Dario lascia, in silenzio, che essi si scatenino. Si limita a tenermi il cazzo in bocca, io tremo al solo al pensiero di averlo dentro.
Piero affonda un ennesimo colpo, poi sborra dentro di me. Mi scarica dentro un fiume di sborra, che inonda il mio intestino. Gode. Lo sento riempirmi l’ano, poi si sfila, lascia il posto a Luca, che mi si mette dietro, dopo avermi fatto inginocchiare con il viso appoggiato al cuscino: mi penetra, con un colpo secco e deciso.
«Sì, finalmente! Quanto ho desiderato poter infilare questo culo bellissimo!»
Mi pompa con decisione, mentre Piero si mette di lato, mi invita a prendere ancora il suo cazzo in bocca: anche se è venuto, è ancora duro. Lo lecco, succhio tutti gli umori, i residui di piacere che ha, mentre Luca pare impazzito per come mi sfonda il culo.
«Che meraviglia! Tua moglie è proprio fantastica! Mai sfondato un culo così provocante!»
Mi scopa mentre Dario osserva, mi sorride. Luca si scatena, poco dopo sborra dentro di me: anche lui mi riempie il culo di sperma.
«Eccomi sto godendo, nel tuo meraviglioso culetto!»
Mi spinge dentro tutto il suo palo, mentre Pero mi viene in bocca. Bevo, ingoio tutto, mentre sono scossa da un numero continuo di orgasmi, che ora non conto più. Dopo che anche Luca si è sfilato da me, è la volta di Dario che mi prende da dietro. Lo sento entrare deciso dentro la mia fica, che si tende tutta, si dilata al passaggio di quell’ariete, che entra con l’impeto di un toro. Scivola lungo le pareti della vagina, le apre, le dilata, come se fossi ancora vergine. Fortunatamente gli orgasmi provati mi hanno ben lubrificato, ma appena gli sento battere con forza la cappella sul collo dell’utero, vengo gridando, scossa da un fremito quasi avessi ricevuto una scarica elettrica. Vibro come la corda di un violino. Mi sembra di svenire, da quanto piacere sento. Le gambe cedono, lui prontamente mi afferra per i fianchi, mi sorregge, comincia a pomparmi ad un ritmo costante, continuo, mi sfonda ed io vengo a ripetizione.
«Accidenti che fica stretta! Piero, tua moglie è una favola! Me la voglio scopare tutta! È proprio brava, mi fa impazzire!»
Mi scopa a lungo. Mentre gli altri si lasciano succhiare a turno, poi cambia, si distende, mi fa impalare su di lui. Godo, lo sento dentro la pancia. Mi distendo su di lui e, a quel punto, Luca si appoggia dietro, mi vuole di nuovo inculare. Cerco di dissuaderlo, ma lui è inesorabile ed ha anche il sostegno di Piero, che cerca di convincermi a prenderlo dentro.
«Dai, amore, fa la brava, vedrai che una doppia così ti farà impazzire.»
Non mi lascia nemmeno replicare, che mi infila il suo cazzo in bocca, mentre Dario si ferma un momento per permettere a Luca di entrarmi dietro. Sento che mi apre il culo. Provo un po’ di dolore, ma il nuovo affondo di Dario, mi porta subito a una tale vetta di piacere, che credo di svenire. Godo, vorrei urlare, ma ho la bocca piena. Mi scopano insieme per un tempo infinito, godo, vengo come mai in vita mia. Poi insieme, Luca e Piero sborrano ed escono da me. Dario mi rigira, mi posiziona distesa di lato, mi incula senza che io quasi me ne renda conto. Mi afferra i seni, mi sfonda il culo. Alla fine viene pure lui, con una dose massiccia di sborra, che mi inonda totalmente: un autentico clistere di sperma.
«Sei meravigliosa, mai avevo trovato una donna che lo prende come te. Piero, tua moglie, è meravigliosa: Eva, mia moglie, ne sarà entusiasta.»
Mi dice, mentre malferma sulle gambe, vado in bagno per lavarmi. Nei tre giorni successivi, devo far fronte a tanto sesso. Godo, mi scopano, in continuazione. Più di tutti è Dario. Sembra insaziabile. Mi prende anche tre volte al giorno, in ogni posto, modo o buco, sembra non averne mai abbastanza. Poi torna Eva. Appena dentro casa, mi viene incontro spogliandosi nuda davanti a tutti noi, mi abbraccia, incolla le sue labbra sulle mie in perfetto un bacio saffico. Sento le sue mani accarezzarmi, mentre la sua lingua, entra di prepotenza dentro la mia bocca e subito si intreccia con la mia, in una danza molto erotica. Dopo un momento di stupore, rispondo al bacio e, languidamente, mi eccito. Per me è la prima volta che bacio una donna, ma con lei mi sento subito a mio agio. Eva è bella, alta come me, mora, occhi neri, pelle leggermente ambrata, è di origine brasiliana. Magra, dalle tette piccole, una prima non di più, ha le mani lunghe, dita sottili, unghie lunghe laccate di un rosso vivo molto erotico.
«Finalmente ti conosco. Dario mi ha tanto decantato la tua capacità di godere appieno della sua super dotazione, che morivo dalla voglia di conoscerti.»
Il resto della vacanza è tutto sesso. Fra noi due, però, s’instaura una meravigliosa amicizia. Eva è profondamente lesbica. Ama Dario. Con lui, ha raggiunto una perfetta intesa sessuale, lui può scopare chi vuole a patto che poi Eva possa leccare, la sborra che esce dai buchi che lui riempie. Non accetta che i maschi la penetrino, al massimo sopporta solo le carezze del marito, nulla di più di tutto quello che è uomo. Apprezza e gradisce le mie inesperte carezze che, a mezzo dei suoi insegnamenti, diventano un vero piacere. Una tale intesa mi porta ben presto a godere come non mai: prima lui mi sfonda, poi lei mi lecca; mi procura un piacere sicuramente diverso, più dolce, sottile, come solo una donna sa di farti provare. Tornati in città, la nostra amicizia diventa vero amore. Lei mi telefona o viene a trovarmi, tutti i giorni. Anche il sesso, fra noi due diventa sempre più esclusivo, anche se, a volte, coinvolge anche Dario, mentre Luca, dopo aver goduto, durante le ferie, del mio corpo, sembra appagato. Sempre più spesso, divento ospite del letto di Dario ed Eva. Impazzisco fra le loro braccia. A volte sono così stanca, che non ho le forze per tornare a casa, come questa sera, che, complice anche la presenza di un amico loro, anch'esso molto dotato, mi hanno stremato e fatto godere tantissimo. Non ho voglia di tornare a casa, quindi chiamo Piero:
«Caro, son distrutta, questi due tori mi hanno sfondato tutti i buchi, poi Eva mi ha fatto impazzire con la sua lingua fantastica. Non ho la forza di tornare. Sì, lo so, che ti avevo promesso che sarei tornata ed avremmo fatto l’amore, ma cerca di capire: sono sfinita. Non avrei la forza di farti nemmeno una pompa da quanto mi fa male la bocca, quindi, fa il bravo marito: per questa sera, fatti una sega.»
Ti è piaciuto?
Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
Altri racconti di pennabianca
Eccitante al punto giusto
grazie.