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Nipotina ingravidata in doppia
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Racconto26 min di lettura

Nipotina ingravidata in doppia

La passione di alcune ragazze per il maschio maturo è all'origine di questa storia di amanti e colpi di scena.

pennabianca
2 anni fa · 3.9k letture · 1

«Aahiaaaaa! È tremendo! Mi sto spaccando il culo! Cazzo, come sei grosso!»Mi abbasso su di lei, le afferro le tette da dietro e inizio a baciarla sul collo, mentre le tocco la fica.«Toccati la fica. Masturbati. Così il piacere allevierà il dolore e sarà ancora più piacevole.»Lei esegue il mio ordine e, quando la vedo più rilassata, riprendo a spingere, fino a che i coglioni si trovano a sbattere sul suo culo.«Adesso è tutto dentro! Ora te lo sfondo questo bel culetto! Sei la mia troietta preferita!»

Confermo, iniziando a muovermi dentro di lei per aprirle il buchetto che si adatta velocemente alle misure del mio uccello.«Sei veramente un gran porco! Ma sei anche il mio porco preferito!»Ribatte lei sorridendo. La sto inculando da un po’ e la cosa inizia a piacerle al punto da incitarmi con voce sempre più roca a sfondarla ancor di più.«Dai, rompimelo per bene! Spaccalo tutto! E poi farciscimi tutta, anche lì!»Mi incita ed è un invito che non mi lascio scappare. L’afferro forte per le spalle ed affondo sempre più dentro di lei con colpi possenti, fino a quando non la sento gridare di piacere per l’orgasmo che sta provando.«Vengo! Vengo anche di culo! Porco Meraviglioso! Riempimi anche il culo! Dai, che vengo! Ora!»

Nel sentire il suo orgasmo, non mi riesce di trattenermi più così le inondo l’intestino, svuotandomi le palle fino all’ultima goccia. Resto per un lungo istante ancora piantato dentro di lei che trema, ancora scossa dal piacere, poi mi fa sfilare e di nuovo prende il mio cazzo in bocca intriso dei suoi umori e della mia sborra e, dopo averlo leccato e pulito bene, si tuffa di nuovo in acqua, imitata da me che sento proprio la necessità di darmi una rinfrescata. Giochiamo un po’ nell’acqua, poi risaliti ci distendiamo un po’ al sole, ma essendo mezzogiorno, il sole picchia e ci induce a trovare refrigerio nella piccola cavità, dietro le nostre spalle. Sdraiati al fresco, consumiamo il nostro frugale spuntino a base di frutta e, mentre siamo sdraiati l’una accanto all’altro, lei mi guarda con occhi maliziosi.«Zio, avevo voglia di chiederti: una ragazza che si scopa il compagno di sua zia, come la definiresti?»La guardo e le sorrido in maniera complice.«Una ragazza subdola ed anche un po’ troia!»Lei sorride ed annuisce, dicendo che in questo momento si sente alquanto perversa, per cui, se voglio, posso anche punirla. Io la stringo a me, la bacio con passione e poi le mollo uno sculaccione sul quel culo da favola, appena sfondato.«ahiaaaa! Mi fai male! Sei davvero cattivo!»Grida lei, poco convinta, poi si abbassa e prende di nuovo il mio cazzo in bocca, mi insaliva la cappella e dopo averla appoggiata alle labbra la prende tutto in gola. La guardo e scuoto il capo, poco convinto.«Credo che tu mi abbia spremuto, fino all’ultima goccia!»

Lei sorride maliziosa e mi dice di sdraiarmi e rilassarmi, cosa che faccio e immediatamente inizia uno dei più bei pompini che abbia mai ricevuto. Massaggia con le labbra ogni singolo centimetro del mio cazzo, lo succhia, lo lecca e lo sega con entrambe le mani. Si diverte a lungo e poi, ad un tratto, serra con forza la cappella fra le labbra; mentre me lo succhia e muove la lingua sulla punta velocemente, le sue mani mi segano stringendolo e muovendosi velocemente. Avverto un orgasmo improvviso esplodere e, guardandola meravigliato, le riverso in bocca quel po’ di sperma che ancora era rimasto nelle mie palle.«Cazzo, Silvia! Non è possibile! Mi fai sborrare ancora?»Raccoglie il mio seme nella sua bocca fino all’ultima goccia, e lecca e succhia il mio cazzo lasciandolo distrutto, ma pulito. Lei ingoia e, un attimo dopo, io le metto una mano sul capo e l’attiro a me, baciandola con passione. Vedo lo stupore nei suoi occhi mentre le nostre bocche si congiungono e le nostre lingue si cercano e si scambiano gli umori; assaggio anche il sapore della mia sborra. Lei risponde al bacio con molto trasporto, con enfasi, con vero piacere! Poi si stacca e mi guarda incredula.

«Non è possibile! È la prima volta che un maschio mi bacia dopo che gli ho succhiato il cazzo! Non mi era mai successo! Perché lo hai fatto? A te non dà fastidio?»La guardo ed ora sono io ad esser stupito.«Perché dovrebbe darmi fastidio? A te non ha dato fastidio bere la mia sborra, quindi perché a me dovrebbe infastidire baciarti, dopo che mi hai succhiato anche l’anima!»

Mi abbraccia e mi bacia con forza, dicendo che sono la persona più fantastica del mondo e che, semmai un giorno vorrà un compagno al suo fianco, dovrà esser speciale come me! Restiamo ancora un po’ di tempo e poi ci incamminiamo verso la barca e torniamo a casa. Per il resto della settimana il suo comportamento è rimasto uguale a sempre, senza nessun gesto che potesse, in qualche modo, far capire cosa vi era stato fra noi. Io e Matilde siamo tornati a casa dopo le vacanze, consapevoli che lei poi ci avrebbe raggiunto il mese successivo. Durante i giorni di vacanza, ora che aveva scoperto le gioie del sesso, Silvia si è adoperata a rifarsi del tempo perduto. Ho sentito mia cognata lamentarsi con Matilde della figlia che scopava a destra e a manca e di tenerla un po’ più sotto controllo una volta che sarebbe tornata a vivere con noi. Invece, al suo ritorno, tutto sembrò tornato come prima, ad eccezione delle provocazioni che erano di fatto cessate, come se il suo interesse per me fosse di colpo cessato. 

In realtà era combattuta fra il desiderio di avermi, ma anche di far in modo da non dar adito a che potesse nuocere al rapporto che avevo con Matilde. Un sabato mattina, dopo aver capito che sua zia era impegnata al lavoro, me la vedo entrare nel mio studio.

«Scusami, se ti disturbo, ma ho voglia di esser maltrattata! Ho trovato un fidanzato, bravo, carino, dolce e molto premuroso, ma, a letto, non mi tratta da puttana e io ho voglia di sentirmi esattamente così! Se però la cosa ti infastidisce, non ne facciamo nulla, esco e trovo un altro che mi sbatti.»

La guardo, mi giro e le faccio cenno di avvicinarsi. Indossa un vestitino molto leggero, lei si inginocchia fra le mie gambe, apre velocemente i pantaloni, estrae il cazzo già duro, lo impugna con la mano e mi insaliva la cappella; poi si solleva e si posizione a cavallo su di me. Allungo la mano e la tocco. È tutta bagnata, posiziona il cazzo nella sua intimità e la guardo negli occhi: non voglio perdermi neanche un secondo di questo momento con lei, che mi fissa con intensità. Si lascia andare e si impala con un solo affondo. Il suo viso si trasforma in una maschera di piacere.«Scopami! Sfondami tutta! Fammi sentire veramente TROIA!»La lascio cavalcare il mio cazzo e godere intensamente alcune volte, poi mi sollevo, mi sfilo da lei, afferrò una sedia e gliela posiziono davanti in modo da farle appoggiare le mani sulla seduta, ritrovandomela davanti a 90°. Poi le sollevo il vestito e appoggio la punta del mio cazzo al suo meraviglioso culetto e, con una spinta decisa e ferma, le entro dentro tutto fino in fondo.«Aahiii! Sì, cazzo, così! Sfondami il culo e fammi male! Ecco cosa mi manca con lui! Lui non è stronzo, come te e mi tratta con troppo rispetto. Vengo! Continua, non ti fermare.»La scopo come un indemoniato e poi, quando sono all’apice del piacere, sento che lei è prossima ad un altro orgasmo e, appena odo il suo grido di piacere, le sborro in culo. Quando sente il mio orgasmo, afferra con una mano il mio cazzo, si sposta di colpo e si gira, si inginocchia davanti a me e prende gli ultimi schizzi direttamente tra bocca in faccia. Lecca fino all’ultima goccia, poi si solleva e mi bacia. Rispondo con ardore al suo bacio e lei mi sorride.«Ora vado ad un appuntamento con il mio cornutello e lo bacerò in bocca: se il sapore della tua sborra gli piacerà, continuerò a star con lui, altrimenti lo mando a quel paese!»

Senza aggiungere altro, prende ed esce. Il giorno successivo, in un momento che siamo soli, mi sorride e mi dice che lui ha apprezzato il bacio e, guardandola dritta negli occhi, le ha chiesto se il sapore che sentiva era ciò che lui immaginava. Lei gli ha sorriso e gli ha detto che, forse, poteva esser anche la sborra di un altro maschio. La sua reazione è stata immediata, erano in auto, ha fermato la macchina e, senza neanche badare a chi ci fosse intorno, ha sdraiato il sedile e le è salito subito sopra, scopandola con rinnovata forza. Era un’altra persona!«Mi ha chiesto, se era veramente la sborra di un altro maschio e, prima che io potessi rispondere, mi ha detto che, in quel caso, vorrebbe conoscerlo. Ora io non so cosa fare con te! Ho paura che se gli rivelo che tu mi hai scopato, un domani potrebbe avere delle ripercussioni con zia Matilde e, questo, proprio non lo voglio.»La guardo un po’ indeciso e concordo con lei che il rischio è davvero troppo alto. Dopo questo ennesimo episodio, lei continua in più occasioni a chiedermi di scopare e, non potendo restar soli, tanto per non destare sospetti, siamo costretti a delle sveltine, che lei apprezza moltissimo, perché, subito dopo, corre a baciare il suo cornuto che, ogni giorno e sempre di più, si rende conto di avere tra le mani una vera zoccoletta, che però lo fa impazzire. Per più di un anno le cose sono andate avanti in questo modo e lei mi racconta che lui, quando pensa che un altro maschio sborra in bocca alla sua donna, gode come un pazzo. Poi è Matilde che, casualmente, li incontra insieme e li invita, la domenica successiva, a pranzo a casa nostra. Quando arriva il giovane, che si chiama Paolo, ci troviamo davanti ad un bravo ragazzo, di buona famiglia, che ha un’aria un po’ timida e sottomessa. Durante il pranzo ci parla di lui e delle sue aspettative come medico, avendo già iniziato il tirocinio e Matilde scopre che hanno lavorato insieme in più di un’occasione, ultimamente. Quando mi ritrovo un momento da solo con lui, cerco di capire che tipo di uomo lui desideri essere.

Prima di andare avanti…

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