si pianta dentro di me e resta immobile, mentre avverto dei potenti schizzi di seme bollente, inondarmi il ventre. Restiamo immobili, abbracciati, fin quando il nostro respiro non torna normale. Siamo sudati da far schifo e lui, ridendo dice che in fondo abbiamo fatto...fotting..non footing…. Mi rivesto, sudata e felice. Mi riporta alla mia auto e me ne torno a casa. Mentre sto facendo la doccia, torna mio marito e non si accorge delle mutandine inzuppate di sborra, anzi, mi chiede se nel pomeriggio andiamo con Mara a prendere un gelato. Nei dieci giorni successivi il lavoro non ci lascia molte occasioni per stare insieme. Solo una notte, verso le tre del mattino, mentre tutto il reparto era avvolto in un ovattato silenzio, io e lui, nella stanza dei medici, abbiamo fatto una veloce sveltina. Mi ha appoggiato fra la porta e la scrivania e mi ha scopato da dietro, in piedi, come una puttana e la cosa mi ha eccitato tantissimo, al punto che mi son girata verso di lui e gli ho detto con ironia:

«Sbrigati, che ho altri clienti.»

Lui ha sorriso e mi ha pompato con più forza.

«Sì, bella puttana, lo so che hai altri clienti, ma per ora ti scopo io!»

È venuto come un fiume in piena. Mi son tirata su le mutandine e, per tutta la notte, ho sentito la sua sborra colare dal mio ventre. Quando son tornata a casa, non mi son fatta la doccia, ma sono andata a dormire, conservando, dentro di me, buona parte del suo piacere. Solo a sera, prima di andare a letto, mi son lavata. Qualche giorno dopo, mi ha detto che un suo amico era partito ed era stato incaricato di dar da mangiare al gatto. Ho capito che desiderava ancora scopare e l'ho accompagnato. Era più che ovvio che era una scusa, ma, in compenso, avremmo avuto un comodo letto, dove mi ha disteso e poi spogliato con calma. Le sue abili mani hanno esplorato tutto il mio corpo, mi ha procurato intensi brividi di piacere. Mi ha leccato a lungo fra le pieghe della mia fica bollente.

«…huummm… Continua, mi piace. Non ti fermare.»

Ha bevuto ogni singola particella del mio piacere, mi ha rigirato su di lui e allora mi son dedicata a restituirgli il piacere con un sontuoso pompino. Mi reputo una brava succhia cazzi; mi piace farne, ed era stata la prima cosa che avevo imparato da ragazzina. Mi eccitava quando li sentivo schizzare nella mia bocca, dopo che li avevo torturati a mio piacimento. Ci ho messo tutta me stessa in quella pompa.

«Che meraviglia! Dai, succhia. Mi fai morire. Che splendida bocchinara!»

Dopo che io mi son divertita a succhiarlo con estrema passione, strappandogli un lungo gemito di piacere, si è deciso a scoparmi. Mi è salito sopra e l’ha infilato dentro, con decisione. Ho incominciato a godere, perdendo ben presto il numero delle volte che gli ho detto: VENGO! Mi ha scopato con molta passione. Abbiamo cambiato spesso posizione e poi si è messo a chiavarmi da dietro. Me lo ha piantato dentro, facendomi godere tantissimo. Poi, improvvisamente, lo ha sfilato da davanti e l’ha messo nel culo. Per un attimo mi è sembrato come se mi stesse spaccando, odio il rapporto anale. Non l’ho mai concesso a nessuno, nemmeno a mio marito, ma a lui non ho detto nulla. Ho sofferto in silenzio e, per fortuna, è venuto subito, con un grido animalesco.

«…aaahhhhh…Sborro! Ti inondo il culo. Che meraviglia!»

Si è sfilato e siamo andati in bagno. Dopo siam tornati sul letto e distesi, con me appoggiata al suo petto, che gli accarezzavo il cazzo, ancora barzotto.

«Come mai un bel ragazzo come te, se la fa con una tardona come me? Hai una moglie bellissima.»

Lui mi ha guardato e, con un sorriso, ironico mi ha spiegato:

«Con Barbara, il sesso non mi procura le stesse soddisfazioni. Tu me lo succhi, mi fai scopare e godi anche quando ti vengo dentro. Con lei, niente di tutto questo: è un rapporto al limite del monotono. Un tempo era diverso, ma ora è cambiata. Dice che le si sciupano i seni se li accarezzo, che le faccio male quando la penetro, perché afferma che è troppo grosso.»

Mentre continuo a masturbalo, lo guardo.

«No, non credo che sia per questo che con lei non ti diverti più; di certo è dovuto al fatto che, a sua volta, scopa con un altro.»

Lui mi guarda fra l’incredulo ed il divertito. Mi stringe a sé e avendo recuperato l’erezione, me lo rimette dentro, scopandomi ancora per quasi un’ora. Se ne viene dentro la mia fica, che lo serra spremendolo fino all’ultima goccia. Passano dei giorni in cui lo vedo assorto, nevoso, ma non ho tempo per chiedergli cosa lo assilla. Ho anch’io i miei problemi. Mario, da qualche giorno, è diventato molto dolce, mi riempie di attenzioni e, una sera, dopo una sontuosa scopata come si faceva ai tempi d’oro, scopre le sue carte.

«Mara mi ha chiesto se possiamo condividere le ferie con loro. Saremmo due coppie e spenderemmo di meno e, poi, avresti una persona con cui scambiare due chiacchiere.»

Per un attimo ho pensato di strangolarlo! Ma che cazzo gli passa per le corna? Andare con quella stronza in vacanza, insieme? Ma neanche morta!! Oppure no, anzi, sì. Ci penso un momento e decido che è ora di affrontarla. Se vuole innescare una guerra, va bene, accetto al sfida.

«Per me non ci son problemi. Cercate pure la casa al mare e poi andiamo.»

Lui si addormenta contento, mentre io rosico in silenzio, studiando il modo per togliere mio marito dalle spire di questa arpia. Passano dei giorni che non rivedo Lucio e arriva il giorno che io parta per le ferie; al rientro non sarò più in questo reparto, ma tornerò alla sede centrale. Saluto tutti, tranne Lucio, che è in ferie. Peccato mi sarebbe piaciuto rivederlo, ma mi rendo conto che, in fondo, è meglio così. Parto per le ferie con la stronza e, ben presto, mi rendo conto che, quando mi appiccico troppo a Mario, lei si innervosisce, è evidente che lo considera una cosa sua. Questa condizione riapre la strada per la riconquista del mio osso. Mi appiccico giorno e notte a lui. Sì, anche e soprattutto la notte, facendo sesso con lui in maniera un po’ rumorosa, tenendo presente che lei dorme nella stanza accanto, da cui, al contrario, non proviene molto” rumore”. Questa cura fa bene ad entrambi. Ritrovo il Mario che ho sempre avuto al fianco e la cosa mi fa immensamente piacere. Dopo quasi una settimana, ricevo una telefonata da Lucio. Mi dice che avevo ragione io, sua moglie lo tradiva con il suo miglior amico, nonché testimone di nozze. Si separerà ed andrà a lavorare lontano. Mi dispiace un poco, ma i giorni passano e Mara è sempre più nervosa, mentre io e mio marito siamo coppia sempre più affiatata. Al ritorno lui decide di chiedere il trasferimento in un altro settore e io ho ripreso la mia vita di sempre. Non son riuscita ad avere la certezza che Mario abbia scopato con lei e, quando glielo chiedo, mi dice che non c’è stato mai sesso, ma non ne sono certa. La scorsa estate, parlando di amici e tradimenti, gli ho raccontato la storia di me e Lucio. Ovviamente l’ho fatto in modo che lui non avesse la certezza sul fatto che io ci abbia o meno scopato. Ma, fin quando, non sarò sicura di lui, per me resterà sempre una cosa su cui lui non avrà mai conferma. Ciò che ho provato con Lucio, è stato bello in quel momento, lo serbo sempre nel mio cuore e l'ho archiviato come un attimo di distrazione, di cui Mario non deve saper mai niente.

 

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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