Mi incita, quand'anche non lo avesse chiesto, lo avrei fatto lo stesso; mi infilo giù per la gola quel palo che ora ha dimensioni sempre ragguardevoli, ma ne posso accogliere senz'altro di più. Resto distesa per un poco. Poi mi rivesto ed Augusto non smette a congratularsi con me. «Sei una donna stupenda, sana come un pesce, con un apparato sessuale in perfetta forma. Complimenti! Per tutte le risposte ai vari esami che faremo, se ti va di ripassare fra otto giorni, saranno pronte». Li guardo, stremata. «Forse è meglio dieci, o dodici, giorni». Rispondo io, scherzando. Lui mi prende per mano, mi accompagna alla porta e, nel mentre, sento la sborra colare dentro le mutandine. «Sono contento di averti conosciuto, sei stupenda, vieni quando vuoi». Mi bacia sulla bocca. Esco e vado alla macchina, trascinando letteralmente le gambe e torno a casa. La sera tardi, rientra mio marito. Quando viene a letto, mi si avvicina con la chiara voglia di scopare, ma io sono a pezzi. Ho il culo in fiamme, la fica indolenzita e gonfia, la gola mi fa male: mi chiede della visita. «È stata dura. Mi hanno analizzato a fondo, in maniera molto invasiva». Poi, per tenerlo buono, mi avvicino al suo cazzo, lo guardo con occhi diversi: sì, è vero, che non ha le notevoli dimensioni di quelli che ho preso oggi, ma, fino ad ora, mi ha fatto divertire molto, e così me lo infilo dentro la gola martoriata. Lo succhio con maestria, perché so come farlo sborrare velocemente. Infatti poco dopo, mi irrora l’ugola di dolcissimo nettare, che, in parte, allevia il mio mal di gola.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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