«Buongiorno e buon compleanno! Oggi io e tuo padre abbiamo deciso di esser a vostra completa disposizione. È la vostra festa, quindi, ogni vostro desiderio sarà nostra premura esaudirlo.»
Eva di gira, mi guarda e poi guarda mia madre, cui, incredula, chiede conferma.
«Franca, è vero ciò che dici? Ogni desiderio?»
Essi annuiscono e allora lei si gira verso di me e mi abbraccia.
«Allora io desidero passare una bellissima giornata insieme a voi tre, completamente nudi!»
Essi sorridono compiaciuti, mentre io ho un leggero brivido di imbarazzo, ma non ho il tempo di replicare, perché immediatamente Eva si abbassa davanti a me e, con un gesto rapido, mi fa scendere il perizoma fino alle caviglie. Scoppiamo tutti a ridere e, dopo aver fatto colazione, ci mettiamo distesi a prendere il sole in piscina. Sdraiata sopra un lettino, cerco di distrarre la mia mente, leggendo un giornale di gossip, mentre osservo, attraverso i miei occhiali da sole, il corpo di mia madre così bello, tonico e sensuale, mentre si lascia spalmare la crema solare da mio padre, che reputo uno splendido esempio di maschio, dal fisico asciutto, ben proporzionato e, soprattutto, con una dotazione che, anche se in fase di riposo, mostra di esser notevole. Quando provo ad immaginare come possa essere in erezione, ho un brivido così intenso che mi fa subito sentir bagnata fra le cosce e, istintivamente, mi alzo e mi tuffo in piscina. Anche Eva è distesa e il suo cellulare è un continuo trillare per le notifiche di messaggi che le arrivano. Per quasi due ore, restiamo distesi a parlare e ad aprire i regali che i miei genitori ci hanno fatto. È bello vedere la gioia negli occhi di Eva, quando apre il mio regalo e dentro vi trova le chiavi della vettura dei suoi sogni: una Fiat 500 elettrica, di ultima generazione. Mi ero consultata con mia madre ed avevo scoperto che aveva conseguito la patente di guida, il giorno prima di partire per le vacanze.
«Oh, no, mamma, sei fantastica! Come hai fatto a sapere che ero già munita della patente di guida?»
Poi si gira verso mia madre che ride divertita e ci abbraccia tutt'e due. Le spiego che la troverà nel garage, al nostro ritorno dalle vacanze. Ad un tratto il suo cellulare inizia a vibrare con una serie di messaggi ininterrotti. I suoi occhi brillano e, quando il suo telefono squilla e lei risponde, esulta all'istante.
«Amore, grazie! Cosa? No, non ci credo! Non è possibile! Mi avevi detto che saresti andato lontanissimo! Certo, lo faccio adesso, immediatamente!»
Io e mia madre ci guardiamo negli occhi senza capire, mentre lei si alza in piedi e raggiunge il limite del giardino, dove un muretto delimita il bordo della scogliera e, subito, dato uno sguardo oltre il muro, prende a salutare qualcuno con la mano. Esulta di gioia e subito si gira verso di noi e ci fa cenno di avvicinarci.
«Venite, venite a vedere che splendida sorpresa mi ha fatto Riccardo! Lui e suo padre, hanno ormeggiato il loro yacht qui, nella baia, proprio davanti a noi! Guardate è quella barca laggiù in fondo.»
Ci avviciniamo al muretto e, guardiamo nella direzione indicata, subito mio padre fa un fischio di compiacimento.
«Caspita! Quella sì che una gran bella barca! È un Princess 95, un Super Flybridge della gamma X Class! Quella è roba per gente ricca!»
Essendo lui un appassionato di barche, ha subito identificato qualcosa di veramente speciale e devo ammettere che, pur osservandola a distanza, la prima impressione è che sia davvero qualcosa di estremamente lussuoso. Eva è in visibilio, continua a sbracciarsi salutando qualcuno da sopra il muretto, qualcuno che, evidentemente, la sta osservando dalla barca. Poi si gira e continuando a parlare al telefono:
«Assolutamente, sì! Certo! Accettiamo volentieri e ci vediamo fra poco al molo del borgo.»
Poi si rivolge anche noi.
«Riccardo e Giulio, suo padre, ci hanno invitato a pranzo a bordo del loro yacht, per festeggiare il mio compleanno.»
Poi senza aggiungere altro, si dirige verso la casa insieme ai miei genitori, mentre io li seguo sempre un po' perplessa e stupita da tante cose che ancora fatico a capire. Eva e mio padre spariscono all’interno, mentre io, quando sono appena sotto il portico, trovo mia madre appoggiata ad una colonna che mi osserva con le braccia conserte: la sua voce è calma, ma nello stesso tempo molto tagliente.
«Allora? Qual è il problema? Ti preoccupa il fatto che Eva abbia una relazione con un bravo ragazzo, che ne è innamorato alla follia e che lei ricambia. Cosa ti stupisce? Il fatto che pensi di averla trascurata per inseguire la tua carriera? Smetti di aver di queste remore, questi scrupoli, che ti fanno solo incupire, perché non hai nulla di cui rimproverarti. Ti sei impegnata nel tuo lavoro per raggiungere la posizione che hai raggiunto e, di questo, io e tuo padre siamo molto orgogliosi e lo stesso ho fatto io con Eva. Mi sono impegnata affinché lei oggi fosse una donna sicura di sé, tranquilla e felice e, per fare questo, fin da subito l’ho trattata come se fosse, non mia nipote, ma mia figlia. E, poiché con te ritengo di aver fatto degli errori, sono stata molto attenta a non commetterne anche con lei. Quando mi son accorta che gli piacevano i ragazzi, son subito corse ai ripari e l’ho portata dalla mia ginecologa, che le ha prescritto la pillola, così, dopo averle regolarizzato il ciclo e ti assicuro che era un vero disastro, le ha dato la tranquillità necessaria per vivere il momento del passaggio da adolescente a donna, in assoluta tranquillità. Non guardarmi con quegli occhi stupiti. Tua figlia scopa, gode e sa far godere un maschio, benissimo! In fondo di cosa ti stupisci? Anche tu, alla sua età, hai preso tanti di quei cazzi che non sei riuscita nemmeno a capire chi ti aveva ingravidato, perciò non volevo che lei avesse questo stesso problema. Eva è una donna molto più matura di quello che attesta la sua età anagrafica. Smettila di pensare che non sei stata una brava madre, perché lo sei stata, ma non per una figlia, bensì per una sorella. E ora andiamo a metterci in tiro. Giulio, il padre di Riccardo, è un bell’uomo, sulla cinquantina, vedovo da oltre sei anni cui, ti assicuro, piace molto il fascino femminile.»
Mi prende sottobraccio, ed insieme entriamo in casa.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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