Mi dice questo quasi supplicandomi. Non è che non voglio andare, ma solo l'idea di esser in costume davanti a quei due, mi fa ribollire il sangue, ma poiché sono una brava moglie, alla fine ubbidisco ed accettiamo l'offerta.
Ho giusto il tempo, il giorno prima di partire, di farmi depilare le gambe dall’estetista e, già che sono lì, chiedo se mi può aggiustare anche il mio triangolino. L'estetista mi mostra un recente catalogo con i tagli e le depilazioni più gettonate per l'estate in corso. Vedere tutte quelle fiche nel catalogo, mi fa uno strano effetto: scelgo una depilazione quasi totale, con un triangolino di peli sul monte di Venere e la ragazza, con estrema bravura, trasforma in due K, una al dritto e l'altra al rovescio, che formano una farfalla stilizzata, bellissima! Il giorno dopo, nel tardo pomeriggio, siamo a destinazione. Durante il viaggio con la vettura di Luca, io mi son seduta dietro con disappunto di Piero, che avrebbe voluto che stessi davanti, ma ho preferito esser fuori dal suo sguardo che, da quando mi ha visto, non ha fatto altro che spogliarmi con gli occhi. Dario ci aspetta davanti al cancello della sua villa, una costruzione perfettamente integrata con il paesaggio: un mix di roccia, legno, e vetrate che davano luminosità in ogni ambiente. Appena arrivata, scopro che per i prossimi tre giorni sarò l'unica donna e questo mi mette addosso una certa inquietudine, che, però, non faccio notare. Dopo esserci sistemati e dati una rinfrescata, Dario ci comunica che per la cena ha già prenotato in un bel ristorante giù in paese, quindi ci prepariamo per andar tutti insieme. Mentre mi sto cambiando i pantaloni lunghi, con altri, più corti, Piero mi chiede di indossare una gonna. Lo guardo stupita. C'è qualche cosa che mi sfugge nel suo comportamento negli ultimi giorni. Sono diversi giorni che non facciamo sesso ed io ne avrei di voglia da sfogare, poi, queste ferie così improvvise, con persone che non mi entusiasmano per niente, mi infastidisce non poco. Tutta una serie di situazioni, a dir poco equivoche, ed ora mi chiede di metter una gonna corta, tacchi alti, che guarda caso, mi ha appena regalato; direi che il tutto proprio non mi quadra, non so cosa abbia in mente, ma son curiosa di veder come finisce. A cena mi ritrovo sempre Luca davanti, che mi riempie continuamente il bicchiere di vino, credo che voglia ubriacarmi, cerco di reggere il gioco, ma è dura. Dopo cena, facciamo un breve giro per la città e, poi, decidono di tornare a casa. Credevo volessero passare una serata divertente, invece mi ritrovo sul terrazzo della villa a guardare le stelle ed il mare non molto lontano. Sono girata di spalle a loro, che stanno versando del limoncello in bicchieri gelati. Sento improvvisamente Piero abbracciarmi da dietro, mi bacia la nuca, sa come mi piace; resto alquanto sorpresa nel sentire il suo cazzo premere contro il solco delle mie natiche.
«Amore, rilassati, sono consapevole che da giorni non facciamo sesso, ma, questa sera, vorrei regalarti una nuova emozione»
Mi dice stringendomi a lui.
Mi giro, vedo lo sguardo dei due che, praticamente, mi spogliano con gli occhi. I loro sessi si vedono già duri sotto la leggera stoffa dei pantaloni. Mi desiderano, intuisco appena l'idea che ha Piero e ne rabbrividisco al solo pensiero.
Vorrebbe scoparmi davanti a loro? O, addirittura, con loro? O, da loro?
Resto titubante, lo lascio fare ed egli mi stringe, bacia e, molto lentamente, mi spoglia.
«Amore, lasciati andare, vedrai sarà bellissimo, è tanto che voglio realizzare questa fantasia: te, con tre maschi, e questa mi sembra la serata giusta.»
Mi sussurra, fra un bacio e l'altro.
Sono stupita: mi vuole scopare con loro? Ma si rende conto di quello che chiede? Dovrei far la puttana con loro? Cazzo! È troppo!
«Dai amore, fai la brava, lasciati andare, vedrai quanto godi.»
Mentre parla mi sta masturbando fra le cosce. Sono eccitata e lui lo sa. Non riesco a distogliere i miei pensieri dalla voglia che ho, ma se questo è il suo desiderio, allora vediamo come va a finire. Va bene, devo fare la brava moglie? Ora lo accontento io. Mi lascio spogliare velocemente. Gli altri restano stupiti, immobili. Mi abbasso davanti a Piero, gli tiro fuori il cazzo già durissimo, lo lecco, li guardo, mentre mi osservano a bocca aperta, poi lo infilo fin dentro la gola. Lui ha un lungo gemito di puro piacere. Lecco, succhio un poco, poi di colpo mi alzo, lo prendo con la mano, lo stringo e, nuda, mi avvio verso la camera da letto.
«Se ci dobbiamo divertire, voglio stare comoda.»
Gli dico e, senza girarmi, entro in camera. Quando mi siedo sul letto loro sono già nudi. Vedo e resto sorpresa dalle loro dotazioni. Piero ha una dotazione assolutamente normale, Luca ce l’ha sicuramente più lungo di tutti, mentre Dario è da paura, saranno quasi venti cm, ma di circonferenza è da panico, grosso come il mio polso. Subito Luca mi spinge indietro sul letto, si mette fra le mie cosce e comincia a leccarmi con estrema bravura. Godo, sento che sto per vivere un momento veramente bello. Riprendo quello di Piero in bocca, mentre Dario osserva segandosi, dopo aver appoggiato un ginocchio sul letto. Godo, vengo, tremo per il piacere che mi sta facendo provare. Luca aspetta che mi sia ripresa dall’orgasmo, si distende supino, mi attira su di sé. Piero si mette di lato, mi offre ancora il cazzo da succhiare. Lo lecco, lo sego lentamente, ma con lo sguardo, seguo il lento movimento che Dario sta facendo. Si masturba lentamente, senza perdere mai di vista le mie labbra. Impalata su di Luca, sento che me lo spinge dentro con lentezza, fino a toccare il fondo.
«Accidenti, come la sento stretta! Mi fa impazzire. La voglio godere tutta.»
Dice, inarcando le gambe. Incomincia a scoparmi con dei colpi dal basso verso l’alto, sempre più forti, profondi. Godo, sento il suo palo riempirmi tutta, incomincio a godere senza ritegno. Urlo, incito sempre di più il porco a sfondarmi tutta. Mi sbatte con impeto, non mi risparmia nulla. Piero si distende dietro di me. Sento le sue dita esplorarmi il fiorellino anale, sono eccitata, lo invito a sfondarmi il culo.
«Prendimi, lo voglio nel culo!»
Sono talmente in preda al piacere, che non mi rendo nemmeno conto di quello che dico. Poco dopo lui entra con decisione dentro di me, facendomi impazzire di piacere. Vorrei urlare, ma la voce non esce dalla mia bocca aperta, che è prontamente riempita dalla grossa cappella del cazzo di Dario. Cerco di farlo entrare in bocca, ma, a mala pena, riesco a leccare tutta la punta. Lo stringo con entrambe le mani, lo sego lentamente. Piero si scatena, mi pompa il culo come impazzito.
«Ti sfondo! Ti spacco il culo!»
Luca lo incita.
«Dai spaccale il culo, che poi glielo voglio riempire anch’io. Facciamo divertire questa troia!»
