Per tutta risposta, mi infila la lingua in bocca. Mi bacia con passione, con impeto, strisciando il suo corpo contro il mio e facendo premere la sua fica contro il mio cazzo, che ora è duro come una spranga di ferro. Poi si stacca da me e, servendosi di una piccola sporgenza, esce fuori dall’acqua e si sdraia sulla roccia a cosce aperte, rivolte verso di me. È una visione sconvolgente! La sua giovane ostrica rosa, aperta, offerta al mio sguardo e al mio desiderio è qualcosa che mi fa letteralmente andare ai pazzi. Esco dall’acqua, mi sdraio fra le sue cosce, inginocchiato e, mentre la guardo carico di desiderio, lei mi parla con un tono sereno ma deciso, ben determinata ad ottenere ciò che desidera.«Sono una ragazza di 20 anni, ancora vergine ed ho deciso che sarai tu, oggi, a farmi diventar donna. Non intendo assolutamente intromettermi nel rapporto che tu hai con mia zia, ma ti assicuro che, in questo momento, voglio solo diventare donna con te. Da oltre un anno, assumo la pillola, perché voglio godere di questo momento liberamente ed assaporare, fin in fondo, il piacere che ne deriverà, nel sentire il tuo membro che mi inonda il ventre.»Nonostante la forte eccitazione, la guardo e, seppur convinto della sua inutilità, cerco di dissuaderla.«Perché io?
Ci sono tanti giovani che farebbero follie per averti. Perché io? Ho più del doppio dei tuoi anni, potrei esser tuo padre.»Lei solleva le braccia e mi attira a sé, mi bacia ancora e poi mi guarda con occhi languidi e carichi di desiderio.
«Dei miei coetanei non so che farmene! Essi pensano solo al loro piacere, mentre io voglio diventar donna fra le braccia di un uomo che mi farà impazzire di piacere. In tutto questo tempo che ho vissuto assieme a te e Matilde, ho potuto constatare che tu, a letto, sei un vero toro! La scopi senza ritegno, la fai godere bene ed a lungo, facendo in modo che assapori bene il piacere che tu le stai dando. È per questo che ho deciso che dovrai esser tu a farmi diventar donna!»
La guardo, mi sollevo un po’ ed osservo il suo giovane corpo nudo, la pelle è vellutata, profuma di fresco, insomma è da infarto! Sento forte il desiderio di soddisfare questa femmina, così mi ci avvento sopra ed inizio a baciarle delicatamente il collo, per poi passare ai seni, con cui gioco un po’, scendo giù sul pancino coperto da una finissima peluria e mi fermo ad osservarla un attimo: ho sotto di me una ragazza di 20 anni, nuda, a gambe aperte, sono sicuro di sognare! Ora mi sveglierò sudato come sempre, ma una voce sensuale mi riporta alla bellissima realtà che sto vivendo.«Zio…Scopami! Fammi impazzire fra le tue braccia!
Scivolo ancora più in basso e inizio a leccare delicatamente quella fighetta che, per la prima volta, sente il contatto con la mia lingua, la esploro tutta, ha un buon sapore. Annuso l’odore di femmina in calore che emana e poi affondo la mia lingua fra le pieghe di quell’ostrica che sta già emettendo una ingente quantità di nettare prelibato, che lecco e succhio fino all’ultima goccia. Lei geme, poi di colpo si rigira e si trova con la faccia davanti alla mia verga che impugna e, subito, comincia a leccare, dimostrando di saper ben tenere un cazzo in bocca. Gioca a far scivolare la lingua lungo l’asta, su e giù e poi, con le labbra afferra delicatamente le palle e le succhia una dopo l’altra, facendomi gemere di piacere; infine scivola ancora un po’ più in basso e, con la punta della lingua, va lambire il mio buchetto.
Mi piace quello che sta facendo e subito glielo dimostro.«Cazzo! Sarai anche vergine, ma sicuramente non lo sei di bocca! Credo che tu abbia già succhiato qualche bell’uccello! Brava, continua così!»Risale e lavora la mia verga facendola scorrere tutta fino in fondo alla gola. È stupendo constatare con quanta facilità se la infila in gola, che, come ho già detto, è di consistenti dimensioni, sia in lunghezza che larghezza. Le restituisco il piacere leccandola bene ed a fondo e, ad un tratto, il suo corpo si tende nello spasmo di un orgasmo. Emette solo un gemito a bocca piena e, per un attimo, serra con forza le labbra sul mio cazzo e, con i denti, lo stringe delicatamente, facendomi assaggiare il brivido di sentirlo morso. È una sensazione sconvolgente! Poi, di colpo si stacca da me, mi spinge a sdraiarmi supino e lei stessa, con un gesto semplice, mi sale sopra, afferra la mia verga e mette la punta all’imbocco dello spacco della sua fica, mi guarda un attimo negli occhi, mentre, a mia volta, la blocco per un istante.
«Sei sicura? Pensaci bene, perché non sarà più possibile tornare indietro!»
Non mi risponde. Chiude gli occhi e, improvvisamente, si lascia cadere impalandosi di colpo sul mio cazzo. Immediatamente il suo viso si trasforma in una maschera di dolore. La sua bocca si spalanca, i suoi occhi sono sconvolti mentre mi guarda, senza riuscire a proferir parola.
«Tranquilla, piccola! Tra poco passa tutto! Il peggio è passato, ora sarà solo e sempre piacere!»Rimane immobile per un lungo istante, poi, lentamente, si solleva e di nuovo si lascia cadere su di me. Ben presto il suo viso si trasforma in una maschera di piacere e, allora, sollevo le mie gambe, inarcandole, e comincio a scoparla dal basso, facendola sobbalzare ad ogni affondo. Gode, ha un orgasmo così forte che mi guarda stupita, a bocca spalancata, per poi emettere solo un flebile lamento:«ODDIO! Vengo! Godo!»
Il suo corpo viene scosso da un fremito che la fa vibrare tutta e, dopo esser stata per un lungo istante immobile, riprende a cavalcare il mio cazzo, iniziando a godere sempre di più. Un orgasmo dopo l’altro, in rapida successione, che ben presto la portano allo stremo e lei, con il fiato corto, si sdraia su di me.«Meraviglioso! Sei meraviglioso! Era proprio questo che volevo: godere! Godere la prima volta fra le braccia di un uomo che sa esattamente come far impazzire una donna.»L’abbraccio, la sollevo e mi rigiro, la faccio distendere sotto di me. Le sollevo le gambe e le porto i talloni ad appoggiarli sulle mie cosce. Continuo a scoparla alzandomi un po’ sulle braccia e lei alza la testa per vedere meglio: è la prima volta che vede un uccello entrarle dentro la fica, lo guarda a lungo e si rimette giù.«Sono felice che sia stato tu a prendermi, la prima volta. Ero certa che mi avresti fatto godere e vederti sfondare la mia fica mi ha fatto letteralmente impazzire! Ora ti voglio sentir dentro, voglio sentire come e quanto mi inondi. Dai, non ti preoccupare zio, riempimi!»Mi abbraccia mentre aumento il ritmo delle spinte che si fanno sempre più intense e, infatti, poco dopo, sono al mio culmine. Altre due spinte forti e le inondo l’utero con un mare di sperma. Gode ed impazzisce nel sentire il suo ventre inondato dal mio sperma.
«Bellissimo! Ti sento! Ti sento dentro di me! Vieni, ti prego! Dai, che vengo anch’io!»Rimango per qualche altro istante tra le sue gambe, mentre delicatamente mi accarezza la schiena. Mi bacia, poi mi chiede di sdraiarmi di lato a lei. Mi sfilo lentamente e vedo il mio cazzo inzuppato sia dei miei che dei suoi umori, dal colore leggermente rosato, indice del fatto che forse qualche goccia di sangue, con quella introduzione veloce e repentina, è uscito. Lei si gira su di me e la sua bocca si porta voracemente sul mio cazzo, ancora turgido. Lo bacia, lo lecca e ne assapora ogni singola goccia del piacere di cui è intriso, poi si solleva e, un po’ malferma sulle gambe, fa due passi e si tuffa in mare. Mi alzo e la seguo; l’acqua fresca, in qualche modo, desta i nostri sensi e, poco dopo, lei torna verso la riva, seguita da me. Abbracciati nell’acqua, semi sommersi, lei mi bacia con intensa passione e poi mi guarda con occhi ancora carichi di desiderio, mentre sento il mio cazzo che non ha perso neanche un po’ della sua rigidità.«Che eri stupendo, lo sapevo! Ma che mi avresti fatto impazzire così, non ero molto sicura. Adesso, per favore, voglio che completi l’opera.»
La guardo cercando di capire, ma lei, senza nessuna risposta, sale e, dopo essersi inginocchiata, si piega in avanti fino ad appoggiare il viso sul telo, e con le mani portate dietro, apre le sue splendide chiappe. Esco dall’acqua, mentre osservo ciò che mostra quel culo meraviglioso, così spudoratamente offerto. Anche in questo caso, sono decisamente titubante, perché ho paura di farle veramente male.«Ragazzina, non scherzare! Qui non si tratta di un colpo e via. Qui ti farò veramente male e non è una cosa da prendere alla leggera.»Lei mi guarda, si solleva un po’ e il suo viso, come i suoi occhi, sono duri e molto determinati.«Certo che mi farai male! È esattamente quello che voglio! Mi deve bruciare il culo per almeno una settimana! Forse non hai capito: voglio che mi resti in maniera indelebile il piacere di questa mia prima volta! E non c’è niente di meglio che sentire il corpo indolenzito e bruciare, per tener viva una sensazione tanto desiderata. Dai, non esitare! Vieni qui, e rompimi il culo! Devi farlo in maniera dura, che mi faccia male, perché me lo voglio ricordare per sempre!»Mi inginocchio dietro di lei ed osservo quella piccola rosetta che freme. Mi abbasso, la lecco, la succhio, cercando di lubrificarla il più possibile, mentre lei geme. Assapora il piacere della mia lingua, poi mi sollevo, afferro la mia mazza dura e, lentamente, la spingo dentro la sua fica. Lei si gira, mi guarda cercando di capire, poi, quando vedo che il mio cazzo è ben inzuppato dei suoi umori e della sborra che ancora è al suo interno, lo sfilo ed avvicino la cappella allo sfintere; inizio a spingere per forzare la resistenza di quel buchetto, che sembra non voler cedere. Lei, lascia le chiappe con le mani e vi si appoggia, si solleva e, con una spinta decisa, spinge il suo corpo tutto all’indietro, facendo entrare il mio cazzo nel suo culo, con un colpo solo. Si gira e mi guarda stupita, con la bocca spalancata, mentre un grido di dolore esce dalle sue labbra.
