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Carpe Diem!
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Racconto9 min di lettura

Carpe Diem!

Mi chiamo Enzo, ho 55 anni e sono sposato da 35 anni con Giulia che ha un anno meno di me. Sono di statura media, capelli scuri e fisico abbastanza asciutto, con, soprattutto, una bella dotazione fra le gambe, che mi ha sempre permesso di far godere mia moglie in maniera molto appagante. Giulia è un...

pennabianca
3 anni fa · 520 letture · 0

Mi chiamo Enzo, ho 55 anni e sono sposato da 35 anni con Giulia che ha un anno meno di me. Sono di statura media, capelli scuri e fisico abbastanza asciutto, con, soprattutto, una bella dotazione fra le gambe, che mi ha sempre permesso di far godere mia moglie in maniera molto appagante. Giulia è una bella donna, con un bel fisico, ben proporzionato ed un seno che non passa inosservato, una quarta misura piena, che attira spesso lo sguardo degli uomini. Lei, però, è una persona che, nella vita di tutti i giorni, ha un comportamento ed un modo di fare piuttosto normale, senza grilli per la testa, ma, in certe situazioni, se le scatta quel particolare momento di libidine incontrollata, si trasforma in una donna viziosa e questo ci permette di vivere esperienze assolutamente fuori dal comune. Inoltre, fra noi, vige una buona intesa e, in questi ultimi cinque anni, il nostro rapporto si è evoluto in maniera alquanto appagante per entrambi. Dopo una prima timida esperienza, con il tempo sono riuscito a convincere mia moglie a vivere il sesso in maniera libera ed appagante. Insieme o, a volte, singolarmente, amiamo approfittare di tutte le situazioni erotiche che la vita ci offre. Molto spesso tutto questo avviene casualmente, rendendo il gioco ancora più eccitante. Non importa se ci troviamo coinvolti a far sesso con una coppia, con un singolo o con persone conosciute in maniera occasionale o imprevista; ciò che desideriamo è solo godere e, se la cosa avviene in maniera separata, quando ci ritroviamo di nuovo assieme, colui che ha vissuto l’avventura la racconta all’altro e questo gioco ci provoca un’eccitazione tale da farci scopare con profonda passione. Una recente avventura, avvenuta in maniera alquanto casuale, mi ha permesso di constatare che mia moglie, quando avverte dentro di sé il forte desiderio di vivere un momento di intensa libidine, non si pone remore, non si preoccupa proprio di niente: in quel preciso momento, vuole solo godere. Ci trovavamo in un’altra città, a circa quattro ore di volo da casa nostra, perché ero stato invitato ad un simposio, attinente al mio lavoro. Una bella cittadina posta in riva al mare, con una lunghissima spiaggia. Poiché il secondo giorno avrei dovuto partecipare, nel pomeriggio, ad una tavola rotonda, la mattina, mentre facevamo la corsetta mattutina, ci siamo fermati sul lungomare di fronte ad un cantiere edile in attività, dove lavorava un ragazzo sui ventitré anni con un fisico da urlo, visti i muscoli che si evidenziavano sulla maglietta e ovunque, mentre era intento a preparare della malta. Pensavo che ci fossimo fermati solo un attimo per riprender fiato, ma ho subito notato che Giulia era rimasta attratta da quel giovane ed ha cercato subito di attirare la sua attenzione. Così, mentre lo fissava, ha preso a fare un po’ come i gatti: mi faceva le fusa, strisciando il suo corpo sul mio, con ciò attirando l’attenzione di quel ragazzo che non poteva fare altro che guardare a distanza. Di colpo mi son reso conto che mia moglie aveva voglia di qualcosa di speciale. Allora l’ho assecondata e così abbiamo cominciato a pomiciare, prima con dei piccoli bacini sul collo, fino ad arrivare a quelli passionali, limonandoci la bocca a vicenda, costringendo il giovane a guardarci molta attentamente. In pratica, disinteressatosi del tutto del cantiere, si è avvicinato a noi che, intanto, ci masturbavamo a vicenda. Questa scena ha fatto eccitare anche lui, che si è avvicinato sempre di più a noi, facendoci constatare che era munito di un voluminoso pacco che stava crescendo fra le sue gambe. Giunto vicino a noi, Giulia ha allungato le mani e lui ha ricevuto subito i primi palpeggiamenti della mia lei. Infatti si è subito prodigata a tirar fuori il suo maestoso membro, che cercava di farsi strada tra quell’involucro ormai stretto e reso umido per l’eccitazione. Io son rimasto, all’inizio, bloccato, perché impreparato a quella scena, dove lei, senza curarsi del luogo dove ci trovavamo e con una certa spudoratezza, gli ha estratto il membro e, prima carezzandolo con le mani e poi avvicinandovi la bocca, gli ha propinato un pompino da paura, trasformandosi, quando vuole, in una magnifica succhiacazzi, davvero esperta. Non credevo ai miei occhi. Veder lei impegnata tra il mio e l'altro, prima con le mani e poi entrambi in bocca, con un fare famelico e godurioso, era qualcosa di infinitamente bello; sì, mi piaceva vedere con quanta bravura alternava i nostri cazzi nella sua bocca e, a volte, spalancava le labbra per accoglierli entrambi. Improvvisamente siamo stati interrotti dalla voce del capo cantiere, venuto alla ricerca del suo operaio smarrito e, trovatolo, assiste alla scena hard che gli si presenta davanti agli occhi. Si avvicina quasi a contatto con noi e lei, attratta dalla sua statuaria presenza, si disinteressa a me e, tirato fuori anche il membro del capo cantiere, prende a spompinare anche quello. Sempre più meravigliato dal comportamento disinvolto e lussurioso di mia moglie, preferisco starmene in disparte ad ammirare lei che si gode i due membri dei muratori e, estasiato da quella superbe scena erotica, comincio a masturbarmi come farebbe un cuckold. Dopo un lungo interminabile momento, il capocantiere ci invita a spostarci in un luogo più appartato, lontano da occhi indiscreti. Raggiunto l’interno della casa in costruzione e, riparati da alcune cataste di materiali, lei si prende cura di quei due, accogliendo in bocca i rispettivi membri. Ero estasiato a guardarla come si dedicava a quegli enormi falli, che le riempivano la bocca, quando, d'improvviso, alle mie spalle, è comparso un altro soggetto, sicuramente anch'egli addetto nel cantiere. Era un giovane dall’aspetto gracile, ma con in mano un cazzo non molto lungo, ma di una circonferenza del tutto fuori dal comune. Subito quello che era il capo l’ha invitato ad unirsi alla festa.

«Vieni anche tu! Avvicinati, che qui abbiamo questa troia che vuol godere e farsi riempire tutti i buchi. Però, tu la scoperai per ultimo, altrimenti, dopo che le avrai spanato i buchi col tuo paletto così grosso, i nostri sembreranno dei grissini.»

Lui sorride compiaciuto e, senza tanti complimenti, avvicina quella mazza fuori misura alle labbra di Giulia, che sembra gradire anche la presenza del nuovo arrivato. Improvvisamente il capo, dopo averla fatta piegare, le si posiziona dietro e, dopo aver abbassato i pantaloncini della tuta, spennella la sua grossa cappella lungo lo spacco della fica di Giulia e, appurato che è già completamente fradicia, l’afferra per i fianchi e glielo spinge dentro con un affondo secco e deciso.

Prima di andare avanti…

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