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Erotika
La dolce vendetta anale del suo ex
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Racconto18 min di lettura

La dolce vendetta anale del suo ex

Lui me l'aveva lasciata vergine, un gran regalo... ma dopo ben 30anni si è vendicato e ora me la monta ad ogni occasione.

pennabianca
2 anni fa · 2.1k letture · 0

«Non mi sentirei offeso, anzi, mi piacerebbe se ti vedessi scopare con lui.»

Lei mi ha guardato con espressione di profonda meraviglia, poi si è voltata dall’altra parte e si è addormentata o, forse, ha fatto finta di dormire. La mattina dopo, lui non si presenta in spiaggia e mia moglie continuava a mandar messaggi e riceverne; ho notato sul suo volto un misto di stupore ed un po’ di felicità. Approfittando di un suo attimo di distrazione, ho letto i messaggi. Fra i tanti, esprimenti complimenti, ne leggo uno di lui con cui le chiedeva se avesse mantenuto una promessa fatta a suo tempo: quella cioè che culo e bocca avrebbero dovuto restare inviolati. Adesso capivo perché, in tutti questi anni, lei non mi aveva mai fatto un pompino e non mi aveva dato il culo: la ragione riposava sul fatto che li aveva promessi a lui, tanti anni prima. Ero rimasto basito a conoscere di quella promessa. Ma ciò che mi ha stupito ulteriormente, è stata la sua risposta: quelli sono sempre e solo tuoi. A leggere quelle frasi, mi sono eccitato moltissimo e, al suo ritorno, ho fatto finta di nulla. La sera, lui si presenta in albergo e, questa volta, lo invito io, prima a cena e dopo in una sala da ballo. Non ho mai saputo ballare, né è mai stato mio divertimento, ma quella mia proposta era rivolta ad offrir loro l’occasione per stare ancor più tempo assieme. Si son messi a ballare e, ad un tratto, non li ho più visti. Sono andato alla loro ricerca e li ho trovati in spiaggia, che si baciavano. Dopo di che, ritornano al nostro tavolo ed io, fingendo ancora di aver mal di testa, lascio mia moglie in compagnia di lui, che promette di riaccompagnarla. Per altri due giorni le cose si sono svolte sempre così. Lui, di giorno, era impegnato nel lavoro e, la sera, uscivamo a cena insieme, ma poi li lasciavo sistematicamente soli, rientrando in camera. Lei rientrava dopo circa due ore, ed io facevo finta di dormire. Quando si giunse all’ultima sera per lui, in quanto il giorno dopo sarebbe dovuto rientrare nella sua città, dopo cena, feci finta di andare in camera, ma, in realtà, mi nascosi e vidi entrambi andar in camera sua. Vederla entrare da lui, mi ha eccitato tantissimo: non ho resistito, ho tirato fuori il mio cazzo e mi son messo a segarmi. Mi sono fatto due seghe fantastiche! Finita la vacanza e rientrati a casa, la vedevo sempre con il cellulare in mano che chattava, cosi, un giorno, mentre lei era sotto la doccia, ho letto i messaggi nel suo cellulare, apprendendo quello che ero certo ci fosse: allo stato, lei aveva instaurato una relazione.Quella sera, le ho confessato di aver letto i suoi messaggi, e lei:

«Perdonami! Ti amo tantissimo, ma, per la prima volta in vita mia, ho goduto veramente tanto in quelle sere che sono andata da lui quando eravamo in vacanza in Puglia.»

L’ho guardata mentre era in evidente stato di tensione per esser stata scoperta, mentre io, che mi sentivo finalmente realizzato come cornuto, per renderla felice, secondo il principio che quel sentimento doveva prevalere sul mio egoismo, non potevo far altro che invitarlo a casa per un fine settimana.

«Amore mio, non sai quanto mi fai felice nel sentirti dire che lo vuoi invitare qui da noi, a passare un weekend. Devo confessarti che, quando sono stata con lui, avrebbe voluto sverginarmi il culo. Lui è stato il mio primo ragazzo, ma la verginità me l’hai tolta tu, cosi lui si sarebbe preso il culo, che fin da quel giorno non l’ho dato a nessuno. Son riuscita a dissuaderlo, perché gli ho fatto presente che tu, da tempo, anelavi a vedermi con un altro uomo e, poiché anch’io avevo questo desiderio, ho pensato che sarebbe stato bello per te esser presente, quando lui avrebbe colto quest’altra verginità. Per lui è stato un po’ difficile rinunciare a prendermi il culo, ma, in cambio, ha potuto gustarsi, per la prima volta, la mia bocca, insegnandomi a fare dei superbi pompini con ingoio e scopandomi in maniera sublime. Ora vorrei che, quando verrà qui da noi per il weekend, tu gli permettessi di farmi il culo.»

Ho guardato mia moglie con occhi di pura ammirazione. Anche in questa circostanza mi stava dimostrando di amarmi per davvero, perché, pur sapendo che non sarei stato in grado di aprirle il culo come andava fatto, voleva che, in qualche modo, fossi presente a questa sua iniziazione. Passano rapidamente i giorni e, il sabato mattina, Maria va dalla parrucchiera e dall’estetista e, quando torna, tra le mani ha tante buste e capisco che ha fatto anche degli acquisti. Dopo essersi rifugiata in camera da letto, mi chiama e mi invita ad andare con lei nel bagno. È completamente nuda ed è bellissima e noto anche il fatto che si è fatta sistemare il triangolino di peli sulla fica, lasciando un malizioso triangolino sul monte di Venere. Appena nel bagno, lascia scorrere l’acqua finché non si fa calda e, in una bacinella, aggiunge dell’estratto di camomilla e, con quell’infuso, riempie una peretta, mi guarda e mi chiede di farle un clisterino.

«Dai, aiutami, fammi un bel clistere, perché voglio esser ben pulita quando lui, questa sera, mi penetrerà il culo!»

La guardo stupito e, nello stesso tempo, affascinato. Ha pensato proprio a tutto. Eccitato come un cavallo, le lubrifico il forellino con del gel che ha comprato in farmacia e poi, lentamente, le infilo la cannula nel culo. La vedo fremere e, addirittura, irrigidirsi, quando le spingo dentro la cannula, per poi rilassarsi, quando inizio a pomparle dentro il contenuto della peretta. La vedo gemere e, nello stesso tempo, mi sembra quasi come se fossi stato io ad averle fatto il culo. È una sensazione strana quella di inondare il suo culo, così bello e godurioso. Le spingo dentro tutto il contenuto, poi lo sfilo lentamente e, quando esce, lei freme e si siede sul water in attesa di evacuare. Sono troppo eccitato e la guardo, mentre lei mi osserva cercando di trattenere quanto più possibile il liquido che ha in corpo. Ho il cazzo durissimo e così mi avvicino a lei: glielo metto davanti alla bocca.

«Mi hai detto che ti ha insegnato a far pompini, allora, visto che lui questa sera avrà il tuo culo, io, ora, vorrei assaporare il piacere della tua bocca.»

Mi guarda un attimo incerta, poi afferra il mio cazzo con le mani e lo appoggia alle labbra. Lo lecca un po’ e, quando lo spingo nella sua bocca, lei lo succhia velocemente e questo mi porta immediatamente all’orgasmo. Mi blocco e le schizzo in bocca tutto il mio seme. Lei è quasi colta alla sprovvista ed un po’ di sborra le cola lungo il mento, fino al seno. Si sfila il mio cazzo dalla bocca ancora gocciolante e mi guarda un po’ contrariata. Ingoia la mia sborra, ma pulisce la bocca con il dorso della mano e poi fa una cosa che mi sconvolge veramente: mi attira afferrando il mio viso con entrambe le mani e la sua bocca si unisce alla mia. Resto basito nel sentire il sapore della mia sborra sulla sua bocca e, dopo un attimo di incertezza, rispondo con passione a quel bacio, così perverso. Quando mi stacco da lei, lei si svuota nel water e poi mi chiede di ripetere l’operazione, perché vuole esser certa che il suo culetto sia ben pulito. Dopo aver fatto quest’operazione, riempie la vasca da bagno con acqua e sali profumati, vi si immerge per una ventina di minuti e, quando esce, cosparge il suo corpo con della crema che rende la sua pelle ancor più morbida e profumata. Poi va in camera da letto e, solo allora, scopro che ha acquistato della lingerie molto sexy. Indossa un sensualissimo tanga nero, con reggicalze, autoreggenti e scarpe con il tacco 12 nero. Il reggiseno è costituito da due triangoli di stoffa, tenuti insieme da delle strisce nere ricamate e molto eleganti. Poi copre il tutto con un tubino nero corto alle ginocchia, con spacco frontale alto, bretelline fini ed aperto sulle spalle. La guardo e mi sento di nuovo il cazzo duro. Quando arriva, lui entra in casa e la guarda con occhi carichi di ammirazione.

Prima di andare avanti…

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